i racconti erotici di desiderya

Questo piccolo grande agosto - prima parte


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E' un racconto di fantasia, qualcuno potrebbe trovarlo "amorale". Sconsiglio quindi la lettura ai lettori più moralisti. Per tutti gli altri, buona lettura!

p.s. evitate i commenti che vogliono solo essere cattivi. Accetto critiche negative solo se costruttive.

Sono trascorsi già due giorni da quando hanno avuto inizio queste "vacanze". A me sembra ne siano passati mille... Ho dovuto seguire il Direttore durante interminabili e noiosi ricevimenti nelle ville di ricchi signori; assisterlo durante le interminabili partite a ventuno, a chemin... assecondarlo durante i suoi scaramantici rituali e superstizioni!

Molti dei miei ruffiani colleghi avrebbero fatto carte false per essere al mio posto: una settimana a Saint Tropez per assistere il Direttore durante la sua vacanza. Ovviamente, tutto spesato e conteggiato in busta paga.

Per questo la mia ragazza, forse un po' per farmi pagare di averle rovinato i progetti per l'estate, ha preteso di seguirmi, soggiornando nel bungalow di un camping sulla costa azzurra. La raggiungo ogni notte, rinunciando alla comoda camera dell'hotel messa a mia disposizione dalla ditta e rischiando di essere scoperto dal Direttore, che per fortuna ha il sonno pesante e la notte dorme tranquillo. Così, pur sacrificando qualche ora di sonno, riusciamo a dormire uno accanto all'altro, dopo aver passato la giornata io in un angolo del jet set, aspettando il nuovo ordine del Direttore; e lei vivendo la vita che il villaggio le offre, provando nuovi sport e conoscendo gente nuova.

Il Direttore è seduto a un tavolo del bar dell'hotel, leggendo i quotidiani italiani e internazionali, mentre i suoi segretari gli si avvicinano e allontanano, comunicandogli l'andamento di tutti i suoi affari.

"Signor Direttore, ce l'ha! L'ha trovata!" Uno di loro è arivato correndo da noi.

Cerco di capire di che si tratta.

"Ma se la sta già facendo?"

"No, Direttore, va tutto secondo i piani, se la deve ancora cucinare; è il tipo di donna che lei ha richiesto, una che non la dà facilmente"

"Oh, finalmente, ero stufo di questi giochetti d'azzardo ripetitivi e senza il reale piacere del rischio..."

Ci dirigiamo verso una destinazione a me ignota; uno dei segretari, intanto, mi spiega il gioco estivo preferito dal Direttore: "La grande proletaria va a farsi fottere".

Si svolge su una delle spiaggie della costa azzurra. Ogni hanno viene contattato uno dei dipendenti della struttura balneare scelta, possibilmente italiano e che ci sappia fare con le donne. Il suo compito è quello di sedurre una delle tante donne che, dopo un anno di lavoro noioso e frustrante, decide di dare una "botta di vita" andando in vacanza sulle spiaggie di Saint Tropez o qualsiasi altra spiaggia dalla fama internazionale.

Scendiamo dall'auto e mi rendo conto che siamo nello stesso camping della mia ragazza. Inizio già a pensare in quali momenti della giornata posso svignarmela per raggiungerla.

Il responsabile della struttura ci viene incontro con un gran sorriso. Parla in francese, dice che tutto è pronto, che possiamo andare nella nostra camera, che lui definisce "speciale".

"Ora entra in gioco lei, giovanotto..." mi dice uno dei segretari.

Entriamo nella "stanza speciale"... incredibile! Ci sono tre monitor; da quel che ho intuito, sono collegati alle telecamere di sorveglianza sparse nel camping. Non nego che la cosa abbia un non so che di eccitante, ma mi rimane comunque qualche perplessità: si tratta sempre di una donna ignara, che viene usata come un oggetto. Solo che rifiutarmi, significa il licenziamento... ehi, che vuol dire che io entro in gioco?

"Cosa crede, che il direttore abbia bisogno di una badante? Lei è quì perchè il Direttore si aspetta che lei faccia "il tifo" per la donna del suo ceto; come ha sempre fatto, incomincierà a scommettere anche con lei"

Io e il segretario siamo in un angolo, il Direttore è occupato a seguire i preparativi per "lo spettacolo". "Certo, è un po' bizzarro tutto questo..."

"La capisco, ma bisogna anche capirlo: è annoiato dai tavoli da gioco, dove la maggior parte dei suoi sfidanti sono milirdari che giocano solo per passare il tempo. Cerca un gioco d'azzardo più realistico, con avversari sinceri"

"Eh, ma anch'io non sento il bisogno di scommettere..."

"Suvvia, cerchi di tenerlo contento, le sarà riconoscente..."

Non mi resta che accettare.

"Allora, procediamo?"

"Si, eccoci direttore..."

Il direttore è su una poltrona davanti ai monitor, io seduto su una sedia affianco a lui. Alle nostre spalle, i suoi segretari.

Visualizziamo la zona dei campi sportivi. La telecamera zoomma oltre una lunga siepe. Oltre la siepe, il reticolato che circonda il campo da tennis. Sul campo, alcune persone.

"eccolo, Direttore, è già all'azione"

"Ma chi è?" Ce lo indicano. Cavolo...

Spero di aver capito male; perchè l'uomo che mi indicano si sta "cucinando" la mia ragazza.

