i racconti erotici di desiderya

L'ultima barriera 2010

Autore: Paolapino
Giudizio:
Letture: 983
Commenti: 1
Dimensione dei caratteri: [+] - [ - ]
Cambia lo sfondo
“ Ciao Pino, sono Giuseppe, Giuseppe di Como”
Resto per un attimo interdetto. Non credo di avergli dato il cellulare normale al quale è arrivata la chiamata e la sua voce mi causa un certo disagio qui in ufficio.
Sto lavorando ad un paio di progetti importanti e gli chiedo di richiamare tra un’ora e lui si scusa e mi chiede di potermi incontrare, qui a Parma, sarebbe disposto a venire lui magari al ristorante per dirmi una cosa che potrebbe essere molto interessante.
Concordiamo una chiamata più tardi e sento subito Paola per sapere se è stata lei a fornirgli il numero.
“ Si Pino, dopo una chiacchierata in messenger, mi ha detto che era molto importante e ho pensato che dargli il numero non era un problema dopo quello che abbiamo vissuto. Ma credi che torni alla carica per quella coppia con il lui cuck che poi non abbiamo incontrato?”
“Ah se non lo sai tu, Paola, certamente ne so meno di te”.
Ho finito di lavorare tardi ,come sempre in questi giorni e con Paola andiamo a farci una pizza. Lei si presenta molto carina, fresca come non farebbero pensare i suoi 50 anni suonati, vestitino leggero un po’ scollato e corto, una specie di lungo shalle turchese, come sempre non nasconde le gambe quando si siede e provoca il consueto brivido di piacere in me quando vedo la sua disinvoltura, la mancanza di ipocrisia, il suo piacere nel constatare di essere stata notata e guardata.
Chiacchieriamo piacevolmente, lei ricorda con fare eccitato l’incontro con Giuseppe sul lago di Como, mi confessa che anche oggi ha usato lo speciale vibratore che le ho regalato e che mi ha pensato intensamente rileggendo i racconti della nostre storie, chiacchierando con gli amici in messenger”.
“ E’ un momento di tensione erotica, Paola?”
“ Si forse si, vado a periodi e oggi… ne ho visti parecchi”
Rido di cuore condividendo la sua eccitazione. Mi sono sempre chiesto cosa abbia Paola di speciale per gli altri uomini che a centinaia, a migliaia, sembrano disposti a masturbarsi in cam davanti a lei che guarda senza mostrarsi e fa vedere loro solo foto. Di mia moglie ho sempre amato la sua onestà intellettuale ed erotica. Lo ha sempre detto che il membro maschile le piace, che ama più vedere un uomo che si masturba pensando a lei che magari fare avventure. Il piacere di mostrarsi e di vedere l’effetto che provoca, nell’ammirare tanti, tantissimi membri turgidi che crescono, si innalzano, fremono, vengono spremuti sapendo che lei li guarda è un gioco al quale non resiste.
“ Quanti ne hai visti venire oggi amore? E quali foto hai mostrato?”
Ride maliziosa e cerca sotto il tavolo la mia gamba risalendo sino alla patta per un rapida carezza.
“Una decina,direi, dalle 19 alle 20, un paio davvero molto belli (uno mai visto) e per le foto quelle ultime dell’incontro di due mesi fa con Anna e Andrea”.
Addenta un pezzo di pizza mentre la mozzarella fumante cola da un lato. La recupera con la lingua con un gesto tanto istintivo quanto sensuale.
“ Sai Pino, siamo proprio fortunati ad essere così come siamo e amarci da tutti questi anni. Quasi la gente non ci crede quando legge delle nostre avventure e non conosco molte altre coppie che resistono a questo tipo di scelta che è rischiosa, senza dubbio”.
Annuisco. “ Vero, per questo dico che occorre sempre la giusta misura se no quando si va troppo oltre si finisce per provare quelle sensazioni non proprio ideali di Amburgo”.
