i racconti erotici di desiderya

Una crociera molto speciale 2005

Autore: Paolapino
Giudizio:
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Odore di acqua stagnante e gasolio: la lieve brezza, che prende di infilata la ripida scaletta della nave da crociera sulla quale ci stiamo inerpicando, lo ficca nelle narici, lo spinge ovunque, mentre folate fanno maliziosamente ondeggiare la gonna di Paola che sale lentamente un metro avanti a me sforzandosi di non guardare verso l’acqua nera. Il tramonto ha reso indefinite le colline, ed il profilo di Genova, visto qui dal porto si confonde nel punteggiato di luci . Curioso come sin dal check in entrambi abbiamo evitato di guardare in viso i nostri futuri compagni di viaggio. Forse quell’imbarazzo che ha caratterizzato questa scelta non è stato ancora metabolizzato. La crociera Sexy ci era sembrata un’idea stimolante quando l’abbiamo letta su internet, con partenza proprio il giorno del nostro 25° anniversario di matrimonio. In questi ultimi anni la nostra vita serena e di buona armonia è stata “tranquilla” anche nel sesso. Qualche fantasia, certo, giochi tra di noi, un paio di regali maliziosi , anche qualche foto osè che è restata nel pc come ricordo, ma neanche una parvenza di trasgressione come sino a poco tempo fa. Ecco perché rimasi così sorpreso quando per provocarla le feci leggere l’offerta di questa crociera a prezzi straordinari e lei mi rispose candidamente “ Perché no? Tanto nessuno può costringerci a fare qualcosa non vogliano, no?”. Ora neanche una parola o una frase: solo quell’espressione direi contenta, serena, nel vedere la cabina elegante, nel sistemare (come fa quando andiamo in albergo) in modo maniacale, subito ,appena entrati, i vestiti nell’armadio e nei cassetti. “Uhmm bello no, Pino, abbiamo fatto bene”, l’unico commento mentre percorriamo i corridoi lucidi sino all’ascensore che ci porta nel salone delle feste dove è prevista la riunione dell’organizzazione,un sito web che ha curato il viaggio e coordinato il tutto. Paola ha indossato un vestito nero, appena sopra il ginocchio, senza maniche, sobria scollatura in grado di far risaltare, nella sua semplicità, la linea di mia moglie che alla soglia dei 50 anni è assolutamente ancora quella che si definirebbe una bella signora. Il collant scuro le dona un pizzico di civetteria che lei nasconde con lo sguardo basso, o volutamente distratto verso le vetrate della sala, evitando ancora di inquadrare i compagni di viaggio che invece mi metto a studiare. Tre o quattro sono certamente coppie scambiste, ce l’hanno quasi scritto in fronte, ma la gran parte dei quasi 600 ospiti ( con netta predominanza maschile nonostante l’offerta a prezzi vantaggiosi fosse solo per coppie) sembra gente assolutamente normale che si porta dietro il nostro identico imbarazzo dovuto all’etichetta della crociera: soci del sito erosviaggi, “conditio sine qua non” per partecipare al giro sexy del mediterraneo a prezzi stracciati.
E il sexy, ci spiega subito l’animatore-conduttore per quello che riguarda l’organizzazione si limiterà all’offerta di spettacoli di striptease integrale dopo la mezzanotte ( anche maschili), film a luci rosse a pagamento in cabina, l’elezione di miss seno nudo al termine della settimana, un sexy shop a disposizione 24 ore su 24 nella zona commerciale. Niente privè. Tutto qui. Il resto è affidato alla volontà dei singoli con un unico rigido limite:l’educazione. Nessuna forzatura, nessun insulto o avance pesante. I primi che saranno accusati di questo saranno fatti scendere allo scalo successivo. Si può insomma, lo dice chiaramente, viaggiare tranquilli senza alcuna trasgressione, osservare, giocare o semplicemente godersi il tiepido sole di aprile o stare nell’attrezzato centro benessere per idromassaggi, e tutto quello che può servire e piacere. Così come si può fare invece tutto quello si vuole nelle proprie cabine a patto che siamo tutti consenzienti. Paola mi guarda soddisfatta con l’espressione di chi “l’aveva detto”. Si scioglie, si tranquillizza, accavalla le gambe sprofondata nella poltrona e non badando all’orlo del vestito che sale scoprendo la coscia e si mette finalmente a studiare i nostri compagni di viaggio con un sorriso quasi di sfida.
