i racconti erotici di desiderya

Una vacanza diversa (emozioni forti)

Autore: Joshina
Giudizio:
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Commenti: 1
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Cambia lo sfondo
Inseriamo nel racconto un nuovo personaggio che conosceremo piano piano insieme a voi. Si tratta di Antonio, un amico del sito che ci ha scritto attratto dal nostro racconto...

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Antonio, 27 anni è il nuovo vicino di casa di questa coppia. Ha preso in fitto l'appartamento di proprietà di roberta e Francesco per trascorrere una decina di giorni da solo e in totale relax. in realtà il consiglio gli era arrivato da un amico che gli aveva raccontato della spiaggia nudista là vicino dove si potevano ammirare e non solo splendide donne molto molto disponibili. quello che ancora non sapeva il bell'antonio ma che avrebbe scoperto il giorno stesso del suo arrivo era che non avrebbe neanche dovuto faticare più di tanto in spiaggia per avere qualcosa di molto molto stimolante proprio a portata di mano. il suo appartamente infatti era esattamente di fronte a pochi metri da quello dei padroni di casa e la sua camera da letto manco a farlo apposta affacciava simmetricamente su quella della calda roberta. antonio aveva notato subito quel corpo di donna più grande di lui ma un pò intimorito non immaginava che anche lei aveva notato eccome la sua presenza...tanto che...quella mattina, vedendo che il ragazzo era ancora in casa, roberta decide di dargli il benvenuto spalancando le finestre della sua camera e tornando a letto dal marito senza dare troppo peso allo spettacolo che poteva offrire al nuovo inquilino se lui avesse voluto approfittarne...a letto Francesco si stava facendo raccontare dalla moglie tutte le volte che in passato aveva approfittato delle grazie del giovane e prestante nipote, ora che questo tabù tra di loro era caduto, aveva tutta l’intenzione di godere anche lui di questa situazione perversa ed eccitante. I racconti delle scuse che lei trovava per spogliarlo, manipolarlo e infine scoparselo si mescolavano alle sue fantasie e gli facevano lentamente indurire l’uccello. La rassicurava sul fatto che vederli scopare la sera prima lo aveva arrapato da morire e che non avrebbe fatto nulla per impedire i loro incontri in questa vacanza. Per ringraziarlo della possibilità di scoparsi il ragazzo in tutta libertà, Roberta gli offrì l’occasione di realizzare una sua vecchia fantasia ma prima doveva assicurarsi che la sua nuova preda non perdesse un istante di quello che aveva in mente di fare...si affacciò alla finestra e lo trovò là, bello e sorridente ma ancora troppo vestito per i suoi gusti, iniziò a guardarlo con aria maliziosa e vcatturandolo con lo sguardo lo invitò a mostrarsi. il ragazzo però sapeva il fatto suo ed era certo che se si fosse fatto desiderare avrebbe avutro quella donna completamente a sua disposizione quindi con fare distratto si sbottonò la camicia ma nulla di più. la vista del suo petto villoso, scuro e forte inebriò le fantasie di roberta che avrebbe voluto vedere molto di più ma decise di fare il primo passo e così chiese ad alta voce al marito di accompagnarla in bagno dove si sarebbe lasciata fare passivamente quello che lui sognava da tempo. quell'invito infiammò i due uomini, quello al suo fianco e l'altro di fronte che seguì la coppia cambiare stanza incuriosito di vedere fino a che punto sarebbero arrivati consapevole che lei sapeva di essere spiata e lui no. L’idea di giocare a suo piacimento con la moglie proprio mentre pisciava gli fece venire l’uccello ancora più duro. Era molto tempo che lo eccitava il pensiero di guardarla durante quell’atto così intimo. Arrivati in bagno, fu lei a proporre che avrebbe dovuto fare tutto lui compreso naturalmente spogliarla. Senza perdere tempo le prese l’orlo della camicia da notte e la sollevò sulle sue cosce carnose, passandole le mani sotto le chiappe gliela solleva per abbassare molto lentamente le sue mutandine che trovò già umide, segno che forse quel gioco non era fatto solo per il gusto perverso di lui. Francesco intravede il sesso peloso della moglie che subito scompare tra le cosce chiuse come per dispetto cominciando già a svuotarsi, non poteva ancora vedere ma già