i racconti erotici di desiderya

Senza guardarmi


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Il cielo stellato, i miei passi silenziosi, una calda notte d'estate e l' acre odore di piscio che si leva dall'asfalto. Passeggio curioso e attento tra enormi ruote scure, container e telonati dalle scritte straniere, slave, rumene, greche, olandesi, tedesche. Mi sembra di avere sottomano tutta l'Europa. Buffo , eppure è solo l'area di sosta dietro un autogrill. Decine e decine di tir parcheggiati uno in parte all'altro, come per farsi per compagnia. Il silenzio interrotto solo dalla musica in lontananza del benzinaio e da qualche auto che sfreccia in autostrada alle quattro di mattina. I camionisti dormono tutti. Cammino, m'intruffolo come un gatto tra un camion e l'altro, giro a destra e a sinistra, mi volto, mi fermo, tiro le orecchie per percepire qualche rumore e poi di nuovo passeggio tra una sigaretta e l'altra. Fa caldo, non ho sonno, l'odore del piscio dei camionisti sulle loro ruote mi turba il cervello. Divento ansioso, sbottono la camicetta, mi passo un dito sulle labbra. Comincio a passare in rassegna i camion uno per uno, guardo nelle cabine ma tutte le tendine sono tirate. Dormono. Un ratto esce di colpo da un bidone dell'immondizia, faccio per andarmene rassegnato quando ad un tratto sento aprire e sbattere una portiera. Mi dirigo veloce verso quel rumore,in cabina una luce è accesa. Mi avvicino silenzioso passando di ombra in ombra. Vedo una sagoma muoversi,aguzzo lo sguardo. E'un camionista sceso da un tir con una targa olandese. Gli passo vicino facendo finta di niente, si accorge di me e mi fissa in un modo che non mi piace. E'giovane, trenta o trentacinque anni, biondo, barba incolta. E'in mutande, degli slip neri e delle ciabatte ai piedi. Si è svegliato per il caldo o perché deve partire? Si accende una sigaretta e rimane lì fermo a guardarmi con sospetto. M'infilo tra i camion per andare nel retro del suo, dove non c'è nessuno. Tengo le distanze, abbasso i jeans fino a scoprire un po' il fondoschiena. Accendo subito un'altra sigaretta per smorzare la tensione. Lo vedo venire verso di me, nell'ombra, tra il suo tir e quello a fianco. Si ferma,sembra non badarmi, comincia a pisciare su una ruota, la cicca in bocca,le mani nelle mutande, ma io nel buio non riesco a vedere nulla. Voglio avvicinarmi ma ho paura, mi allontano.Lui fa per risalire nel camion ma vedo che prende qualcosa, un secchio, lo riempie d'acqua e torna verso il retro del camion. E'sotto la luce della luna,lo vedo bene. Fa finta di niente,come se non ci fossi. Si toglie le mutande. Il cuore mi batte forte. Il suo corpo è tonico,delle forti braccia muscolose tatuate, le gambe ben piazzate e un cazzo grosso circondato da una folta peluria chiara. Comincia a lavarsi, a detergersi col sapone, a bagnarsi dai capelli ai piedi,si strofina, si massaggia. Non credo ai miei occhi.Lui non mi guarda eppure sa che lo sto fissando.Vedo che insiste a lavarsi il cazzo,lo scappella, lo gira , si passa la mano sotto le palle. Gli si sta gonfiando,lo vedo mentre penzola semi turgido tra le sue cosce. Comincio ad avvicinarmi lentamente,voglio vedere quello che fa.Non si scompone. Sono a due metri da lui,mi avvicino. Un metro e non mi guarda ma sa che sono lì. Mezzo metro e sono in mezzo alla pozzanghera con l'acqua che mi schizza addosso. Sono in parte a lui, il suo cazzo è duro e alto come se mi puntasse. Nessun centimetro e ho la mano sulla sua cappella. Smette di lavarsi,finalmente mi guarda, m'inchino per chiedergli scusa e affondo la mia bocca sul suo cazzo profumato fino a sentirlo alle tonsille. E'grosso e pulsante,difficile da tenere in bocca. Faccio per appoggiare una mano sul suo culo ma lui me la leva con decisione e comincia a scoparmi in bocca,nudo in mezzo ai suoi colleghi sopiti con un ragazzo bagnato in ginocchio nella pozza insaponata. Non geme,trattiene tutto,sento i suoi primi liquidi sulla lingua,è eccitatissimo. Si ferma,si sposta al buio tra i camion, mi volta con forza e mi abbassa i pantaloni. Preme dietro di me, mi tira per il perizoma. Sfilo dalla tasca un preservativo, lo apre,se lo infila,mi sputa nel culo e punta il suo cannone nel mio ano. Spinge e spinge.Mi viene da urlare e lui prende le sue mutande sporche e me le infila in bocca.Ho la testa schiacciata contro una ruota di un camion, a novanta gradi con il puzzo di piscio proprio in bocca e il mio cazzo duro che mi sbatte contro le palle.Lui è deciso,a volte violento, mi fa male ma mi piace. I suoi colpi secchi, e poi veloci. Mi sembra d'impazzire,sborro senza toccarmi.Lui si ferma, è venuto.Mi libera il buco,si riprende le mutande,mi dà una pacca sul culo e risale senza guardarmi nella sua cabina.Stordito mi ricompongo, faccio per andarmene ma sento qualcosa, mi volto e vedo lì nell'ombra vicina,una sagoma. Un uomo si sta segando,aveva visto tutto, è grasso e peloso, senza capelli e con due baffi esagerati. Mi fa cenno di seguirlo. Mi avvicino a lui, se lo mena velocemente, anche lui col cazzone, non resisto, glielo afferro un attimo ma poi me ne vado. Anche nel buio, come un gatto, ci vedo benissimo.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Trikkens Invia un messaggio
Postato in data: 01/05/2010 23:18:31
Giudizio personale:
ottimo veramente eccitante!


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