Si avvicina verso di di me sussurrandomi divertita all’orecchio “come nei negozi di porcellana, guardare ma non toccare insomma, divertente…” e indica con un gesto del viso una bella signora, mini vertiginosa seduta su un divanetto poco distante. Difficile stabilire da qui, ma o ha lo slip nero… o non ce l’ha per niente ( suggerisco a mia moglie che scoppia a ridere dandomi una manata)
“Porco, ti piacerebbe andare subito a chiederglielo eh? “ e lo dice allegra con un’aria maliziosa che non le conosco. “ Ma se per questo mi pare che non sei l’unico che guarda e quella non è l’unica ad essere guardata” aggiunge subito dopo facendo un altro cenno con il dito verso un giovane, 30-35 anni seduto su un puff e praticamente in adorazione delle gambe di mia moglie che da quel punto di visuale saranno certamente più scoperte e godibili. E Paola non prova neanche a coprirle tornando ad indirizzarmi quell’occhiata che sinceramente non avrei mai creduto di vederle.
Più tardi in cabina mentre è sotto la doccia bollente fa un’altra cosa insolita: canticchia. In venticinque anni mai sentita. Quando ricompare allegra e struccata avvolta nell’accappatoio bianco lo apre davanti allo specchio, si osserva un paio di volte chinando il capo da una parte e poi dall’altra “ Ancora apprezzabile secondo te?” mi chiede.
La trascino sul letto tirandola per la cinta. “A giudicare dalla bava che aveva alla bocca quello poco fa, di sopra, direi proprio di si” –
Fa finta di difendersi e di ricoprirsi mimando una lotta con me.
“Chissà quello che sega si starà facendo ora pensando a quello che tu, porcellina gli hai fatto vedere. Ti ho visto sai, che non le hai chiuse e ti facevi vedere gli slip…”
E’ divertita ed eccitata mentre le apro l’accappatoio. “ Non credo proprio gli slip, risponde , non li avevo! Avevo solo il collant”
“Brutta porca… ci credo che quello è andato via tutto in tiro”
Mi mordicchia l’orecchio mentre le bacio il collo e si scioglie tra le mie braccia.
“Sai lo vorrei proprio vedere se ora si sta…” sussurra senza finire la frase . Mentre facciamo l’amore è un torrente in piena di frasi e fantasie: mi chiede, suggerisce, ipotizza, e soprattutto decide : “ si dai senza esagerare ma questa settimana qualcosa possiamo concederci no, siamo sempre stati così corretti e tranquilli che una volta nella vita…che dici? Non ci conosce nessuno qui…”Mezz’ora per truccarsi, scegliere l’abito corto, aggiustarsi i capelli. Prima di andare a cena Paola fa ricorso a tutto, compreso il rossetto che mette così raramente, per accentuare un fascino che non le ho mai visto perdere. E quando poi il destino si mette in testa di tirare strani scherzi c’è poco da fare.
I tavoli sono da sei, e la prima sera i posti sono assegnati per numero di cabina. Con noi una coppia un po’ più giovane ma goffa, di Milano, un signore sulla cinquantina e guance rosse, e proprio quel giovane che le guardava le gambe in sala. E’ gentile, cordiale, correttamente divide le sue attenzioni con i commensali ma non nasconde il suo interesse per Paola. Ha già partecipato a iniziative simili, una volta in coppia con la sua ex moglie, poi da solo. Non si nasconde: il matrimonio è naufragato per colpa sua, perché lui ama molto più guardare che fare, e quello che era una propensione forte , una netta preferenza, con il passare del tempo è divenuta l’unica sessualità possibile per lui. Conosce un paio di coppie sulla nave, ma ammette con candore, la visione di Paola lo ha attratto e ci chiede , qualunque cosa si possa noi aver in mente se in relazione alla sua netta preferenza, di tenerlo presente. Ai nostri ordini. Un discorso fatto pacatamente senza malizia ed imbarazzo, tutto d’un fiato davanti allo sguardo accogliente e stranamente attento di Paola e ad un certa distrazione dell’altra coppia impegnata di più a mangiare che a chiacchierare. Altri gusti, altri progetti evidentemente.