"Cosa sta facendo?"

"Si sta di nuovo spacciando per istruttore di tennis, signor Direttore"

Gli altri segretari bisbigliano [ahahah] [non sa nemmeno tenere la penna in mano quando deve fare la sua firma, figurati se sa giocare a tennis!] [ahahah]

Che cavolo di situazione! Ci voleva pure il coro dei simpatici, dietro di me...

E' dietro la mia ragazza, con il suo petto attacato alle spalle di lei. E non solo i busti sono uniti... Penso stia cercando di insegnarle a tenere la racchetta. Sembra la posizione del tango, solo che lui è dietro la mia donna, mentre lei gli da le spalle. Gli tiene la mano con la racchetta, mimando di colpire la pallina, mentre l'altro braccio lo cinge alla vita di lei. Ovviamente sono vicinissimi anche sotto la cintura...

"Ha visto, giovanotto? Le sta facendo sentire il pacco!"

"Si, ho notato..." Trattengo la rabbia, fingendo di godermi lo spettacolo.

[ahahah]

Mentre portano la racchetta in avanti, per colpire l'inesistente palla, ho l'impressione che lui dia un piccolo colpetto di reni, ruotando per un attimo il bacino in avanti. La mia ragazza sembra non accorgersene. Anzi, ridono, scherzano. Sembrano proprio due che si stanno divertendo.

Per quanto mi dia la nausea, non riesco a fare a meno di usare l'immaginazione: rivedo il bacino della mia ragazza, le sue natiche. Tra le sue chiappe, sulle lombari, lui le starà strofinando il cazzo; immagino il suo cazzo in erezione, il frenulo che gode sul corpo della mia donna, lo scroto che si delizia col suo calore e la sua morbidezza. Con una mano le tiene il polso, ma con l'altra? La mano del braccio attorno alla sua vita si bea del ventre di lei, sul suo ombellico; e fugacemente sfiora un po' più giù...

"Cosa pensa, giovanotto, a quella donna le sta piacendo oppure non si accorge di nulla?"

"Sono sicuro che non si accorge di nulla, anzi, dal suo volto mi sembra una ragazza per bene"

"Bravo, giovanotto, vedo che lei ha una buona considerazione per le donne del suo ceto..."

Che devo fare?!? Forse dovrei andare lì, tirargli un cazzottone... o prima tirare un cazzotto a tutti i presenti, Direttore in Primis... anzi no, non c'è bisogno della violenza, sono una persona per bene, non un porco troglodita. Si, ma comunque che figura ci faccio? Per ora è meglio se sto al gioco... Ma se lei dovesse vedermi? Incontrarmi fuori da questa stanza e venirmi incontro sorridente chiamandomi per nome, in presenza di direttore e segretari? Non devo mai farmi vedere da lei. O meglio, non farmi vedere fino a quando la mia ragazza non lascerà tutti a becco asciutto, dimostrandosi quello che è: una donna pulita e fedele.

[Gli va bene quest'anno al Direttore, questa mi sembra proprio una di quelle che ci sta] [già, l'ho notato anch'io, ingenua e gatta morta come le altre!] [mi sa che anche quest'anno ci godiamo un bello spettacolo] [cazzo, non vedo l'ora, chissà che bel figone peloso che c'ha!] [Ahahah]

Cretini, quest'anno ci rimarrete di stucco! ...o no?

((non così... le dita non così avanti...))

((è che non sono abituata!))

La sua voce! Com'è possibile? Esce da due casse poste sotto i monitor...

((Te lo ripetuto tante volte! La mano che tiene la racchetta devi tenerla a martello... guarda che ti sculaccio!)) neanche il tempo di finire la frase, che l'animatore, con la mano del braccio intorno alla vita, tira un "simpatico" schiaffetto sul fianco sinistro della mia ragazza. Per me, un lampo: non ho mai visto nessuno permettersi certe "libertà" con lei. E la cosa mi riempe di rabbia; anche se non posso negare che l'immagine del sedere della mia ragazza che per un attimo ha tremolato sotto l'urto del colpo è stata un'immagine molto eccitante.

((ahahah... che maestro severo!)) e poi la risata di lei; fresca, quasi isterica, con la voce alta, acuta: non l'ho mai sentita ridere e parlare così.

[severo... vedrai quando te lo schiafferà in culo!] [ahahaha]

"Mmm, un ceffone sulle chiappe e lei se la ride... è sicuro che sia indifferente?"

"Certo!" mi viene quasi da urlare, ma mi sforzo ancora di essere disinvolto "è solo un po' ingenua, ma sono certo che non si spingerà oltre"

"ci scommetterebbe?"

"Lo stipendio di questo mese!"

"Se ha ragione lei, glielo pago due volte!"

((non alzare troppo il polso, tieni la mano bassa... più bassa...))

Ogni volta che ripete "più bassa", la mano di lui, poggiata sul ventre della mia ragazza, si abbassa di millimetro in millimetro verso il suo pube.

((maestro... così mi distrai... ahahaha)) ha detto lei, afferrando la mano di lui e riportandola più su.

Lui fa lo gnorri ((oh, scusami, non era mia intenzione...))

[la mano morta!] [ahahaha]

((si, non preoccuparti...))

Vorrei guardare il direttore con aria sorniona, di chi sa di aver vinto. La mia ragazza tiene alto il mio onore!

