i racconti erotici di desiderya

Sport is my passion


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Mi piace lo sport. Mi piace il movimento, l’allenamento fisico e mentale. Sono sempre stata attratta dai corpi atletici e dalle prestazioni sportive di grande valore, cronometrico o prestazionale che sia. Un atleta, uomo o donna che sia, esprime una sensuale carica energetica, una voglia di emergere, mentalmente e fisicamente, una voglia di esprimere la propria carica di energia che sente crescere dentro. Da parte mia ho sempre desiderato muovermi ed avere del tempo libero, per spaziare da un capo all’altro della provincia, per esprimermi senza limiti nello spazio e nella forma . Bicicletta, corsa a piedi, nuoto, quant’altro possa farmi sentire viva lo faccio, adoro sentire lo stimolo prestazionale del mio corpo, sentire quando si sfinisce e quando recupera energia non appena mi adagio in una vasca d’acqua calda o mi rivitalizzo sotto ad una doccia, mi accaloro in una sauna o mi permetto un massaggio rilassante. Se con me partecipano altre persone le energie si moltiplicano di pari passo, vado a caricare la mia prestazione attingendo energia da altri corpi e da altre menti, sentendo stimoli di incredibile valore naturale. In tal modo riesco ad avere sensazioni sempre diverse che riescono a soddisfare quello che mentalmente definisco la “varietà vitale di esperienze”. Molto spesso sconfino nell’ambito puramente fisico, ma sempre utilizzando la testa, mi lascio andare a quello che definirei come un “parossismo atletico” e non capisco più il limite tra la voglia di sport e la voglia di sesso. Un po’ come quando si bevono un paio di bicchieri di vino assieme ad un uomo che sa parlare con te al momento giusto, delle cose giuste, quando ti lasci andare consapevolmente ad una certa voglia di esperienza totalizzante, perdendo il limite del fisico e del mentale, con la sola certezza indecente di volersi mostrare totalmente disinibita e lasciva. Sensuale ma anche puttana.

Quello che mi è successo qualche giorno fa, entra a far parte di queste esperienze strane, al limite tra la prestazione sportiva e la volontà effettiva di perdere il controllo del proprio corpo nel sensuale scorrere delle emozioni. Stavo percorrendo la statale in bici alla ricerca di percorsi alternativi lontano dal traffico automobilistico, il tempo non era il massimo, minacciava pioggia ma nonostante tutto avevo deciso di affrontare ugualmente un’uscita stimolante. Avevo bisogno di muovermi, avevo bisogno di uscire, forse anche da me e dalle convenzioni, come spesso mi accade quando faccio sport, mi sento un’eletta, un donna vera e prestante, finalmente riconosciuta come forza naturale e senza inibizioni di sorta. Dopo alcuni chilometri decido di andare verso le colline incurante delle prime gocce di pioggia, anche se bagnata, il freddo quel giorno non faceva parte dei miei pensieri, come probabilmente non faceva parte dei pensieri dei tre uomini che incontro sulla mia strada. Mi accodo a loro chiedendo qualche informazione con fare misto tra lo sperduto e il bisognoso di cure. Con gli uomini funziona sempre, sono ben disposti ad aiutare una donna quando ha bisogno, in qualsiasi frangente. L’importante è far capire loro che sono indispensabili. Proprio come questa mattina dove conosco bene la strada da affrontare, ma il bisogno di stare in compagnia è più forte di ogni cosa, odio stare sola mentre faccio sport, lo stimolo della curiosità mi prende anche oggi.

Sono tre ragazzi attorno alla quarantina, giusto la mia età, che si dimostrano subito disponibili ad accompagnarmi anche al Giro d’Italia…mi piace la cosa, mi stimola avere tre uomini a disposizione, tre atleti che vogliono portarmi con loro, non me lo faccio dire due volte e mi aggrego, nonostante la strada non sia la mia. Vedremo cosa vogliono fare di me e della mia voglia di andare in bicicletta sotto la pioggia oramai sottile ed insistente. Ho qualche ora a disposizione e la voglia di muovermi e parlare è tanta, ho voglia di scambio esperienziale. Ho Voglia.