“Si lo so hai ragione. Però perché quando facciamo l’amore proprio tu tiri fuori spesso il ricordo della germania mentre dall’altra stanza guardavi me … con quei tre? Se è tutto così negativo come dici, perché quel momento ti eccita così’ tanto?” e ride ancora con gesto malizioso.
“ Si va beh, fai la spiritosa: è meglio non rinvangare quel momento Paola: piuttosto che pensi possa volere il nostro guardone preferito? Mi ha sorpreso la sua richiesta di colloquio. Sai che sono sempre in allerta”
“Ma no Pino, credo che non sia niente di particolare. Oggi su messenger era pieno di attenzioni e di complimenti per me e per te mi ha fatto tanto domande su di noi, su quello che facciamo quando siamo soli, e mi ha chiesto di vedere foto mie e tue assieme ed era eccitatissimo…”
“Ah perché anche oggi ovviamente si è masturbato davanti a te in cam…”
“Beh , certo, lo sai, per lui è proprio un bisogno. Da quando ci siamo incontrati poi dice che se ne fa 4-5 al giorno pensandoci”.
Il discorso poi si sposta sui figli, sul lavoro, sui problemi quotidiani e l’eccitazione iniziale si dissolve mentre sorseggiamo e ci finiamo una bottiglia di Franciacorta.
Solo a casa l’effetto delle bollicine e dei discorsi iniziali, torna a farci il consueto effetto.
Mentre stiamo facendo l’amore la stimolo a raccontarmi le sue fantasie del pomeriggio, quando si è masturbata con il vibratore e ancora una volta lei esperta e audace, sa come scatenare il mio piacere parlandomi della sua voglia di mostrarsi a tanti uomini affamati ed impossibilitati a toccarla. E’ una di quelle serate particolari dove Paola non ha limiti ed esprime tutta la sua libido.

Giuseppe sembra imbarazzato ma anche eccitatissimo mentre il cameriere si allontana dopo averci portato i caffè.
“ Mi dispiace davvero che non ci sia Paola , Pino”
“Te l’avevo detto che oggi non poteva: immagino che ti dispiaccia” e sorrido.
“No, non per quello che pensi : è sempre bello vederla però è che stavolta ho da farvi una proposta e contavo di parlarne anche a lei ma forse è meglio così”.
“ Di pure, non ho molto tempo”
“Senti, ho una idea che ho sviluppato e creato con il gruppo di amici di Fan di Paola che sai che ho creato persino su Facebook anche se li bisogna essere molto coperti se no ti chiudono”.
“ Si lo so, me l’ha detto Paola, carina l’idea”.
“Bene. Allora ascolta. Hai la percezione di quanti siano quelli che adorano Paola e darebbero chissà che cosa per vederla, solo vederla dal vero? Ho visto che il vostro sito di racconti ha più di 55.000 visite, ricordo i tempi dell’altro sito vostro che aveva 300.000 visitatori, e poi tutti quelli di messenger etc etc.
L’esperienza meravigliosa che mi avete concesso di vivere a Como, nel mio albergo,mi ha fatto capire tante cose. Innanzi tutto la bellezza e la sensualità del vostro gioco, la potenza delle fantasie di Paola e anche il fatto che a te piace proprio mostrala e saperla,per così dire, apprezzata. E so a memoria tutte le vostre storie e i vostri racconti e quello che mi ha colpito tanto è stato quello di Amburgo”.
“Beh, il più discusso, proprio l’altro giorno ne parlavo con Paola”
“ Si lo so. E so anche che ti è costato davvero tanto. E mi diceva Paola che da tempo avete un sogno, un viaggio di due settimane tra Norvegia e Danimarca”:
“ Si è vero, ma è troppo costoso in questo momento di crisi che anche nel mio studio si sente ma non vedo il nesso con Amburgo”.
