i racconti erotici di desiderya

Occhio per occhio


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Occhio per occhio

Mario era arrivato in forza al terzo deposito nord extraurbano circa due anni prima, e già la sua fama di donnaiolo lo aveva preceduto. Circa trenta anni occhi chiari capelli neri ricci, fisico massiccio, ma non grasso, era un vero mattatore, a lui le donne cadevano letteralmente ai piedi. Non che noi non trovassimo da scopare, ma lui non aveva nessun riguardo per niente e per nessuno, il suo motto era : se vuoti le palle una volta al giorno ti togli il medico di torno. E per seguire il suo credo non guardava in faccia a nessuno, fica, solo fica, che fosse giovane o vecchia a lui non faceva differenza. Arrivò pure a violare una regola mai scritta che tutti noi rispettavamo sempre: mogli, e figlie di colleghi = intoccabili, da difendere sempre, anche se non le proprie. Invece lui si scopava anche la moglie di due colleghi più giovani che nemmeno se lo meritavano. Io all’epoca avevo trentacinque anni, scapolo, passavo per uno a cui la fica non mancava, e tutti riconoscevano che in fatto di donne avevo sempre le migliori, e tanta discrezione . Vivevo in un appartamento sotto a quello di mio fratello morto di cancro sette anni prima, e la sua vedova, e mia nipote erano tutta la mia famiglia. Elena mia cognata era una bella donna, circa trentotto anni portati benissimo,non si era risposata, anche se io le avevo detto di farlo, tanto la vita deve andare avanti, ma lei viveva per Martina sua figlia, una splendida ragazzina appena maggiorenne , timida e molto introversa. Alla morte del padre aveva riversato su di me tutto il suo affetto paterno, tanto che in quella casa io ero Matteo, ne zio, ne padre, ma solamente Matteo, la persona fidata a cui ricorrere in ogni occasione. Con loro io ci pranzavo, o cena, a seconda dei casi, eravamo andati anche in vacanza insieme negli ultimi due anni. Devo dire che un bel pensiero su mia cognata lo avevo fatto, specie quando in Corsica si era messa nuda a prendere il sole in spiaggia, e pure mia nipote, tanto con suo padre lo facevano sempre. Veder quella bella donna vicino, nuda mi aveva fatto un certo effetto, ma non so perché ne io ne lei andammo oltre il guardarci i rispettivi corpi. In ogni caso fra noi c’era una bella complicità. Un giorno mi sono accorto per caso che dalla sua macchina di Mario era scesa mia nipote, non potei al momento fermarmi per chiedere spiegazioni, ma la sera giunto a casa chiesi in maniera molto discreta a Martina come mai era con lui. Sul primo cercò di negare, ma vista la mia faccia determinata mi raccontò tutto. Il bastardo l’aveva sverginata. Con calma mi feci raccontare come: tu sai che io torno con la corsa delle 13,35, questa settimana passata c’era Mario, mi ha fatto un sacco di complimenti, mi trattava bene, mi diceva la nipote di Matteo è la più bella di tutte. Martedì scorso una mia compagna di banco, quella con i capelli gialli e rossi, la Susy, mi dice se per favore le restituisco il pacchetto di sigarette al suo ragazzo che torna con il mio bus. Io ho preso il pacchetto e senza guardarci dentro mi sono avviata al capolinea. Giunta vicino al bus Mario mi dice se ho una sigarette che lui le ha finite, io dico di no, ma lui vede il pacchetto e mi dice che se glie ne do una poi lui ne restituirà un pacchetto intero al ragazzo. Io gli do il pacchetto, lui lo apre e mi dice: a signorina, qui si fuma pesante e mi fa vedere due sigarette fatte a mano messe insieme alle altre. Io dico che non è roba mia, ma lui dice che quella è erba, che lo dirà a te, e che dato che la Susy è la figlia di un poliziotto crederanno che la roba era mia