i racconti erotici di desiderya

Questioni domestiche...

Autore: Erotic_mind
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Cambia lo sfondo
Recentemente mi è capitata una situazione inaspettata e che pensavo potesse accadere solo nei film. Colto alla sprovvista forse non ho fatto subito la cosa giusta, ma in un certo senso è stato meglio così. Ma andiamo per ordine.
Settimana scorsa, giovedì. Ero in ferie perché di mattina dovevo sbrigare delle commissioni burocratiche. Già che ci sono ne approfitto per passare una giornata tranquilla a godermi la nuova casa dove mi sono trasferito da poco.
Rientro dal mio giro proprio per ora di pranzo e mi rilasso in casa. Mi preparo qualcosa velocemente da mangiare e poco dopo decido di farmi un bel bagno rilassante. Mi spoglio un po’ distrattamente lasciando vestiti un po’ qua e un po’ là mentre la vasca si riempie. Mi piace bella calda e che riempia di vapore la stanza. Intanto mi guardo un po’ di tele in mutande in salotto… e quasi mi scordo dell’acqua che scende! Corro in bagno appena in tempo per chiudere il rubinetto prima che accadano danni, mi levo i boxer lasciandoli distrattamente per terra e mi immergo nell’acqua bollente chiudendo gli occhi e rilassandomi.
L’effetto dell’acqua calda è quello che è… e sento inturgidirsi lievemente l’uccello. Mi sale un po’ la voglia, la fantasia inizia a vagare e ripenso a qualche scena di sesso vissuta recentemente. Ho gli occhi chiusi, le mani che iniziano a scivolare da sole verso il centro del mio corpo e il vapore della stanza che avvolge i miei pensieri altrettanto bollenti. Ora sta diventando decisamente duro e so già che non potrò resistere oltre: inizio a masturbarmi lievemente lasciando che le mie voglie trovino spazio e soddisfazione. Il piacere inizia a crescere e mi insapono nell’intimo per rendere il tutto ancora più liscio e scorrevole. Sono in un’altra dimensione e ora sembro non sapere neppure più dove mi trovo. Gli occhi chiusi e i pensieri vividi mi hanno trasportato in un mondo tutto mio fatto di sesso ed emozione. – TLAK – TLAK – TLAK !! tre schiocchi meccanici e inequivocabili mi riportano in un istante sulla Terra! “Ma che diavolo….?! “ – penso mentre una scarica di adrenalina mi scuote dalla punta dei piedi fino ai capelli. E’ la serratura! Qualcuno sta entrando in casa mia! Accidenti è vero! Oggi è il giorno delle pulizie di casa, è la domestica!
La prima cosa che penso è al disordine che ho lasciato in sala e nell’antibagno con tutti i miei vestiti per terra, sparsi a casaccio come se fossero stati scaraventati a terra da un manipolo di ladri! La porta del bagno è solo socchiusa, naturalmente non l’avevo certo chiusa a chiave! E sull’uscio ci sono i miei boxer… che vergona!