“Aspetta ti spiego tutto. Io vorrei proporvi una cosa simile ad Amburgo ma solo in chiave guardare. Una cosa stupenda: 24 ore di esibizione dove Paola sarebbe a disposizione di un gruppo sceltissimo e certificatissimo di guardoni doc scelti tra persone di un certo livello, tra i fans di Paola, tra amici sicuri tutta gente certa con servizio di sicurezza privata messo a disposizione da me per vostra tranquillità. Il tutto nel mio albergo, chiuso al pubblico per 36 ore, a disposizione solo del gruppo di una cinquantina di persone che pagherebbero solo il costo reale di stanza, pranzo cena, e alla fine vi offrirebbero il viaggio che volete che mi pare costi quasi 18.000 euro. Tutto sotto il tuo controllo. Che ne dici ?”
“Dico che sei un po’ svitato, Peppe. Intanto noi non facciamo niente “in cambio di qualcosa” avrebbe un sapore antipatico…”
“ Ma con l’ingegnere però…” interrompe. Lo guardo male anche se so che ha ragione.”E’ un’altra cosa. E comunque da non ripetere”
“ Ma sarebbe solo un viaggio, niente soldi, ma soprattutto io sono convinto che sarebbe la realizzazione di un tuo desiderio forte e di quello suo. Pensa che roba: cinquanta persone, sceltissime,selezionate, tutte a disposizione vostra. Una cosa mai vista. Che solo lo stile che ha Paola può consentire. Il momento finale, l’apice, il sogno impossibile, non dovreste fare niente, penso a tutto io dai certificati medici ai contatti: voi dovete solo godere di questa situazione e andarvi a fare il viaggio”.
“Senti Giuseppe, ti ringrazio, capisco lo spirito, ma proprio non mi pare il caso”
“Lo so che ora detto così ti sembra assurdo ma ti prego parlane con Paola, vedi che io non ho detto nulla a lei prima di parlarne con te, se non altro perché mi piacerebbe sapere che reazione vi suscita questa idea”.
“Ok, glielo dico certamente, ma no credo che se ne farà nulla”.
Mi alzo gli do la mano e lo congedo facendo finta di non vedere quel suo sguardo malizioso e voluttuoso.

“Si Pino, concordo, so perfettamente tutto quello che mi vuoi dire e che razionalmente sostieni ma come vedi… tu sostieni una cosa e quello (e indica il mio slip rigonfio) dice il contrario”.
“Che la cosa mi ecciti mi sembra ovvio. Ma che sia opportuna…”
“Certo che non lo è. Opportuno è un termine così misurato, così poco trasgressivo che niente di ciò che abbiamo fatto era opportuno. Anche il fatto che aumentano le smagliature, il giro vita, e diminuisca la tonicità dei seni e dei muscoli non è opportuno e che tra poco non avrò più voglia a 51 anni di farmi vedere da nessuno. Dico solo che è una cosa che ci piacerebbe ed è bene non negarselo. Pensiamoci… e siccome vedo che tu lo stai facendo ora ti aiuto a rifletterci”.
Paola scende dal letto, prende l’olio per massaggi, poi mi sfila lo slip facendo emergere tutta la “dura”verità. Qualche goccia sul pene, qualche altra sulle mani e comincia con la lentezza che sa essere sconvolgente una meravigliosa sega commentata, immaginando, suggerendomi scenari e situazioni, immedesimandosi e interpretando le mie e le sue fantasie tramite il profondo, scivoloso e riflessivo movimento anche a torsione della sua mano sull’asta durissima. Per un tempo infinito come l’eccitazione causata dalle sue fantasie sulla proposta di Peppe.
Mezz’ora dopo, levandosi la maglietta percorsa dai miei getti bianchi ed asciugandosi il viso ha ancora quell’espressione impunita e provocante che mi conquistò 27 anni fa. “A giudicare dalla potenza e dall’altezza degli schizzi, Pino, mi pare che la proposta sia accettata, o no?” mi dice sorridendo.