non sua. Sono stata presa dalla paura, e così oggi ho marinato la scuola, e sono stata con lui, credevo di cavarmela con poco, ma lui ha voluto prima che glie lo prendessi in bocca, e poi mi ha scopato. È stato bruttissimo, mi ha fatto tanto male e basta, non aveva mai fatto nulla, e credevo fosse più piacevole, lui è venuto quasi subito dentro, e poi mi detto: bene puttanella, vedrai che la prossima volta ti piacerà di più. A quelle parole guardai interrogativamente mia nipote, ma lei mi disse: tranquillo prendo la pillola dall’anno scorso, mi serve per regolare il mio flusso e ciclo che erano troppo abbondante ed irregolare, e visto che sono carente di ferro la ginecologa me la fa prendere. Una rabbia mi assalì, lo avrei strozzato con le mie mani, fino che ti scopi una donna passi, ma sverginare una ragazzina come lei no, questo era troppo. Il giorno dopo dentro il bar interno al deposito principale lo vedo e la mia rabbia esplode tutta, BASTARDO !!!!! era solo una ragazzina di appena diciotto anni, e per di più vergine, sei un porco, lo prendo per la giacca e lo sbatto al muro … lui mi guarda stupito, che cazzo vuoi, lo voleva lei, e poi ti brucia perché la volevi sverginare tu … la mia rabbia è alle stelle, ci dividono i colleghi, me la paghi , questa me la paghi bastardo, e vengo trascinato fuori mentre lui si ricompone e dice alle persone presenti … me lo ha chiesto lei …. Nessuno gli crede , ma oramai la guerra e scoppiata. Mi metto ha caccia di tutte le notizie che posso trovare su quel porco, vita morte e miracoli … scopro che è sposato con una bella moglie che si chiama Milena, che non la fa lavorare perché ha paura che glie la scopano, è geloso, un maschilista che tratta la moglie come un suo oggetto personale. Ma ho scoperto che la tipa la mattina va a correre lungo un tratto del fiume dove la comunità montana ha ricavato un percorso verde di circa otto km. Allora mi apposto davanti a casa sua, vedo la donna partire e pure io mi reco sul posto. Lei scende, si incammina lungo il fiume,io le sto dietro di circa quattro o cinque metri, il percorso è deserto, si riempie solo il sabato e la domenica. Il giorno successivo torno sul posto, lei arriva puntuale, io faccio finta di allacciare le scarpe e le do un po’ di vantaggio, ma fatti un centinaio di metri lei si gira, rallenta e mi aspetta … le spiace se corriamo insieme ? sa qui è sempre deserto e così mi sento più tranquilla, mi chiamo Milena, piacere,sono Matteo. Corriamo parliamo del più e del meno, quando arriviamo in cima c’è un piccolo bar, le offro da bere, ma lei rifiuta, almeno un bottiglietta d’acqua, accetta, torniamo indietro e per quel giorno è finita lì. la settimana passa correndo, il venerdì lei mi dice domani non vengo, ci vediamo lunedì. Il sabato mattina dato lavoravo il pomeriggio vado a vedere il bastardo cosa fa, alle otto esce dal deposito, prende la strada del parcheggio del mercato settimanale, poi si mette al telefono, e poco dopo arriva una tipa sciatta che lo saluta, sale in macchina con lui e via verso la collina, dove dietro al bosco ci sono delle radure dove si ferma, io faccio il giro al contrario, e mi metto dietro ad un cespuglio, lo spio, la tipa lo sbocchina un poco, poi lui la scopa, lui poco dopo viene, io me ne vado. Il lunedì quando arrivo al parcheggio del percorso verde lei è già lì mi saluta con molto calore, ci mettiamo a correre piano, lei ha voglia di parlare,mi dice che ha passato una noiosa domenica, suo marito lavorava, e lei si è annoiata a morte, non vedeva l’ora di tornare a correre, tu che lavoro fai? Conducente di linea, a come mio marito, è chi è tuo marito? , le chiedo, si chiama Mario ***, si ne ho sentito