Sento che appoggia le sue cose sul tavolo mentre io un po’ in balia della vergogna per l’intimo in bella vista e la mia situazione imbarazzante (nudo in bagno, con la porta socchiusa e un’erezione colossale fra le mie mani) cerco di capire cosa posso fare. Il paraschizzi montato a bordo vasca è di vetro trasparente, ma se non altro è imperlato di goccioline di vapore, penso. Non faccio in tempo a finire il pensiero che Marcella entra con disinvoltura! L’acqua ha qualche chiazza di schiuma, perché mi ero insaponato un po’ il gingillo ma è ancora trasparente su praticamente tutta la superficie. Marcella entra e dopo due passi si ferma in pratica affianco alla vasca. “Oddio! Mi scusi!!! Non pensavo ci fosse nessuno in casa!!!” mi dice lei apparentemente stupita. “Ho visto i vestiti per terra e ho seguito la scia venendo a raccoglierli tutti fino in bagno”, si giustifica mentre noto che in effetti ha in mano proprio i miei boxer. A questo punto l’imbarazzo e la tensione sta un po’ sgonfiando le mie grazie ma è fuori discussione che insomma… non siano certo del tutto a riposo! Balbetto qualcosa tipo “fa niente, stavo proprio per uscire dalla vasca…” e lei vedo che inequivocabilmente sta guardando proprio il mio corpo immerso appena sotto il pelo dell’acqua. Poi si gira subito e mi chiede scusa “ehm… sì mi perdoni io non volevo… l’ho proprio disturbata! ehm… torno in sala?”. A quelle parole ero diventato paonazzo di vergogna. “l’ho proprio disturbata!” – mi ha detto – significa che ha visto la mia erezione e ha capito tutto? – pensai – oppure lo dice perché comunque una persona che fa il bagno è per forza infastidita da un’altra che entra di sorpresa? Ero davvero imbarazzato e le risposi frettolosamente di sì, di andare in sala che sarei uscito in poco tempo lasciandole campo libero per lavorare. Così fece, uscendo con i miei boxer ancora fra le dita… sull’uscio si voltò nuovamente verso di me sorridendo: “che stupida! Ho i tuoi boxer ancora in mano!”. Era passata al tu, notai… “Li lascio qui in terra dove li avevi messi tu… li metto via dopo che hai finito ok? Fai pure con calma tutto quello che dovevi come se non ci fossi, inizio a pulire di là”. “Va bene” le risposi… cercando di capire cosa intendendesse col “fai pure tutto con calma quello che dovevi…”, intendeva dire finire di lavarmi, o di masturbarmi???
Ad ogni modo non era certo più il momento, uscii dalla vasca e mi coprii con l’asciugamano preparandomi per uscire dal bagno. Aprii la porta dirigendomi con l’asciugamano intorno alla vita, a petto nudo, verso la camera da letto dove la ritrovai mentre stava iniziano a cambiare le lenzuola. Altro momento di imbarazzo, tra l’altro ora lei si era messa comoda e fresca per iniziare i lavori faticosi e toltasi il maglione e i jeans era in pantaloncini corti e maglietta smanicata. Era una bella donna sui 40/42 anni. Alta circa un metro e 70, con qualche chilo in più sulle curve giuste, capelli neri liscissimi (ora raccolti sulla testa in mille ciuffetti che sfuggivano al mollettone) e un sorriso a cuore. Non l’avevo mai notata sotto questo aspetto, perché vestita così non l’avevo mai vista e mai di sicuro in una situazione come questa. Mi soffermai a guardarle la canottiera e il reggiseno nero di pizzo che sbucava da sotto le braccia. Lei si chinò per raccogliere qualcosa da terra, appoggiandosi al mio braccio. Sentii la sua mano calda e vellutata scorrere leggermente sulla mia pelle. Sentii un piccolo brivido di piacere scorrere sul mio corpo, ma lo tenni a bada perché la situazione era già abbastanza imbarazzante. Ci mancava solo che dal mio asciugamano si abbozzasse qualche rigonfiatura sospetta! Lei a quel punto si girò ed uscì dalla stanza.
A quel punto mi vestii e lasciai la casa libera per farla lavorare con comodo. Mentre passeggiavo per le vie del paese, cominciò a frullarmi in testa una serie di pensieri. Rimisi in ordine tutta una serie di dettagli che al momento non avevo avuto modo di considerare, per via del mio imbarazzo. Molti dei dettegli che ho descritto poco fa, non li notai subito… ma appunto durante la mia passeggiata in cui stavo rivivendo il film della situazione.
Per prima cosa pensai che Marcella doveva essersi accorta per forza che c’era qualcuno in bagno: il vapore riempiva totalmente la stanza, e la porta socchiusa lo lasciava senz’altro trapelare anche nell’antibagno. Inoltre un minimo rumore di acqua smossa l’avrà senz’altro sentito. E poi i boxer: con tutti i vestiti in giro, è entrata in bagno con in mano solo quelli…. Ummmm… ero io che mi stavo lasciando condizionare dalla nuova prospettiva con cui l’avevo osservata in camera da letto, oppure era vero? E poi perché era proprio in camera da letto quando sono uscito dal bagno? C’erano le altre stanze da cui poteva iniziare a pulire… e dopo la situazione imbarazzante vissuta in bagno pochi minuti prima, sarebbe stato logico starsene lontani dalla camera da letto in cui senz’altro sarei dovuto entrare mezzo nudo in asciugamano! O no?