"L'ho capita, sa, giovanotto! Non le sottovaluti le donne... ci tengono a mostrarsi serie, ma se poi gli viene la voglia..."

"Non tutte, Direttore. Sono certo che questa donna è qui solo per divertirsi, ma senza andare oltre. Potrei scommetterci i miei stipendi fino a Dicembre!"

"Andata, giovanotto..."

Solo ora ripenso alla sua ultima frase... non preoccuparti... ma è veramente così ingenua?!? E questi cretini alle mie spalle... in questo momento sento di odiarli. Ma li guardo, e penso che se quella lì non fosse la mia ragazza, in questo momento sarei tranquillamente unito a loro, a ridere alle loro battute cretine...

((... adesso porta la mano avanti... più avanti, così prendi la palla...)) Gli altri devono essere distratti da qualcos'altro, perchè sembra che solo io mi sia accorto che su "prendi la palla" lui sta dando una "botta" a la mia donna, portando il bacino velocemente avanti e indietro. Non voglio far vedere che sono turbato, e lo faccio notare agli altri.

[già, è vero; starà usando il metodo... dell'ipnosi!] [ahahah]

"Cos'ha, giovanotto... forse, paura?"

"Ma di cosa, signor Direttore?!? Per me, mi gioco gli stipendi fino a Pasqua!"

"Ah Ah Ah, giovanotto, non vorrà mica diventare mio dipendente gratuitamente!"

Incrocio per un attimo lo sguardo del segretario con cui ho parlato. Mi fa un occhiolino, come per dirmi che vado bene. Mi sento un pappone...

((ehi, maestro... ma gioca anche lui?)) dice lei, con un sorriso malizioso. Io e gli altri non abbiamo dubbi: si sta riferendo al cazzo in erezione. La mia ragazza sente il cazzo turgido sulla sua schiena. Lui le bisbiglia qualcosa nell'orecchio, e noi rimaniamo perplessi.

"Signor Direttore, credo di conoscere il suo trucco; gli avrà detto di rimanere un po' in quella posizione, finchè non gli passa l'erezione, e che non è dovuto a lei ma a qualcun'altra"

"Ah Ah Ah, e lei le tiene il gioco! si rende conto, giovanotto?"

"Un anno di stipendio, mi gioco i miei stipendi fino al prossimo agosto!"

"Giovanotto, se va avanti così, la posta diventerà troppo alta anche per me!"

Il segretario e il direttore hanno ragione, lei gli sta coprendo l'erezione. Si vede che non stanno realmente impegnandosi nello "studio" del tennis, ma stanno facendo finta. Parlano con meno entusiasmo, sono un po' più seri. Ma c'è stato un attimo; la mia ragazza ha portato per un attimo la testa leggermente all'indietro, gli occhi socchiusi, un lieve sorriso, un'espressione gioconda, come quando respiri a pieni polmoni l'odore di un prato nel mese di giugno.

Si stanno salutando. Si stanno dicendo qualcosa, ma non si capisce. Non avevo mai visto la mia ragazza ridere così tanto, sembra una ragazzina. Si scambiano dei baci sulle guance, ma lui, per fare il simpatico, cerca di baciarle le labbra. Lei si scansa, ride forse perchè lo prende per un semplice scherzo e si allontana.

"Ma cosa crede, giovanotto, che la cosa sia finita qui? Rimaniamo che le raddoppio lo stipendio per un anno, ma domani avrò la rivincita!" ...domani?! Non è ancora finita?!

Passano alcuni minuti, quando sentiamo bussare alla porta.

"mbè, ha visto, direttore, che le ho rimediato quest'anno?"

Il segretario lo accoglie "La prego, si spogli e ci dia il microfono, ha dato un po' di problemi e bisogna cambiarlo..."

"Ok... me la sto lavorando bene, no, direttore?" Sbruffone, lo riempirei di cazzotti "E' una tipa che non ha mai vissuto certe esperienze, probabilmente pensa che stia solo scherzando. Insomma, è una preda facile!"

"In questa stanza c'è il bagno, nel caso abbia bisogno di una doccia"

E' talmente sbruffone che tiene la porta aperta e parla anche dal bagno.

Il direttore gli parla "Ah, Ragazzo, io so bene che a tutte le donne piace il membro, anche se non tutte lo sanno. Un certo tipo di educazione, magari un marito con poca fantasia possono far sopperire certi normali istinti e voglie"

Guardo un attimo fuori dalla finestra. Penso a lei, e al resto del mondo fuori di quì che cerca di vivere l'estate come può.

"Infatti è fidanzata; penso sia il solito borghesuccio noioso" Si spoglia, ha solo le mutande "Ma la signora può stare tranquilla" si batte con una mano sul fianco e mima una scopata portando il bacino avanti e indietro un paio di volte "glieli assesto io due bei colpi, la faccio tornare a vivere!"

Gli altri segretari, se potessero, scoppierebbero a ridere...

Si cala le mutande. E' impressionante. Mai visto un coso così lungo, e sinceramente credevo fosse possibile vederli solo nei porno. E' barzotto, nè in erezione nè a riposo.

