i racconti erotici di desiderya

Sono carne tua

Autore: Margot
Giudizio:
Letture: 1596
Commenti: 3
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Ti dispiace se mi metto a sedere qui?

Qui su questo tavolo alto, e appoggio il culo proprio in punta, proprio quasi a scivolare.

Sento il legno fresco, perché ho imparato a non mettere mai la stoffa della gonna sotto il sedere, si sgualcisce la gonna, e anche il sedere.

Ti dispiace se allargo le cosce?

Che voglia che mi prendi a questo modo. Che voglia di stendermi e sentirmi presa ai fianchi, e vedere che spingi. Sentire che spingi.

Devi toglierti la camicia però, Non me ne frega un cazzo se ti pare di avere la pancia, non è vero, sei sodo da morire, sei così maschile, anche se non hai un pelo sai. Glabro.

Se non facessi un lavoro pesante non li avresti questi muscoli. Ben vengano i lavori pesanti. Sembreresti un baco rosa. E invece sei così arrapante .

Dai voltami di schiena, mettimelo dentro e chiedimi ancora dove ce l’ho.

Nel culo.

Questo ti direi. Dai allargami, sbattimi, dimmi puttana, ma toccami con delicatezza il seno.

Stuzzicami per bene.

Toccami il clitoride, così non devo fingere nessun orgasmo. Se ti venisse in mente di toccarmi lì e di farlo senza fretta, sarebbe divertente.

Oddio sì, mettimelo in bocca, dai spingilo, sì sì amore succhio.

Succhio bene e mugolo quando sento il sapore della sborra.

Mi piace prendertelo con tutte e due le mani, grosso grosso.

Mettilo qui fino in gola, mi piace l’urto del vomito, mi bagna anche gli occhi.

Sono la tua bambina.

Dammi la sborra, dai fammelo dire.

Mi piace. Baci sulla punta, baci sulla punta.

Lecco il mio gelato, il mio lecca lecca, il mio calippo, il mio cazzo.

Fammi stendere, mettiti a cavalcioni sul mio collo. Mi piace prendertelo in bocca così.

Mi piace anche mettermi sotto le coperte mentre sei steso di fianco, mi rannicchio tutta in basso e faccio finta di essere piccola e inconsapevole, e lo ciuccio, sì, ciuccio, continuamente delicatamente. Stendimi a pancia sotto.

Mettiti sopra di me, e scopami, steso sul mio corpo, e nell’orecchio parlami come se fossi un padre indecente, cattivo, che viene la notte a scopare la sua bambina. Dimmi piccina, piccola, tesoro, ora finisce tutto, papà gode adesso. Dai schizza, vieni dentro. Non sopporto che vieni fuori, goffo. Preferisco che mi sborri in bocca, in faccia. Così toccante, mentre ti prego di assumermi come segretaria, no, ti dico che sono la tua dottoressa, e voglio guarirti dal gonfio che c’è lì sotto.

Ti dico fratellino, cuginetto. Nipotino, vieni qui, sborra in bocca a me, scaricati così poi non cerchi delle altre ragazzine . No, amore non lo dico, ce lo diciamo tutto il giorno, lo sappiamo no?

Ti dico dammi la sborra da inghiottire, gnam, glu glu, poi non lo faccio mai davvero. Lo facevo ogni tanto nei rapporti occasionali, anni fa, piaceva a me e a loro, perché fa tanto fantasia. Dozzinale. Efficace.

Ti dico che siamo in due, in tre. Hai abbastanza sborra per tutte e tre? Accontentaci.

Ti dico che sono questa o quell’altra donna. Ti racconto una cosa che ha fatto la nostra comune amica, una cosa sporca. Così puoi dire che troia. Lo posso dire anch’io. Te lo dico.

Sono la tua troia. Come mi piace il cazzo.

Ti dico tutte le cose che ti piace sentire, che te lo fanno venire duro a questo modo.

Dico tutto quello che vuoi. E niente di quello che non vuoi. Quello lo lascio nella testa, e funziona lo stesso.

Nella testa ci sei te che ti togli la cintura, che è la cosa più eccitante che fai la sera. Chissà se te lo dirò mai che mentre togli la cintura e mi guardi, parlando, mi eccito, mi viene caldo là in basso. Forse poi ti chiederò di usarla.

Oddio che pensiero dolce.

E poi ancora dietro i miei occhi ci sei sempre te amore mio, che sai come toccarmi, e che mi dici cose piccole e sconce, che la chiami micina e la tocchi con le dita, insistente, che mi interrompi mentre lavo i piatti e mi metti in ginocchio sorridendo in quel modo da figlio di puttana che fai te, e me lo fai succhiare. Mi scopi quando ho la febbre.

Mentre mi lecchi sei un vecchio orribile che mi fa godere. Io l’ho indossato per te il vestito da infermiera, metti una divisa militare, aperta, fammi vedere il petto nudo, ti lecco i capezzoli mentre mi scopi. Con la mano ti prendo le palle, sei tutto mio.

Dammi uno schiaffo. Lo farai mai? Puoi farmi tutto, fammi tutto.

Tienimi a cosce aperte e guardala, imbarazzami, succhiami.

Adoro essere imbarazzata e odio il tuo imbarazzo. Non esserlo, sono carne tua amore. Ma solo se ne fai qualcosa di me. Non lasciarmi solo a guardarti, non restare ancora davanti alla tv, non dormire.

Se solo potessi di nuovo non conoscermi, moriresti, pur di raggiungermi.





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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Elgolea Invia un messaggio
Postato in data: 06/04/2007 19:34:50
Giudizio personale:
bello ed inusuale

Autore: Lolalove_2006 Invia un messaggio
Postato in data: 06/04/2007 17:57:30
Giudizio personale:
bel racconto e molto erotico. lolalove_2006@libero.it

Autore: Maturoo50 Invia un messaggio
Postato in data: 06/04/2007 15:21:26
Giudizio personale:
semplicemente..splendida nel descrivere..il desiderio di essere capita per quello che vuoi essere ..e che senti di essere. ciao


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