i racconti erotici di desiderya

Una serata al privè

Autore: Oltrelosguardo
Giudizio:
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Commenti: 2
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Cambia lo sfondo
Catania, 16 marzo 2007



Non è possibile, non riesco ancora a credere cosa sta accadendo alle mie emozioni, cosa ho dentro la testa, dentro il cuore, dentro il mio Io…non avrei mai immaginato di dover arrivare a questo punto…ed è qui che tra le note di “Dancing” di “Elisa” racconto la mia storia…

Giovedì 15 Marzo 2007, ore 23.30 chiamai il mio amicone Marco per incontrarci, fare una delle solite uscite notturne dove la spensieratezza ci porta spesso a delle serate tranquille ma piene di risate che soltanto con i veri amici riesci a passare…per me doveva essere una serata da passare con Lisa,la mia ragazza da due anni e mezzo, ma la sua stanchezza dopo la serata in palestra l’ha portata a starsene a casa, sotto una doccia calda ed in un letto tante volte riscaldato dai nostri corpi…ma per me oggi tutto questo passa in secondo piano, si, perché da ieri sera dentro di me qualcosa è profondamente cambiato. Alla sua insaputa decisi di uscire con Marco, andare a passare una bella serata, anche senza spendere soldi che vedo sempre meno data la mia disoccupazione neoarrivata. Insomma, il mio amicone si presenta a casa mia verso le 23.45, io vestito come nelle migliori occasioni con tanto di camicia nera e giacca, mentre lui preferisce vestire in modo più sportivo, con jeans e felpa. Continua a ripetermi che si sente uno zingaro al mio cospetto, dato l’abbigliamento ma a me non interessa, ho soltanto bisogno di svagare un po’, allontanarmi dalla monotonia giornaliera. Siamo andati a finire in un locale night, dove io non ero mai andato tranne alla serata dei saluti del Tenente Simmatri prima del suo trasferimento…mi sentivo legato, non ho l’abitudine di frequentare questi posti, che io ho sempre disprezzato con la convinzione di non dover mai arrivare a questo punto (pagare per vedere una ragazza nuda).Arrivati al locale ed appena entrati ci troviamo sotto una una “bestia” di almeno un metro e novanta per duecento chili che ci invita ad entrare nella sala…Appena varcata la soglia ci accorgiamo di essere soli, io e Marco, con una decina di ragazze seminude sdraiate nei divani. Mi sento gli occhi delle ragazze puntati addosso, e con non poco imbarazzo vado a sedermi ad uno dei divani liberi. Subito mi accorgo che la serata non sarebbe stata semplice perché mi sarei ritrovato non so quanti bei corpi nudi buttati su di me per cercare di attirare quanti più inviti possibili al cosiddetto “Privè”, Privè che consiste nel passare dieci minuti tu e la ragazza, soli, in un camerino per assistere ad uno strip riservato al solo cliente…neanche due minuti di permanenza all’interno del locale che una ragazza mi si butta addosso,a cavalcioni, ma della quale non sono riuscito ad identificarne il viso data la tempestività con la quale mi “aggredisce”. Dice di chiamarsi Agata, di provenire dal Brasile, e continua a ballarmi sopra a ritmo di musica, tanto provocante che mi imbarazza il solo pensiero che io mi trovassi in quella situazione. Con la scusa di essere appena arrivato e che avevo intenzione di vedere le altre ragazze la mando via,si stacca da me e riesco ad identificarne il volto, non male direi…ma il suo accento mi è parso più “Catanese” che brasiliano…mah…non ci faccio caso più di tanto. Intanto il mio amicone Marco, seduto nel divanetto di fronte al mio, parla con una ragazza, molto formosa, avrà almeno la quarta di seno,e si dirige al bancone per ordinare una consumazione…altre ragazze cercano di attirare l’attenzione su di me, sedendosi sul mio divano ma non ci riescono, io sono troppo un bravo ragazzo per fare certe cose,i miei principi mi portano oltre. Non passa un secondo che al “palo” vedo una ragazza dal fisico direi “perfetto”, alta, snella, una modella…non la vedo molto sciolta, è un po’ lenta nei movimenti, anche se la canzone le permette di fare quello, ma nn la vedo volgare, né tantomeno aggressiva…mi colpisce il suo sguardo,il suo