“Lo sai Pino, è un mese che sto preparando la cosa in tutti dettagli,da quella sera che mi avete detto di si. E’ tutto pronto ed esattamente come mi avete chiesto. Tranquillo. Te lo giuro e avrete sempre a disposizione due guardie giurate con le quali potete parlare solo voi, i loro numero di cellulare ve li ho mandati, ma stai tranquillo non serviranno” Peppe balbetta dall’eccitazione “e vedrai che cosa ho preparato in albergo, è tutto fantastico”. Ci vediamo domani mattina allora”.

Posteggio l’auto nel cortile seguendo le indicazioni di Giuseppe prodigo di inchini e di complimenti e non ha tutti i torti. Paola quando scende dalla macchina farebbe colpo su chiunque: ha un collant in rete bianca e gonna bianca molto corta e certo non si sfora di stare composta, camicetta azzurra annodata sull’ombelico che scopre generosamente il reggiseno dello stesso identico colore, ha scelto le extension ieri dal parrucchiere per cui,come in alcune delle sue foto più apprezzate, ha capelli lunghi con qualche ricciolo, che le ricadono sulle spalle e con i suoi occhi verdi regalano una sensazione straordinaria per una cinquantunenne. E negli occhi ha quella luce perversa che si accende quando stiamo per vivere qualcosa di speciale. Peppe ci fa strada e dietro di noi le due guardie giurate certo a conoscenza dei dettagli della storia a giudicare dai loro sguardi divertiti.
In corteo entriamo così in albergo, attraversiamo la hall e ci dirigiamo nella stanza della colazione anche se sono ormai le 10,30. Entriamo nella saletta nel momento in cui una quindicina di uomini ed una donna stanno facendo colazione. Si alzano tutti e si avvicinano premurosi per salutarci. E’ tutto un complimento a Paola: tre o quattro li riconosco come frequentatori della cam, tra loro Franco il linguista di Bologna, e l’unica donna è Federica, la lei un pò lesbo di una delle coppie con le quali giochiamo in cam. Si sente in obbligo proprio lei di abbracciarci con trasporto e di fare da portavoce ufficiale dell’accoglienza imbastendo una conferenza su quanto stia bene mia moglie con i capelli lunghi. Proprio lei mentre Peppe ci fa portare caffè e brioche ci consegna, con un quasi imbarazzato applauso dei presenti, una busta di plastica grande di un’agenzia viaggi.
Sono i biglietti e le spiegazioni del nostro viaggio. Poco dopo in camera Peppe ci riassume il programma e le regole. La nostra camera sarà aperta con le guardie giurate all’esterno. Nel senso che chiunque potrà entravi e guardare ciò che desidera chiedere ma ovviamente saremo liberi di aderire o meno alla richiesta. Non potranno restare in camera più di 15 minuti ciascuno e non più di tre persone alla volta. In Piscina e al centro benessere la partecipazione è libera e Paola potrà scegliere di fare ciò che vuole. Unico vincolo stasera dopo la cena la sala riunioni è stata trasformata in un privè con letto al centro e lì sarà il momento clou ( ma senza altro obbligo che quello di mostrarsi un po’) e proseguirà, da quello che ho capito, anche durante la notte in camera. Insomma 24 ore al servizio del pubblico di guardoni ma con la possibilità di scegliere come.
Si inizia alle 12, tra dieci minuti dunque, e si finisce con il pranzo di domani.
Ci consegna l’elenco dei nomi e i certificati per l’aids e la mancanza di malattie. Ovviamente – aggiunge – è solo una precauzione perché nessuno si aspetta di fare l’amore con Paola o di avere contatti. Però si sa, questo mondo è imprevedibile e se Paola avesse voglia e fantasie almeno sta sicura.
Quando il nostro albergatore esce dalla stanza Paola si precipita tra le mie braccia incollando la sua bocca alla mia e appiccicandosi addosso a me.
“Non senti che atmosfera Pino, non hai visto come mi guardavano tutti?”
