Che caldo asfissiante quella notte d’estate in città.
In casa avevo il condizionatore guasto, amici e conoscenti erano tutti in
vacanza fuori città ed era troppo tardi per trovare refrigerio in uno dei locali
notturni che di tanto in tanto son solito frequentare. Decido allora di fare
una passeggiata sul lungomare trovando conforto in una leggera brezza
marina. Le luci della città, qualche auto che sfreccia, l’odore del mare e le
onde che si infrangono sulla scogliera. Nessuna anima inquieta in giro a
quell’ora della notte, nessuna speranza di condividere un pensiero se non
con me stesso. La gente dorme, le luci delle abitazioni son tutte spente.
Cammino… e ripercorro la mia giornata, la mia settimana, questa estate
piena di lavoro e carica di stress. Ad un tratto mi accorgo di una luce accesa
sul davanzale di una villetta, non troppo distante da dove sto
passeggiando, proprio dall’altro lato del marciapiede in una traversa
alquanto buia. Da lontano scorgo che su quel davanzale c’è una persona ed
è poggiata su un’amaca. A quanto pare non sono l’unico in questa città che
soffre così tanto la calura del tempo. Mi avvicino, sono ad una decina di
metri da lei, la sagoma si fa molto più nitida, è una giovane donna e sembra
molto bella. È intenta nella lettura di un libro. Mi sembra succintamente
vestita con qualcosa che da lontano somiglia vagamente ad una
sottoveste. Mi avvicino ancora, con passo regolare e per nulla furtivo, faccio
il possibile per farmi notare e lei mi nota. Sono molto curioso e poi forse
potrei scambiare due parole con quella persona e staccarmi per un po’ da
quei pensieri quotidiani. Via via che mi avvicino riesco a definire meglio ciò
che vedo. Indossa un abitino molto leggero e corto, di colore nero e con
vari intarsi che in certi punti del petto sono colorati di celeste e di rosa, i
capelli biondi scuri sono lisci e lunghi, raccolti dietro la nuca e pinzettati
(credo con un grosso mollettone), una collana di perline colorate adorna il
collo lungo e sfilato, al polso un orologio molto piccolo con bracciale
argentato, alla caviglia sinistra un’altra collanina di perline. Lei è chiara di
pelle ma è anche abbronzata. La scollatura dell’abitino lascia intravedere un
seno molto ben fatto, né piccolo né grande, sul qual canale luccicano perline
di sudore. Una gamba è distesa lungo l’amaca, l’altra invece è sollevata e
poggiata sul piede. Ha una figura esile. Incrocia il mio sguardo molto
interessato, mi soffermo davanti a lei e ci salutiamo cordialmente...
(continua)
Che caldo quella notte
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20 anni fa
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