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Serena e valentina, la goduria piu' divina !


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Era il giorno che precedeva la partenza di Serena una mia amica di Milano che si trovava in ferie nelle mie zone, ed avevamo concordato di tornare sulla spiaggia solitaria su cui eravamo già stati, e dove avevamo fatto sesso in assoluta tranquillità e libertà, dal momento che quel tratto di costa,nascosto e difficile da raggiungere, era sempre deserto.

Volevamo fare l’amore ancora una volta, prima che le nostre strade si dividessero definitivamente a causa della sua partenza.

Ma quando ci incontrammo nel piccolo porto vicino al suo albergo, dove io l’attendevo,con l’intenzione poi di fare un giro,un ultimo bagno in mare e poi andare verso la notra spiaggia,Serena si presentò con un’altra ragazza, una delle sue amiche che era venuta in vacanza con lei.

- Ciao, Pisellone - fece Serena, sorridendomi - ti presento la mia amica Valentina… Ecco Valentina, lui è Max… -

Le strinsi la mano, baciandola sulle guance e mormorando qualche parola di circostanza.

- Ti dispiace se Valentina viene con noi? - proseguì Serena - Sai… le altre del gruppo sono andate a passare la giornata in un parco acquatico … e lei non ne aveva voglia… vuole godersi il mare fino all’ultimo minuto… e mi dispiacerebbe restasse sola tutta la giornata… -

Ero rimasto spiazzato.

La presenza di quella ragazza, purtroppo, rovinava tutti i miei piani.

Non sarei stato solo con Serena, e non avrei potuto fare con lei e con il suo splendido corpo quello che così ardentemente desideravo.

Notai che Serena, invece, era allegra e contenta come nei giorni precedenti, e che non mostrava minimamente di essere contrariata da quell’imprevisto.

La cosa mi meravigliò non poco, visto che la ragazza mi aveva detto di voler passare quell’ultima giornata da sola con me, e che avremmo fatto sesso come e più delle altre volte.

Comunque mi adattai alla situazione e feci buon viso a cattivo gioco,cambiando pero' strategia...chiamai un mio carissimo amico al porticciolo distante circa 20 minuti da dove eravamo e gli chiesi se mi poteva prestare la sua barchetta per un bagno al largo....lui non esito e mi disse che potevo fare cio' che volevo,perche' lui era fuori toscana per affari, cosi avvisai le ragazze della mia idea...e loro furono entusiaste della mia trovata e quindi ci recammo subito al porto...

- Allora… benvenute a bordo,-

E così iniziò quella giornata.

Ancora non lo sapevo, ma sarebbero state ore assolutamente fantastiche.

Il mare era liscio come l’olio e l’afa opprimente.

Le due ragazze si bagnavano in continuazione, prendendo l’acqua di mare con un piccolo secchio .

Di Serena conoscevo, ormai, ogni particolare, praticamente ogni centimetro del suo corpo.

Le prime due volte che ero stato con lei, avevamo lungamente goduto uno dell’altra, con deliziosi giochi erotici che erano rimasti impressi a fuoco nella mia mente.

Due giorni prima, i piedi di Serena mi avevano fatto raggiungere vette di piacere totalmente sconosciute e, mentre le due ragazze, ridendo allegre, si schizzavano l’acqua fresca e salata, con rimpianto, vista la situazione, guardai le mani ed i piedi di Serena: e, masticando amaro, ebbi un tuffo al cuore vedendo che si era laccata le unghie di un azzurro intenso, lucido e brillante.

Immaginai, per un attimo, le sue mani sul mio cazzo ed i suoi piedi sotto la mia lingua: subito un fremito mi percorse, e un accenno di erezione si agitò nel costume.

Ma, quel giorno, non avevo speranze, vista la presenza dell’amica, di Valentina.

Era meglio che mi dessi una calmata, per non rendermi la giornata ancora più deludente.

Già, Valentina.

L’avevo osservata attentamente.

Al pari di Serena, era bella.

Anche se completamente diversa, fisicamente, dall’amica.

Più alta, longilinea, con un seno di almeno due taglie più piccolo di quello di Serena, aveva un viso piuttosto lungo, con occhi incredibilmente scuri , naso piccolo e bocca larga e sensuale, dalle labbra morbide e pronunciate.

I capelli, corvini, le scendevano sulle spalle, lisci e lucenti.