il rumore del getto era eccitante da impazzire. Era il momento di proseguire, in ginocchio davanti a lei, nel posto ideale per avere una buona vista le tira giù lo slip fino alle caviglie, fino a sfilarglielo e aprirle finalmente le cosce, facendo comparire il folto pelo nero che si arricciava tra le cosce fino alle chiappe. La colata di pipì attraversava il folto cespuglio bagnandolo, Francesco si avvicina alla fica fino a riceverne degli schizzi caldi in faccia. Lei continuava a pisciare con gli occhi chiusi e la fica a pochi cm dal viso del marito arrapato come un toro per lo spettacolo del pelo umido e l’odore forte del piscio. Avvicina le mani al sesso e affonda le dita nel folto dei peli che cercava di scostare. Le allargava la grossa figa, le piccole labbra rosso scuro che sporgevano all’entrata della vagina e finalmente riesce a vedere chiaramente lo schizzo violento. Annusava da vicino la fica distinguendo l’odore delle secrezioni da quello del piscio bollente. Ipnotizzato dal grosso clitoride che sbucava in cima. Teneva aperta la massa dei peli, scostava le piccole labbra con i pollici. La colata di piscio gli inondava le dita ma non gli impediva di frugare l’entrata della vagina allargandola. Quando Roberta finì anche le ultime gocce restò nella posizione lasciando che il dito del marito le percorresse tutta la fessura dal clitoride all’ano e ritorno. Non le mancava molto per godere a giudicare dalle secrezioni che sporcavano le dita dell’uomo e nulla lo avrebbe fermato proprio ora. La vagina era spalancata, lui ci infilava un dito lentamente facendolo girare e raggiungeva il fondo, era molto calda e continuava a colare non più di pipì ora. Non riuscendo più a resistere Roberta apre di più le gambe spingendosi in avanti e mostrando meglio il sesso. Lui continuava a spingere il dito senza aumentare il ritmo come invece lei avrebbe voluto per venire. Francesco appoggiò la testa sul water per guardarle l’ano al di là del cespuglio di peli pieni di piscio. Ci mette il dito e sente il buchino carnoso ed elastico, le appoggia la punta dell’indice scivoloso di secrezioni e di piscio fra le chiappe aperte e lei andava incontro alla spinta vogliosa come sempre. Le infila il dito nell’ano che si contrae diventando ancora più caldo della figa. Ora le masturbava la figa e l’ano nello stesso tempo e le spingeva la faccia tra le cosce per raggiungere il clitoride con la punta della lingua. La masturbazione si faceva sempre più spudorata con tutte che dita che affondavano nel succo della donna fino a farla godere con le cosce che le tremavano. Ora era lui a non poterne più, si alza e si tira fuori l’uccello e glielo ficca nella bocca aperta. Roberta era troppo debole per succhiarlo ma lo lasciava fare e questo si rivelò per il marito ancora più eccitante. L’uccello scivolava bene grazie alla saliva abbondante, lui la teneva ferma per la testa per scoparle la bocca. Le urtava il mento con i coglioni, era troppo eccitato e non si curò di urlarle “Porca mi fai venire” mentre lei ingoiava completamente tutti gli schizzi di sperma. Alla fine lei prendendo della carta gli chiede di asciugarle la figa ma lui di nuovo in ginocchio invece di usare la carta le incolla la lingua sul clitoride sempre bello duro per pulirla così, prima di passarle la salvietta e rimetterle le mutandine. Tornando a letto, roberta era certa che il suo antonio avesse visto tutto e si dispiaceva solo che anche lui non si fosse mostrato forse per paura o privacy, ma l'idea della sua patta gonfia la rese pazza di curiosità...mille domande le affollavano la mente....come era sotto il nuovo arrivato? Peloso come sul petto? Indossava slip o boxer? e il culo? era forte e tosto come prometteva? Sperava proprio di scoprirlo quanto prima! Francesco pensava che certo il nipote della moglie era un bel ragazzo e anche molto capace a letto ma ce ne voleva di tempo prima che sarebbe diventato così perverso e il pensiero lo fece sorridere tanto da proporre alla donna di ripetere lo spettacolo una delle prossime sere coinvolgendo anche il giovane per rendere la cosa ancora più interessante e naturalmente lei pensò che non si sarebbe trattato solo del giovane nipote ma chissà forse anche al suo nuovo vicino misterioso piaceva quel tipo di giochi...ma come fare per scoprirlo?