Parliamo di molto altro intervallandolo con battute e momenti di cordialità che sembrano divertire mia moglie. Lui si alza e si precipita con gesto d’altri tempi ad allontanare la seggiola di Paola mentre lasciamo la tavola alla fine. Accenna anche un inchino e ci lascia un suo biglietto da visita ( Ing. Alberto Mussi) con cellulare e sul quale ha scritto a penna il numero della cabina e l’interno. Per qualunque cosa…
Stasera è prevista la festa di benvenuto, musica nel salone sino ad una certa ora e poi il primo strip. Maschile. Paola che mi aveva detto di essere stanca non appena messo piede sulla nave mi sembra rifiorita. Potere della doccia forse. E suggerisce di andare. Salutiamo il commensale che accenna alla possibilità di vedersi più tardi alla festa. Passiamo in cabina per un cambio di scarpe. Poi dopo una mezz’ora di relax andiamo.
Un drink, qualche ballo anni 70 , qualcuno più moderno, e lei che mi sfida: “perché non provi ad invitare a ballare quella” indicando una rotonda e vistosa signora in apparente ricerca.
“Quella si appiccica” le rispondo ridendo.
“Voglio proprio vedere, dai”. Non faccio in tempo neanche a fare il gesto che me la ritrovo tra le braccia incollata al mio corpo durante tutto il lento e con il bacino che spinge verso me in modo inequivocabile nella speranza di sentire qualcosa che proprio… non c’è. Almeno sino a quando non mi accorgo tra un giro e l’altro, che il nostro amico, l’ingegnere, è seduto proprio davanti a Paola, nella poltroncina di fronte al divanetto è sta chiacchierando con lei che ( è inequivocabile) scoscia senza falsi pudori. Vedere mia moglie così tranquilla in quella posizione quasi “distratta” e gli occhi di lui incollati sulle sue cosce, provoca una reazione istintiva, li in basso, subito avvertita dalla mia procace dama che gradisce, si strofina e mugula al mio orecchio proprio mentre lei guarda molto divertita. Per fortuna la mia compagna di ballo è affamata quanto volubile e dopo un paio di lenti cede alle lusinghe di un altro cavaliere più deciso. Riguadagno il mio posto e Paola scherza sulle mie conquiste e chiede informazioni. L’altro sorride compiaciuto e comprensivo. Sta parlando del suo matrimonio, del naufragio, della solitudine, delle feroci incomprensioni con una moglie che non solo non ha mai apprezzato ( e sin qui c’è da capirla) la sua propensione ma che lo considerava ogni giorno sempre peggio, dal malato al depravato soprattutto quando le aveva confessato che se per “rimediare” alla mancanza di espletamento dei doveri coniugali lei avesse voluto incontrare un altro, lui non avrebbe avuto nulla a che ridire a patto di poter finalmente guardare. Un guardone doc, insomma. Si autodefinisce con un sorriso che raccoglie adesione e condivisione d a parte di mia moglie che “inavvertitamente” muovendosi sulla poltrona, scopre ancora di più le gambe. Si chiacchiera e si beve con il solo intermezzo di un ballo che concede ad un ragazzone e che dura pochi istanti: torna subito al posto dopo aver cortesemente detto no ad un approccio della mano sul sedere che non mi era sfuggito. Ma senza arrabbiarsi, senza tensione. Un sorriso amaro, un mi spiace no, e la cosa è finita li.
Poi inizia lo spettacolo. Alberto li davanti a noi neanche si volta verso il palco sorseggia il suo bicchiere, continua a guardare senza infingimenti le gambe di Paola che non pone problemi nel mostrarle, agitandosi mentre segue lo strip maschile, accavallandole e scavallandole senza preoccuparsi. Guarda il duo di maschi nudi ormai senza proprio niente ed un robusto attrezzo dondolante con divertita ammirazione. “Caspita però hai visto Pino che roba? Saranno… di quanti centimetri?” Una domanda che non mi sarei aspettato da lei innanzi ad uno sconosciuto. Ed è proprio lui che svegliandosi dal trance da cosce (e collant) dopo una sguardo rapido al palco proprio mentre si spegne la luce, sentenzia: “ Mah, forse 20-22, niente di speciale” e coglie subdolo l’occasione per spiegare che seppure l’uso è diverso da quello che le donne si attendono in genere lui ce l’ha da 25. Unica concessione alla volgarità gli ho sentito fare, una smargiassata che istintivamente mi spinge a dire un “ehhhh”non proprio opportuno e pericoloso.
