i racconti erotici di desiderya

Una vacanza diversa (bis prevedibile)

Autore: Joshina
Giudizio:
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C’era quel caldo che rendeva insopportabili i vestiti, l’idea di essere capitato in quella strana famiglia iniziava a rendere Antonio un po’ più disinibito, così accettò di buon grado l’invito di Roberta ad aiutarla nelle faccende domestiche, non era proprio riconoscenza per l’ospitalità quanto più che altro speranza che fosse successo qualcosa di eccitante. E naturalmente non si sbagliava…la padrona di casa si presentò nuda sotto un lungo vestito di cotone bianco che lasciava davvero poco all’immaginazione di un corpo che peraltro lui aveva già conosciuto. Dai movimenti di lei ci mise poco ad accorgersi che non aveva le mutandine e ritrovò con lo sguardo furtivo il folto pelo fra le lunghe cosce abbronzate, vedeva ogni tanto anche la vulva e la scollatura arrivava proprio alle areole dei grossi seni, ai capezzoli gonfi di quella donna sempre in voglia. Era molto eccitato dallo spettacolo e ovviamente ce l’aveva duro, era tutto sudato e con le mutande bagnate. Dopo un po’ di pulizie fu come al solito lei a rompere l’imbarazzo mettendogli le mani sulle chiappe, abbracciandolo e palpandolo vogliosamente. Il ragazzo sentiva contro la schiena la sua figa gonfia. Provò a dire qualcosa ma lei lo interruppe “su su, mi hai già vista in bagno ieri..” Antonio ammutolì aveva voglia che continuasse e paura che arrivasse qualcuno. Interpretando i suoi pensieri lei lo voltò e lo spinse su una poltrona. Aveva già la figa all’aria, il vestito aperto e i grossi seni gonfi di desiderio. Antonio non osava muoversi. Fu lei ad accarezzarsi la figa proprio sotto il suo naso, cercando di spogliare anche lui. E accarezzandogli il petto gli avvicinava sempre più la figa alla bocca. “Dai lecca, in fretta prima che venga qualcuno, sei eccitato, guardati i capezzoli duri scommetto che hai duro anche il cazzo” e nel dire così ha abbassato la mano e l’ha insinuata sotto le sue mutande, era di marmo e ha allargato un po’ le gambe per farsi toccare bene. “Lo vedi..dai lecca..” “E se arriva qualcuno?” “Appunto dai sbrigati” gli ha spinto la figa sotto il naso e gliela ha passata sulle labbra. Lui apre la bocca e viene quasi soffocato da quella massa di peli e carne calda. Aveva una figa così grossa che non riusciva a tenerla tutta in bocca. Si sistema in modo che la donna potesse continuare ad accarezzargli il cazzo. Glielo stringeva, gli solleticava l’ano e Antonio aveva brividi dappertutto. Iniziò a passare la lingua intorno al grosso clitoride, sbavava era sempre più eccitato con il naso in mezzo ai suoi peli, annusando l’odore di sudore mentre la mano di lei ormai gli menava il cazzo automaticamente. D’improvviso si sentono i rumori tanto temuti, Antonio era impossibilitato a muoversi con la figa che gli copriva tutta la bocca ma la paura non gli impediva di continuare a leccare. “Non preoccuparti caro vai avanti” fu la risposta di Roberta ma il ragazzo scostandosi “Dobbiamo smettere ho paura” “No no ne ho troppa voglia…togliti le mutande voglio annusarti il culo”. La figa continuava a colare, era eccitata dal pericolo e lui pure. Scende tra le sue cosce, gli toglie rapidamente le mutande e si mette in ginocchio per leccarlo. Non riusciva a fermarla, il suo giovane cazzo l’aveva trasformata in una furia, leccava e succhiava sempre con più foga. La lingua gli avvolgeva la cappella, ci girava intorno, la mordicchiava. “Sai di buono, di maschio” gli solleva le gambe per aprirgli le chiappe e succhiargli anche l’ano. Lui tremava all’idea che arrivasse il marito ma nello stesso tempo desiderava che continuasse. Si vergognava di farsi leccare così, senza essersi lavato col caldo che faceva ma era esattamente questo che arrapava quella donna perversa. Roberta gli succhiava il culo, col naso schiacciato sotto le sue palle, poi gli ha dato un’ultima linguata fra le chiappe e si è rialzata. L’uccello del giovane era ritto e ancora più grosso. Appoggiandosi ad un bracciolo se lo è incollato all’entrata della figa appiccicosa. L’odore del culo di lui si mischiava a quello della vulva fradicia di lei. Si è strusciata l’uccello sul sesso, inumidendolo delle sue secrezioni e della saliva del ragazzo. Lui continuava a dirle di no sperando però che non gli desse retta. Il desiderio riprendeva il sopravvento doveva metterglielo dentro. Il suo grosso membro ha trovato da solo il buco ed è entrato in un colpo solo, fino in fondo. Scopandolo non poteva fare a meno di parlare per eccitarsi ancora di più. “Hai un buon odore di culo..mi piace il tuo cazzo. Sei molto peloso..mi piace…e le tue grosse palle…guarda come sono gonfi i tuoi coglioni…” e continuava ad andare e venire su di lui sempre più in fretta. Lui aveva il membro sempre più grosso ed era tutto sudato, anche i peli neri di lei brillavano di sudore. Antonio abbassa la testa per guardarsi tra le cosce, in mezzo ai peli vedeva il suo uccello luccicante di secrezioni che entrava e usciva, guardarsi scopare gli fece perdere il controllo, ora era lui ad affondare sempre più profondamente nel suo ventre, tutto dentro coi coglioni schiacciati sul suo culo. Lo sperma è schizzato in fiotti caldi nella figa di quella donna più grande e più porca di lui che si mordeva le labbra grondando di sudore. Aveva un odore forte. Si faceva venire dentro assaporando la verga che adesso scivolava lentamente fra le sue grandi labbra. Con una salvietta di carta si è tirata fuori l’uccello moscio dalla fica e glielo ha asciugato con cura prima di rivestirsi. “Bene non restare là così caro abbiamo da lavorare..” “Si signora” e intanto lei si passava una mano fra le cosce per toccarsi la figa in fiamme mentre il seme del ragazzo le colava tra le chiappe.