Ho un flash: rivedo lui e la mia ragazza di nuovo sul campo da tennis, esattamente come li ho visti alcuni minuti fa. Stesso punto, stessa posizione, stessa gente. Ma li vedo nudi, completamente e tranquillamente nudi. Lei con la racchetta in mano, che finge di "studiare" per non dare nell'occhio, per non far capire a chi è in giro che lui ha il cazzo duro, bello lungo; la punta le arriva quasi sotto le scapole. Lui le strofina la base del cazzo tra le natiche, i testicoli che penzolano solleticano l'ingresso dell'intimità più segreta di lei, che ora lascia andare liberamente la testa all'indietro, occhi socchiusi, ad inspirare l'aria calda e dolce della vita. Anche lei, lentamente, segue il lento ondeggìo del bacino di lui; sembra quasi voler sporgere il sedere verso di lui, per agevolargli l'operazione. E iniziano a baciarsi, sempre in quella posizione, la mia ragazza ruotando la testa verso di lui, lui sporgendola verso di lei...

"Adesso la lasciamo, lei faccia pure con comodo, la stanza è anche sua"

Il direttore è il suo segretario più fedele escono per primi, poi io, che mi accorgo, con la coda dell'occhio e dell'orecchio che gli altri segretari salutano in modo molto "confidenziale" l'istruttore... [ciao, cazzone!] [alla prossima!] [Mi raccomando, siamo con te!] Mentre lui canticchia, sotto la doccia "ahahaha, mi faccio una bella figa, e mi danno pure una bella cifra..."

Nel letto mi giro e mi rigiro. Non riesco a prendere sonno. Sarà il caldo; o molto più probabilmente il turbinio di emozioni della giornata trascorsa.

Che farà la mia ragazza? Che sarà del nostro rapporto? Ho cercato una scusa per farla andare via, per salvarci, ma non ho trovato nulla. E poi se le chiedessi di andarsene, potrebbe prenderla male...

Non sono il solo che non riesce a dormire. Anche lei si rigira nel letto...

"cara, sono stanco..."

"dai, è da un po' che non lo facciamo..."

Non l'ho mai sentita così eccitata. E lo trovo preoccupante...

Lei mi si strofina contro, sotto le lenzuola, respira profondamente, mi sembra anche di sentire qualche rumore... liquido.

"che hai? non sei mai stata così..." "non ti piace?" "no, no, accarezzami..."

Meglio accontentarla. D'altronde, è il mio dovere!

Se potessi vedermi. Immobile, sdraiato pancia in su, con lei cavalcioni su di me. Non ci è mai capitato di farlo in questa posizione, di solito lei è più passiva. Le sono dentro.

Vedo il lenzuolo che sale e scende, spostato dal suo bacino. Fulmineo, inaspettato, rivedo lei e l'istruttore. Immagino che sia lui a scoparla, che le riempe la figa con quel mostro che ha tra le gambe. Non riesco a frenare l'orgasmo...

"aah, sii"

"no, aspetta, ancora un po'..."

"non resisto... ooohhh..."

Sono venuto, e non riesco più a farlo diventare duro. I rumori delle lenzuola lentamente svaniscono, l'energie calano quasi di colpo. La mia ragazza si arrende, sente che i suoi baci, la sua passione non riescono a risvegliarmi. Si gira verso il suo lato del letto; sembra emettere un forte sbuffo.

Siamo fritti.

La mattina è trascorsa come al solito, noiosamente. Il direttore legge i suoi giornali, incontra qualche suo amico industriale e di quel momento non se ne parla più, e io mi metto un po' l'anima in pace, pensando che forse la cosa è svanita nel nulla.

Finchè questo pomeriggio è arrivata la notizia che temevo.

"Signor Direttore, fra trenta minuti lui è al nascondiglio"

Ci precipitiamo nella "stanza speciale". Il cuore mi batte all'impazzata, mentre il segretario mi spiega cos'è il nascondiglio. E' una delle stanze degli animatori, abbastanza grande, con una scrivania, delle sedie e un armadio con dei costumi e altre cose strane. In questa stanza gli animatori usano fare runioni e prove degli spettacoli.

Nel nascondiglio ci sono le telecamere, nascoste in modo da garantire le migliori riprese possibili. Peccato che lo spettacolo potrebbe non essere di mio gradimento!

"Allora, giovanotto, pronto per la rivincita?"

Non è mica detto che verrà la mia donna; potrebbe anche essere che lei l'ha madato in bianco e l'animatore si è scelto un'altra pollastra da cucinarsi. Dico al direttore ciò che penso.

"Giovanotto, mi congratulo, lei è uno dei migliori giocatori che abbia mai incontrato. Si giocherebbe due anni di stipendio che sarà di nuovo quella donna?"

Ripenso un attimo a quello che è successo ieri sera. Ma mi riprendo subito, lei non mi farebbe mai una cosa del genere.

Si sta aprendo la porta. Vedo l'animatore ((Dai, entra))

Non ci sono più dubbi: dopo l'animatore, ecco entrare lei.

"Ah Ah Ah, è ora, cosa si gioca, giovanotto?"

Ho l'amaro in bocca. "Facciamo pure tre anni di stipendio, signor direttore!"

Loro due chiudono la porta.

((qui possiamo allenarci con calma))

((ma di che si tratta? Ho capito che si tratta di qualcosa di trasgressivo, ma non credo sia il caso di spingerci in qualcosa di pericoloso. D'altronde, non voglio mica diventare una tennista professionista!))