Iniziai a convincermi che ero stato un po’ ingenuo (diciamo pure un fesso colossale!) e non avevo colto certi segnali. Più ci pensavo e più ne ero certo. Marcella l’aveva fatto apposta! Senz’altro non si aspettava di potersi gustare persino una bella erezione come quella che non può in effetti non aver visto, ma sicuramente era entrata in bagno per guardarmi nudo nella vasca. Sapeva che ero lì, e voleva ficcarsi in quella situazione che lei deve aver vissuto in modo molto più eccitante del mio. Avrei dovuto osare qualcosa in camera da letto, quando lei si è appoggiata a me per chinarsi a raccogliere il cuscino!
Orami la situazione era sfumata, logico. Però iniziai a progettare un nuovo incontro, dove questa volta non mi sarei fatto cogliere impreparato.
La settimana successiva, presi un altro giorno di ferie (in effetti svolgo un lavoro autonomo, e quindi non è mai un problema per me organizzarmi in tal senso), e misi in atto i miei propositi.
Come di consueto, alle 14 in punto entrò Marcella. La casa questa volta era abbastanza in ordine e non le feci trovare nessun indizio che potesse lasciarle supporre che ci fosse qualcuno in casa. Io ero in camera da letto con la porta socchiusa, in boxer e maglietta sotto le lenzuola. Sentii Marcella appoggiare le sue cose sul tavolo della sala, levarsi la giacca e poi dirigersi verso la camera da letto. Mi venne il dubbio che forse allora iniziava sempre dalla camera da letto, cambiando appunto le lenzuola… chissà! Ma ormai ero in gioco e volevo giocarmela fino alla fine. Lei entrò e quasi sobbalzò dalla sorpresa di vedermi ancora in casa! “Buongiorno Stefano! Non sapevo fossi a casa anche oggi! Tutto bene?” – io volevo fingere che fossi a casa perché leggermente influenzato e così le risposi che in effetti non ero al top della forma e che mi ero preso un giorno di riposo per guarire alla svelta. Feci in modo di farmi comunque trovare in posizione quasi seduta con la schiena appoggiata alla testiera del letto, a petto nudo e con le lenzuola che coprivano a malapena dal pube in giù. Era evidente che fossi nudo nel letto, anche perché notai con quanta attenzione mi squadrò, soffermandosi in particolare sul piccolo ciuffetto di peli che spuntava dalle lenzuola proprio all’altezza del basso ventre, e sulle natiche libere dal velo del lenzuolo almeno nella parte laterale.
Marcella rimase sull’uscio della porta per qualche istante a guardarmi, io avevo una mano fuori dalle lenzuola con cui gesticolavo mentre parlavo, e la destra palesemente appoggiata sui genitali. Penso fosse molto chiaro ciò che stavo facendo fino a pochi secondi prima. “Marcella, oggi non pulire questa stanza…” poi le chiesi con fare interessato: “Senti, ma settimana scorsa… in bagno… cosa hai visto?” – Marcella arrossì lievemente ma sorrise: “In effetti più o meno quello che posso vedere adesso… cioè insomma eri nudo sì, ma sotto l’acqua. Come adesso sei sotto le coperte, quasi… non è che ho visto molto” concluse con tono dispiaciuto, senza ancora una volta lasciare intendere se fosse dispiaciuta per l’accaduto, o per non aver visto molto di più di quanto sperasse! Io le sorrisi guardandola negli occhi con fare sornione. Lei resse lo sguardo, lasciandolo poi scivolare lungo il mio petto, i miei addominali, fin al ciuffetto inequivocabile di peli del pube. Ebbe un moto istintivo di mordicchiarsi lievemente un labbro, quasi impercettibilmente. La cosa mi accese una vampata di calore dentro di me.
“Va bene Marcella, ora mi rilasserò un po’… tu fai tutto ciò che vuoi” , le dissi malzioso badando bene a dire “vuoi, invece che devi”. Lei sorrise e chiuse la porta lasciandomi nella mia intimità.
