i racconti erotici di desiderya

Mattina di un giorno di ferie

Autore: Cp_roma
Giudizio:
Letture: 1714
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Mattina di Gennaio, fredda ma tersa e bellissima.

Approfittando di qualche giorno di ferie prima dell'Epifania abbiamo accettato l'invito di un singolo conosciuto in cam.

In un orario assolutamente inconsueto ma in un luogo assolutamente consueto, il classico motel all'inizio della Pontina a mezzogiorno. Il freddo impone a mia moglie un tailleur non troppo leggero sotto il cappotto, ma sotto la giacca del tailleur i seni viaggiano liberi e scoperti mentre sotto la gonna le mutandine spiccano per la loro assenza.

Ho sposato una donna che in certe occasioni ama sentirsi nuda nei punti che contano, si sente stuzzicata dai segnali che il suo corpo le manda e che che le ricordano cosa sta facendo.

Ci incontriamo in un autogrill sul Raccordo Anulare. Ci riconosciamo immediatamente quando siamo ancora tutti e tre in macchina: due o tre sessioni di cam saranno pure servite a qualcosa. Bacio sulle guance a lei, stretta di mano a me.

Seduti al tavolo in una sala quasi vuota si parla di ciò che è avvenuto in cam, Roberto le esprime la sua soddisfazione per averla vista esibirsi con i vibratori. L'espressione sul viso di lei è un invito esplicito, e non ci vuole molto perchè tra una chiacchiera e l'altra una mano del tizio si insinui sotto la gonna di mia moglie. Lei lo lascia fare e continua a sorridergli, la mano sale ed iniziano gli sguardi curiosi dei camerieri. E' tempo di alzarsi ed andarsene.

Lei in macchina con Roberto, io dietro che seguo con la mia macchina. Non mi resta che immaginare ciò che so che sta avvenendo, le gambe della mia consorte aperte quel tanto che basta, la mano destra di lui che fruga ed esplora mentre guida. Figuriamoci se non ne approfitta, non deve nemmeno prendersi il disturbo di scostarle le mutandine, non ci stanno. L'andatura è lenta, non mi stupirebbe che lei gli stia pure massaggiando il pacco. Arriviamo al motel. Parcheggiamo le auto.Lui va a pagare la stanza lei mi guarda languida seduta nella macchina dell'altro. Mi informa che Roberto le ha detto che vorrebbe rimanere solo con lei.

Un po' mi dà fastidio questa richiesta, la riformulo a mio uso e consumo, giusto per sentirmi meglio. Le dico che è più probabile che sia lei talmente troia che vuole divertirsi lasciando suo marito ad aspettarla in macchina. Mi guarda tra lo svampito ed il beffardo e non si prende la briga di negare. Roberto torna, la fa scendere dalla macchina, la prende sottobraccio e si dirigono in camera.

E' uno di quei motel fatti apposta per questo genere di necessità. Io li chiamo con il loro vero nome, "scorticatoi". Le camere stanno direttamente a livello della stradina interna del fabbricato. Li guardo entrare e non mi rimane che tornarmene in macchina.

So benissimo cosa sta accadendo, è come un film che mi gira nella mente, un film visto dal vivo già molte e molte volte.

Vedo nella mia mente il tailleur di lei che scivola a terra mentre la bocca avida del nostro amico starà mordendole senza troppo riguardo i capezzoli, vedo le sue mani che con rapacità si insinuano nelle intimità della mia donna, facendola sciogliere di piacere.

Mi chiudo in macchina, c'è un ventaccio gelido. La mia mano scivola nella patta dei pantaloni, si chiude delicatamente attorno al membro ed inizia un lento massaggio che va a sommarsi al piacere provocato da quelle immagini mentali, vivide e pulsanti come se fossero vere.

Passano una ventina di minuti. Mi viene l'idea di cercare di capire in quale stanza stanno. Mi dirigo nel corridoio che hanno imboccato prima loro due. Ho un po' di timore che qualche inserviente mi becchi, ho proprio l'atteggiamento del guardone che origlia alle porte delle camere, che poi è esattamente ciò che sto facendo. L'edificio è deserto, per fortuna, il personale se ne sta nell'area principale, a mezzogiorno i clienti sono rari.