La pelle, di certo già naturalmente ambrata, con il sole era diventata scura, quasi olivastra, ma senza un’imperfezione e liscia come poche; e l’olio abbronzante, di cui la ragazza si era cosparsa in abbondanza, rendeva il suo corpo lucido e sensuale.

Il contrasto con Serena, meno alta e più formosa, bionda e con gli occhi chiari, la pelle dorata dall’abbronzatura, ma non così intensa come quella dell’amica, era evidente.

Ma, entrambe, erano due ragazze veramente splendide.

Il fremito che mi aveva percorso l’inguine poco prima ritornò a farsi sentire prepotente.

Ed anche il rammarico per tutto quello che non sarebbe di certo accaduto.

Rassegnato al mio destino, mi concentrai nella guida dell’imbarcazione, per evitare gli scogli che affioravano .

La giornata si trascinò tra bagni e sole.

Più bagni che sole, in verità, visto il caldo atroce che faceva.

In acqua più di una volta Serena mi venne vicino, strusciando maliziosamente la sua pelle sulla mia, abbracciandomi e facendomi sentire le forme del suo corpo.

Ma la presenza di Valentina inibiva ogni mia reazione; un rapido bacio a sfiorarle le labbra, quello fu il massimo che riuscii a fare con Serena, malgrado lei mi stuzzicasse in continuazione, e con una punta di perfidia, viste le circostanze in cui ci eravamo venuti a trovare.



- Che caldo… non si respira, Max. Perché non ci spostiamo sotto quei cespugli, dove ci siamo messi ieri? - mi disse ad un certo punto Serena, facendosi ombra agli occhi con una mano.

Eravamo tutti e tre sdraiati a pochi passi dal mare, ed i raggi implacabili del sole ci stavano letteralmente cucinando.

Avevamo chiacchierato del più e del meno, e mi ero accorto che fra le due ragazze vi era una profonda intesa, uno conoscenza reciproca di certo non superficiale.

Era chiaro come fossero amiche da tempo, e come fra di loro ci fosse quella confidenza che solo una conoscenza di lunga durata può instaurare.

- Sì… potremmo andarci a riparare lì… è una buona idea… farà caldo ugualmente, ma almeno non ci sarà il sole. - le risposi.

E, così, ci trasferimmo nel posto dove l’ultima volta mi ero appartato con Serena.

Sotto quei bassi cespugli, la sabbia creava come un avvallamento, ombroso e un po’ meno torrido.

Con Serena ci eravamo stati più che comodi, ma, in tre, lo spazio a nostra disposizione non era di certo ampio.

Comunque sia, aprendo i teli da mare, riuscimmo a sistemarci in qualche modo, anche se a strettissimo contatto uno con l’altra: Serena in mezzo, Valentina alla sua destra ed io alla sua sinistra.

Avere Serena così vicina, e non poter far nulla di quello che avrei voluto, era una vera e propria tortura.

Ed anche il corpo di Valentina non mi lasciava di certo indifferente.

Le ragazze continuavano a parlare fra di loro,quando, poi, non so quanto inavvertitamente, la mano di Serena prese a carezzarmi con noncuranza una coscia.Io presi la palla al balzo e anche con

la scusa del caldo e una mia fantasia che tuttora mi eccita e cioe' la voglia e il desiderio di fare sesso in acqua,mi alzai, dicendo alle due ragazze che sarei andato a fare un bagno e invitando Serena a segurmi magari proponendolo anche a Valentina.

Uscii nel sole, abbandonando l’ombra dei cespugli, e mi andai a gettare in mare, nuotandoun po',ma le ragazze erano rimaste li invece di seguirmi in mare...

Tornai dopo cinque minuti eun po' scocciato per non essere stato seguito, mi infilai sotto i cespugli dove erano rimaste le ragazze.

E tutto mi sarei aspettato di trovare, tranne quello che i miei occhi videro.

Le due ragazze si erano tolte i costumi e, abbracciate e completamente nude, si baciavano con passione.

Una mano di Valentina era chiusa a coppa su un seno di Serena, mentre le mani di quest’ultima scorrevano libere sulla lunga e nervosa schiena dell’amica.



Quando la due bocche si staccarono, la lingua di Valentina andò a cercare il capezzolo di Serena, che sospirava eccitata, ad occhi socchiusi.

Fu Valentina ad accorgersi che ero tornato.

Mi guardò negli occhi e, sollevando la bocca dal seno di Serena, mi bisbigliò, con voce rotta dall’emozione: - Vieni… vieni anche tu, Max… facciamola impazzire insieme… -

Al suono di quelle parole, Serena riaprì gli occhi e mi sorrise, chiaramente invitandomi a partecipare ai loro giochi amorosi.

