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Una slave sul treno


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Tutto ebbe inizio durante il viaggio sul freccia bianca Milano –Ancona .

Guardo il biglietto ,carrozza numero sette posto dodici A.

Mi sistemo al mio posto dopo aver inserito la valigia nel suo alloggio

dedicato.

Estraggo il computer collego il tutto alla presa che ho sulla mia sinistra e

accendo.

Come tutte le volte che viaggio , il computer fa parte della mia

attrezzatura da lavoro e nei trasferimenti lo uso per i contatti personali.

Alcuni siti web li inserisco nei preferiti così li ho a portata di clic.

Accedo alla mia mail quella che dedico ai contatti con le aspiranti Slave.

Leggo Cristina Slave alla prima esperienza che cerca Master con le solite

richieste che ormai sono abituato a leggere, “lo voglio bello dentro e fuori

dolce ma deciso e benestante ecc…

Dopo questa lettura che quasi è un rito quotidiano alzo gli occhi e vedo

davanti a me che si è seduta una ragazza.

Mi soffermo a guardarla con insistenza e accenno un sorriso che lei

contraccambia .

Il suo viso non è di una ragazzina come subito mi è sembrato i capelli

lunghi biondi le danno una immagine più sbarazzina ,ma guardandola

attentamente mi pare una trentacinquenne o giù di li.

Camicetta con colletto alzato aperta sul davanti ma non troppo, abbasso

lo sguardo e vedo la gonna non troppo corta e non troppo lunga ,appena

sulle ginocchia ,gambe ben fatte un piede proporzionato e due scarpette

leggere estive ,le solite scarpette stagionali che tutte portano d’estate ,

praticamente solo la suola con qualche laccetto.

Come tutti i viaggiatori incalliti mi piace fantasticare cercando di

immaginare che tipo di persona ho davanti a me.

Che tipo di donna sarà che vita conduce ecc.. tutto questo mi incoraggia

a tentare una conversazione.

E nella banalità più assoluta che da l’impressione di attaccare bottone mi

rivolgo a lei con un sorriso e gli chiedo :Lei usa il computer ?

Lei guardandomi mi risponde che lo usa solo in ufficio e a dire il vero non

è tanto capace .

Io approfitto di questa rivelazione mi offro a insegnarle qualche trucco

per far funzionare al meglio il computer.

Detto fatto mi siedo accanto a lei con manovra decisa giro il portatile e gli

illustro il funzionamento .

Noto con piacere che non sembra dispiaciuta e vado avanti ,a farla breve

dopo qualche minuto entriamo in confidenza ,si chiama Laura ha 35 anni

e vive a Ancona non ha impegni di nessun tipo ecc… Il tempo passa come

succede sempre quando si è al computer e anche questa volta non c’è

eccezione ,a un tratto non so per quale motivo ci ritroviamo sulla mia

mail e compare sullo schermo lo scritto di Cristina Slave ,faccio per

cancellare Laura mi dice aspetta che voglio leggere cosa scrive questa

Cristina. Non dico che mi sento a disagio però gli do uno sguardo

accompagnato da un sorriso fai pure.

Le sono accanto e vedo che si interessa leggendo tutto lo scritto di questa

Cristina che rispondeva a una mia precedente Mail.

Laura si gira verso di me e mi dice :Ma tu fai queste cose? Il tono non mi

sembrava inquisitorio però confesso che ero titubante a rispondere ,mi

sono fatto coraggio e gli ho detto :Io si perché tu no? Il tutto

accompagnato con un bel sorriso.

Lei rimane in silenzio per qualche secondo che mi sono sembrati minuti e

mi dice :Io ho sempre sognato di farle ma non ho mai avuto il coraggio.

Ho dato un sospiro di sollievo e sempre col sorriso stampato gli ho risposto

che forse era giunto il momento di provare per lei una nuova avventura.

A laura spiego che cosa è il BDSM e come lo vivo io ,molti pensano che sia

una violenza ma come in tutte le cose della vita ci sono le mille sfumature

.La Slave per un Master come me è un gioiello da coccolare e educare ,il

gioco è proprio questo ,educare esercitando una autorità sulla Slave

condita con l’erotismo, complice la Slave altrimenti non funziona il rapporto

BDSM.

Il massimo per un Master è far crescere la propria Slave anche

culturalmente, tecnicamente possiamo definire il Master un “Tutor” ,il

vero debole del rapporto è il Master .Spiegando e illustrando alcune

tecniche di un rapporto BDSM mi accorgo con sorpresa che Laura è

attenta a quello che dico e a un certo punto approfittando di una pausa

verbale mi guarda dicendo :Io potrei essere una tua Slave?

La guardo con fare serio negli occhi :Dipende da quanto sei motivata,

quanto desideri questa cosa, lei non mi fa continuare la frase e mi

risponde seriosa:E’ una cosa che desidero da sempre forse è come dici

tu ,il momento di affrontare il mio sogno.

Non pensavo di trovare una Slave sul treno però devo essere sincero ho

l’impressione di fare una buona azione ,la vedo come un pulcino bagnato

,praticamente sono già entrato nella parte del Master e accetto con

piacere il ruolo del suo Master.

Mi affretto a spiegare a Laura alcune basilari regole che deve seguire la

mia Slave ,preciso la mia Slave perché la Slave sarà lo specchio del

Master non ci sono Slave uguali.

Dato i primi rudimentali comandi Laura mi guarda con fare preoccupato e

mi dice cosa mi farai ?

Guardandola negli occhi gli rispondo ho paura di quello che farai tu a me.

Master Albert58



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Siryus Invia un messaggio
Postato in data: 25/03/2014 18:41:17
Giudizio personale:
bel racconto, non conosco bene il genere ma mi ha incuriosito.


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