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FOLLIE TORINESI - 4

La nudità, la mia nudità totale di fronte a un uomo vestito, che solamente estrae il pene dai pantaloni per prendere piacere da me, mi eccita da matti, mi manda letteralmente fuori di testa: metto il mio piccolo corpo debole e grassottello a completa disposizione del partner di turno, che fa di me ciò che vuole.

E' con questo spirito che in quel cinema qualche volta mi aggiravo tutto nudo in sala, nelle due ore che precedono la chiusura, quando in sala c'è poca gente, un uomo qui, uno là, un altro più avanti, due o tre nell'immensa galleria ad anfiteatro...

Infilavo tutti i miei vestiti nello zaino, scarpe e calze comprese, lo nascondevo sotto una poltroncina e mi aggiravo nudo lungo il perimetro della platea, smisurata e quasi deserta. La mia pelle pallida risalta nella penombra, il pisellino eccitato e mezzo moscio (sono sempre stato mezzo impotente) che mi ondeggia davanti, gocciolando umori di eccitazione e goccioline di pipì che non voglio trattenere (trovo molto sexy orinare nudo mentre qualcuno mi guarda!), il cuore che mi batte all'impazzata mentre passeggio apparentemente rilassato e felice della mia nudità, vulnerabile e esposto a tutto e a tutti, mentre attendo che qualcuno mi chiami a sé.

E prima o poi qualcuno mi fa un cenno.

Può essere chiunque: una persona anziana (gli anziani in genere sono i più gentili, ringraziano dopo che li hai soddisfatti, non sono quasi mai brutali, a volte dopo avermi eiaculato in bocca poche gocce mi coccolano un po', e sanno essere molto dolci...), un ragazzo esuberante che è entrato al cinema per una sega veloce e a quel punto approfitta della mia disponibilità, sorpreso e divertito dall'opportunità inaspettata di poter ricevere un pompino da un servizievole "maggiordomo",  un uomo sposato (quanti uomini sposati ho avuto!!!), che evade dalla routine ottenendo facilmente da me qualcosa che molto probabilmente non avrà mai da sua moglie, un ragazzo straniero, balcanico o maghrebino (i balcanici sono in genere i più brutali, molto "fisici", sbrigativi, nel prendere piacere, mentre i maghrebini mentre li succhio molto spesso chiedono il culo e qualche volta glielo do: mi piace essere preso dietro da un nordafricano, fottono con pazienza ma sono inesorabili e al tempo stesso lo fanno con quel senso misterioso di colpa poiché per loro la sodomia li condanna alla dannazione eterna e quindi giacché sono caduti nel peccato affondano nella loro perversità completamente), o chissà come sarà il prossimo.

Ma la scena è praticamente sempre la stessa: l'uomo mi fa cenno di avvicinarmi, io mi inginocchio tra le sue gambe, lui estrae il pene dai pantaloni, lo infila tra le mie labbra e io lo amo. Lui guarda il film, si eccita con il film, e io lo amo.

Lo amo con la bocca, lo amo con le labbra, lo amo con la lingua, lo amo con le mani.

Poi alla fine lui gode, eiacula, mi sborra in bocca e siccome è vestito chiaramente io non posso lasciare uscire nulla del suo piacere liquido, e quindi ingoio.

Poi mi alzo e ricomincio il mio giro, nella speranza che qualcuno altro, vedendo il mio corpo nudo e interpretando giustamente la mia nudità come un segno di disponibilità sessuale, mi faccia cenno di avvicinarmi.

E succede. Succede di nuovo. Un altro partner da amare.

Altro sperma da bere.

In genere vengo "chiamato" due o tre volte. Una volta, in questo modo, ne ho avuti sette in due ore.

Ero felicissimo!

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