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L\'odore del Sangue

L’odore del sangue è «il romanzo di un’ossessione» dice Cesare Garboli nella bella prefazione di Rizzoli, l’ossessione del sangue che dilaga purpureo da una ferita di guerra, che sale alla testa pulsante ed esacerbato in un accesso morboso di gelosia coniugale, il sangue testosteronico degli anni giovanili, della passione, l’amore fisico, il desiderio carnale; il sangue con il suo odore infinitamente dolce e lievemente nauseante, a tratti esilarante come una boccata di ossigeno puro, odore al tempo stesso delle origini della vita, della condizione prenatale, dell’inviluppo dei corpi amanti, ma anche livido e tumefatto, intaccato dalla putrefazione della vita che langue, presagio di malattia e cancrena, viziato dal vizio più assurdo: la morte

«Non si seppe chi aveva ucciso Silvia e io sapevo però che il vero mandante ero io stesso».



L'Eros e Thanatos di Freud in una analisi sociale-antropologica degna del miglior Parise.

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