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Storia di eva - 1 - la cameriera.

Autore: Evatrav54
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Storia di Eva - 1 - La cameriera.

Trovare lavoro oggi è un'impresa sempre più difficile, anche in una grande città come Milano.

Dopo molti tentativi inutili ho trovato lavoro come cameriera in un importante albergo famoso per la sua clientela selezionata, la cosa che mi rende 'particolare' è che l'ho ottenuto il lavoro falsificando i miei dati anagrafici, non tutti ma solo un dettaglio trascurabile, ho detto di essere una donna mentre in realtà sono un maschio.

Il mio lavoro si svolge nel pomeriggio e non è difficile entrare in albergo come un uomo, entrare in una camera con la scheda universale, infilarmi la divisa e comiciare a lavorare.

I primi giorni sono trascorsi senza problemi e cominciavo a sentirmi sicuro quando è successo il fattaccio.

L'uomo mi si è avvicinato alle spalle, mi ha coperto la bocca con una mano e con l'altro braccio mi ha immobilizzato stringendomi al suo corpo. La sorpresa mi ha paralizzato e anche senza la sua mano sulla bocca non sarei nemmeno riuscito a gridare.

Guardando lo specchio della camera sono riuscito a vederlo: un gran pezzo di uomo, più alto e più robusto di me e con una forza nelle braccia tremenda che mi impediva ogni movimento.

- Non ti agitare, non voglio farti niente di male, rilassati.

Queste sono state le prime parole che mi ha sussurato in un orecchio.

Non mi è stato difficile capire le sue intenzioni, eravamo talmente stretti che sentivo il suo membro ingrossarsi mentre si strusciava alle mie spalle, nello stesso tempo mi baciava sul collo e continuava a dirmi di lasciarmi andare che mi sarebbe piaciuto di più.

Mi trovavo in una situazione molto imbarazzante, mi ero sempre definito un eterosessuale, e trovarmi nei panni di una donna alle prese con un uomo era decisamente al di fuori di ogni mia esperienza.

Come sempre quando le cose vanno male possono anche peggiorare ed è proprio quello che è successo quando una mano dell'uomo ha cominciato a sollevarmi la gonna e ad accarezzarmi le natiche. Ma la vera svolta è arrivata quando la mano è passata davanti e ha raggiunto il mio membro, a quel punto sicuramente la sua sorpesa ha superato il mio imbarazzo.

La sua reazione è stata immediata, mi ha girato di colpo e mi ha spinto sul letto:

- Zitta ! Lasciami pensare.

Un ordine così chiaro non poteva essere discusso.

E altrettanto chiaro era l'ordine che mi dette subito dopo:

- Va bene, alzati e cammina un po', voglio vedere come sculetti.

- Per chi mi ha preso, non sono quello che lei pensa.

Questa è stata la mia reazione immediata.

- Non so chi tu sia, ma sono sicuro che nessuno sa chi sei veramente.

La risposta era chiara e accompagnata da un largo sorriso.

- In questo albergo non assumerebbero mai una 'persona' come te. Quindi se vuoi evitare un brutto licenziamento farai meglio ad obbedirmi.

Il ragionamento era perfetto e prima ancora di riuscire a contestare il suo sguardo mi ha fatto capire che era meglio non insistere.

- Alzati e vedi di sculettare, non voglio vedere un manico di scopa.

E cosí mi sono alzato, ho sistemato la divisa e ho cominciato la mia sfilata; erano già parecchi giorni che lavoravo vestito da donna ma non ero mai stato sotto gli occhi di qualcuno in modo così attento, dovevo impegnarmi a fondo per cercare di essere il più femminile possibile come mi era stato ordinato.

Sbirciando nello specchio riuscivo a vedere l'espressione dell'uomo, sembrava soddisfatto ma sembrava assorto in qualche pensiero strano; dopo poco apri la valigetta e ne tirò fuori una custodia nera, l'aprì e cominciò a preparare una macchina fotografica.

