i racconti erotici di desiderya

Sarah a testa in giù


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sarah a testa in giù; con il volto coperto da un foulard di seta, se ne stava sdraiata, a testa in giù. era il suo modo di vedere il mondo, ogni cosa sembrava diversa, i colori avevano altre sfumature, i pensieri sembravano reali, e reale era la seta sul suo viso, amava passarsi quel fazzoletto su tutto il corpo. la sua consistenza, così impalpabile era come una piuma. lei immaginava che a sfiorarle il corpo, fosse in realtà il tocco di una mano.







la sua poltrona stava davanti alla sua finestra sarah amava guardare fuori. vedeva un sacco di cose guardava il cielo, tutti i suoi colori, e sognava. si perdeva nei suoi pensieri, viveva in loro.



al crepuscolo, amava quell'ora, quando il suo essere si trasformava da anima semplice ad essere sensuale, chiudeva gli occhi, in modo che la sua anima vivesse per lei. ogni volta un pensiero diverso, una storia diversa da vivere, che nessuno le avrebbe mai portato via.



era difficile avere una doppia vita, donna di classe ed impeccabile di giorno, donna passionale e libertina di sera, quale trasformazione si insinuava nella sua mente, quella sera sarebbe stata, una dama.







una dama moderna, che ama farsi guardare.







il suo atteggiamento verso gli uomini era una continua sfida, li sfidava con gli occhi, con i gesti, con le parole. il suo modo sensuale di essere donna, riusciva ad amaliare anche i più duri, sarah non temeva i loro sguardi, non si sentiva in imbarazzo quando la guardavano con malizia, quando le bocche si schiudevano e lei avvertiva il suono della saliva che scendeva nella gola, lo sapeva cosa volevano. il suo corpo così sinuoso, elegante e sexi, mai volgare, faceva voltare tutti, il suo passaggio era motivo di silenzi, di frasi interrotte, di sospiri. il suo profumo era caldo, sapeva di donna!



e sarah adorava essere guardata. immaginava i pensieri, entrava nei locali dove poteva trovare sguardi maschili, mischiava il suo profumo all'odore di maschio, era così eccitante lasciarli con la voglia di toccarla, e lei era li a portata di mano.







quella sera si era seduta al bancone del bar. "...qualcosa di forte" aveva chiesto.



le gambe accavallate, la camicetta sbottonata per immaginare. le unghie laccate, la bocca lucida. i suoi occhi erano verdi, ma poche persone riuscivano veramente a vederli, lei non aveva una cosa bella, lei era bella. il suo essere era un alone chiaro, attirava tutto a se.



un uomo si era seduto accanto a lei. non parlava. la desiderava!



sarah sentiva la sua presenza,il suo odore. avvertiva la forza fisica che quell'essere emanava, sfiorò le sue dita mani curate. sarah non riusciva a volere un uomo qualsiasi. c'erano delle cose a cui non avrebbe mai potuto rinunciare, e la prima erano le mani curate. non avrebbe mai permesso di toccare il suo corpo, se non a delle mani curate.



stava fumando, sentiva la sigaretta bruciare sfrigolando e la gola che espirava fuori il fumo. era un bel sentire.



aspirava senza rumore, ingoiava il fumo e poi lo faceva uscire in silenzio. non si era buttato su di lei com'era abituata, stava in silenzio e la guardava. lo sentiva, sentiva il suo essere la sua forza la sua virilità, la sua pelle odorava di tabacco e mschio i suoi vestiti erano freschi, riusciva a sentire odore di sapone.



