I visi si accostano
le guance si sfiorano,
le labbra accarezzano
scivolando sui lobi sensuali
verso labbra sapienti.
Vorresti baciare e lasciare
baciare, suggendo l’istmo
orale, con dolce languore
di corpi contorti avvinti
umori smaniosi mischiare.
Il timore abituale della tua
missione sociale fa girare,
prudente, le labbra suadenti,
fingendo pudico
gentil sentimento.
I seni profferti attendono
pavidi di esser marcati
da avidi mani.
Sorvegli,attenta a proferir
brusco richiamo appena,
sospinto da schiuma ormonale,
tenterà di suggere linfa vitale
dai dolci richiami aureolati.
Già sai che dirà in un fiato:
“Non temer, m’allontano…”
e dolce, improvvisa, riappari
e continui l’opera arcana
di elargir sublime gioia terrena.
Con discinta movenza… (continua )
Chi tu sia non so (parte 2^) continua se fate un c
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20 anni fa
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