Vidi l’ombra da sotto la porta allontanarsi, la sentii avviare la lavatrice nel bagno e poi rividi la sua ombra da sotto la fessura della porta ritornare lentamente verso di me, fermandosi proprio davanti alla porta. Iniziai allora a muovere la mia mano sul mio uccello sempre da sotto le coperte strusciandola in modo evidente ma lento. L’erezione stava montando e con lei la mia voglia di esplodere tutto il mio piacere nella bocca di Marcella! Mi stavo eccitando di brutto, sapendola dietro la porta a spiarmi dal buco della serratura. Questo spettacolo era per lei, ma eccitava in modo animalesco anche me! Mi iniziai ad stuzzicare un capezzolo con due dita, mentre l’altra mano accarezzava inequivocabilmente l’asta lungo tutta la sua lunghezza da sotto le coperte. Scostai le lenzuola, e lasciai che il mio bel cazzo facesse mostra di sé in tutta la sua bellezza. Lo lasciai libero dalle mie mani, per farglielo apprezzare a pieno. Fra un movimento e l’altro della lavatrice, mi era parso di sentire un gemito di Marcella! Mmmm….. la mia bella guardona… ora assapora questa mirabile visione! Mi leccai la mano guardando dritto nel buco della serratura bagnandola per bene con la mia saliva, poi la strusciai sul cazzo prendendolo in mano con decisione. Dalle 5 dita ne spuntava fuori ancora oltre metà! Era un’erezione potente e forte, che pulsava sotto le mie dita. Ansimai anch’io senza trattenermi, e senz’altro Marcella mi sentì. Gemette anche lei, e questa volta la sentii sopra il rumore della lavatrice! La bella porca si stava masturbando anche lei… a quanto pare apprezzava non poco lo spettacolino che le stavo regalando. Mmmmmmmmhhhhhh gemetti ancora, in modo profondo…. “Aaaaaahhh Aahh!” rispose lei più acuta che mai. Cazzo stava venendo! Io continuai a guardare dritto nel buco della serratura mentre mi masturbavo mostrandole con movimenti sensuali il cazzo e le natiche… mi giravo sul letto in varie posizioni, lasciando che potesse guardare tutto il mio corpo mentre la mia mano si agitava sul mio uccello!
La sentii venire con un impeto di godimento che quasi condusse immediatamente all’orgasmo anche me! Ansimai potentemente ma riuscii a trattenere l’orgasmo, perché ora doveva iniziare la parte migliore!
Appena sentii i suoi gemiti di piacere calare, mi alzai in piedi rivolto verso la porta e tirai fuori dalle pieghe delle lenzuola un bel cazzo di gomma grande e fiero come il mio. Mi diressi verso la porta e l’aprii verso di me. C’era Marcella con la canottiera abbassata e i seni di fuori, senza pantaloncini e con solo gli slip calati fin giù su una caviglia. Era seduta per terra con le gambe divaricate e la mano sulla fica. Tutta e 4 le dita dentro! Aveva l’espressione disfatta dal piacere, con la bocca ancora aperta e gli occhi chi mi guardavano bramando di potermi divorare di sesso. Appena la porta si aprì, Marcella disse solo queste parole: “Non sai da quanto lo volevo!” poi si avventò sul mio cazzo prendendolo quasi completamente in bocca in una sola mossa! Sentii la sua bocca calda avvolgerlo per buona parte… ma era troppo lungo per prenderlo fino a coglioni da sola. Vista la foga la volli aiutare, spingendo la sua testa contro di me e infilandogli il cazzo giù fino in fondo alla gola… “succhialo come si deve, ingorda!!” lei rispose con un verso gutturale dal profondo… allora io la spinsi ancora più contro fino quasi a farle perdere il respiro… iniziò a soffiare inondando di calda saliva i miei coglioni. Poi si scostò leggermente riprendendo fiato e poi lei stessa si rispinse fino in fondo alla gola il mio cazzo ormai impazzito per lei. Le piaceva ingoiarlo fino all’impossibile… fino quasi a lacrimare. Io ora ero in piedi senza fare nulla, nelle sue mani… o per meglio dire nella sua bocca che aveva iniziato a succhiarlo avidamente! E lei seduta a gambe aperte, spingeva la testa quanto più possibile contro