Mi portano a spasso per la provincia, mi lascio andare alle chiacchiere più normali, il lavoro, la mia vita sportiva, le esperienze nella corsa a piedi e nella bici, di tutto un po’, giusto per stordirsi e fare confidenza. La bicicletta presa per il giro è quella del mio compagno, decisamente un po’ lunga di telaio ma scorrevole ed alta quanto basta, unico problema è lo sfregamento più accentuato della sella con le mie parti intime visto che sono molto chinata in avanti, ma non mi dispiace e quella dimensione fisica tanto protesa mi restituisce una sensazione di lascivo desiderio, di disponibilità allo sguardo indiscreto dei tre uomini mentre mi strofino sulla sella con aria noncurante. Un dettaglio veramente importante nell’ottica della giornata sportiva, essere stimolata sotto gli occhi di tutti e tenermi il piacere di essere guardata mentre sto bene sulla sella del mio compagno. Sensazione descrivibile da un brivido di piacere che mi corre lungo il bacino, lungo le gambe nude e bagnate dalla pioggia calda, lucide e muscolose, sportive ma intriganti. Arriviamo ad un bivio per le colline, mi rassicurano con sguardo di protezione, sanno dove andare e sanno cosa fare, al limite ci si ferma in un locale più in alto nella casa di uno di loro se proprio dovesse aumentare la pioggia. Per me va bene, annuisco, basta non soffrire la fame dico, se il giro è troppo lungo cominciano i crampi. Allo stomaco però. Comincia la salita ed io sono veramente in forma, la mia bici è leggera e le salite posso farle alla pari con gli altri nonostante le dimensioni di più grandi del telaio, questa estate mi sono allenata bene e le gambe girano che è un piacere. Sono in testa perché dico loro che mi piace fare un po’ di ritmo, lasciando intendere che per un po’ non dovranno superarmi, da dietro il primo mi dice di rallentare altrimenti scoppio, sto andando ad un buon ritmo e mi alzo dalla sella di tanto in tanto per rilanciare l’andatura. La mia maglietta stretta ed i pantaloncini aderenti da ciclismo non lasciano dubbi sul mio fisico e mi lascio andare davanti a quei tre ragazzi che ora sono molto più silenziosi, qualche commento non sentito ufficialmente da me, mi fa capire che stano scherzando sul mio culetto proteso, una vera soddisfazione, la mia vena esibizionista mi regala un’altra scossa di piacere, comincio a bagnarmi ma l’acqua ora ha smesso di scendere. La salita mi fa sudare ma è piacevole lo sforzo che faccio, mi sento molto bene ed i commenti stimolanti invece di infastidirmi mi hanno eccitata. Arriviamo quasi al valico ma ricomincia a piovere, mancano un paio di chilometri e mi defilo accodandomi dietro di loro. Uno di loro mi fa mettere in scia per non farmi prendere aria e sento chiaramente un odore maschio e di sudore, ma invece di spostarmi lo annuso vogliosamente, è un campanello d’allarme per il mio corpo che sta ascoltando la voce del richiamo sessuale. Sto perdendo la cognizione del tempo e dei luoghi, sta piovendo forte e mi sto bagnando tanto , siamo in alto e al valico fa freddo, loro sono coperti meglio di me e ora devo scendere a valle. Ad un tratto uno di loro, il più giovane apparentemente, dice che possiamo lasciare passare il temporale a casa sua non molto lontano, occorre fare una deviazione di tre chilometri ma almeno andiamo al caldo. Annuisco come al solito e già mi vedo in casa con questi tre uomini accanto ad una tavola imbandita, magari approfittando di una doccia calda. Andiamo ed in poco tempo siamo in casa, una casa piccola ma accogliente sperduta sui monti, entriamo e mi sento subito a mio agio nel tepore dell’ingresso. Siamo bagnati ma l’allegria regna sovrana, abbiamo stabilito un bel contatto, mi prendono sottobraccio