i racconti erotici di desiderya

Pomeriggio dalla padrona

Autore: Schiavetto71
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Mi sono presentato a casa di Padrona Giuliana la quale mi ha portato direttamente in bagno e mi ha ordinato di spogliarmi completamente mentre la sua schiava Luisa stava preparando un clistere.

Padrona Giuliana era vestita di nero con scarpe aperte a tacco alto, calze auto reggenti, gonna corta e aderente, una camicia bianca mezza aperta che lasciava intravedere ogni tanto le forme.

La schiava Luisa era anche lei con tacchi alti ma con stivali, calze nere con gonna sempre aderente e un top elastico con le spalle scoperte.

La Padrona si sedette e ordino' a Luisa di farmi il clistere, io rimasi li' nudo e Luisa delicatamente mi fece mettere in ginocchio e la padrona appoggio un suo piede sulla mia schiena e Luisa mi infilo' il clistere e apri'.

Poi mi ordino' di sedermi sul water e di fissarla negli occhi mentre lei si era messa in piedi di fronte a me e quindi ho cominciato a pulirmi fissandola mentre il suo viso sorrideva soddisfatta; dopo di che' lei andò via e ordino' a a Luisa di prepararmi.

Mi diede calze auto reggenti, delle scarpe rosse a tacco alto e una veste bianca a fiorellini a pezzo unico che finiva a gonnella svolazzante, poi mi mise un maschera per coprire il viso e mi lego' le palle e ci attacco' un collare che dovevo tenere al polso per il momento.

Lei ando' dalla sua padrona e mi disse di aspettare che mi chiamasse.

Dopo qualche minuto sentii la Padrona che mi chiamava e allora presentai nella stanza dove trovai la mia padrona seduta sul divano con seduta a fianco Luisa.

La Padrona mi ordino di sfilare davanti a lei sculettando e cercando di provocare, e io da brava troietta ingenua camminavo davanti a loro mettendo in evidenza il mio culo e succhiandomi un dito e accarezzandomi le cosce ogni tanto.

Poi a un gesto della Padrona Luisa si alza e si avvicina a me mi accarezza e io accarezzo lei e come 2 lesbiche ci tocchiamo, poi la Padrona disse a Luisa di scoparmi e lei prese da un tavolo li' vicino un po' di unguento e mi unse la fighetta e poi lentamente come comincio a sondarmi e io dolcemente mi chinavo fino a rimanere a carponi con il culo ben alto e voglioso e intanto ansimavo dalla voglia, mi lasciarono in attesa per qualche minuto e poi Luisa si mise dietro di me e mi cavalco dolcemente e io ansimavo per la gioia della Padrona.

La Padrona si alzo' e prese il collare che avevo alle palle e da dietro Luisa comincio' mettendolo in tensione mentre Luisa mi pompava.

Io ansimavo a gemevo dal piacere e alla Padrona questo piaceva, quando Luisa era prossima a venire si fermo', cambio il preservativo e si mise davanti a me, la padrona mi tiro' ancora e mi prese i polsi e ci fece un giro con il guinzaglio per tenermeli dietro, ora ero in ginocchio con la padrona dietro e Luisa davanti.

La Padrona mi disse se mi piaceva il cazzo e io vogliosa dissi di si; mi teneva anche per il capelli e voleva vedermi con la bocca aperta e allungare la lingua per poter arrivare a leccare anche solo la punta della cappella ma non ci arrivavo. Lentamente la Padrona mollava un po' la pressa e allungandomi pian piano riuscii a leccare appena e poi sempre meglio fino a poterlo ingoiare con ingordigia. Mi fece continuare fino che' Luisa ansimando arrivo' a sborrare e sentivo il preservativo in bocca caldo e pieno.

Allora la Padrona mi allontano' da Luisa e io mi misi ginocchio li' vicino e Lei le sfilo' il preservativo, gli fece aprire la bocca e glielo vuoto tutto dentro.

Poi la Padrona si giro' verso di me e si avvino' e prese il guinzaglio mettendolo da dietro e tenendolo teso verso l' alto e mi ordino' di sedermi sul pavimento a gambe aperte; feci abbastanza fatica perché le palle mi si schiacciavano sul pavimento perché la padrona tirava facendo in modo che stessero sotto, poi mi fece leccare per bene la scarpa, il tacco e mi ordino di leccare bene sotto la suola e di ungerla bene se volevo non soffrire troppo, non capivo ma lo feci pensando che altrimenti ci sarebbe stata una punizione e quindi lavorai di saliva sotto la sua scarpa.

La Padrona quando fu soddisfatta del mio lavoro abbasso il suo magnifico piede lungo il mio inguine per incastrare il mio clitoride tra il tacco punta della sua maestosa scarpa.

Ero in una situazione bloccante e lei mi disse che di muovermi e godere in quella situazione, potevo con le mani accarezzarle la coscia che si ergeva sopra di me e muovendomi tra dolore e eccitazione ansimavo e le leccavo la coscia che avevo davanti fino ad arrivare all'orgasmo e gettare il mio sperma sul pavimento.

Lei era impassibile, non si muoveva e si limitava insultarmi e a trattarmi da cagna quale ero, quando vide fluire schizzi sul pavimento tolse la scarpa e mi fece chinare e leccare tutto fino a non lasciarne traccia.

Poi mi congedo' insieme a Luisa dove andammo in bagno per pulirci e sgattaiolare fuori dalla sua casa.





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