Cammino in silenzio e mi fermo davanti ad ogni porta trattenendo il respiro. Alla fine ho un tuffo al cuore. Sento un sospiro di lei.

Mi avvicino alla porta guardandomi alle spalle. Sento un gemito di mia moglie, seguito da una serie di altri tenui lamenti.

Non posso sapere cosa Roberto le stia facendo, ma ho una violenta erezione. Ascolto con attenzione, non mi pare di percepire il movimento ritmico del letto. Torno sui miei passi per controllare la situazione. Nessuna cameriera nei paraggi, nessuno che stia controllando. Benone.

Torno ad origliare. Passano diversi minuti senza percepire nulla. Poi finalmente la voce di lei prodursi in un "siiiiii" prolungato, e una serie di singhiozzi soffocati e smozzicati. Adesso mi arriva attutito il rumore ritmico della spalliera del letto. Non ci vuole un genio per capire che Roberto se la sta scopando di gran carriera. Vorrei poterli guardare per farmi una bella sega davanti a loro, ne avrei tutto il diritto, porca miseria, ma so che lei gode anche del fatto di trovarsi da sola con Roberto. So anche che io non ci riesco mai a farla urlare in quel modo, eppure non mi manca nulla come amante. La differenza è che farsi scopare dal marito è un fatto normale, mentre farsi scopare da un tizio conosciuto in chat in una stanza di motel è tutta un'altra faccenda. Spero solo che Roberto sia un tipo corretto e che lei non sia "partita" al punto di farselo mettere dentro senza preservativo. Sento uno scalpiccìo fuori dell'edificio e mi allontano velocemente dalla porta e da quelle insane considerazioni.

Me ne torno in macchina, non mi va proprio di fare una figuraccia o di rischiare di essere cacciato via in malo modo dal motel.

Torno ad abbandonarmi alla mia immaginazione. Che razza di troia è mia moglie, ma credo che sia forse la ragione fondamentale per cui ne sono ancora così innamorato dopo tutti questi anni passati insieme. Non mi fa certo mancare stimoli ed emozioni. Chissà che razza di pompini si sarà fatto fare il nostro Roberto. Spero che glielo abbia sbattuto in gola per bene, dovrà pur essere successo qualcosa là dentro che le abbia fatto rimpiangere la mia presenza.

Un'ombra mi passa vicino, mi prende un accidente perchè sto in macchina come un cretino con il cazzo in mano, prima di rendermi conto che è solo un maledetto gatto che cammina sul muretto vicino. Decido di distrarmi un po', esco dal motel e me ne vado in una strada vicina, trovo un'edicola e acquisto un quotidiano. Trovo un bar e prendo un'aperitivo. Alla faccia di quella troia, mi dico per un attimo, rendendomi conto che in verità è lei in questo momento a servirsi di ciò che più le piace alla faccia mia....

Torno al motel sono passate quasi due ore da quando hanno iniziato. Trovo i due piccioncini a chiacchierare appoggiati alla mia macchina.

Mia moglie mi butta le braccia al collo e mi dice baciandomi quanto Roberto l'ha fatta divertire. Non ho fretta di chiederle nulla, tanto stasera le infilerò nella fica il suo cazzo di gomma preferito (quello nero) e lei mi snocciolerà per filo e per segno tutto quello che è successo.

Ci si saluta ripromettendoci di rivederci presto.

Sorrido dentro di me a queste promesse, so benissimo che non lo rivedremo più.









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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Ibiscogiallo Invia un messaggio
Postato in data: 08/01/2007 08:50:45
Giudizio personale:
bel racconto, scritto con sensibilità, lascia libera l\'immaginazione di quel che sia accaduto e questo è molto eccitante, c\'è da chiedersi quanta fantasia guidi la mano dello scrittore o scrittrice, ma questo fa parte del gioco, vero?
Saluti G. e V. giuvedi@virgilio.it

Autore: Ibiscogiallo Invia un messaggio
Postato in data: 08/01/2007 08:48:01
Giudizio personale:
bel racconto, scritto con sensibilità, lascia libera l\'immaginazione di quel che sia accaduto e questo è molto eccitante, c\'è da chiedersi quanta fantasia guidi la mano dello scrittore o scrittrice, ma questo fa parte del gioco, vero?
Saluti G. e V. giuvedi@virgilio.it


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