i racconti erotici di desiderya

Roma 3


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Roma 3



dopo l’incontro in camera con Teresa e l’amico di colore, io e Daria ci siamo preparate , docciate e vestite per la serata con Franco.

Franco sarebbe passato a prenderci alle diciannove e aveva promesso una serata a sorpresa.



Alle diciannove in punto dalla reception chiamano in camera per avvertirci che il nostro amico era giù ad attenderci.

Ultimi ritocchi, una guardata allo specchio e ci avviamo all’ascensore. Daria ed io ci guardavamo con l’intensa curiosità di come si sarebbe svolta la serata. Arriviamo nell’atrio e troviamo Franco. Ci salutiamo e ci chiede di seguirlo in macchina ove aspettava un suo amico.



Presentazioni di rito e saliamo in auto. Noi due sedute dietro e loro due davanti. Guidava l’amico. Un giovane 30 enne, palestrato ma distinto. Io chiedo se andiamo a ristorante e dove. L’amico che guidava non risponde e Franco nemmeno. Daria ed io ci lanciamo uno sguardo. Si era creata un’aria misteriosa. Ero un po’ in tensione ma anche eccitata della situazione. Ci teniamo mano nella mano come due ragazzette.

La macchina si ferma in un vicoletto dalle parti di Trastevere. Franco ci indica una porticina, dove Daria ed io dovevamo entrare, dicendo che era un locale che vendeva abbigliamento particolare. Entrare a suo nome e i commessi già sapevano cosa servirci da indossare. Grande la curiosità. Scendiamo dalla macchina e andiamo.



Si trattava di una sorte di sexy shop ma di solo abbigliamento. Entriamo e ci facciamo riconoscere dal titolare. Insieme con lui c’era un commesso.

Ci accomodiamo in una saletta e dopo qualche minuto arriva il titolare e senza preamboli ci dice che per darci l’abbigliamento giusto doveva capire sino a che punto siamo persone “adatte”. Insomma lui ci avrebbe dovuto dare da indossare abiti adatti alla nostra personalità! E mentre parlava, in piedi lui e il commesso . e noi sedute, si sbottonano la patta dei pantaloni tirando fuori due enormi falli in attesa di nostre iniziative. Daria ed io ci siamo guardate e scambiate un’occhiata. Loro avevano immaginato che ci saremmo tuffate sui loro cazzi a spompinarli. Invece siamo rimaste sedute ed entrambe abbiamo aperto le cosce mostrandoci a loro, guardando i loro cazzi masturbandoci. La reazione non si è fatta attendere: si sono immediatamente induriti. Erano eccitati dalla nostra lasciva visione!

Continuavamo a stare a cosce aperte slinguandoci in bocca…e loro se lo menavano. Poi io mi sono alzata spogliandomi completamente e mi sono abbassata tra le cosce di Daria iniziando a leccarla. Daria si è rivolta al commesso dicendogli di prendere in bocca il cazzo del suo principale e farci vedere se era bravo. Il ragazzo non se l’e’ fatto ripetere, si è inginocchiato ed ha iniziato a succhiarlo. La vista di quel pompino ci ha mandato in visibilio. Erano due porci. Almeno quanto noi!

A quel punto ho chiamato Paolo, il commesso che succhiava, e gli ho chiesto di inginocchiarsi tra le cosce di Daria. Ubbidiente si è staccato dall’uccello che leccava per dedicarsi alla fica di Daria. Io invece ho continuato il lavoretto che lui aveva appena smesso. Era davvero grosso e a stento riuscivo a tenerlo tutto in bocca! Intanto guardavo il culo di Paolo mentre leccava la Daria. Non ho resistito a vederlo inchiappettato da quell’enorme fallo che stavo ciucciando. L’ho afferrato per mano(il cazzo) e mi sono avvicinato al culo di Paolo. E senza tanti complimenti l’ha ficcato senza alcun preliminare facendolo urlare di dolore! Io non contenta, li ho fatti riposizionare in modo che Paolo mentre lo prendeva dietro doveva scopare Daria.



Un quadretto molto eccitante. Io guardavo e mi masturbavo. Poi mi sono distesa a fianco a Daria con le cosce completamente divaricate nell’attesa che quell’enorme cazzo me lo schiaffasse dentro la fica.

La scena è finita con le nostre fiche riempite di tanto liquido caldo!

Dopo esserci ripresi tutti, con aria professionale il titolare si è soffermato a pensare. Pensava come doveva abbigliarci alla luce della prova che avevamo dato!



Ci manda via completamente nude, con sopra un camicione di colore rosso a spacco e con chiusura di soli tre bottoni. L’aggiunta di una cintura di stoffa dava un minimo di parvenza di vestito completo. Era un abito, si fa per dire, sempre e subito pronto all’uso.

Ci siamo salutati e avviati alla macchina ove attendeva Franco e il suo amico-autista.



..continua....


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Shanil&Axel Invia un messaggio
Postato in data: 17/11/2009 09:37:15
Giudizio personale:
Un copione scritto ad arte per sembrare vero. Tentativo fallito.

Autore: Shanil&Axel Invia un messaggio
Postato in data: 17/11/2009 09:34:54
Giudizio personale:
Un copione scritto ad arte per sembrare vero. Tentativo fallito.

Autore: Carino6423 Invia un messaggio
Postato in data: 16/11/2009 12:39:58
Giudizio personale:
un pò scarso come racconto ....

Autore: Devano Invia un messaggio
Postato in data: 16/11/2009 07:09:18
Giudizio personale:
scarso come racconto.


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