"vieni..." disse sarah.



quella sera faceva caldo, la finestra era aperta e sarah stava sdraiata sulla sua poltrona, si era spogliata, indossava solo la sua vestaglia di seta, le sue gambe scoperte, era un bel vedere per chi lo poteva fare, sentiva le mani accarezzare la sua pelle, erano dita gentili, partivano dai suoi piedi e scivolavano lungo tutto il suo corpo. la vestaglia si apriva ai lati, ma a nessuno interessava, il suo corpo ne traeva piacere, quel tocco gentile, le faceva provare sensazioni splendide, voleva essere guardata mentre il suo corpo provava piacere.







ogni sera mani diverse, volti diversi, uomini diversi. sarah chiedeva loro di amarla, di farla sentire donna, di non parlare ma voleva la loro presenza. amava farsi toccare, voleva essere posseduta dai loro corpi, essere presa con fermezza e poi scivolare via e provare piacere da sola, mentre loro guardavano e desideravano.



era un modo strano di fare l'amore, ma nessuno si era mai permesso di contraddirla. il piacere di sarah, diventava il loro, potevano toccarla, baciarla, succhiarla, entrare dentro di lei, ma nessuno poteva averla veramente. lui si stava spingendo oltre, la sua bocca era incollata alla sua schiena, in un lungo bacio, la sua lingua percorreva la sua spina dorsale, dalla nuca ai glutei, si fermava , e poi ricominciava, la sua lingua si faceva sempre più audace, non toccava mai gli stessi punti, cercava ogni piccolo punto facesse inarcare la schiena di sarah.







sarah voleva quell'uomo che continuava a leccarla, ed ogni tanto la mordeva, piccoli morsi per farle capire quello che provava. aveva preso un cuscino e l'aveva infilato sotto il bacino di sarah, e quale visione i suoi occhi potevano avere, il suo compito era provocare il piacere, era quello che voleva sarah!



aveva cambiato posizione, si era seduto ai suoi piedi ed ora, erano le sue mani a scivolare, aveva preso dell'olio, olio profumato, sapeva di lei. le sue mani scivolavano, le gambe lunghe, le natiche, la schiena e poi tornavano indietro lungo la colonna, si fermavano alla curva perfetta del suo sedere e passavano all'interno, quasi a violare il suo corpo...dolcemente.. senza fretta, solo a stimolare il piacere. sarah sospirava, e lui si sentiva in dovere di continuare, aveva allargato leggermente le sue gambe, o forse era stata lei a farlo.







voleva possedere il suo corpo, quel corpo desideroso di provare piacere di essere preso, aveva avvicinato il suo viso, al suo sesso, riusciva a sentire l'essenza del suo piacere, sentiva la sua femminilità, l'aveva toccata con la lingua, aveva sentito i suoi muscoli tendersi ed era entrato dentro di lei, era meraviglioso sentire il suo sapore, vedeva la sua schiena arcuarsi per permettergli di entrare di più, quale piacere, quale sensazione poteva fermare quel momento. aveva bisogno di entrare dentro di lei, di possederla di godere del suo corpo.



sarah era pronta, ad ospitarlo, ad accoglierlo, a farlo godere, voleva sentire tutta la sua eccitazione, voleva sentire il suo essere che si liberava dentro di lei, spingeva, sempre più a fondo con la lingua, sembrava volesse arrivare alla sua anima, dentro, sempre più veloce, con quelle dita che le stringevano i fianchi.