Brava, tienigli testa a questo sbruffone [... così fan tutte!] [ahahahah] Il solito coro di cretini....

"Non stia tanto tranquillo, giovanotto, quella donna è un osso duro, ma alla voglia di maschio non si resiste..."

"Ho piena fiducia in qualla donna" comunque, seguo il suo consiglio, e non sto tranquillo...

((Tranquilla, non facciamo nulla di male. Si tratta solo di usare una persona come se fosse lo strumento del gioco))

[il solito trucco!] [già, è gli funziona sempre!] Questi commenti iniziano a preoccuparmi...

((Tu saresti la racchetta?))

((Esatto! Per tenere la racchetta, bisogna tenere l'impugnatura giusta. Non troppo dura, non troppo morbida. Un maestro non può vedere ad occhio l'intensità con cui stringi, nè la rachetta può parlarti. Ma un maestro-racchetta può parlarti!))

La mia ragazza sembra un po' turbata; lo sguardo spento, un po' verso il basso. Il direttore la guarda, con il fiato sospeso. ((ma devo toccarti per forza... lì?))

((E' il punto più sensibile del corpo umano. E si può impugnare))

Attimi di silenzio. Subito rotti dal direttore "Quella li si lascia andare, giovanotto..."

"NO... emh... ma no, non credo..."

((non credo sia il caso...)) Dai amore, fagli vedere chi sei!

((no, no, no, no... non devi preoccuparti. Non stiamo facendo nulla di sporco, non stai tradendo tuo marito. Stai tranquilla. Guarda, prendimi la mano)) Lei un po' attonita allunga la sua mano verso l'istruttore ((Senti? è solo una parte del corpo. Sali verso la spalla))

La mia ragazza e l'istruttore sono in piedi, uno di fronte all'altro. Tra di loro, meno di un metro di distanza. Intorno a loro, si sta creando quell'atmosfera particolare di timore ed eccitamento.

((Toccala. Senti la mia spalla?)) lei tocca in maniera molto superficiale, quasi con timore. Guardo i segretari con la coda dell'occhio; qualcuno ha un sorrisino, come divertito. Il direttore pure ha un sorrisino, ma quello stesso sorriso di chi sente che sta per vincere; i suoi occhi sono fissi sui due amanti, come quando si fissa la roulette che gira.

Non posso però fare a meno di notare che i segretari si massaggiano il pacco... ((non preoccuparti, stringi un po' più forte)) la mia ragazza sembra imbambolata, quasi scioccata, ad ogni modo inizia a stringere un po' più forte, aprendo e chiudendo la mano, cercando di mostrare sicurezza ((senti? è solo una parte del corpo. Anche dove mi toccherai tra un po', laggiù, pensa solo che è una parte del corpo, niente di più))

[certo che dire niente di più... con quella mazza che si ritrova!] [ihihihih] Io non so che fare; la mia ragazza è ormai in balìa di quell'uomo. Vorrei uscire da questo stanzino-armadio e riempirlo di cazzotti; ma nei momenti di lucidità mi rendo conto che è della mia ragazza la scelta. Sono certo che al momento giusto saprà tirarsi indietro. Altrimenti, che faccio?

((che faccio?))

((porta le mani lì. La racchetta è nella custodia, estraila))

Lei ha sempre quell'aria astratta. Non parla e sembra tremare, in certi momenti. Con movimenti molto lenti e pieni, delicati e decisi, porta le mani sulla cinta di quell'uomo, la slaccia. Stacca il bottone e abbassa la zip. Porta le mani sui suoi fianchi, infila i pollici nei bordi dei pantaloni e li tira giù fino alle caviglie. Per fare questo, si è dovuta abbassare, piegando le ginocchia e di conseguenza sporgendo il culo; l'idea del culo della mia ragazza, anche se coperto, ma ammirato da tutti i presenti mi ha riempito di rabbia. Non so dove guardare: se vedere con la coda dell'occhio i segretari, se le fissavano il culo, o se prestare attenzione agli occhi lascivi dell'istruttore.

La mia ragazza è li, quasi in ginocchio, mani all'altezza delle caviglie di lui; improvvisamente sembra essersi resa conto che il pacco dell'istruttore è a pochi centimetri dal naso di lei. Il grosso pene dev'essere nè in erezione nè a riposo, perchè è ben evidente, tutto spostato da un lato nelle mutande. Anche così coperto, è evidente che si tratta di un pene di notevoli dimensioni.

[non ha l'aria di essere sorpresa] [con tutte le volte che glielo ha strusciato addosso... sa già che cosa le aspetta!] [pffahahhpfff]

In effetti è ridicola mentre finge indifferenza; non riesce a staccare gli occhi dal pacco di lui, non si è nemmeno rialzata. Porta le mani davanti al pacco, infila le dita nei bordi anteriori delle mutande e inizia a calarle. Il cazzo, libero dalla pressione delle mutande, scatta di colpo in avanti, come una molla, colpendola in pieno viso. Lei, come spaventata, tira la testa verso dietro, chiudendo gli occhi.

I segretari si contorcono per non farsi sentire, per non scoppiare in una fragorosa risata.

L'istruttore allunga una mano verso il viso di lei, accarezzandola come per tranquillizzarla. Lei sforza un sorriso e lentamente riprende le sue operazioni. Finisce di calare le mutande; le sfila insieme ai pantaloni, facendogli alzare prima un piede, poi l'altro. Delicatamente, sposta gli indumenti un po' più in là.