parlare, lo conosco di vista, ho mentito, tanto ero sicuro che lei non avrebbe chiesto conferma a lui. Allora spero che non mi tradirai, lui non sa che vengo a correre,figurati, sarò muto come un pesce. Certo che io con una moglie bella così ci correrei insieme, ma tu sei sposato? No vivo solo, allora sai quante avventure, magari mi vuoi sedurre …. E giù a ridere. Perché se volessi sedurti credi che avrei qualche speranza? No, proprio no, sono fedele a mio marito, lui lo è con me, ma sei sicura, è un autista anche lui, se non lo fosse sarebbe peggio per lui, e questa era musica per le mie orecchie … che faresti se lui ti tradisse? Che farei, lo ammazzo, ma prima lo farei soffrire molto. Come sei drammatica, oggi un traditore non si uccide più, ci sono sistemi più raffinati, ma tanto lui ti è fedele, e tu sei tranquilla. Lei mi guarda con aria poco convinta e mi chiede, se lui mi tradisse tu lo sapresti, e me lo diresti? Io no, primo perché non sarebbe giusto, lo devi scoprire da te, secondo se lo ammazzi io sono tuo complice e non voglio andare in galera . La vedo perplessa, sono riuscito a insinuarle qualche dubbio, ieri lui ha lavorato, ma non ne sono troppo sicura, il suo cellulare era sempre irraggiungibile, quando e tornato era stanco, e io gli ho chiesto perché non si era fatto sentire,avevo il cellulare scarico, e poi è andato a fare la doccia, io ho preso il cellulare, era perfettamente carico, e guardando l’ultimo numero c’era un numero che non conosco, ho fatto una copia del numero sul mio cellulare e questa mattino da una gabina telefonica l’ho chiamato, mi ha risposto una voce di donna. Non so cosa pensare,ma se mi mette le corna giuro che glie la faccio pagare cara. A parole si dicono tante cose, ma saresti sicura di volerlo, bisogna primo essere sicuri, poi determinati, altrimenti non serve a nulla. Lei mi guarda e mi chiede cosa sai sul suo conto, ora è tesa, vede che io nicchio, ma mi attacca decisa, parla, per piacere parla. Tuo marito ha rotto i coglioni a tanta gente, ma se vuoi una risposta alla tua domanda dovrai aspettare domani. Smettiamo di correre, lei si gira e mi dice: domani mattina tu mi rispondi, chiaro? Ok , vedrai che avrai tutte le risposte. La mattina successiva arriva puntualissima, tesa come una corda di violino, ha l’aria di chi ha dormito poco, sei proprio sicura? Se mi tradisce sono pronta a fargliela pagare carissima, qualunque costo, guarda che ti prendo in parola, te lo giuro, mi dice e ci incamminiamo con la mia macchina verso la radura dietro la collina, ho visto che ha cambiato turno per avere due ore libere e quindi è li di sicuro. Arriva dietro la radura ci incamminiamo e poco dopo vedo la macchina sua parcheggiata al limite del bosco, dentro la tipa del sabato lo sta succhiando con molta passione, lei ha un gesto di rabbia, ma io la blocco. Calma, dammi retta resta calma, la vendetta è un piatto che si mangia freddo, se vai li ora rischi che lui ti riempie di botte,così sei cornuta e bastonata, ma se mi dai retta vedrai che sia tu che io avremo la nostra vendetta. Lei mi guarda e tu cosa c’entri? Il porco di tuo marito ha sverginato mia nipote , nella maniera più vile che io conosca, con il ricatto. Lei rimane impietrita, con una ragazzina, che porco, ma lo ammazzo … no , sta ferma, ti dico io come fare, credimi, avrà ciò che merita, ascoltami, se vuoi fargliela pagare dobbiamo fare così ……, le espongo tutto il mio piano, senza tralasciare nulla, nudo e crudo,lei non perde una parola,alla fine le dico, mi dici domani se ti va, ma lei determinata mi risponde subito ok, va bene,ma saremo in grado di farlo? Stai tranquilla, vedrai che le pagherà tutte . li mattino dopo ci appostiamo