ridendo delle mie condizioni bagnatissime, i doppi sensi si sprecano e sto al gioco dicendo che non mi sono mai bagnata a quel modo. I capezzoli puntano dritti sulla maglietta da ciclista, i loro sguardi sono puntati su di me e non mi lasciano un secondo. Chiedo di un bagno per asciugarmi un po’ i capelli e uno di loro spinge subito sul fatto di asciugare solo i capelli il resto deve rimanere bagnato. Un invito che accoglierei volentieri nel caso servisse. Il padrone di casa mi accompagna alla doccia e mi allunga l’asciugamano dicendo di chiamarlo per qualsiasi cosa abbia bisogno. Lo farò sicuramente, ora però doccia calda. Il getto è bollente e mi restituisce delle emozioni calde e sensuali, lo dirigo direttamente sulla mia intimità che, stimolata dal giro in bici e dalla presenza di tre uomini nella casa, sta volendo uno sfogo sessuale. Ma sempre di più mi sto eccitando sapendo che dall’altra parte si stanno spogliando anche loro nella sala per fare asciugare le maglie bagnate. Decido di andare a vedere con la scusa di un te caldo e con l’asciugamano indosso, un po’ troppo piccolo entro in sala tra lo stupore generale. Sono nudi e non si aspettavano che entrassi così velocemente, i vetri sono appannati dal calore dei corpi umidi, stanno indossando degli slip prestati dall’amico e distinguo chiaramente il pene di ognuno di loro mentre sono chinati ad indossarli, uno di loro mi mostra la schiena chinato ma mentre alza la gamba per indossare la mutandina spunta un pene lungo e corposo con i testicoli che paiono gonfi come palline da tennis. Le maglie sono stese ed i pantaloncini da ciclista pure. Dico di fare con comodo tanto non mi scandalizzo. Infatti non sono scandalizzata, alla vista dei loro corpi mi sono scandalosamente eccitata. L’asciugamano copre a malapena il mio seno ed arriva giusto ai glutei, con le gambe completamente scoperte e i piedi scalzi. Chiedo al padrone di casa se posso fare un te e di rimando mi risponde che conciata così posso dare fuoco anche alla casa che nessuno dice niente. La risata è generale ed io sento che l’asciugamano è un po’ troppo alto, i miei glutei protesi nell’allungarmi verso la credenza vengono messi palesemente in mostra ai tre uomini oramai coperti da minuscoli slip. Mi piace che mi guardino e lascio che il mio indumento faccia il suo dovere, sono depilata e la mia speranza è che nel sollevarmi, lasci intravvedere il mio posteriore sapientemente allargato con le grandi labbra in mostra protese voluttuosamente. Ci riesco perché è calato un silenzio generale, mi giro e metto le tazze in tavola come se fossi la padrona di casa, uno di loro è seduto davanti a me con lo slip visibilmente rigonfio, è proprio eccitato. Mi siedo sul divano aspettando che il fuoco scaldi l’acqua e cerco di mettere in mostra la mia parte più suadente, parte dei glutei e le cosce lunghe ed atletiche. Con lo sguardo stanno cercando la mia intimità, so che non sporge evidentemente ora perché la salvietta fa da minigonna un po’ coprente. Rido di rimando e comiciamo un dialogo su allenamenti e ripetute ma i doppi sensi si sprecano e capisco che è giunto un momento topico, quello di alzarmi dal divano per andare a prendere il te. Il padrone di casa non mi toglie gli occhi di dosso, biondo e ricciolo ha un corpo molto atletico è evidentemente eccitato ma lascia che faccia io la padrona di casa. mi dice, Annuisco sorridendo, il mio giochetto ora si è fatto veramente eccitante e non lascio nulla al caso, divarico leggermente le gambe e mi alzo dal divano scoprendo la mia intimità depilata davanti ai tre uomini eccitati, fingo di coprirmi un po’ ma le mie piccole labbra bagnatissime sono uscite dalla loro postazione e mostrano il