viso dolce, i capelli tirati, quel corpo da Dea che si muove lentamente, impacciato. Finito lo spettacolo,seguendola con lo sguardo, mi accorgo che non è come le altre, no, lei non viene ai divani, siede in maniera più composta delle altre, sola, in un’angolo,tanto che continuo a guardarla mentre Marco imperterrito mi chiede con quale delle ragazze avrei voluto fare il Privè…non lo avrei voluto fare con nessuna delle ragazze, non perché non mi piacessero,anzi!, ma nn mi andava proprio…mi sentivo un pesce fuor d’acqua, mentre lui disinvolto, quasi come se stesse a casa continuava a palpeggiare le ragazze dai corpi coperti da solo intimo…mentre continuo ad osservarmi attorno, e dopo aver preso la solita “Red Bull e Vodka alla Pesca”, con la coda dell’occhio vedo una ragazza dirigersi verso di me, mi si siede accanto, mi giro e mi accorgo che è la ragazza bellissima della lap dance di prima…la guardo, io molto timido la saluto con un sorriso e le chiedo come sta, lei mi risponde bene ed iniziamo a parlare,chiedendoci il nome, l’età…inizia quasi a piacermi parlare con quella ragazza, aveva un’espressione così dolce, ma……neanche un minuto che arriva il ragazzo che lavora nel locale per chiedermi se ho intenzione di offrire qualcosa da bere alla ragazza…io penso che venticinque euro per una consumazione siano eccessivi e dico che lo avrei fatto dopo, ma la regola dice che la ragazza per poter parlare con me deve ricevere una consumazione obbligatoriamente…e se la porta per mano. Mannaggia a me, quella ragazza mi piaceva veramente…bellissima…e l’unico modo per poter continuare a parlarle era pagare il “Privè”…ci penso su due minuti e cedo ad ogni mio pensiero, ad ogni mio principio, voglio continuare a parlare con quella ragazza…la chiamo e la invito…mi prende per mano e mi fa salire al piano di sopra, dove una stanza portava ad una decina di camerini dove si sarebbero passati i dieci minuti con la ragazza…nella mia testa c’era soltanto confusione, tanta confusione…non mi rendevo conto di cosa stavo per fare…un’istante mi passa Lisa per la mente ma subito dopo svanisce perché siamo già entrati nella piccola stanza…mi ritrovo sul divanetto, e lei su di me a cavalcioni…bella più di quanto avessi visto nel semibuio della sala…i suoi occhi brillano, il suo viso è dolcissimo, le sue labbra sembrano disegnate dal più bravo pittore mai esistito…io sono impacciato, non so cosa fare, se toccarla, guardarla…mi sono trovato in una situazione stranissima, come di fronte alla ragazza alla quale ho dato il primo bacio…ma mi piace, quei pochi secondi con lei iniziano a piacermi, continuiamo a guardarci negli occhi ed io “rompo il ghiaccio” chiedendole il nome che avevo già dimenticato, risponde dicendo di chiamarsi “Milena”, di avere 26 anni e di provenire dalla Romania…iniziamo a parlare di cose personali, tipo della famiglia, di come si trova in Italia e così via…e non mi importa di vedere il suo corpo privo di quel top o di quel tanga che la copre…voglio soltanto parlare con lei, conoscere quante più cose possibili. Quella ragazza mi colpisce incredibilmente…quel suo modo di essere “imbarazzata” ad alcune mie domande, quegli occhi mi trasmettono qualcosa che neanche io saprei descrivere. Senza sapere come e perché, ritrovo le mie labbra unite alle sue, a baciarci, ad occhi chiusi come si fa solo in amore, e le lingue iniziano a sfiorarsi, ad intromettersi come dovessero scoprire chissà cosa, timide ma decise…dolci ma sconosciute…quel bacio era bellissimo, il più bello della mia vita, il più sconosciuto…ma il più sensuale. Quel momento avrei voluto non finisse mai…ma neanche il tempo di pensarlo che quel sogno viene interrotto dalla voce del ragazzo che prima ma l’aveva portata via dal divano chiamandola per nome e dicendole che il tempo era scaduto…l’intero mondo mi sembra cadere addosso quando mi rendo conto che quel bacio l’ho pagato cinquanta euro, e che magari lo avrà fatto perché il lavoro glielo impone…scendiamo le scale mano nella mano, ma non penso, ho il vuoto dentro…non sono consapevole di cosa era successo…arrivo al mio divano, buttato li, solo, tanto solo