Mi fermai di scatto e mi girai verso di lui che, sempre sicuro di se, mi disse:

- Bene, adesso accendi tutte le luci e vediamo di fare un bel servizio fotografico; ovviamente sai cosa ti succederà se non sarò soddisfatto.

Smisi di pensare ad un rifiuto e accesi tutte le luci.

- Perfetto, allontanati un po' e girati verso di me; bene così, sorridi. Ottimo vedo che cominci a collaborare nel modo giusto.

Era sempre molto perentorio, ma speravo di evitare una denuncia alla Direzione dell'albergo.

- Adesso voltati verso la finestra, però hai proprio un bel culo, complimenti.

- Bene, girati verso di me e togliti la gonna.

Mentre eseguivo i suoi ordini la macchina fotografica continuava a scattare, mi sentivo come una modella davanti al fotografo e l'imbarazzo era terribile; appena tolta la gonna mi ordinò di ricominciare a camminare e continuò a fotografarmi.

Dopo qualche minuto posò la macchina e iniziò a togliersi la giacca, passò poi alla camicia e cravatta fino a rimanere a torso nudo.

Come si riusciva a vedere anche vestito aveva un fisico robusto, dei muscoli ben sagomati e un petto coperto di peli scuri.

- Brava, vieni vicino a me, spogliami tutto e cerca di essere naturale, come farebbe una vera donna vogliosa.

Non era facile accettare un ordine così, ma non riuscivo a trovare una via d'uscita; cominciai col togliergli le scarpe per passare poi alla cintura dei pantaloni ed infine alla cerniera.

Quando gli feci scendere i pantaloni scoprii che aveva il membro in erezione e, sotto gli slip, si vedeva un notevole bozzo.

- Bravissima, adesso baciamelo attraverso la stoffa ma attenta a non farmi male.

Un sospiro e un guizzo sotto le mie labbra mi fece capire che non avevo sbagliato mossa.

- Sali lungo l'asta fino alla punta, così. E adesso sfilami gli slip.

Era più facile a dirsi che a farsi, la stoffa era tutta tirata e le dimensioni impressionanti. Quando riuscii a liberalo dagli slip il suo membro mi colpì sul viso e, istintivamente, mi allontanai da lui.

- Allora non mi sono spiegato, non ti devi spostare, prendilo in bocca!

Le sue parole furono accompagnate dalle sue mani che mi presero la testa e la portarono sul suo bacino; non potei far altro che aprire la mia bocca e infilarmelo.

Pensavo che avrei avuto un conato di vomito invece anche se era grosso e caldo non provai il ribrezzo che immaginavo; la sensazione era strana ma non spiacevole, mi venne spontaneo spingere la lingua in avanti e leccare la punta.

Non mi ci volle molto a capire che il trattamento piaceva all'uomo, il suo membro saltellava ad ogni tocco e il suo respiro si faceva sempre più veloce, da parte mia cominciavo a trovare la situazione intrigante e il sapere che i miei gesti piacevano mi faceva sentire strano; così cominciai ad accarezzare il membro anche con le mani.

Era più facile del previsto, bastava che seguissi il mio istinto e la risposta del corpo del mio aggressore mi diceva cosa fare.

- Vedo con piacere che hai capito da sola cosa fare, brava, adesso sdraiamoci sul letto e continuiamo per bene. Non ti togliere le scarpe, mi piaci così come sei.

Mentre riprendevo ad occuparmi del suo membro le sue mani cominciarono ad accarezzarmi le gambe passando poi alle mie natiche, nonostante il fisico robusto usava una grande delicatezza e riusciva a provocarmi dei brividi di piacere; dopo qualche minuto infilò le dita sotto le mie slip e raggiunse il mio buchino posteriore.

- Guarda guarda, sei ancora vergine. Non l'avrei mai immaginato, da come mi tocchi e lecchi sembri una perfetta troia.