meglio di sé per alcuni interminabili attimi. Guardo loro negli occhi ma nessuno mi sta guardando in viso, hanno puntato tutto lo sguardo tra le mie cosce aperte leggermente. Il clitoride pulsa ed urla a me di voler essere toccato, leccato e succhiato a turno da tutti e tre quei maschi eccitati, gli dico di spettare qualche minuto … Uno di loro è seduto sulla poltrona davanti agli altri due e sto al gioco della cameriera vado a prendere il te con le tazze, li servirò uno ad uno. Faccio il giro con le tazze in mano e mi chino leggermente in avanti su ognuno di loro, l’asciugamano sapientemente messo si apre davanti e si solleva dietro. Gli uomini non capiscono più niente, dicono che dora in avanti i giri in bicicletta saranno veramente insignificanti senza di me. Dico loro che non hanno ancora visto il meglio. Allungo un biscotto direttamente nella bocca di uno ed il gesto lo faccio lentamente, vogliosamente, mi sento praticamente nuda, il clitoride è gonfio all’inverosimile. Mentre mi sporgo in avanti verso uno di loro, da dietro l’altro allunga una mano fra le mie cosce inaspettatamente e con un dito mi lambisce il gonfiore evidente del mio sesso. mi dice Cosi dicendo mi sporgo più in avanti ed il mio culo si mette direttamente sulla sua mano protesa, è fatta sento che mi prende sapientemente un gluteo e con l’altra mano infila tra le cosce le dita calde e maschili. Sono grandi dita e le stringo decisamente tra le gambe, poi le lascio e dico lui se ha provveduto ad asciugarmi bene. mi dice questo è un gocciolatoio. Sono eccitatissima ed alzandomi cade l’ultimo baluardo tra me e loro, l’asciugamano scende ai piedi, ed il mio seno proteso arriva alla portata del secondo uomo, peloso e nero come un gorilla, ma con una cappella rosa e delicata che sporge dallo slip piccolo anni 70. Mi chino e comincio a baciarlo sulla pancia, scendo verso la cappella attratta dall’odore di cazzo quasi prepotentemente. Comincio a succhiare avidamente la cappella rosa che diventa violacea tanto è la forza che impiego nel risucchio, sono tanto impegnata che non mi rendo conto di essere alla pecorina e lui oramai chinato a terra si fa fare di tutto. Da dietro sento una lingua che mi sonda il clitoride, è arrivata al punto giusto e sto godendo come una porca in calore, lascio fare e sporgo di più il culetto,sto porgendo la mia parte più intima sulla bocca di uno sconosciuto come fosse il mio compagno di una vita, vado su e giù e me la faccio leccare per bene, senza alcun ritegno il suo viso oramai è tutto dentro di me, lo sto schiacciando a terra facendo leva con i glutei, adesso sono io che strofino la figa sulla sua faccia impregnata dei miei umori. Lo sto bagnando tutto ed il mio clitoride sta sorvolando le sue labbra, il suo naso, la sua lingua esposta, ogni sporgenza va bene per soddisfare le mie libidini. Il terzo si fa forza e arriva con il cazzo durissimo, quello grosso e lungo visto di spalle poco fa, lo stringo in mano e vado avanti e indietro come una furia, è lungo ma scorre bene sull’asta tirata a lucido dalla mia saliva che uso per bagnarlo bene. Quello davanti ora si sposta dietro e mi infila un dito nel culo che mi fa inarcare vistosamente e con quel movimento mi apro completamente, preda del suo membro che entra spaventosamente in profondità, lo sento frugare le mie pareti vaginali interne, gliela stò porgendo tutta, mi stà entrando in profondità mentre quello sotto ha cominciato a leccare il clitoride. Non copisco più nulla con la mano tiro il terzo verso di me e mi prendo in bocca tutta la sua maschia durezza, lecco le palle succhio la cappella, non so più cosa fare. Uno mi penertra, l’altro mi lecca ed io sto succhiando il terzo, non mi bastano