Sorride, sin troppo ovvia la risposta: “ quando volete potrete verificare”.
Paola sorride incuriosita ma mi fa cenno di voler andare. Saluta con doppio bacio sulle guance il nostro amico, e torniamo in cabina.
“ Mi piacerebbe sai lo ammetto” dice a tradimento mentre esce nuda dal bagno ed indossando la camicia da notte.
“Cosa Paola”
“Vedere che effetto gli ha fatto spiare tutta la serata tra le mie gambe, averlo qui e vedere se è da 25 davvero” e ride ma mi guarda ansiosa, temendo di aver superato il limite.
Deglutisco perché sento che è il momento “cerniera” quello che può dare o meno una svolta alla nostra crociera partita per farci i cavoli nostri .
“Beh chiamalo, digli che può venire qui a vedertele meglio le gambe e a…”
“Ma sei pazzo?” Ride e mi tira il cuscino. Dici così e poi mi daresti della troia e mi insulteresti se lo facessi davvero. A te ora piace l’idea non il farlo sul serio. Se lo sentissi bussare alla porta lo manderesti via immediatamente”.
E mentre tra risa e scherni affrontiamo la discussione, alla porta bussano sul serio.
Lei si fa seria. Mi guarda. “Ora vediamo” le dico con tracotanza.
Apro io. Alberto ha una bottiglia di champagne in mano e tre bicchieri. Lo sguardo basso. “ Mi devi scusare Pino, come sapete potete mandarmi via e non vi darò più fastidio ma tua moglie è troppo bella e ho pensato che chissà, magari avevate in programma di fare qualcosa, ed io potrei stare in disparte senza dare fastidio … sai è tanto che io non…”
“Accomodati, dai” lo incoraggio dopo uno sguardo di intesa con Paola che seduta sul letto indossa camicia da notte di seta e slip e non fa nulla per coprirsi. Ma ormai ad essere scoperto è il gioco. Alberto mentre beviamo lo champagne spiega ancora della sua vita, delle sue pulsioni Dell’effetto che gli ha fatto subito Paola e si scusa più volte con me se lo ritengo invadente. Prende la seggiola con i braccioli e la accosta al letto dove siamo seduti entrambi. La conversazione si ferma qualche istante, il silenzio è eloquente. Nessuno si muove. Prendo allora il bicchiere dalle mani di mia moglie lo metto sul comodino. Faccio il giro del letto e mi metto in ginocchio dalla mia parte tirando dolcemente Paola per le spalle invitandola a stendersi. Lo fa con un sospiro girandosi con i piedi verso Alberto che si aggiusta la seggiola.
Dischiude subito le gambe consegnando alla visione di lui quello slip che ha spiato tra le ombre per tutta la serata. Accarezzo il collo di mia moglie che si stende meglio, appoggia la testa su l cuscino e piega un po’ un a gamba. Le accarezzo il seno con il capezzolo turgido che si fa notare sotto la seta. Dischiude un po di più quasi timorosa mi guarda. Annuisco come a tranquillizzarla e con una mano le allargo con decisione le cosce. Segue senza fare resistenza. Alberto mi guarda mentre si strofina sui pantaloni. Mi chiede il permesso con gli occhi e faccio di si con il capo.
Mentre le spalanco le gambe e la carezzo sugli slip, lui si sfila i pantaloni e i boxer. Il suo coso svetta orgoglioso subito, enorme, rosso, durissimo e dritto, largo il doppio del mio, e lungo sicuramente quanto ha detto. Paola dischiude gli occhi tirando su la testa e lo guarda a lungo mentre lui lo impugna in un lento su è giù soffermandosi in basso orgoglioso di mostrarlo. Io intanto la spoglio nuda sfilandole le mutandine e tornando ad aprile bene le gambe. La peluria nera non nasconde una sfacciata apertura nella quale passo il palmo della mano per sentirla umida e provocare il fremito. Mi chino su di lei, allargo bene facendo in modo che la luce evidenzi i dettagli e con le dita delicatamente apro le grandi labbra che restano spalancate davanti al nostro ospite. Poi mi ritraggo e inizio a carezzarle i seni invitandola a pensare agli sguardi di lui fissi li tra le gambe aperte in modo osceno, il suo sguardo che la fruga all’interno; lei muove il bacino sollevando, arcuando, offrendosi di più e non distaccando lo sguardo da quella verga enorme lungo la quale la mano di lui scorre sempre lentamente.