E in quella penombra, sotto il discreto riparo di arbusti e foglie, le due ragazze, nude ed eccitate, scatenarono immediatamente i miei sensi, già in fibrillazione da molte ore.

Velocemente mi liberai del costume, sdraiandomi nudo accanto a loro, e unendo la mia lingua a quella di Valentina sui seni e sui turgidi capezzoli di Serena.

Stretta fra di noi, Serena rabbrividiva per la crescente eccitazione, carezzandoci la pelle della schiena con le sue meravigliose mani.

Lentamente, Valentina ed io abbandonammo i seni della ragazza e scendemmo con le bocche lungo il ventre, e poi ancora più in giù, fino ad arrivare a leccarle la fica, alternando e sovrapponendo le nostre lingue impazienti.

Serena si massaggiava le tette, ansimando sempre più intensamente, e le sue mani, dalle lunghe unghie laccate d’azzurro, risaltavano incredibilmente e magicamente su quella sua pelle dorata dal sole.





Insieme a Valentina la leccammo a lungo, sostituendo, di tanto in tanto, con le mani le nostre bocche, per baciarci lungamente fra di noi.

Poi, nello stesso istante, neanche ci fossimo accordati in precedenza, lasciammo la fica di Serena e scendemmo con le labbra sulle sue cosce, sulle ginocchia, e quindi sui polpacci, e ancora fino alle caviglie.

Mentre Serena si masturbava, la fica aperta e bagnata percorsa dalla sua mano,godendo con soffocati mugolii di piacere.

Resistere mi era diventato impossibile.



Mi misi in ginocchio e la mano di Valentina mi afferrò subito il cazzo, scappellandomelo con decisione: quindi, guidato da quella mano, accostai la punta del pene alla fica di Serena, che lei si teneva spalancata con le dita, e la penetrai in un sol colpo.

Sentii il cazzo immergersi tra le sue calde e morbide pareti, scivolando, dolcemente e senza alcuna difficoltà, tra i suoi abbondanti umori: lentamente iniziai a montarla, ritraendomi quasi fino ad uscire, per poi affondare prepotentemente in lei.

Valentina, nel frattempo, allargando le gambe al di sopra della testa dell’amica, aveva appoggiato la fica sulla bocca di Serena che, immediatamente, aveva preso a leccarla, carezzandole con le mani le cosce e le natiche.

Proseguimmo così per un tempo che mi parve infinito.

Ero prossimo a venire, quando Valentina si sollevò dalla bocca dell’amica, sdraiandosi a gambe spalancate al suo fianco, mentre Serena mi diceva: - Scopa lei, Max… ora, scopa lei… -



Trattenendo l’eiaculazione ormai vicinissima, uscii da Serena e, spostandomi di lato, penetrai Valentina.

Le sue gambe si allacciarono alla mia schiena, stringendomi in una morsa erotica e sensuale.

Mentre la scopavo, la mente persa nella lussuria più sfrenata, sentii Serena alle mia spalle, e poi le sue dita scendermi delicatamente lungo la schiena, quasi volesse contare le mie vertebre, proseguire poi tra le natiche e quindi soffermarsi, molto piacevolmente, sull’ano.

Poi la sua bocca fu sul mio collo.

Rabbrividendo, la udii mormorare al mio orecchio: - Ora ti prendo io, Max… ti piacerà, vedrai… ho le dita talmente bagnate e scivolose… -

Non mi era mai capitato di vivere una situazione del genere, ma di certo non mi ero mai trovato in uno stato di eccitazione simile. Affondavo in Valentina, sentendola aperta e bollente sotto i miei colpi. E le parole di Serena, più che turbarmi, mi sembrarono meravigliosamente oscene.

Quando avvertii il suo dito massaggiarmi l’ano, cercai il più possibile di agevolarla, ormai non più padrone delle mie reazioni.

Mi umettò sapientemente la parte, e poi spinse la punta del suo dito nel mio culo, con lentezza e delicatezzapoi lo tolse e inizio' a leccarmi sempre più rapidamente l'ano,infilando la punta della lingua nel mio culo godendo e facendomi godere.

