Con discinta movenza ======== dimentica,voli nell’aere
accarezzi con languida======== godendo quell’attimo intenso.
mano e certa sapienza======== Il trascorrer del tempo
alternando con tranquillo====== di colpo ti desta
ondivago effetto,allentando ==== ed aprendo l’intima chiusa
e stringendo il mirabile=== ==== l’inviti e sospingi,
attrezzo, sollevando === con ardenti sconce parole
e spingendo l’elastica === d’amore carnale, quel
umettata pellicola umana, === liquido arcano a versare.
costringendolo a tendere === L’ignobile fuco sobbalza,
il collo desioso di mirare === smartella furente, non regge
in profondo oscuro fosso === aderendo col ventre, frustato
con unico occhio smanioso. === da strette violente sulle reni,
In usuale contatto venale, === sul dorso rigato da unghie
l’avresti da molto risolto === sapienti, alla pancia capiente
accogliendolo nel normale === dell’Ape regina, che succhia,
lascivo fodero orale. === che prende e pretende
Ma il suo delicato contatto === il dono silente profferto;
col cortese titillar manuale === si stende nell’ultimo guizzo
riscopre l’infinito piacere === vitale, sfuggendo,
e ti è dolce in attesa restare === l’inutile umana semenze.
dell’infinito calore sincero === Ultimato il mistero s’è fatto,
che da profonde viscere === compiuto è ormai l’atto.
a incendiarti la testa risale === Lo stranito animale, disfatto,
e sulle guance traspare === non sa più cosa dire,
la delizia che scioglie === e l’ama, la vuole, la nega,
le tue membra supine… === l’ha persa…
Tu sai come oprare === Ella, fresca, solleva
e adagiata sul mistico piano === il suo peso leggero,
accompagni quella danza === e con fare distratto
fremente succiando il desso === nasconde a se stessa
da lattice sano coperto. === di avere, pur essa,
Il deliquio lo sferza, === colto l’attimo intenso.
l’annulla e la vita gli sfibra. === Accorta a distrarre
Inarcata la schiena, l’affonda. === l’inutile attrezzo,
Con baci roventi sul collo, === da gravido guanto
le braccia, le spalle nel palmo === coperto, dal profondo
s’arresta delle mani dischiuse === dell’attinto pozzo,
e procede all’addome scoperto === con cura, solleva
degradando all’inguine stretto === le gambe con gentil
e nel delta s’addentra di venere== = scatto di reni e, ruotando,
e s’arrischia suggendo ==== mostra il tenero ultimo
con labbro procace === orpello sulle cosce
il roseo dischiuso bocciolo. === ben sode che ricopre
Nel denso languore la mano, === pudica con corta sottana.
sconcerta, a quell’asta === …e cinguetta come prima
aggrappata s’arresta, === di cose lontane … e cinguetta,
non l’agita più ma rimane === cinguetta e tiene lontani
smemorata del senso === pensieri molesti, finchè
del su e del giù. === non saluta chi l’ha presa,
Le labbra dischiuse, ====== l’ha stretta senza che
=================== fosse desta.
Chi tu sia io non so (ultima parte)
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20 anni fa
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