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Gli unici che sembravano aver legato meno fino a quel momento erano i due ragazzi, Carlo e Simone. Certo sarebbe spettato a Simone fare il primo passo, Carlo era timido, l’altro era di casa e in più ora si aggiungeva l’imbarazzo di aver fatto godere la sua ragazza. Temeva proprio di non saper uscire da quella strana situazione e invece si sbagliava. La seconda mattina infatti Simone a petto nudo e solo con uno slip molto aderente dal quale sbucava un ciuffo di peli neri si presentò in camera del ragazzo per fare amicizia. Carlo era affascinato da quel ragazzo così sicuro di sé e così piacente. Luccicava di sudore ma aveva un buon odore. “Ehi amico che ne diresti di uscire insieme qualche volta? Ho delle amiche che ti piaceranno! Vedrai sono simpatiche, ma il problema è che scopano male” “Cosa?” Carlo non poteva crederci, non le bastava quella maiala della sua ragazza? Ma poi pensò che se lei andava in giro a guardare altri uccelli era più che giusto che anche lui facesse lo stesso, in fondo erano giovani e si presentava l’occasione che aspettava, il nuovo amico certamente più esperto avrebbe fatto al caso suo. “Si, vogliono solo essere infilate nella fica! Se lo agitano dentro un paio di volte e vengono…quello che c’è di buono è che hanno sempre voglia”. Simone lo stava trattando già come un vecchio amico e parlando si grattava tranquillamente l’uccello scostandosi le mutande. Carlo vedeva benissimo che era duro. Col dito liberava l’uccello di lato dallo slip e se lo accarezzava, Carlo era veramente imbarazzato ma si stava eccitando proprio come il giorno prima con Tom. Scorgendo l’imbarazzo di Carlo, Simone fu costretto a chiedergli in tono confidenziale se non fosse per caso…vergine, l’altro avrebbe voluto mentire per non fare brutta figura ma vedendo che l’amico insisteva confessò abbassando lo sguardo, vergognandosi della sua età. “Caspita! Beh pazienza sistemeremo la cosa” “Ah si?” disse Carlo cercando di mantenere la calma senza avere minimamente idea di quello che l’altro gli stava per proporre. “Beh si, ti svergino io, sarà più semplice poi con le ragazze, quelle se ne fregano, sono delle cagne e rischieresti di fare brutta figura” “Ma cosa vuoi fare?” “Togliti le mutande vedrai, ti sono amico, la prima figa che mi sono fatto è stata quella di zia Roby ed è stato troppo imbarazzante, dai retta a me, meglio fare un po’ di pratica tra amici, ti puoi fidare” “Ma no non voglio” “Su..oh che verginello che sei” e detto questo si era avvicinato, salito sul letto e gli aveva tolto le mutande in un sol colpo. La situazione lo imbarazzava da morire, avrebbe voluto proporre di chiamare Laura per quello ma non sapeva come. “Non voglio Simone”ma l’altro gli aveva già allargato le cosce tremanti e gli ha guardato l’uccello grosso “Figuriamoci se non vuoi, guardati sei tutto eccitato, t’indurisci come un maiale, sei eccitato ma devi esserlo ancora di più, chiudi gli occhi e immagina che sia una donna” gli passava la mano aperta sul pisello facendolo sussultare “Non voglio sei un ragazzo” senza lasciargli il tempo di parlare ancora gli era salito addosso levandogli anche la maglietta. I grossi coglioni di Simone gli dondolavano sotto gli occhi, sentiva il suo odore intimo, era un odore leggero di sudore, un odore di uomo. In quel momento Carlo immaginò che fosse Laura a scappellargli il cazzo come invece stava facendo Simone. Simone si era messo