Sentendo lo sperma sul punto di schizzare in Valentina, ritrassi il cazzo da lei, e la sua mano lo afferrò, masturbandomi abilmente e velocemente, e in pochi secondi il suo ventre e le sue tette vennero inondate dai caldi schizzi…



Restammo a lungo sdraiati, io in mezzo a loro due, stremati da tutto quello che era successo, ma personalmente ancora troppo voglioso di godere e farle godere ancora...

Il sole del tardo pomeriggio scendeva sull’orizzonte e la luce, dentro quel riparo fatto di cespugli, si andava visibilmente affievolendo.

Era quasi l’ora di tornare indietro, di chiudere quella straordinaria giornata.

Serena e Valentina mi raccontarono che, pur avendo frequenti storie ed avventure con gli uomini, andavano regolarmente a letto tra di loro, dando soddisfazione, l’una con l’altra, a tutti i loro più nascosti e sfrenati desideri.

E mentre parlavano, avvinghiate a me, avevo nuovamente iniziato ad eccitarmi: stretto tra loro, vedevo le loro mani percorrermi il petto, e scendere sempre più frequentemente verso il mio inguine,quindi mi alzai leggermente e dopo aver baciato passionalmente in bocca entrambe,scesi piano piano per poter assaggiare ancora una volta la patatina dolce di Serena

Fu la mano di Valentina, ad impugnare per prima il mio cazzo.Vidi le sue dita, con quelle fantastiche unghie laccate di bianco, scappellarlo, e poi ricoprirlo, e poi ancora scappellarlo un’altra volta…quindi serena vogliosa della mia bocca, ma ancor di piu' del mio cazzo si sposto leggermente e inizio a masturbarmi insieme alla Vale.

Mi masturbarono a lungo, le mani che si intrecciavano, si sfioravano, si confondevano, che salivano e scendevano lungo l’asta del mio cazzo, in un delirio di unghie smaltate di azzurro e di bianco, in un estasi di anelli, in una frenesia di braccialetti tintinnanti.

E, alla fine, furono le loro bocche a farmi godere, a farmi esplodere in un nuovo meraviglioso orgasmo.

Mi tenevano il cazzo alla base, le loro mani quasi sui testicoli sensibili, dolenti per la straordinaria tensione, e le lingue a percorrere incessantemente la verga dalle vene rigonfie, a circondare la cappella; e le loro bocche a succhiarlo, e le loro labbra a sfiorarlo, alternandosi, fino ad ingoiarlo per quasi tutta la sua lunghezza, una bocca che lo prendeva, per poi lasciarlo all’altra bocca in attesa fremente.

Con quel meraviglioso pompino mi svuotarono il corpo e la mente.

Venni nelle loro bocche, sulle loro labbra, e schizzai i loro visi stravolti per l’eccitazione.

E, alla fine, tenendo ancora il mio cazzo tra le mani, si baciarono, meravigliose e diaboliche compagne di quell’indimenticabile pomeriggio estivo.



Il giorno successivo Serena e Valentina partirono.

Le loro vacanze erano finite.Andai a salutarle ed i nostri sguardi facevano capire ad entrambi della goduria e della bellissima esperienza,Ci eravamo dati quello che esattamente volevamo.

Sesso. E basta.

Senza nessun coinvolgimento sentimentale.



Ci siamo sentiti e rivisti con serena e tutt'ora l'estate anche se sposata ma un revival su quella spiaggia ha sempre il desiderio di farlo,proprio quanto me...mentre Valentina e' andtata per lavoro successivamente a Londra ed ora vive li da qualche anno..

Confesso, però, che, negli anni, mi è capitato di ripensare a quel giorno.

Soprattutto quando mi è capitato (spesso) di tornare in quella spiaggia.

Intendiamoci.

Non che mi siano mancate donne e ragazze.

Diciamo che le due ragazze milanesi si meritano, però, un posto di primo piano nella classifica dei ricordi.



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Il2dipikke Invia un messaggio
Postato in data: 22/08/2007 00:09:13
Giudizio personale:
beato te

Autore: Luca171 Invia un messaggio
Postato in data: 27/07/2007 09:15:53
Giudizio personale:
Che figata di giornata, racconterò quando ho una sera libera una delle mie belle avventure, sei un grande!!!

Autore: Brownstone Invia un messaggio
Postato in data: 18/07/2007 01:09:23
Giudizio personale:
Molto eccitante...la situazione ideale di tutti.

Autore: Thexvoice Invia un messaggio
Postato in data: 17/07/2007 07:48:11
Giudizio personale:
meravigliosa esperienza ... indimenticabile per te, un augurio per me che non l\'ho mai vissuta !


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