Arrossii come una liceale, ma avendo la testa bassa, non se ne accorse. Tolse la mano dalle mie natiche e mi infilò un dito in bocca

- Leccalo da brava, e inumidiscilo per bene, così non ti farà male.

Obbedii anche se al momento non capivo cosa volesse dire esattamente; non impiegai molto a capirlo però, la mano tornò sul mio culo e il dito che avevo bagnato per bene mi si infilò nel buco. Fu come una scossa elettrica, i muscoli delle natiche mi si contrassero col risultato di bloccare il dito all'interno, la risata del mio 'padrone' fu spontanea.

- Mi sa che nonostante tutto ti piace, vero? - E cominciò a ruotare il dito spingendolo sempre più all'interno.

Un po' alla volta riuscii a rilassarmi e a godermi quella nuova sensazione che sentivo; quando cominciai ad ansimare però l'uomo fermò i suoi movimenti e mi sfilò gli slip.

- Adesso sdraiati sul letto che penso io a te.

Come al solito obbedii, e o aiutai a mettere un cuscino sotto le mie natiche; il mio bacino era sollevato e il mio buchino perfettamente in vista.

L'uomo prese dal comodino un flaccone versò un po' di gel su una mano, con due dita dell'altra ne prese una parte e cominciò a sparlmarmelo sul buco.

Era fresco e profumato e, dopo un po' di massaggi, cominciò a scaldarsi; il movimento si fece più penetrante e le dita cominciarono a stendere il gel all'interno provocandomi i soliti brividi lungo la schiena.

Ci fu solo una breve interruzione nella quale ne approffittò per indossare un preservativo ma ero talmente confusa, non è un errore la mia mente ormai ragionava al femminile, che persi il senso del tempo e mi accorsi solo che qualcosa era cambiato quando sentii il corpo dell'uomo che si stendeva su di me; sentivo la punta del suo membro carezzarmi il buco e, una volta trovata la posizione giusta, a premere.

Lentamente, molto lentamente, la punta si faceva strada in me entrando sempre di più; il movimento era continuo e i miei muscoli si dilatavano per ricevere tutta l'asta.

Era grossa e talmente lunga che sembrava non dovesse finire mai ma, quando meno me lo aspettavo, il movimento si arrestò e comincio un lento ma deciso va e vieni; le sensazioni che provavo erano bellissime, sentivo la cappella sforzare i miei muscoli dilatandoli per poi lasciarli rilassare, lo sfregamento mi riscaldava tutta e negli affondo le palle dell'uomo sfregavano sulle mie natiche.

Per sentirlo meglio avevo allacciato le mie gambe dietro la sua schiena e in questo modo la sua penetrazione era completa, la posizione gli doveva piacere particolarmente perchè ansimava sempre di più e il suo ritmo aumentava sempre di più. Le sue mani mi impedivano di scivolare e i suoi colpi diventavano sempre più forti con un ritmo frenetico che sembrava impossibile; dopo un tempo incalcolabile assestò tre o quattro colpi più veloci e profondi, si bloccò con tutto il suo membro piantato in me, si alzò sulle braccia ed emise un grido soffocato a stento; contemporaneamente sentii tutta l'asta che pulsava ritmicamente diventando bollente.

Poi lentamente si abbassò su di me, appoggiò le sue labbra sulle mie e spinse la sua lingua all'interno della mia bocca, ricambiai il suo bacio accarezzandogli la schiena.

Per una serie di avvenimenti mi ricorderò sempre quel giorno, è il giorno in cui ho dato le dimissioni e ho trovato un nuovo lavoro, e in quello stesso giorno è nata Eva.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Muscleboy2007 Invia un messaggio
Postato in data: 19/04/2007 12:00:12
Giudizio personale:
Mi piacerebbe molto conoscerti Eva...devi essere molto dolce e deliziosamente femmina....
Vedi le mie foto e se sei vicina a me cercami....
Un dolce bacio.


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