al solito posto, armati di macchina fotografica digitale e video camera, il porco arriva con la maiala di turno. E noi giù a scattare, la sua rabbia cresce da paura,ma riesco a tranquillizzarla, il venerdì addirittura c’è Susy, io rimango schifato da come la tratta, lei mi guarda e mi domanda se è mia nipote, io dico no, ma è figlia di un poliziotto, se suo padre vede come la sta scopando lo ammazza davvero, possiamo anche andarcene, domani ci dobbiamo preparare per la seconda fase. Allora, giovedì è il suo compleanno, sei sicura di riuscire a convincerlo? Stai tranquillo, sono docile e dolce da morire, non riuscirà a dire di no. Il sabato sera torno dal lavoro alle 20 circa, mia cognata scende a dirmi se voglio mangiare, non ho molta fame, lei mi chiede se sono molto stanco, sai Martina è da alcuni giorni che la vedo strana, non mi dice nulla,ma io vedo che c’è qualche cosa che non va. A tale proposito volevo chiederti che visto che fa caldo magari domani si poteva andare al mare … io la guardo e trovo che sia una buona idea,cambiare aria le farà bene. Elena mi viene più vicino e mi dice : veramente avrei pure io una cosa da chiederti, sai se domani andiamo al mare io avrei un triangolino di pelo un po’ in disordine, e dato che non sono andata dall’estetista mi chiedevo se potevi prestarmi un tuo rasoio. Va bene non c’è problema, ma lei insiste, veramente io non so nemmeno come si usa, quindi sarebbe meglio se me lo facessi tu, tanto mi hai vista nuda tante volte che credo non ci siano problemi. Devo dire che la prospettiva di rasare Elena, e restare calmi era cosa veramente dura,ma la presi per mano ed entrammo in bagno, la feci sedere sopra un piccolo sgabello e dissi di spogliarsi,lei si tirò su la gonna e un piccolo perizoma bianco era tutto quello che separava la sua fica e le mie mani, il mio cazzo prese a gonfiarsi,lui non voleva restare calmo. Feci il lavoro alla perfezione, la sua fica era quanto di più bello che si potesse desiderare, lei si era eccitata, a lavoro finito le misi uno specchio in mezzo alle gambe e lei vide l’opera finita. Bella disse ,meglio della mia estetista, bravo, e così facendo le nostre bocche si unirono in un bacio sconvolgente e furioso, sembrava che entrambi non ne potevamo più di aspettare, interminabile e bello, alla fine i nostri corpi erano una cosa sola. Io esitavo, averi voluto portarla a letto e farla impazzire,ma lei mi disse: aspetta, ancora un po’, ho bisogno di trovare il momento giusto, ti voglio,ma lo voglio fare bene, con calma, ancora non mi sento pronta,ma … detto questo si rimise seduta e le sue mani aprirono i miei pantaloni, il mio cazzo saltò fuori , teso, duro,erano alcuni giorni che non scopavo, lei lo portò alle labbra e cominciò il più bel pompino della mia vita. Lo succhiava, l’ingoiava tutto, e poi lo lasciava uscire,lentamente, roba da infarto!!!!, non mi riuscì a resisterle a lungo, le dissi ….. vengooooooooo….. e una copiosa sborrata le riempì la bocca. Ingoiò tutto, non ne uscì neanche una stilla, pulito bene lo rimise dentro e disse: ” signor Figaro il pagamento del suo lavora è sufficiente” ? dovetti appoggiarmi per non cadere, la tirai verso di me, la baciai, aveva in bocca il sapore del mio sperma, pagamento perfetto !!! torni quando vuole, e prenditi tutto il tempo che vuoi , io sarò qui ad attenderti, mi fece una carezza sul viso, e disse a domani. Il giorno dopo andammo a Marina di Albarese, dove c’è una spiaggia nudista, Elena nuda era uno spettacolo, ma Martina era sempre triste e taciturna, la invito a fare il bagno, quando l’acqua ci arriva alle ginocchia le chiedo cosa c’è? Lei esita e poi mi dice che non le va giù che quel bastardo sia riuscito