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CAPOTRENO - una storia vera

Inverno 1993, ma ricordi vividi come fosse ieri, tanto l'esperienza è stata intensa.
Ero studente universitario, vergine per quanto concerneva rapporti con donne, ma con all'attivo già molti partner sessuali maschi, trovati per lo più nei cinema porno.
Dopo due settimane di vacanza lavoro in un agriturismo in Umbria, decido di fare una scappata a Firenze prima di tornare a casa a Bari. Faccio tappa alla stazione di Foligno che è già notte, io aspetto il treno delle 06.00 del mattino per Firenze. Mi scappa da pisciare, per cui vado ai bagni della stazione. A due orinatoi a muro da me c'è un tizio con l'uniforme da ferroviere. Mi accorgo che mentre faccio pipì occhieggia verso di me, poi d'un tratto si volta a guardarmi e esibendo in mano il pene flaccido mi dice: "Dove sei diretto, ragazzo?". "A Firenze" rispondo. "Se vuoi ti porto io... il mio treno ha degli scompartimenti letto liberi, e parte tra circa venti minuti" e inizia a masturbarsi guardandomi. Io ho il pisellino in mano ma non riesco più a orinare perché mi diventa duro in un attimo (bei tempi quando mi tirava!). Mi sento avvampare, un'ondata di calore mi percorre il corpo mentre il cuore inizia a battermi all'impazzata. Dico solo, debolmente: "Ok...". "Seguimi" fa lui, e si dirige al binario. E io lo seguo, stando qualche passo indietro. Mi fa salire in una carrozza letto, apre uno scompartimento e dice: "Entra qui ragazzo. Quando il treno parte faccio un giro di controllo e ti raggiungo, tu chiuditi dentro tanto io ho il passepartout".
Io sono emozionatissimo: un'avventura così neanche la immaginavo!
Una volta solo nello scompartimento mi metto a mio agio, cioè mi spoglio completamente.
Voglio che mi trovi tutto nudo, voglio offrirmi a lui con tutto me stesso... quell'uomo non è certo attraente, anzi, panciuto, tarchiato, un viso rozzo con la barba di due tre giorni, ma lo desidero da impazzire! Non avendo granché fortuna con le ragazze, la mia sensualità trova sfogo in questi accoppiamenti con uomini sconosciuti.
Quindi, nudo come sono, mi infilo sotto le lenzuola, e mi dispongo ad attenderlo.
Quando il treno inizia a muoversi ho un tuffo al cuore... tra poco lui verrà da me!
Il treno è in viaggio da un quarto d'ora circa, quando sento armeggiare alla porta, che in breve si apre e lui entra, per richiuderla subito.
E io, pieno di desiderio e di tenerezza, scosto completamente le coperte da me, svelando il mio corpo esile e nudo, offrendomi a lui.
L'uomo si sofferma un attimo a guardarmi, poi, senza dire niente, si abbassa la cerniera dei pantaloni ed estrae il pene, stavolta già duro. Stiamo un attimo così, io sdraiato sotto di lui che in piedi torreggia su di me, il sesso turgido in mano, poi io mi alzo a sedere e mi protendo verso il suo pube. Sento che gli lascerei fare qualsiasi cosa mi chiedesse mentre accolgo il suo pene in bocca.
"Bravo ragazzo, succhia..." dice lui, accarezzandomi la testa, le spalle, il petto gracile e le braccia. Ogni tanto io interrompo il pompino per esclamare: "ti voglio... ti voglio..." ma forse, nella foga, lo dico a voce troppo alta perché lui mi dice, seccato: "Non fare casino ragazzo... succhia dai!". E' cinico, è egoista, mi sta usando e lo so, e proprio per questo lo desidero ancora di più. Poi d'un tratto fa per allontanarmi, dicendo: "Non farmi venire però!" ma io cerco di continuare a succhiarlo: voglio dargli piacere, voglio sentire il suo sperma nella mia bocca e allora lui mi allontana bruscamente ringhiando: "Ti ho detto che non voglio venire cazzo!" e mi spinge via, giù sul materasso. "Scusami..." mormoro io, completamente sottomesso, "è che ho tanta voglia di te...". Lui mi si siede accanto, mi accarezza piano le gambe magre. Vorrei tanto che mi prendesse il piccolo pene duro in mano e mi facesse godere, ma lui non me lo sfiora neanche. "Non fa niente..." risponde, indulgente. Io sono tutto intenerito e mi alzo a sedere, inizio ad accarezzargli la nuca e lo attiro a me... ci baciamo, le bocche aperte, le lingue che si cercano... lunghi istanti che per me sono eterni mentre in quei baci metto tutta la mia passione, tutta la tenerezza che sento in quel momento. Lui ha l'alito pesante ma non ci bado, vorrei continuare a baciarlo all'infinito!
