i racconti erotici di desiderya

Prospettive

Autore: Etabeta34
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Commenti: 1
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Aron non si era mai ritenuto fortunato in amore, eppure gli amici gli invidiavano il successo con le donne.

Spesso poteva contare sulla disponibilità di quattro o anche cinque amiche disposte ad accettare un invito a cena da parte sua, dopocena compreso ovviamente, ma nelle sue storie d’amore non aveva mai avuto la fortuna di essere ricambiato. Le sue storie d’amore erano a senso unico, amava senza essere amato, era amato senza ricambiare.

Amava Vicky, di un amore che toglieva la fame ed il sonno, un amore capace di distruggere tutto il resto del suo mondo e di farlo bruciare di gelosia. Già, perché Vicky, che amava illuderlo, spesso non rispondeva alle sue telefonate o si faceva vedere in giro con altri uomini, o semplicemente aveva altri interessi. Una volta, dopo una serata trascorsa anche con altri amici in discoteca, la trovò nel parcheggio inginocchiata davanti ad un tizio appena conosciuto impegnata in un pompino, sorpresa casualmente dal fascio di luce dei fari della sua auto in manovra. Fu un colpo terribile, stette male per diversi giorni. Eppure bastava uno sguardo languido o accattivante, una moina per fargli scordare tutto e far rinascere in lui la speranza. I suoi capelli lunghi e biondi, il suo fisico prosperoso ma sodo imperavano nella sua vita e nei suoi sogni, anche in quelli ad occhi aperti.

Desiderava Vicky più di ogni altra cosa ed avrebbe fatto tutto pur di poterla avere, ma quelle poche volte che poteva passare del tempo con lei, non riusciva a vincere le sue resistenze e si ritrovava, insoddisfatto a tarda ora, a dover ricorrere a qualcuna delle sue “riserve” per soddisfare il desiderio che gli scoppiava nei pantaloni.

In quel periodo soleva ricorrere ad Antonia, una bella ragazza mora a cui piaceva scopare e si bagnava già se gli poggiavi una mano sulle tette o sul fondoschiena. La prima volta che Aron la scopò lo fece nel suo ufficio e subito si rese conto della disponibilità di Antonia, che gli avvolse il membro prima con la bocca, poi con la figa, senza negargli nemmeno il culo, anzi: “leccamelo per bene ti prego, bagnamelo tutto” diceva sistemandosi alla pecorina, “si, così, adesso infilamelo tutto” ordinava dolcemente mentre Aron eseguiva diligente accompagnato dai gemiti di lei. “Vieni, vienimi dentro, siiii cosììì… no! Non uscire ti prego, resta dentro!” Voleva che gli si sgonfiasse dentro, amava la sensazione di sfinire il suo uomo. Non finì così però: Antonia gradiva anche prendere il cazzo in bocca moscio e rilasciarlo ripulito nelle medesime condizioni, quindi si impegnò in un pompino che fece tendere allo spasimo il corpo di Aron che affondò fino in gola nel momento del massimo piacere: “Si dai, bevilo tutto”, la incitava mentre Antonia ingoiava senza problemi tutto il seme e continuava a trattenere la presa roteando la lingua sulla cappella, attendendo la perdita di vigore del suo amante. A letto sapeva trasformarsi in una vera troia. Proprio in quella occasione Antonia confidò ad Aron, dopo aver fatto l’amore, di eccitarsi facilmente e di faticare a contenersi, cosa che spesso rischiava di metterla in imbarazzo. Aron fu dapprima divertito dalla rivelazione, poi imparò a sfruttarla per i suoi scopi e mai informazione gli si rivelò più utile: quando si ritrovava eccitato e non aveva voglia di farsi una sega, trovava sempre una scusa per parlare con lei, magari nell’androne del portone. Bastava toccargli il culo per farla partire e più di una volta l’aveva scopata in maniera precaria nel sottoscala, nell’ascensore o nell’autorimessa, senza preoccuparsi dei sentimenti che la ragazza nutriva nei suoi confronti, ma usandola senza ritegno.

Antonia amava Aron così come Aron amava Vicky, con la differenza che mentre lei riusciva comunque ed in qualche modo a fare l’amore con il suo amato, Aron scopava Vicky solo nei suoi sogni.

“Amore, auguri per il tuo compleanno” gli disse civettuola al telefono, “ho pensato di farti un regalo speciale: stasera vengo da te e ti faccio una sorpresa, spero che ti piaccia!” concluse allusiva e senza vergogna, sicura che Aron non avrebbe resistito e non avrebbe obiettato. Infatti Aron non solo non stava nella pelle per la felicità, ma addirittura annullò la cena con gli amici che aveva organizzato per l’occasione. Quando suonò il campanello passeggiava nervosamente già da mezz’ora dietro la porta. Vicky gli si presentò davanti bellissima come non l’aveva mai vista, senza dire una parola, sicura di se gli buttò le braccia al collo e lo baciò. Aron fece uno sforzo per non svenire dalla gioia, poi riuscì a chiudere la porta e ricambiò il bacio. Non si staccarono praticamente fino al divano, dove si spogliarono vicendevolmente, senza fretta e senza foga. Aron gustava quei momenti e baciava Vicky dappertutto, incredulo, sui seni, sui fianchi, sulla figa. La leccò a lungo, non riusciva a smettere, la teneva salda con le mani e Vicky riuscì con fatica a girarsi per unirsi in un sessantanove che rischiava di sciogliere Aron. Quella sera Aron fece l’amore per la prima volta con Vicky, ma forse fece l’amore per la prima volta nella sua vita. I movimenti dei suoi fianchi erano lenti e dolci mentre le era sopra, cauti e misurati mentre la prendeva da dietro, non secchi e profondi come usava fare con Antonia. Gli venne dentro con tutto l’amore di cui era capace e non le sporcò il viso come ormai era consuetudine con Antonia. Continuò per tutta la notte e pareva non accusare la stanchezza, gli pareva di vivere un sogno e non riusciva a sfamare la sua voglia accumulata nel tempo, era certo di poter andare avanti all’infinito. Vicky sembrava così innamorata che Aron finì per crederci, dimenticando tutto quello che aveva dovuto subire in passato. Era letteralmente al settimo cielo, talmente felice che non riusciva a pensare ad altro. Il giorno dopo rispose bruscamente ad una telefonata di Antonia, anzi le disse brutalmente che non voleva più sentirla perché ormai faceva coppia fissa con Vicky ed era con lei e solo con lei che voleva passare il suo tempo. Purtroppo per Aron, il gesto di Vicky non era altro che un addio, una specie di buonuscita per il tempo e le attenzioni che le aveva dedicato: l’ennesima carognata. Ora era in partenza per l’Australia, “una scelta di vita” gli aveva detto qualche giorno dopo.

Oggi, a distanza di anni, Aron riesce a vedere con la giusta prospettiva nel suo passato, non si innamora nemmeno più, a cinquanta anni conta già il tempo che lo separa dalla pensione e di Vicky non ricorda più nemmeno il colore degli occhi, ma non gli interessa. Antonia invece le torna spesso in mente, ma non ha più sue notizie: purtroppo non è altro che una miniatura su Facebook che non ha nemmeno risposto alla sua richiesta di amicizia, mentre gli amici continuano ad invidiargli il successo con le donne.



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Astarix Invia un messaggio
Postato in data: 25/06/2010 09:00:33
Giudizio personale:
Racconto ben fatto e vicino alla realtà nella quale vivono molti uomini.


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