che neanke la musica assordante riesce a rompere il silenzio che irrompe nella mia testa…un silenzio che rompe i timpani. Milena torna al solito divano ad angolo, e fuma una sigaretta…ci sarebbe di che guardare, perché intanto al palo balla una ragazza con movimenti incredibili, ma non mi interessa, io le do le spalle perché voglio continuare a guardare lei…come sarei voluto essere quella sigaretta, baciata da quelle labbra morbide, disegnate, invitanti…penso al mio portafogli, mi sono rimaste settanta euro, non ci penso su due volte, un’occasione del genere non mi capiterà più, quella ragazza mi piace, mi ha baciato come nessuno ha mai fatto, non può svanire tutto qui…la chiamo, lei scatta dal divano e mi sorride con espressione più che mai tenera…le chiedo se avrebbe voluto passare altri dieci minuti con me, ed ecco che la sua risposta è la più bella che mi sarei potuto aspettare, mi guarda con occhi dolci e nel suo italiano stentato mi fa capire che altre cinquanta euro sarebbero state troppe…io le ripeto che non mi importa, che in quel momento volevo soltanto stare io e lei soli, a parlare, mi importava soltanto poterla avere per me anche soli dieci minuti…sorride con il dito alla bocca come per dimostrare l’imbarazzo ed io esco fuori di testa, non ci sono più, mi sembra di volare “tre metri sopra il cielo” si proprio come il film o il libro…non ho mai trovato questa metafora più adatta al mio stato d’animo…mi ritrovo nuovamente nella piccola stanza ed ancora io e lei siamo in piedi…le prendo il viso e le sussurro che volevo soltanto continuare a baciarla,e nient’altro…sorride e mi dice con un accento strano ma bellissimo e con un sottile sorriso sulle labbra “Perché No”…passammo quei dieci minuti scambiandoci frasi dolci, baci appassionati, le mie mani nella sua schiena scivolavano dolcemente ed i suoi piccoli movimenti mi facevano capire che le piaceva…la mia lingua sul suo collo scivolava lentamente ed i suoi sospiri erano sempre più forti…bellissimo, bellissimo bellissimo!!! Ed è ancora lui, con l’invadenza di sempre che la chiama…lei risponde di si, ma non si alza, rimane li con me a guardarmi negli occhi, a baciarmi…ad imbarazzarsi come un ragazzina al suo primo bacio…tutto era perfetto…spettacolare...mi chiede il numero, ma non ho la penna, CLASSICO!!! QUANDO SERVE NON C’E’ MAI!!! Quindi mi dice di registrare il suo nel cellulare…ma è un numero strano, troppo lungo per essere Italiano…ed è infatti li che mi dice che l’indomani sarebbe tornata nella sua terra d’origine, la Romania, e che quello non era altro che il suo numero di cellulare lì in Romania…il tetto del mondo sembra cadermi addosso…io mi sento sprofondare, mi si annebbia perfino la vista…lei mi stringe la mano, mi guarda con un sorriso stentato, dolce ma triste…e mi invita a scendere le scale che ci riportano alla sala…io al solito divano aspetto Marco che torna dal Privè con la Brasiliana di “Picanello”, non ci credevo, non volevo credere che tutto sarebbe finito in un niente, che io non avrei potuto darle altro, che non l’avrei più rivista…dal suo divano lei continuava a guardarmi con la solita sigaretta, mi ha perfino chiesto se volevo fumarne una ma a me non importava quella sigaretta, volevo soltanto lei…lei e basta…tornato Placido gli chiedo di andarcene e così vado li a salutarla…con i due bacetti classico degli amici, e lei mi dice “MI RACCOMANDO CHIAMAMI QUANDO SONO IN ROMANIA”…io annuisco e mi perdo nel buio del corridoio che mi portava all’uscita, lasciandomi alle spalle la ragazza dei miei sogni,…ed una serata indimenticabile…





P.S. Lascio all’ immaginazione cosa provo quando sento ancora il suo odore sulla mia camicia…















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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Perseide Invia un messaggio
Postato in data: 12/05/2008 22:00:54
Giudizio personale:
Mi limito soltanto ad un giudizio di forma: è scritto bene.

Autore: Oltrelosguardo Invia un messaggio
Postato in data: 27/04/2007 00:14:37
Giudizio personale:
Una storia incredibile...


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