Per tutta la cena al tavolo c’erano stati sguardi imbarazzati ma anche divertiti, Antonio e Roberta si guardavano complici e sicuri l’uno dell’altra che avrebbero mantenuto il segreto sulla loro mattinata ma la più inquieta sembrava laura che cercava di attirare l’attenzione di Francesco e confermargli almeno con lo sguardo che quello che avevano fatto la sera prima le era piaciuto e che era pronta a rifarlo, già quella sera. Vederla così porca e disponibile aveva infiammato le fantasie dell’uomo che decide di approfittarne per osare qualcosa di più, così dopo cena mentre laura saliva in camera, sicuramente a prepararsi per un nuovo incontro in tre, Francesco prende in disparte il giovane fidanzato di lei per stuzzicarlo raccontandogli la grande scena di piscio che aveva messo in atto qualche sera prima con sua zia. Ancora una volta il ragazzo eccitato all’idea di ripetere l’esperienza anche con la sua laura sembrava titubante sulla disponibilità della ragazza ad arrivare a tanto, ma l’idea arrapava talmente i due uomini che valeva la pena provare. Raggiungono la fanciulla che li aspettava seduta in poltrona con le cosce già spalancate come un invito a saltare i preliminari della sera prima. Toccava a Simone invitare la sua donna a sentirsi a suo agio, chiedendole se era già pronta o magari prima aveva bisogno di andare in bagno, la ragazza non capì quella buffa richiesta e Simone dovette essere più esplicito sussurrandole che sarebbe stato molto contento se lei gli avesse permesso di assisterla mentre faceva pipì . Laura arrossì ma non disse nulla, voleva quei due uomini e sarebbe stata disposta anche a quello se necessario. Si capiva che già solo queste battute avevano indurito i due cazzi e non persero altro tempo. Simone in ginocchio le sbottonava la camicetta, lei si lasciava spogliare immobile. Le giovani tettine furono presto liberate e iniziarono i commenti pesanti dei due uomini sul suo corpo per eccitarla, era difficile stabilire se fossero più appetitose le tette o le chiappe della ragazza. Simone moriva dalla voglia di toccare e ciucciare le tette, toccandole la punta dei capezzoli sono diventati durissimi. Simone li ha succhiati e anche mordicchiati iniziando a gemere. Poi è passato a tirarle giù la gonna mentre le mani di Francesco accarezzavano i fianchi e le cosce della ragazza. La prima sorpresa della serata fu trovare Laura senza slip. Si era preparata per loro, aveva profumato il pelo della fighetta. Simone con l’uccello in mano sembrava impazzito, voleva scoparla subito sulla poltrona ma così avrebbe rischiato di rovinare il programma, Francesco interviene chiedendo diretto alla ragazza di fare pipì per loro. Lei confessò che doveva farla ma che andare in bagno in tre sarebbe stato sconveniente così optarono per una bacinella sistemata al centro della stanza. Simone la incoraggiava palpandole i seni e le chiappe. Francesco si era tirato l’uccello fuori dalla patta e lo strusciava per bene sul culo della porcellina. Il suo glande lasciava sulla carne morbida di lei delle chiare scie di umori. Per aiutarla ad accovacciarsi sulla bacinella Francesco le va dietro sostenendole le cosce con le sue e con l’uccello ficcato nel solco. Prendendole in mano i seni le poggiava il glande sull’ano che si schiudeva tra le chiappe aperte. Erano ben incastrati e tutti molto eccitati. L’uccello pulsava al caldo fra le chiappe e la cappella sollevandosi a scatti urtava contro l’apertura dell’ano voglioso di entrarci. Nello stesso tempo con la