"Sei molto caldo..." fa lui in una pausa, ma io incollo nuovamente la mia bocca alla sua. Lo stringo forte in un abbraccio, il mio corpo nudo e fremente contro il suo, e sono talmente pieno di trasporto che mi scappano due paroline: "Ti amo...". Lui ridacchia, mi prende per le spalle e dolcemente mi allontana da sé. "Girati ragazzo..." mi dice.
Io capisco. E mi preparo al dolore. Mi sdraio prono, mentre lui, ancora tutto vestito, con solo il pene di fuori, mi divarica le natiche e prova ad infilare un dito nell'ano. "Sei stretto..." dice, poi sento che sputa, sento la sua saliva calda cadere nel solco tra le natiche e lui che la spalma. "Mi spiace, ma non ho nessun lubrificante" dice, e sento che è sincero nel volersi scusare. "Non importa..." rispondo, "solo, cerca di fare piano...". "Ok. Vuoi che metto un preservativo?". "No... fai così... vienimi dentro...". Lui non risponde, ma fa una cosa che mi regala momenti di estasi paradisiaca: si china a leccarmi il buchino! Io perdo la testa, il tempo sembra non esistere più, mi sciolgo sotto quel trattamento, e la mia eccitazione mi fa girare la testa! E poi si alza e si mette in posizione: Con le mani mi tiene le natiche aperte, e inizia ad appoggiare il glande. Per fortuna non ha un sesso molto grosso... Inizia a spingere, entra appena appena, poi si ritrae un po', spinge ancora, entra, si ritrae un po', un'altra spinta, si ferma, spinge ancora... entra in me lentamente, con attenzione... mi riempie progressivamente di sé, e io, nonostante debba affondare la faccia nel cuscino per soffocare i gemiti di dolore, mi sento conquistato dalla sua delicatezza e provo un senso di profonda, inebriante felicità ad essere unito intimamente con lui. Mi viene quasi da piangere, e non per il dolore, che sta diventando sopportabile, ma per la gratitudine nei suoi confronti: sì, gli sono grato perché lo sento dentro di me duro e vigoroso, segno che mi desidera, che gli piaccio, che vuole prendere piacere da me! Poi, dopo un ultimo affondo, si ferma e dice: "Il mio cazzo è tutto dentro, ragazzo...". io sono in amore e ripeto: "Ti amo... fai quello che vuoi...". Lui ridacchia nuovamente e risponde: "Certo che lo faccio... ti scopo...".
E mi scopa. Lentamente, per non farmi troppo male, ma si prende tutti i suoi comodi. Mi sento pieno, schiacciato sulla cuccetta, il suo peso su di me, e siccome i suoi colpi mi fanno strusciare contro il materasso in breve raggiungo l'orgasmo, il mio seme fuoriesce impiastricciandomi il pube. Lui neanche se ne accorge, e continua a soddisfare il suo egoismo su di me. Ora in me è subentrato il languore che segue al piacere supremo, e mi abbandono completamente passivo sotto di lui. Nonostante il dolore della penetrazione mi piace da matti quello che lui mi sta facendo, mi piace essere sottomesso ai suoi comodi. Non cambia il ritmo nemmeno quando eiacula. Lo sento ansimare, e sento anche il suo sperma che mi riempie il retto. E sono felicissimo!
E non appena il suo orgasmo si esaurisce, anche lui, come quasi sempre succede, si alza dalla posizione di dominanza che aveva su di me, si rassetta velocemente e mi lascia solo nello scompartimento, solo, nudo, esausto, bagnato, aperto e dolcemente felice.

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