ne vorrei uno nel culo e altri due in mano, sono presa da una voglia bestiale di cazzo. Di cazzi, tanti cazzi. Perdo completamente il controllo e comincio ad ansimare forte, ma quello davanti alla vista di tanta eccitazione non si trattiene emettendo un getto di sperma denso e copioso che colpisce le mie labbra chiuse sento il suo calore e allungo la lingua per attingere al suo gusto che mi eccita tremendamente. Sento caldo anche dietro, i miei due amichetti stanno facendo di me quello che vogliono, frugano, palpano, infilano, succhiano. Per me oramai si tratta di uno stordimento generale, sei mani rovistano il corpo e tre membri entrano ed escono da ogni mio anfratto, non so più che fare sto venendo, ora sto anche succhiando un cazzo ammosciato che continua a rilasciare sperma residuo. Voglio anche quello. Ad un tratto quello con il cazzo grosso preme sul buchetto posteriore ma fa male, tanto male è grande quasi quanto il mio braccio questo membro non entrerà mai. Ma quello sotto continua a leccarmi il clitoride ed il piacere totale si impadronisce di me, mi dimeno come una forsennata su di lui e mentre vado su e giu sento un dolore lancinante nel posteriore. E’ entrato mi sta spaccando tutta ma la lingua del ragazzo sotto mi tramuta in piacere quel fortissimo dolore. Dice che è dentro completamente e continua a mettere saliva sul suo cazzone gigante. Ora scorre bene anche se lo sento in gola, non avevo mai provato una sensazione del genere, lo sport mi sta regalando una giornata di vera gioia penso mentre tremo di piacere. Difficilmente riuscirò a resistere a non riprovare. Quello dietro si muove forte e sento che è al limite dice che non ce la fa più e mentre lo dice sento un clistere di sperma inondarmi il culo, caldo e forte, mentre la lingua sul clitoride non cessa di colpirmi, gli cola lo sperma in bocca ma continua, è bravissimo, vuole farmi assolutamente venire. Casa che faccio a breve, in modo esplosivo, lungo, assoluto. Continuo a tremare, le ondate si susseguono e l’orgasmo ad ogni nuovo colpo si moltiplica, rende il mio corpo schiavo di continui sussulti. Sto venendo in modo incredibilmente intenso, gli orgasmi dei miei compagni di avventura si sono sommati al mio accumulando voglia ed energia. Mi giro verso quello che sta sotto di me e mi accorgo che si sta masturbando furiosamente, gli tolgo la mano e non appena metto la mia bocca su di lui mi inonda anch’esso di sperma, questo decido di ingoiarlo tutto e il gusto acido e dolciastro nello stesso tempo mi anestetizza la lingua che si muove rapida sulla cappella in piena eiaculazione. Una sensazione fantastica di sapore e odore mi fa venire un’altra volta, con stupore e con ardore intenso. Sono ferma e ripiena di sperma, sto grondando umore da ogni parte del corpo, qualcuno mi ha schizzato sul ventre e sul seno. Gli sono grata, spalmo il tutto lo sperma su di me mescolandolo con quello degli altri ed un odore acre sale eccitandomi di nuovo. Stasera mentre racconterò tutto al mio compagno so già che si offrirà per evitarmi un doccia, leccherà la mia intimità così com’è assaporando i miei umori mescolati dai tre uomini che hanno accompagnato la mia giornata di oggi. Da vera sportiva. Scendo sola, godendomi la discesa illuminata da un bel sole, l’energia si è concretizzata nel bel tempo, i miei orgasmi sono stati sentiti anche dalle nuvole…


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: F_portello Invia un messaggio
Postato in data: 14/05/2016 10:42:56
Giudizio personale:
Racconto bellissimo e bella esperienza!

Autore: Tirreno66 Invia un messaggio
Postato in data: 12/02/2016 18:31:12
Giudizio personale:
favoloso


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