sarah gli aveva chiesto: ”dimmi come vuoi godere...qual è la tua fantasia?”. le sue mani l'avevano stretta, la sua bocca incollata alla sua pelle. ”voglio farti godere dietro.. voglio farti sentire un po’ troia!" l'aveva sollevata di peso e si era si è inginocchiato dietro a lei. forse, per qualche attimo la sua richiesta le era sembrata troppo laida, ma il desiderio, la voglia di sentirlo godere del mio corpo era più forte. le stringeva le natiche, la leccava , lei lo sentiva da tutte le parti, era completamente sotto il suo controllo. sentiva la sua eccitazione crescere, le sue mani che entravano dentro di lei da tutte le parti, davanti , dietro, le faceva male, ma le piaceva, e lui nel suo sentirsi animale, riusciva ad essere dolce, a non farle sentire qualcosa di diverso dall’essere una donna. le sue dita lunghe, ecco perché fin dall’inizio l'avevano attratta una, due, scivolavano dentro di lei nella parte più stretta. quella inviolata finora e stava crescendo la sua voglia di essere posseduta. ”Quando ti senti pronta, dimmelo tu...” sentiva i sensi annebbiati, sentiva il cuore che batteva velocemente, e aveva ripreso a toccarsi mentre sentiva le sua dita, la sua bocca, la sua lingua, e poi la rischiesta ”ora, sbattimi ora”. lo sentiva appoggiarsi e spingere, i suoi muscoli si erano contratti, a proteggere una parte del proprio corpo mai concessa a nessuno; spingeva piano e poi, in un istante l’aveva sentito entrare. aveva sentito le proprie gambe cedere dal dolore, mille luci dentro la testa, un dolore che si diffondeva in tutto il corpo. e le sue braccia che la reggevano, non riusciva a capire, pensava di svenire da un momento all’altro, e poi sentiva lui che si muoveva ”non avere paura...sono io, ti sto possedendo, sto prendendo tutto il tuo essere, voglio godere con te, lasciati andare, lascia uscire tutto il piacere che hai...mmm...sei donna, la mia troia”.



lui si muoveva sempre più veloce e sentiva i suoi fianchi sbattergli addosso ”toccati, continua a toccarti...” era diventato tutto frenetico, si sentiva sudare, sentiva le sue mani stringerle i fianchi, aumentare il ritmo, e non provava più dolore, solo piacere.



non ricordava in quale preciso momento, in quale istante il loro piacere si era fuso in uno solo, il loro movimento era diventato unico, lo sentiva gemere, stava godendo dentro di lei, con lei.



un’onda infinita propagata da un punto preciso e arrivata in ogni singolo angolo del suo essere...liquido, caldo, umorale, burroso.







poi le posizioni cambiarono e mentre quell'uomo riprendeva fiato, sarah si mise a testa in giù, un fazzoletto di seta in una mano e con l'altra si accarezzava, nessuno poteva sapere meglio di lei come darle piacere. sarah si toccava, si bagnava le dita mentre si toccava, entrava dentro se stessa non paga e poi ritornava a toccarsi, l'uomo la guardava ed era quasi paralizzato nell'osservare quei movimenti, sarah si stava procurando piacere da sola, ed era ogni volta più intenso, si stimolava, in un punto preciso, spingeva il bacino verso l'alto e metteva le dita dentro, l'uomo si era avvicinato, ma non osava interrompere quel rituale così intenso, avvicinò la sua bocca a quella di lei, e iniziò a baciarla.







la sua lingua affondava nella sua gola, quasi a soffocare i gemiti di piacere, mentre sarah si masturbava; lo faceva da sola e l'uomo continuava a baciarla a bere la sua saliva, a succhiare quelle labbra che lo facevano impazzire, sentiva il suo orgasmo orgasmo arrivarle dalla testa,attraversare i suoi fianchi, ed esplodere tra le sue gambe. improvviso, violento. fino a lasciarla senza fiato, sarah godeva di se stessa, delle sue fantasie, dei suoi mille uomini e delle sue mille storie, sarah amava essere guardata e desiderata, ma nessuno aveva mai potuto possederla prima. sarah si metteva sulla sua poltrona, a testa in giù, e guardava i colori del cielo, sentiva i profumi, desiderava gli uomini. immaginava i loro volti ed i loro corpi, sarah viveva tutte le sue fantasie come fossero reali, forse lo erano.







...sarah rimaneva a testa in giù mentre colava seme davanti sulla pancia verso il petto da dietro a scendere sulla schiena...pronta ad immaginare un'altra avventura.







g*


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Peter_Ray Invia un messaggio
Postato in data: 05/03/2014 03:09:56
Giudizio personale:
molto bello, ricorda un po Anais Nin

Autore: Il Chimico Invia un messaggio
Postato in data: 12/10/2010 01:43:45
Giudizio personale:
bravo!


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