((Bisogna aver cura degli strumenti, anche delle custodie)) e la mia ragazza, sempre con quell'aria imbambolata e imbarazzata, raccoglie gli abiti, si alza in piedi, li piega con cura e li poggia su una sedia. Sento montare la gelosia; rivedo quegli stessi gesti che lei usa per me, per i miei abiti. Ora lo fa per un altro uomo, un uomo che vuole solo possederla, e lei glielo sta permettendo.

"Aaahh... sta cedendo, giovanotto, sta cedendo..."

Il cuore batte all'impazzata, la testa annebiata. Non ragiono più. "... cinque anni di stipendio..."

"... contro una delle mie imbarcazioni..."

Mi viene il dubbio che lei forse non pensa assolutamente a me in questo momento, ha testa solo per lui, per la sua virilità, per il suo cazzo. Io non esisto più.

Ritorna verso l'istruttore. Il suo cazzo è ora a un buon punto della sua erezione. E' impressionante. Lungo e anche con una circonferenza non indifferente. La mia ragazza si rimette in piedi davanti a lui, evidentemente impacciata e frastornata, non sa che deve fare. Lui allora si tiene il cazzo con una mano, mentre con l'altra afferra la mano di lei. Lei segue il suo movimento, tiene la mano morbida e se la lascia mettere sul cazzo. Come intuendo, inizia a muoverla, portandola lentamente su è giù.

((si, così va bene... si...))

Non c'è più nulla da fare. Ora appartiene a lui, io non esisto più. Adesso per lei c'è solo quell'uomo.

Vanno avanti così per un po'. I segretari sono presi dallo spettacolo che si stanno godendo. Qualcuno a volte sibila un [dai] [succhiaglielo] [spogliati].

((no, non va bene, devi mettere più forza nella punta delle dita. Senti...)) Il suo non è stato un gesto lento, ma le sensazioni intense di rabbia ed eccitamento che mi ha causato mi ha permesso di vedere il movimento in modo lucidissimo, in ogni singolo dettaglio. Mentre la mia ragazza continuava a masturbarlo, lui ha allungato la mano destra verso il suo ventre; con la punta delle dita, ha sollevato la maglia quel tanto che basta per scoprire il bordo dei pantaloncini di lei. Ha ruotato il palmo verso l'alto, puntando le dita verso il basso, in direzione del pube, e ha infilato la mano nei pantaloncini e sicuramente nelle mutande. Guardando la mano sparire dentro, ho immaginato la punta delle dita premere sul basso ventre della mia ragazza, in modo da superare agevolmente il bordo delle mutandine. Ho immaginato le dita scorrere tra i peli del suo pube. Deve aver raggiunto il clitoride, perchè lei, di scatto, ha lasciato un po' crollare le gambe, piegando leggermente le ginocchia, curvando un po' le spalle e la testa verso il basso, mentre sul volto un espressione che sembrava di dolore, accompagnato da un breve ma intenso "aahh...". Le sta piacendo...

Immagino le dita dell'animatore sgrillettare la figa della mia ragazza, vedo la forma della mano dell'animatore nei suoi pantaloni, vedo la stoffa muoversi mentre l'animatore la masturba, dicendogli ((senti? Questa è l'intensità giusta...)) La mia ragazza sembra stia combattendo con il piacere che prova nella sua intimità. Finge, devo dire inutilmente, di accettare la cosa normalmente; cerca di portare la testa in su, annuendo dei "si" con la testa.

Per lei è ormai uno sforzo continuare la masturbazione "Vede, giovanotto, che le dicevo. Ha trovato il maschio giusto, e ormai manca poco..." ... se la scopa?!?!

"No, non lo farà, mi ci gioco dieci anni!!!"

"Si Arrenda, giovanotto. Quella donna sta cedendo, mi gioco anche una delle mie ville..."

L'animatore sfila la mano dalla mia ragazza ((che stupido, devo estrarre anch'io la racchetta...))

((no, meglio di no. Magari puoi continuare così...))

((Ma dai, stai tranquilla...))

Possibile che ci sia ancora una piccola speranza? Si accontenterà di questa piccola trasgressione? Sono sempre in piedi, uno di fronte all'altro. Mentre la mia ragazza continua la sega, lui le slaccia i pantaloni e, poggiando le mani ai fianchi di lei, glieli cala. La mia ragazza, per non perdere la presa della "racchetta" dell'istruttore, si piega sulle gambe, permettendo comunque all'istruttore di abbassarle l'indumento. Si rialzano e stesso discorso per le mutandine.

I segretari, sempre alle nostre spalle, si fanno più vicini e quasi si alzano sulle punte dei piedi per poter ammirare meglio la sua figa, che viene ripresa dalle telecamere in tutto il suo splendore, da tutte le angolazioni. [che fessa!] [come glielo schiafferei in culo!]

L'istruttore, riallungata la mano, riprende a masturbarla.

