il burattino
Il burattino
(ottobre 1982)
Come un burattino
che mosso da inutili fili
ti vedo camminare da sola
come avessi forza nei piedi tuoi.
Ti vedo camminare insicura
sì certo da sola, ma insicura
sempre più sola ed insicura.
Un manichino che sembra avere un cuore
che ride e piange
con denti finti e occhi di vetro.
E mentre la gente ti guarda senza rispetto
incurante ti muovi barcollando su te stessa.
Sei solo un burattino
illusa, dall’alto dei tuoi fili
d’essere di colpo cresciuta
e come in una favola appassita
la vita ti fece dono del tuo essere donna
capace di sentimenti ed emozioni
che nessuno mai però ha creduto possibili.
Piccolo burattino
non macerarti d’inattendibili tormenti
non sfiorire di fronte all’invidia della gente …
Tu sei il nulla noi siamo il mondo
mentre una lacrima vera solca il tuo volto …
Guardami burattino, rispondimi, che ti succede?
Eppure i fili sono ben tesi.
Urla la tua rabbia
il livore profondo verso coloro che ti deridono.
Piccolo burattino
perché quegli occhi chiusi …
quella lacrima gelida di passione …?
Perché quella struggénte smorfia di dolore …?
“Dio mio … E’ morto.”
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19 anni fa
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