i racconti erotici di desiderya

Riunione d'ufficio


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Lei lavorava presso un rinomato operatore telefonico in zona centrale, dove ebbi l'occasione di conoscerla ed allargare la mia cerchia di interlocutori utili per il mio business. Era solito che con cadenza settimanale mi recavo da lei per le solite riunioni di approfondimento sicchè un bel giorno notai qualcosa di strano in aria. Lei, 42 enne sposata, bionda e dagli occhi verdi, appariva ai miei occhi sempre composta e professionale. Aveva un magnifico decoltè che, per la gioia dei miei occhi, mostrava qualche volta senza pudore indossando abiti a fiori, quasi ad annunciare l'arrivo dell'estate. E era infatti una giornata di fine luglio quando la frenetica città di Roma, come del resto le grandi metropoli, inizia a spopolarsi, così come gli uffici carenti di personale. Mi presento al suo ufficio puntuale alle 10.30 e mi accorgo che, nel suo piano erano presenti pochissime persone. Quasi deserto. Notai in lei un atteggiamento diverso dal solito, soprattutto gli sguardi ammalianti e profondi ed una voce suadente promettere "affari in corso". Indossava una lungo e aderente abitino rosso con delle grosse spacche laterali dove mettevano in risalto le sue magnifiche curve, ed un infinito taglio sul decoltè dove trasbordava la sua 6° di seno. Mi ricordo i suoi altissimi tacchi a spillo neri, che ponevano risalto alla sua rosellina scolpita alla caviglia. Mi fece notare che quel giorno non aveva nessuna intenzione di dedicare tempo al lavoro...ed i fatti ci intrattenemmo con altri racconti e come avremmo organnizzato le ferie con le rispettive famiglie. Da li a poco mi invito a consumare un caffè presso la maccinetta posta in un angolo di corridoio. Eravamo noi 2 soli e la macchinetta che si accingeva a completare il suo dovere. Lei si avvicinava sempre più a me spudoratamente e nel gesticolare il suo interminabile seno si adagiava sulla mia camicia. Capì presto che erano segnali di provocazione e che era giunto il momento di dimenticare ciò che di professionale aveva confezionato il nostro trascorso rapporto. Si chinò stranamente ad afferrare il caffè, fino a formare un angolo ancestrale dettato dal kamasutra. Non feci in tempo ad accorgermi che il suo enorme fondoschiena urtò il mio corpo già pietrificato. Tanto e vero che sentì quel sottile perizoma nero che indossava. Ci rimanemmo in quella posizione per 3, forse 5 interminabili secondi. Il tempo necessario per comprendere che il caffè era l'ultimo nostro desiderio. Diede uno sguardo veloce per il corridoio e, tranquillizzata dalla assenza dei colleghi mi sbottono la cerniera e iniziò a succhiarmelo con ardita veemenza. Ero in preda al panico, per paura che, in un solo istante, potessi perdere la mia reputazione al cospetto di qualche persona preciparti alla macchinetta del caffè. Sentivo le sue languidi labbra scivolare delicatamente sul mio immenso corpo e la sua lingua esplorare ogni mm del mio glande. Avevo il cuore in gola e facevo delle lunghe apnee di piaceri. Era eccitata alla follia e, nonostante la sua bocca completamente divorata del mio imperiale cazzo, emanava gemiti di gioia. Ero eccitato a morte, al punto di donargli tutto il mio nettare nella sua bocca, quando all'improvviso udimmo una voce da lontano. Il mio cuore era uscito dalla bocca e chissà quale angolo di corridoio prese. Ci ricomponemmo in fretta e furia anche se, lo scompiglio che avevamo in viso e gli occhi sgranati di sesso, facevano trapelare il resto. Lei non voleva affatto che il tutto finisse lì e mi invitò a raggiungerla nell'ufficio vuoto del suo capo assente per ferie. Ero diviso a metà: da una parte, preso dall'euforia di quegli attimi non desideravo altro di più idilliaco, dall'altra mi preoccupava proprio il contesto. Alla fine decisi di raggiungerla. Chiuse la porta a chiavi e chiuse le tende delle finestre fino a creare un ambiente a sfondo erotico. Forte del fatto che eravamo solo io e lei a dividere la stanza del suo capo, cancellati ogni mia preoccupazione e decisi di dedicarmi totalmente a lei. La bacia con forza energica sulle labbra carnose e, nel frattempo gli tolsi l'abitino. L'afferrai rudemente e la feci sedere sul tavolo in rovere del suo capo nel mentre gli accarezzavo le sue enormi tette. Aveva enormi capezzoli turgidi e propompenti e inumiditi della mia saliva. Mi spostai ancora più giù e, lentamente e con gambe divaricate la mia biforcuta lingua sposava il suo umidiccio e inspessito clitoride. Era inzuppata di piacere ed io come un ascensore impazzito, davo su e giù come un ossennato. Scrutavo fra le sue grandi, anzi grandissime labbra rosacee e dall'odore acre intenso. Non ebbe neanche il tempo di informarmi che raggiunse un interminabile orgasmo accompagnato da urli e gemiti che sicuramente avranno sentito giù in reception. Volevo consumare il mio orgasmo con lei sdraiata sempre sul tavolo. Gli chiesi di voltarsi in un magnifico 90 con gambe divaricate. In un attimo accolse tutti i miei 23 cm di piacere sulla sua strainumidita passerotta. La scopavo alternando allunghi profondi con piccole torsioni laterali, fino ad accompagnarla in paradiso. E nel mentre, il mio malefico pollice gli scrutava il lato b, stretto ma invitante. Infilavo il dito lentamente e lei, ansimando, mi invitava ad andare in fondo e di non preoccuparmi perchè godeva all'impazzita. Da quella piccola fessura, in un attimo diventò una enorme voragine gonfia di voleri. Mi chiese di infilarglielo anche nel suo culetto ormai dilatato dal piacere ed io, non esitai un attimo. Era caldo e profondo e lei sempre più porca e assatanata del mio corpo. La scopai per almeno 15 min alternando sia il suo culetto che la passerotta ma, alla fine cedetti la tentazione al culetto. Desiderava tanto che gli sborrassi dentro, ed il suo invito era di farlo fino all'ultima goccia...e così fù!!!! avevamo raggiunto l'orgasmo assieme, una sorta di pace dei sensi, ansi di ormoni che ormai tempestavano la nostra mente. Ci ricomponemmo alla meglio, sistemando alla meno peggio l'ufficio del suo capo colmo del mio nettare e, allontanandoci per il corridoio mi strinse la mano con la sua perduta professionalità chiedendomi quando fosse stata la prossima riunione...


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Nico5666 Invia un messaggio
Postato in data: 20/09/2013 19:30:58
Giudizio personale:
grammaticamente coretto ma di dove siete un exstra comunitario l'avrebbe sritto meglio peccato perche la storia in se prometteva bene

Autore: Mikevirile65 Invia un messaggio
Postato in data: 04/09/2010 07:28:09
Giudizio personale:
SI UN BEL RACCONTO EVIDENTEMENTE SONO OCCASIONI DA PRENDERE SUBITO POI SE LA PARTNER E MOLTO DISPONIBILE E VOGLIOSA MEGLIO X ENTRAMBI CIAO

Autore: MaskioComasko Invia un messaggio
Postato in data: 03/09/2010 16:59:14
Giudizio personale:
Grammaticalmente è molto corretto non ci sono dubbi, un po\' autocelebrativo anzi parecchio e da chiarire se trattasi di racconto o storia vissuta. Si propende per la prima.....


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