tra le cosce del nuovo amico e gliele aveva scostate. “Pensa a una donna che ti piace e lasciati fare, guarda che è per te che lo faccio!” Recitava bene il suo ruolo di amico disinteressato ma provava visibilmente piacere in quello che stava facendo. Mentre continuava a toccargli il cazzo, Carlo pensava alla grossa figa della padrona di casa. “No, non voglio” ripeteva lasciandosi fare. L’altro gli scappellava l’uccello tenendolo ben stretto tra le dita. Gli pizzicava la cappella, la masturbava dolcemente con grande abilità. “Dai no, quello no” diceva Carlo ma senza muoversi, senza avere il coraggio di aprire gli occhi per incontrare il suo sguardo. “Cavolo che cappella, è grossissima, mi piacerebbe averla così, Laura aveva ragione”. Sapere che la ragazza aveva confidato al fidanzato quello che avevano fatto eccitò terribilmente Carlo mentre sentiva il fiato di Simone tra le cosce. “Sai devo succhiarti, non sei abbastanza duro, c’è rischio che non riesca ad entrare, veramente non mi piace ma bisogna farlo” “No lasciami” provava a dire Carlo mentre l’altro aveva già iniziato a leccarlo. Non glielo avevano mai fatto. Simone gli avvolgeva il cazzo con la lingua lo mordicchiava, lo aspirava, scendeva con la punta della lingua fino al sedere insistendo. Il cazzo di Carlo s’induriva sempre più suo malgrado. Ora gli aveva incollato la faccia al pene e lo aspirava senza fermarsi. La saliva dell’uno si mescolava ai liquidi dell’altro e gli colava sulle natiche, il suo naso gli strofinava la cappella. L’orgasmo era vicino, il ragazzo non riusciva più a trattenersi. Quindi posa la mano sulla testa dell’amico per spingerla più forte sul suo cazzo. Lui però toglie subito la testa dalle sue cosce fermandolo di botto. “Eh no, non devi venire, non ho finito” “Simone…” “Su diamoci da fare”. Si appoggia la punta rotonda della cappella all’entrata del suo culo. Carlo chiude gli occhi vergognandosi di essersi lasciato andare come uno sporcaccione, come un gay…lentamente l’altro si faceva entrare la mazza nel culo. Il piacere è ripreso per entrambi ma sentivano una resistenza fino a quando l’ano di Simone ha ceduto e il piacere è diventato ancora più intenso, il cazzo di Carlo ora esplorava le parti più interne del corpo dell’amico, le frugavano. Simone cominciava a fare su e giù eccitando l’altro sempre di più, con una mano gli solleticava le palle, scendeva più sotto e gli stuzzicava il buco del culo. Di colpo ha contratto i muscoli anali richiudendoli sulla mazza dura di Carlo. Solo nel momento dell’orgasmo Carlo apre gli occhi per guardare Simone che era esaltato nel vederlo godere senza ritegno. Quando iniziava a sentire dolore con una mano ha aiutato l’amico ad uscire dal suo corpo. “Ecco fatto, non sei più vergine, sei un uomo, potremo divertirci noi due…mi piaci proprio.” Il cazzo di Carlo pieno di sperma si stava lentamente ammosciando e aveva attaccato sopra qualche pelo scuro del culo del compagno. L’orgasmo lo aveva svuotato, sfinito, si toccava l’uccello molle con un’estrema vergogna mentre Simone lasciava la stanza per raggiungere la fidanzata che aveva spiato tutto. “Allora ti è piaciuto Laura? Ma ti sei masturbata, sei una sporcacciona!” “Cazzo hai visto come ha goduto?” ha risposto lei ridendo.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Belmoro2323 Invia un messaggio
Postato in data: 08/11/2008 21:54:53
Giudizio personale:
bello


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