il mio pube, mentre con le mani continuava a masturbarsi furiosamente. La presi da sotto le braccia e alzandola da terra le sfilai l’uccello di bocca, portandola con la fica in posizione per penetrarla mentre la reggevo in braccio, avvinghiata a me. Le infilai il cazzo nella fica con pochi colpi vigorosi, fino in fondo, mentre l’altro cazzo di gomma glie lo stavo strofinando fra le chiappe con la mano che la reggeva. Iniziammo a baciarci giocando con le lingue, e sentivo il sapore di lei misto all’odore del mio uccello. Aveva la bocca piena del mio sapore… e la cosa ci eccitava entrambi in modo animalesco. La portai così fino in bagno, dove lei aveva ammirato la mia erezione senza poterla assaporare solo una settimana fa. Ci appoggiammo alla lavatrice mentre io le spingevo il cazzo quanto più potevo sulle pareti della fica per farla sentire posseduta in modo selvaggio e farla godere al massimo. Intanto sembrava apprezzare il cazzo di gomma vicino al suo bel culo formoso e bagnato degli umori della sua fica che nei vari movimenti le erano colati un po’ dappertutto. Con una mano mi indirizzò ad infilarlo nel culo senza troppi complimenti “Riempimi il culo, riempimi il culo!” mi disse ansimando. Così mentre la sua fica era piena di me, il mio amico di gomma la stava riempiendo a dovere il buco del culo.
Venne espolodendomi in faccia un fiume di volgarità, mentre con le mani graffiava la mia pelle fino quasi a farmi male. Mi chiamava porco, animale da monta, chiedeva di essere chiavata come una cagna, diceva proprio che era una cagna in calore, che era la mia troia e che voleva prendere il mio cazzo dappertutto… I suoi graffi intanto mi procuravano un dolce dolore che si mescolava al piacere animalesco che stavamo provando nello stesso momento. Quando dai mei versi ormai incontrollabili capì che stavo per venire anche io, mi spinse la mano che manovrava il cazzo di gomma ancora più forte avanti e indietro nel suo culo, e si tuffò a bocca spalancata sul mio uccello appena tirato fuori dalla fica e ancora grondante dei suoi umori. Lo prese in bocca come se lo volesse inghiottire completamente… e così fece! Iniziai a schizzare sperma fino in fondo alla sua gola, e sentivo che ad ogni schizzo lei mi stringeva a sé con più forza per prenderlo tutto in gola. Subito dopo venne anche lei, godendo nel culo.
Volle finire di succhiarmi il cazzo fino all’ultima goccia, tenendolo a lungo in bocca fino a che non si ammosciò completamente. Poi, senza mai lasciarselo sfuggire dalle labbra, lo lasciò a riposo per qualche minuto limitandosi a dare qualche colpo di lingua (sempre tenendolo in bocca) lungo l’asta ormai molle. Me lo accarezzava con la lingua…. Poi, molto sapientmente, atteso qualche minuto, ricominciò delicatamente a leccarlo con più intensità, soffermandosi sulla cappella e massaggiandomi i coglioni con una mano. Io ripresi a masturbarle il clito infilandole anche due dita nel culo, nel suo ano ormai bello allargato. Lasciò naturalmente fare ricominciando a mugulare anche lei. Dopo altri minuti di piacevoli leccate e strofinamenti, il mio cazzo era tornato bello ritto e duro e la sua fica completamente fradicia di piacere. Ci spostammo nel letto dove iniziammo a leccarci a vicenda in una stupenda 69 interminabile. Io dopo la prima, per venire, ci metto un secolo! E sfruttai molto bene la cosa facendola godere ancora sia nella fica che nel culo questa volta senza il nostro amico di gomma. Poi venni di nuovo, questa volta meno copiosamente ma altrettanto intensamente spruzzandole in faccia e sui seni ogni goccia di piacere che non mancò di raccogliere con le dita e di leccarle guardandomi negli occhi.
Questa fu la volta che iniziai a chiavare la mia domestica divenuta nel tempo la mia complice ingorda. La prossima volta vi racconto cosa abbiamo fatto ieri…


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