Lascio lei a godere degli sguardi. Mi spoglio. Quando rimetto la mia mano tra le cosce la trovo allagata di piacere. E’ venuta in silenzio.
Lui non parla, continua il suo paziente e lento lavoro.
Mi stendo sul letto e le chiedo di venirmi sopra. In un battibaleno Paola monta a cavallo e si infila il mio pene. Si china verso di me schiacciandomi i seni sul petto e nell’orecchio le sussurro:” brava fagli vedere bene come ti scopo e apriamogli anche dietro che ti vede il buchino che non vuoi darmi” e con le mani divarico le sue natiche ottenendo una scossa violentissima ed un suo orgasmo con urlo.
Ansimante si ferma. Ma non si sfila da quella posizione ben conscia che lui vede tutto. Alberto chiede a bassa voce, in modo rauco di poter avvicinarsi approfittando del nostro momento di pausa per guardare meglio. Un rantolo di mia moglie significa fai pure. Si alza si avvicina al letto con il suo grosso arnese in mano. Si china addirittura mentre continua a masturbarsi per vedere da vicino il mio cazzo dentro la vagina . Sentiamo entrambi il fiato caldo tra le nostre gambe tanto è vicino. Allargo ancora un po’ le natiche di mia moglie: lui studia con attenzione.
“Che bello Pino, complimenti ”
Nessuno dei due risponde, ma lei sussulta, sento che cerca di essere penetrata a fondo e spinge forte ad un passo dall’orgasmo. Lui borbotta qualcosa, sente il suo fremito.
“ Scusatemi ma se posso…” non c’è risposta. Quella vera è l’orgasmo di entrambi, prima mia moglie,subito dopo io che le vengo dentro nel momento in cui sento il dito di Alberto correre tra le natiche di Paola spingere con decisione sul buchino che non si apre, non cede, ma la pressione lei la avverte come un maglio di piacere ed io la sento chiaramente attraverso il membro ormai provato e pronto ad esplodere. Lunghi e ripetuti fiotti di seme che le schizzo dentro e che colano lentamente fuori mentre lui ci dice ”bravissimi così” mentre si masturba freneticamente.
Paola si sfila sfinita, si getta sul letto, sulla schiena accanto a me tenendosi la mano tra le gambe. Lui la guarda bene continuando il movimento sul cazzo, ora velocissimo. Mia moglie annuisce. Tira su la testa. Lo guarda bene. Lui fa il giro del letto, le si avvicina sempre masturbandosi. Lei guarda ammirata quel coso enorme e sempre più rosso sino a che lui fa per distanziarsi facendo capire che non può più frenarsi. Lei invece lo trattiene allungando la mano e prendendogli le palle con la sinistra. La destra tira su il seno verso la punta del coso ad invitare con un gesto inconfondibile di venirle li. Quasi mi secca questa sua improvvisa licenza non concordata. Mi dispiace ma mi eccita quando vedo la mano di lui prima fermarsi in fondo alla lunga asta, esitare, e poi allentare per lasciare scorrere un fiotto bianco lunghissimo, denso e potente. Il primo scavalca mia moglie, finisce sul letto a pochi centimetri da me. Gli altri cinque o sei sono diretti con precisione sui capezzoli, nella scanalatura del seno, sulla pancia.
Non mi sarei mai aspettato di vedere Paola godere di nuovo mentre la mano freneticamente massaggia lo sperma spandendoselo ovunque sui seni, la pancia e tra le gambe mentre l’altra non ha lasciato le palle di Alberto e sul braccio finisce per colare l’ultima goccia. Ora giace li tremante madita di sperma di un altro e continua a massaggiarsi facendo una schiuma bianca e dimostrando di amarne il contatto. Mentre lui continua a dirle “bella, bella, bella “.
“Dovrei vergognarmi vero?” ci chiede dopo la lunga doccia che ha fatto, stesa sul letto avvolta dall’accappatoio mentre noi ci siamo rivestiti. Alberto ride.
