Ricordo ancora la prima sera, le sue mani ad afferrarmi per i fianchi mentre mi stringeva tra il suo corpo e la scrivania. In ufficio non rimane mai nessuno dopo le 18,00.: avevo raccolto le mie cose nella borsa beige. L’irruenza con cui me lo sono ritrovato addosso mi ha colta di sorpresa e il contenuto è finito sparso sul pavimento. Fino a cinque minuti prima stavamo intrattenendoci più o meno compostamente, gli stavo dicendo della sorpresa nel vederlo quando un quarto d’ora prima stava dicendomi al telefono che era nel suo studio e invece aveva preso la macchina da Firenze più di due ore prima. Aveva sortito un certo effetto in me, era innegabile.
Da settimane io e Riccardo, affermato specialista in ginecologia, flirtavamo a distanza, in modo marcatamente ammiccante. Fantasie ne avevamo fatte insieme, tante.
Ora stavano tutte lì, anima e corpo. Ecco, soprattutto quest’ultimo, con tutto il desiderio che lo animava e che sentivo premere contro una coscia, l’attimo prima di avvertire il calore delle sue mani far salire con un gesto brusco l’orlo della gonna e prendermi... lentamente.
Rammento quel suo ritrarsi e quel tornare ad aprirmi con una spinta nuova, più decisa e ben assestata. E la successiva, intensamente più forte.
Aveva un volto il piacere che montava nella presa delle sue mani, intente a prendere possesso dei miei seni; il mio, avvampato, trasfigurato dalla passione. Non ho la cognizione del tempo trascorso a regalarmi piacere... ma ricordo il suo trasalire e l’espressione stravolta, il respiro ansante quando girandomi, l’ho visto lasciarsi andare sulla sedia girevole: la patta dei pantaloni aperta, l’erezione ancora imponente.
Un fremito mi ha percorso la schiena nel momento in cui ho visto le mie gambe schiudersi e sentirlo così vicino da sfiorarmi i peli del pube. Ho trattenuto il respiro.
Abbiamo ripreso a fare l’amore, senza dire una parola, senza staccare gli occhi dagli occhi dell’altro. I gemiti sono giunti più forti, mi sono inarcata con la schiena, lui ha capito... mi ha chiuso la bocca con un bacio avido per soffocare un grido annunciat la forma del piacere più sublime...
Mi sono lasciata lentamente scivolare ai suoi piedi; cercavo di riprendere fiato. Avevo le mani bagnate, avvertivo del calore umido scivolare lungo le gambe, tra le cosce.
Ho sentito istintivamente il suo sapore, la reazione immediata di un sussulto... infine la resa. E il dono concitato. Era ancora lì, teso allo spasimo quando mi sono rialzata indietreggiando fino alla porta, senza mai distogliere lo sguardo dal suo...
"Bambina, mi piaci", ripeteva in tono gentile, muovendo qualche passo verso di me: intanto, la porta alle mie spalle poneva fine al mio arretrare.
Le mie gambe si sono animate da sole mentre si stringevano intorno ai suoi fianchi, saldamente; l’ho sentito scivolarmi lungo il ventre, infine attraversarmi fluidamente, pervasa da uno stato di grazia e da una sensazione molto simile al sollievo nel sentire i suoi movimenti dentro di me, arrancare.
Sollevandomi e abbassandomi ritmicamente, mi sono ritrovata immobilizzata dal bacino in giù dalla pressione imperiosa del suo corp quell’espressione, i suoi rantoli lamentosi un attimo prima di assestare le ultime spinte... anticamera di un amplesso corale, consumato e goduto all’unisono.
Infine, il caldo fluido vischioso scivolarmi tra le gambe mentre ancora rimaneva immobile ed ansimante dentro di me.
Il suo respiro e il mio.
Il suo sudore e il mio.
I suoi umori mischiati ai miei.
E i battiti del cuore...
Da quella sera, per le settimane consecutive, quando non era di turno in ospedale, non ci ha pensato mai due volte prima di salire in macchina e raggiungermi. E' successo altre volte di fare l'amore in ufficio; facciamo l'amore nel mio letto così come è accaduto di farlo in macchina, come due adolescenti.
Il 20 Aprile prossimo, il nostro primo fine settimana insieme, da lui a Firenze.
Prenderò l'eurostar (in 1h e 40 m giunge alla stazione Santa Maria Novella) delle 18,00 - se ce n'è uno intorno a quell'ora - perchè lui lavora fino alle 20,00.
Prenderò il pomeriggio libero in ufficio e per la prima volta andrò io a casa sua, per due giorni: uno dei pochi posti in cui non abbiamo ancora fatto l'amore.
Ma intanto, anche se un po' più tardi rispetto agli altri giorni, Riccardo sarà qui... e stavolta si tratterrà una notte intera... il solo pensarlo genera in me uno stato di fibrillazione... fisica.
Più ce l'ho qui e più ho voglia di averlo qui... i suoi modi garbati, flemmatici... contrapposti all'impeto del suo possesso, mi tolgono facoltà di ragionare, pensare... facoltà di discernimento. Solo all'idea di esercitare lo stesso potere che a mia volta subisco...
Love&sex in progress
20
0
19 anni fa
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