a scoparla così ingenuamente. Io la guardo, nuda è la madre con meno anni, le dico di lasciar perdere, vedrai, un di questi giorni ti racconto una storia che ti farà felice, per ora promettimi che oggi ti rilassi, prendi il sole, ti fai ammirare da tutti i maschi della spiaggia, e non pensi ad altro, promettimelo. Le spruzzai l’acqua addosso, e le tornò il sorriso. La sera al rientro mentre mettevo la macchina in garage Elena mi disse: non so cosa le hai detto, ma so che funziona, grazie. Il giovedì scattò la trappola per il porco, alla sera Milena lo bendò, e lo condusse dentro un casolare di campagna di uno di noi, quando fu dentro lo fece sedere, quattro mani forti lo legarono a una sedia di metallo con delle fascette reggi fili di durissima plastica che non si rompono mai, lui rimase sorpreso, lei gli mise un cerotto sulla bocca e levò la benda. Mario era sbigottito, incredulo, non poteva parlare, la scena davanti a lui era la seguente: nove persone nuda, sua moglie,li, lui legato come un salame e Elena disse: cari signori, questo cornuto è mio marito, a lui piace scopare con tutte le troie che gli capitano a tiro, lui fece di no con la testa, lei apri un portatile e tutte le foto erano in bella mostra, allora ho deciso,lo voglio fare cornuto con tutti voi , per cominciare, poi mi faccio firmare i fogli per il divorzio, ma non subito, prima mi voglio scopare mezza città, poi vedremo, per ora vorrei che mi scopaste al massimo, facciamo vedere a questo bastardo cosa si è perduto in tutto questo tempo andando con tutte le sue puttane …. Detto questo si dette in mano mia, lui scoppiava, cercava di urlare, sciogliersi, ma era inutile, intanto noi iniziammo a spogliare e toccare Elena, cazzi le furono dati da succhiare, la presi io per primo, ma lei a voce alta mi chiese di farle il culo, visto che lui diceva che solo le puttane lo danno. Gli lubrificai l’ano e entri in lei più delicatamente possibile. Ma lei urlò … sfondami … . . .. fammi male ….. rompimi …. Siiiiiiiiiii cosiiiiiiiiiiiiiiii e a quel punto tutti noi iniziammo a scoparla alla grande, i vengoooooooooooooooo non si contarono, e alla fine tutti eravamo venuti dentro lei almeno due volte, anzi alcuni anche tre. Soddisfatta disse di slegarlo … TROIAAAAAA .. … .PUTTANAAA TI AMMAZZOOOO…. Urlò , lei molto calma ci guardò, ragazzi tenetelo fermo che mi deve firmare i documenti …. NON TI FIRMO UN CAZZO!!!!! … lei gli mollò il più sonoro ceffone che abbia mai visto, se non firmi faccio vedere questo video ad un certo poliziotto che sicuramente non gradirà troppo come maltratti sua figlia ….. gli si gelò il sangue, sottomesso firmò tutto, lei dette a me le carte, tienile tu, lui me le potrebbe riprendere e distruggere. Tieni tutto anche il video …. umiliato, sconfitto fu invitato da lei ad uscire … vattene … cornuto, io prima mi faccio scopare di nuovo da questi veri uomini, poi vado a caccia per la città , e quando torno forse se la mia fica è piena di sborra te la farò leccare. Tenne duro un solo anno, lei lo umiliò più e come potè poi divorziarono e sparirono dalla città, io convivo con mia cognata, e mia nipote oggi è mamma, ma per lei sono sempre il suo amore ….





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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Carino6423 Invia un messaggio
Postato in data: 08/05/2009 13:49:25
Giudizio personale:
I tuoi racconti sono molto eccitanti e tracinano all\'appagamento dei sensi, grazie, ottimo.

Autore: Marittiello 2007 Invia un messaggio
Postato in data: 07/05/2009 23:22:25
Giudizio personale:
OTTIMO!!!! quel figlio di p......ha avuto la giusta lezione!!


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