Lei si butta sul letto a pancia in sotto. La guardo.
"Paola se fai così vien voglia di mostrare di nuovo il tuo meglio" le dico ridendo alludendo al lato b.
“Fammi vedere Pino, fammi vedere bene perché tra l’altro mi pare molto stretta vero?” dice lui stando al gioco.
Annuisco. “Ma sensibile”.
Si avvicina e si china verso il culo di mia moglie. Le sollevo l'accappatoio. Paola è stesa passiva pancia in sotto si fa guardare e toccare da me e ora anche lui allunga la mano e le carezza la natica.
"Te lo da spesso?"
"Non spessissimo, forse perché come dici è un po’ stretto "
“Tu Pino capisci che io con il mio calibro non ho mai potuto… anche perchè come sai mi piace più vedere che fare. Però ho aiutato tanti . Mi consenti?”
“Certo, se puoi”
Paola non risponde, non si muove.
Alberto estrae dalla tasca dei pantaloni una bottiglietta piccola, tipo inalatore del naso.
Si avvicina con fare da professore medico si china sino a pochi centimetri dal sedere di mia moglie chiedendomi di allargare con delicatezza le natiche .
“Ecco Pino tiella aperta così ma non troppo, con tutte e due le mani”. Toglie il tappo alla bottiglietta. Qualche goccia oleosa scende : la prima scivola sulla natica, la seconda e la terza precise nel buchino facendo sussultare mia moglie che con un filo di voce chiede “ cos’è cosa fate… no eh, Pino guarda che …”
“ Tranquilla Paola, le risponde lui è solo per farti capire una cosa”. E non ha neanche finito di parlare che il suo robusto indice ruota con decisione nel liquido oleoso rimasto in superficie e poi d’un tratto, deciso, senza neanche esitare un secondo, le penetra dietro sino quasi a metà.
Paola urla ma non è repulsione,. Non è quello che fa con me. Prova a liberarsi delle mani che la tengono ma è solo un tentativo formale. Alberto è perentorio. “Ora Paola stai ferma e rilassati un attimo non fa male questo. Il liquido che ti ho messo è un lubrificante con effetto anche leggermente anestetizzante. Sta ferma e rilassati sentirai una cosa nuova. Ormai il dito dell’ingegnere è tutto dentro senza che mia moglie abbia neanche accennato a ribellarsi. Anzi ora ansima .
“Bravissima Paola così, lo senti? Non è male. Pino toccale il clito ora”
Ubbidisco come fossi ipnotizzato da quel dito ficcato profondamente e così facilmente. Ora il nostro amico muove chiaramente il dito e quando le stringo appena il clitoride come so che a lei piace mi viene in mano senza ritegno stringendo forte le natiche ed urlando.
Alberto estrae un fazzolettino dalla tasca con l’altra mano e lentamente fa uscire il dito dal sedere di mia moglie avvolgendolo subito nella carta per pulirlo.
“Ecco fatto , hai visto che si può godere senza dolore anche li? Vedrai Pino che in futuro ora sarà tutto più facile ma usa questa” e mi lancia la bottiglietta magica. “ La trovi in qualsiasi sexy shop. Ora vi lascio soli, credo che ne abbiate bisogno. Grazie e a domani” ed esce come nulla fosse.
Mia moglie sul letto è sfinita, a pancia i n sotto sembra dormire. Mi stendo accanto a lei ma come lo faccio la sua mano mi cerca.
“ Sei arrabbiato ?” mi chiede con gli occhi ancora chiusi
“E perché dovrei? Anzi. Però un po’ geloso si lo puoi capire,credo che sia logico”
“Certo”. Apre gli occhi,si tira su a sedere sul letto lasciando che l’accappatoio si apra.
“Ma penso che sei stato carino e generoso e che sei ancora eccitato” e mi carezza sul pantalone. Non parla più. Due minuti dopo mi ha spogliato completamente e con un ritmo ed una dedizione mai viste me lo ha preso in bocca. Quando ha finito e si asciuga la bocca ho una certezza: sarà una crociera che ricorderemo proprio


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Rotterdam19 Invia un messaggio
Postato in data: 11/02/2011 11:11:56
Giudizio personale:
Ci vuole "misura"....


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