i racconti erotici di desiderya

Storia di una notte di mezza estate - parte 1

Autore: BUNCIA
Giudizio:
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Commenti: 3
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Era una sera d’estate e più precisamente un sabato sera. Per ovviare alle solite serate passate seduti al tavolino del bar del quartiere decidemmo di andare ad una festa organizzata all’ultimo momento da un gruppo di amici. Ci ritrovammo verso le 22 e partimmo con 2 macchine. Eravamo in nove, io avevo preso la mia, perché si sapeva come andavano a finire queste serate. Inevitabilmente ci si ubriacava sempre, così, come sempre, mi sentivo più sicuro con la mia macchina.

Eravamo una compagnia di amici che si conoscono fin dall’infanzia, affiatata e di quelle dove in periodo adolescenziale ci si scambiava il partner quasi per gioco, come capita a tutti i ragazzi di quell’età, ma c’era un sogno che col tempo era diventato irraggiungibile: Alice.

Alice era la mia migliore amica. Ho cercato in tutti i modi di conquistarla, invano. Non sono un brutto ragazzo e non lo sono mai stato, ma evidentemente non son nemmeno mai stato il suo tipo.

Non era ritenuta la più bella della compagnia, ma per me lo è sempre stata: è sempre uscita con Carlo, il mio migliore amico, dopo un lungo periodo di litigi, proprio a causa di questa loro relazione, ma poi si sa… le amicizie alla fine sono sempre quelle più forti e così si è superato anche quell’ostacolo.

Quella sera Carlo non c’era, faceva il turno serale alla fabbrica e così, Alice era sola, come in tantissime altre occasioni.

Ero rassegnato da tempo, ma quella sera mi scatto una scintilla, forse per il suo abbigliamento che mi stava facendo andare il sangue in ebollizione. Era una calda serata, indossava un vestito di lino azzurro, con una fantasia di fiorellini bianchi che gli partiva da sopra al ginocchio, sandali aperti con un tacco non troppo alto e una scollatura non troppo osè, che lasciava intravedere le sue forme perfette.

Alice non è molto alta, però è perfetta: culetto sodo e a mandolino, almeno una 3 di seno abbondante, occhi verdi e capelli tinti di rosso ricci. Il viso è stupendo: ha l’espressione della brava ragazza, per questo era la bambina delle quale mi ero innamorato alle elementari.

Quella sera Alice era una bomba e io non riuscivo a staccarle gl’occhi di dosso, come in altre occasioni del resto. Era seduta dietro durante il viaggio e io avevo spostato lo specchietto per poterla guardare mentre si parlava tutti insieme.

L’unico episodio del passato legato a lei che mi ha sempre procurato eccitazione, riguardava una giornata in spiaggia di qualche anno prima. Eravamo ad Olbia, io, lei e Carlo e una compagna di università di Alice; in quel periodo cercavano di trovarmi l’anima gemella.

Ad un certo punto, le sento ridere, mentre Carlo era andato a farsi una nuotata. Io ero sotto l’ombrellone e mi stavo facendo una pennichella: apro gli occhi sentendo il rumore e chiedo cos’avessero da ridere, visto che sembravo io il motivo. Visibilmente imbarazzate fanno finta di niente, poi dopo che la compagna di Alice s’era allontanata per una granita, Alice mi si avvicina sussurrandomi in un orecchio che avevano notato la generosità del mio pacco…

Ero rimasto di stucco e da lì son sempre partite le mie fantasie erotiche su di loro, durante i miei momenti di piacere fai da te.

Ma ritornando alla serata, eccoci nel posto disperso in un paesino dell’entroterra, Gilfetteri, mi pare si chiamasse la frazione, classica festa con gente da tutte le parti, musica a tutto volume, e tanto tanto alcool… una di quelle feste private, aperte a tutti. Si beveva a volontà pagando solamente l’ingresso e quella sera sembrava che la gente si volesse proprio divertire.

Io prendo Alice per un braccio istintavemente e la porto immediatamente a prendere un cocktail “due cuba, anzi tre…”. Anche lei aveva voglia di divertirsi quella sera e si vedeva, dopo il secondo giro, mi confessa che era contenta che non ci fosse stata Carlo, altrimenti lui, non l’avrebbe fatta bere, visto che è il classico ragazzo per bene.

Beviamo e balliamo un po’, la serata sta procedendo magnificamente. Le luci del posto sottolineano ancor più la sua bellezza e non so se è l’alcool o cos’altro, ma più la guardo e più mi sembra di vedere in trasparenza il suo corpo. Mi sembra che indossi un perizomino fantastico bianco e non abbia il reggiseno, ma le ha talmente sode che le rimangono dritte ugualmente, poi mi giro e vedo che altre persone hanno gl’occhi puntati sul suo fondoschiena e capisco che allora dev’essere la luce del posto. Fantastico! Non riesco a staccarle gl’occhi da quel suo corpo, lei se ne accorge, si avvicina e mi chiede il perché…. Io senza pensare, grazie allo stato in cui ero, le risposi immediatamente “perché stasera sei incredibilmente sexy”. Mi ringrazia e mi prende per un braccio. Nel frattempo gli altri si erano dispersi, chi a bere, chi a ballare, qualcuno in cerca di conquiste.

Io e Alice ci ritroviamo ora in mezzo al casino e balliamo, ci strusciamo, la mia eccitazione si fa sentire e non so se farla notare maggiormente o imbarazzarmi; vedo che lei se ne accorge, è ubriaca quanto me, si avvicina e mi sfiora le labbra con un bacio accennato. Sto esplodendo…

E’ così vicina che riesco a vedere dentro la sua scollatura: è senza reggiseno, che visione fantastica. Non ce la faccio più. Con una scusa le chiedo di allontanarci un po’ e di andare alla macchina, per prendere il cellulare (che naturalmente non avevo dimenticato). Lei acconsente e mi segue. Ci teniamo per mano e barcolliamo nel buio allegramente in cerca di un posto dove appartarci.

Quella situazione ha dell’irreale. Me l’ero sognata un sacco di volte ma mai pensavo di raggiungerla un giorno. E invece, eccoci qui, appoggiata contro al muro di una casa è lì e mi guarda con quei due occhi. Senza pensarci mi avvicino e la sorprendo con un lungo bacio liberatorio: rischio. Lei non oppone resistenza e si lascia prendere e inizia a muovere le sue mani sul mio corpo, mi accarezza sotto la maglietta e poi va in cerca di quello che avrei sempre voluto fosse solo suo.

Io non sto con le mani in mano e le alzo il vestito, tastandole quel culetto sodo.

Subito dietro quel muro, un vicoletto strettissimo e buio tra due case… ci spostiamo ed entriamo. Qui, anche se passa qualcuno, non potrà vederci… (continuo?)



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Cagliostrus Invia un messaggio
Postato in data: 25/08/2007 12:30:47
Giudizio personale:
Qui, anche se passa qualcuno, non potrà vederci… (continuo?)
Ovviamente sì, se puoi.
Ciao e grazie,
cagliostrus@hotmail.it

Autore: Stukas Invia un messaggio
Postato in data: 19/01/2007 01:27:26
Giudizio personale:
continua, secondo me Sei stato molto realista, la cosa si fa interessante...

Autore: Hectorbabenco Invia un messaggio
Postato in data: 18/01/2007 14:30:30
Giudizio personale:
continua....


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