Sento come se hanno finito di giocare al maestro e l'allieva: si stanno semplicemente masturbando. Tutti intorno a me sono presi dal piacere di possedere: l'istruttore è tutto preso dalla sua preda, dimenticando, o meglio, fregandosene dei clienti del villaggio, e del fidanzato di lei; la mia ragazza, sulla soglia forse mai varcata della trasgressione e del piacere sessuale sfrenato e fine a se stesso, sente la mano di lui tra le sue cosce, mentre stringe uno scettro che forse non si è mai resa conto di apprezzare, assaporando il piacere di possedere un uomo che la possegga per bene, dimenticando l'uomo a cui ha promesso fedeltà; il direttore, che possiede già tutto, più di quello di cui ha bisogno, che si gode il potere di mettere in piedi un gioco del genere, il potere di stare per vincere, per poter dire che lui è il più forte: il troppo avere gli ha fatto dimenticare il suo senso di essere umano; i segretari che si godono lo spettacolo, forse immaginando di infilare il loro pene dentro la mia ragazza, nella bocca, nella figa, nel culo, dimenticando che quella potrebbe essere la loro di moglie, o la loro sorella, la loro madre. E io guardo tutto intorno a me in maniera lucida, nuova. Cosa sto dimenticando, io? Forse il mio è un posto riservato, da cui vedere tutto l'universo fuori dalle sue forme: marito, moglie, padrone, servo, amico, amante, estate, inverno...

Il pene dell'istruttore è molto lungo, la mano della mia ragazza è appena sotto i suoi seni. Il piacere del ditalino le fa tenere gli occhi socchiusi, la testa rivolta verso il basso, le spalle curve e la bocca socchiusa. E' un attimo: l'istruttore scatta il bacino in avanti mettendosi in punta di piedi, centrando in pieno la bocca della mia ragazza con il cazzo. Lei subito porta la testa indietro, estrendosi il glande dalla bocca, mollando la presa dal cazzo. Forse metterà fine a questa lucida follia?

Si porta le mani alla bocca, gli occhi sbarrati, fissi nel vuoto; ha l'espressione di chi ha scoperto qualcosa di terribile. "... cederà, mi ci gioco altre due ville e tutte le mie navi..."

"...vent'anni di stipendio..."

Lui si muove verso la mia ragazza, la mano verso il viso; l'accarezza ((ehi, scusami, non volevo spaventarti...)) avvicina il viso a quello di lei; si fissano per alcuni secondi.

Lei getta le braccia intorno al suo collo e iniziano a pomiciare con passione. [si vedeva che era troia...] commenta qualcuno. E non si può dargli torto. La mia ragazza è nuda dall'ombellico in giù, abbracciata ad un uomo altrettanto semivestito. Vedo le bocche unite, le mani che accarezzano le nuche. Le bocche si staccano, ma non il loro legame. Lui tira fuori la lingua e la passa sulle labbra della mia ragazza; lei ricambia, e vedo le loro lingue che si leccano.

"Finiamo di spogliarci?"

Si dividono, il tempo di sfilarsi le magliette, gettarle chissà dove e subito si riabbracciano. Si baciano, le mani scorrono dietro le schiene, si palpano i glutei. L'istruttore, continuando a baciare la mia ragazza, passo dopo passo, la fa indietreggiare, avvicinandola lentamente al tavolo che è alle spalle di lei. Lei sente il bordo del tavolo sui suoi glutei e un po' trasale. Lui subito la prende per le cosce e la fa sedere sul tavolo. Le bacia la bocca, pian piano scende con le labbra giù per il collo, quindi i seni. Vedo la lingua che rotea sui capezzoli, li succhia e provo una forte invidia, vedendo la mia ragazza scossa dai brividi e sentendo lo "smack" della bocca di lui mentre si stacca dal capezzolo. Non riesco a fare a meno di pensare che fino a ieri solo la mia bocca aveva il diritto di stare lì; io e la creatura che avremmo avuto. Io ora non esisto più, lei concede i suoi seni ad un altro uomo, perchè la natura, nel suo inconscio, la prepara all'eventuale creatura che potrebbe nascere nove mesi dopo quel momento.

La sua bocca riprende a scendere, le bacia il pancino, quindi lei allarga un po' più le cosce, permettendo al suo uomo di leccarle la figa. Non ha interesse che per quella lingua che le sta scorrendo sulle labbra, sul clitoride.

((gemi senza problemi, qui non ci sente nessuno...)) per lei è come se finalmente le avessero tolto un tappo dalla bocca ((aaaahh.... siiii... continua così... siiii...))

L'istruttore si solleva dalla sua figa, prende il cazzo in mano e lo scuote leggermente, come per offriglierlo ((vuoi riprovare?))

"...aggiungo le mie auto, i miei quadri, le mie sculture..."

"...quarant'anni di stipendio..."

La mia ragazza, sempre seduta sul tavolo, curva il busto sul membro di lui, tenendo un braccio intorno al suo collo, forse per non cadere in avanti. Socchiude gli occhi, le labbra appena aperte e prende in bocca il suo cazzo, per quello che può. Si lascia andare, porta la testa su e giù, gustandosi il frutto proibito ((ah, si, succhia... hai visto che ti piace? aahh...))

Questa "stanza speciale" ormai è una sauna. Il sudore scende copioso dalla fronte di ognuno di noi. Attorno a me, sento, energicamente, che i presenti desiderano una cosa sola: vedere la figa della mia ragazza ben riempita, che avvenga la scopata. La mia energia, che desidera il contrario, è troppo sola, piccola e debole per vincere la loro...

L'istruttore indietreggia, estraendo il pene dalla bocca della mia ragazza. Credo che stia arrivando il momento che tutti aspettano; e che io temo.