bocca incollata al suo orecchio le sussurrava pazzesche oscenità che lei accoglieva eccitandosi “Lo senti dietro? Sei la nostra troia in calore…il mio cazzo è nel tuo piccolo culino…ce l’ho duro sul bordo del buco che si apre…quasi quasi ti ci piscerei dentro…devi essere bella anche quando caghi….ora mettiti a pisciare se vuoi la sborra in mezzo alle chiappe….porca ti piace eh…dai fallo per noi”. Simone intanto a quattro zampe con la testa in basso osservava il sesso fra le cosce aperte della sua ragazza aspettando l’uscita del piscio attraverso i peli ma non arrivava niente. “è troppo eccitata, mettici le mani, aiutala” suggerì Francesco già esperto. Laura a conferma allarga le cosce al massimo e inarca il culo per spingere in avanti la figa. Anche Simone cominciò ad incitarla “dai porcona..libera la tua bella figa” e affondava le dita nei peli scostandole le labbra. E finalmente lei lascia andare tutto “piscia mia bella vacca”. La masturbava e lei contraeva il culo sull’uccello dell’altro uomo, “vai sul clitoride” consigliava Francesco e il ragazzo ci andò bello forte. Il getto di piscio si spandeva dappertutto inondando l’uccello e i coglioni di Francesco. Finita la pipì Laura restò in attesa della ricompensa sperata, dai peli colavano ancora delle gocce. Stava così immobile con gli occhi chiusi e la bocca semiaperta. Simone con l’uccello in mano è stato il più rapido e le ha ficcato la cappella in bocca mentre si masturbava, a Francesco non restava che prenderla alla pecorina. Si sarebbe fatta certamente inculare ma l’uomo voleva provare la sua vagina calda di piscio. Simone gli venne in aiuto per la penetrazione tenendo lei per le tette mentre l’altro le sollevava le chiappe. Ora si trovava a quattro zampe con i seni pendenti, il busto all’indietro e le chiappe all’aria mentre i due la osservavano prima di ficcarle dentro gli uccelli. Simone era veramente fuori di se e glielo disse “sei diventata veramente una troia amore” prima di infilarle di nuovo l’uccello in quella bocca piena di saliva tirandole i capelli e scopandole la bocca. L’altro in ginocchio dietro di lei le ha fatto scivolare l’uccello lungo il solco e la fessura, fino alla vagina spalancata in mezzo ai peli. Sembrava molto più aperta della sera prima ed è riuscito ad infilarglielo dentro di colpo, fino in fondo. Lei aveva la bocca piena della verga del suo ragazzo e riuscì solo a gemere ma rispondeva ai colpi di cazzo davanti e dietro agitando il bacino fino a venire per prima. Naturalmente i due uomini non si fermarono neanche un secondo, ormai sapevano cosa potersi prendere da lei. Francesco tenendola ferma per le chiappe ci dava dentro a gran colpi, la sua figa profonda e accogliente lo inondava di secrezioni. E’ stato il turno di Simone che le ha sborrato in bocca mentre lei mandava giù tutto. Restava solo Francesco che eccitato come non mai le monta addosso e strizzandole i seni le schizza tutto dentro con un grido. Stremata dall’orgasmo laura crolla. I due maschi si guardano soddisfatti e complici. “E’ proprio una troia, sul serio, mi ha davvero stupito stasera”.



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Carino6423 Invia un messaggio
Postato in data: 27/11/2008 13:34:59
Giudizio personale:
L\'eccitazione travolgente e inebriante rende un tutt\'uno con la mia mano che si muove tra le cosce a far schizzare tutto il mio sperma, in attesa di un altro incontro. Grazie di avermi fatto godere insieme a voi.


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