"...tutto! Mi gioco tutto, anche la mia azienda..."

"...tutta la mia vita..."

La mia ragazza guarda lui negli occhi, come chiedendo perchè ha smesso. Lui le ricambia lo sguardo.

Finalmente, una parola dell'istruttore mette fine all'insostenibile tensione: ((Allargatela!))

((Si, mettimelo, ti prego, non ce la faccio più...))

E il gruppo si scioglie in dei [siii] [e vai] [si vedeva la faccia della bagasciona...] [quasi, quasi, ci provo anch'io...]

La mia ultima speranza svanisce guardandola mentre si sdraia; la sua figa a bordo-tavolo. Mette i piedi vicino alle sue natiche, con le piante poggiate sul bordo del tavolo, ginocchia che puntano verso l'alto e gambe ben larghe. Allunga le mani verso la sua intimità e con la punta delle dita tira verso l'esterno le labbra vaginali, esponendo in maniera oscena il suo ingresso.

L'istruttore si afferra il cazzo. Lo punta verso di lei. Alle mie spalle, sento chiaramente sussurare [dai, dai...].

Il glande dell'istruttore è poggiato sull'orifizio della mia ragazza; lentamente, lo vedo scorrere dentro. [ssii!!]

Lui le prende i fianchi con le mani. Ora vedo solo l'animatore di spalle, e le gambe di lei che si stendono oltre di lui. Vedo il culo di lui che fa avanti e indietro, avanti e indietro.

((ah, si, così...))

((ti piace, eh?))

((sii, questo si che è un cazzo...))

Ah, allora un po' a me ci pensa. L'amplesso va avanti da un po'. Lui si sbatte la mia ragazza, senza mai rallentare il movimento del bacino, anzi, aumentando gradualmente la velocità. Lei geme molto; il pene, scorrendo in maniera regolare e via via sempre più veloce fra le sue pareti vaginali, sta facendo bene il suo lavoro. Lo si capisce anche perchè lei, riuscendo a controllare lo "sconquasso" del suo corpo tra una botta e l'altra, porta i suoi piedini sulla schiena di lui, accarezzandolo dalle scapole ai glutei, scendendo oltre, dietro i suoi polpacci, e quindi tornando su...

Tutto qui? Volevano semplicemente questo? Imbrogli, recite, bugie, inganni... Tanto impegno, per cosa? Per qualche secondo di piacere intenso? Non può essere solo questo. Cosa c'è dietro il piacere sessuale? Dietro il gioco? Dietro l'avere? Perchè ci danniamo tanto per farci una scopata, per riempirci la casa di cose che non ci serviranno mai, per sprecare la propria vita davanti a una macchinetta del video-poker?

L'istruttore inclina la testa all'indietro. Il momento è arrivato. ((oohhh, oohhh, vengo...))

((No, non dentro! Escilo, escilo... ooohhh....))

Bastardo! Le è venuto dentro... Immagino il cazzo dell'istruttore in figa alla mia ragazza, che gli innonda l'utero di sperma. Sento il calore dello sperma, il suo odore, e immagino quello che ora allaga lei. L'istruttore finalmente si ferma, si allontana da lei e vedo il suo cazzo che, sgusciato fuori dalla mia ragazza, punta verso il basso, mentre un filo liquido lo unisce ancora alla figa. Lei balza giù dal tavolo. Subito si accovaccia per terra, cercando di cacciare fuori lo sperma. Lo vedo colare giù dalla figa, a terra si crea una bella pozza. Ne ha schizzato parecchio.

Il direttore balza in piedi "Ah Ah Ah... ho vinto, giovanotto. Mi deve parechi anni di dipendenza gratuita!"

L'istruttore guarda la mia ragazza ((scusami...)) Lei gira la testa dall'altro lato. Non gli risponde. Prende i suoi fazzolettini e si pulisce la fessa, gettandoli sul tavolo. Prende le mutande e se le infila, lasciando un fazzolettino asciutto e non aperto, piegato, fra l'apertura vaginale e le mutandine.

Alle mie spalle, i segretari sono scoppiati in un applauso, andando verso il direttore, che porta una mano verso l'alto, come per dire che non è il caso di festeggiare tanto. Io non mi sono mosso dalla sedia. Sono rimasto così, senza inghiottire nè sputare.

I due amanti si rivestono.

((stai bene?))

((Si...)) Dice lei, a voce bassa, senza alzare lo sguardo. Si dirige verso la porta.

((ci vediamo dopo))

((ok)) dice lei, dandogli un bacio sulle labbra.

Lei esce dalla stanza, mentre lui, ripreso il suo carattere di buffone, alza i pollici verso una delle telecamere.

"Coraggio, giovanotto, si riprenda. Vada ad aiutare quel bravo ragazzo, a rimettere in ordine il nascondiglio" La rabbia in me è molto forte. Devo anche ripulire i resti di questa scopata. La scopata che ha riempito di orgoglio questi palloni gonfiati, che ha fatto sentire donna la mia ragazza, che ha "educato" i segretari al sesso senza scrupoli, che mi ha fatto sentire inutile la vita.

Ma l'erezione che prepotente spinge nei miei calzoni, come me la spiego? Dovrei ammettere, in fondo a qualche parte di me, che mi è piaciuto?


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