Annuisco. E’ un po’ il momento finale di una lunga storia di provocazioni e di erotismo iniziata su internet tanti anni fa. Quello che in sostanza ci ripete Franco, il primo ad entrare educato e ossequioso nella nostra stanza assieme a due che non conosco, un ragazzo sui 30 anni, alto biondo, un signore sulla cinquantina, fisicamente ben messo, che dice di essere un grande ammiratore di Paola tramite il nostro vecchio sito. Mentre si presentano Paola è seduta sul letto e la gonna non copre molto ma lei lo sa. Il più giovane ha la lampo dei pantaloni aperta e dopo pochi istanti allunga la mano.
Franco si scusa ancora ma dice di aver parlato con questi due a colazione della sua esperienza nel vedere Paola in bagno e che vorrebbe…
Nessuno fiata, l’imbarazzo è pesante e Paola da par suo lo risolve. Si alza dal letto stringe la mano a tutti e tre e dice loro che dopo il viaggio per venire a Como ha bisogno di fare pipì ed una doccia e che ovviamente possono vedere.
Il giovane diventa paonazzo e si slaccia i pantaloni calandoseli imitato dagli altri due. Paola li guarda sorridendo. “Su ragazzi, anche quelli” dice loro indicando gli slip ed il boxer di Franco. I tre membri gia’ in tiro emergono quasi surreali bianchissimi tra le pareti rosse della stanza. Paola mi fa un cenno e annuisco.Si toglie le scarpe, slaccia la gonna e rimane qualche istante davanti a loro in collant e slippini. Con incredibile naturalezza si toglie la camicetta mentre i tre in piedi si masturbano lentamente come scimmiette.
“Su venite, anche tu Pino” e si dirige in collant, slip e reggiseno in bagno sfiorandoli nel passaggio vicino a loro, godendo del loro desiderio.
Entro nel bagno grande per ultimo.Franco è vicino a Paola in piedi davanti al lavandino a guardasi nello specchio come se non ci fossero, gli altri due si sono seduti a chiappe nude sul bordo della vasca con i loro membri in mano. Molto bello e grosso quello del giovane. Normali gli altri.
Paola si gira verso di loro, li guarda negli occhi, si cala il collant e un istante dopo lo slip sempre come se fosse sola. Emerge la sua peluria rada e ordinata segno che oltre che dal parrucchiere è andata anche dall’estetista ieri. Si sfila tutto. Si avvicina al water, si siede appoggiandosi però con la schiena dietro aprendo le gambe molto più del necessario e spingendo in avanti il pube. Resta così qualche secondo. Il tempo necessario per il cinquantenne per rantolare e un filo di sperma nonostante il disperato tentativo di stringerlo e ricacciarlo indietro appare sulla punta del suo pene e inizia a scivolare lungo le sue dita serrate. Paola lo incoraggia: “ Tranquillo, vieni tranquillo, avrai modo di farlo durare poi” lo incoraggia mentre lo schizzo del secondo getto si solleva appena dalla punta nel momento in cui mia moglie inizia a fare pipì davanti a quattro uomini ( me compreso) senza alcun ritegno anzi allargando bene le gambe perché possano vederne i dettagli. Neanche a metà dell’operazione e giungono quasi simultanei gli altri due orgasmi. Lo schizzo di Franco è potente, si innalza una quarantina di centimetri prima di inondare il pavimento scuro. Il giovane viene ansimando con ondate abbondanti e dense che scorrono lungo la mano, l’interno della coscia e giungono a terra. Paola prosegue sorridendo e li incoraggia. Stacca un pezzettino di carta igienica per pulirsi mentre tutti e tre sussultano ancora con le mani piene di sperma.
“Mi faccio una doccia ora scusate” e tutti si scansano, buffissimi con il pene ancora nella mano piena di sperma cercando di evitare le macchie sul pavimento e sgattaiolando fuori del bagno. Li accompagno in stanza dove frettolosamente si vestono senza neanche pulirsi ed escono di corsa dalla stanza e altri tre fanno subito dopo il loro ingresso.
Sento l’acqua che scorre. Si presentano a me. Uno lo conosco, è nostro storico ammiratore, una quarantina di anni, il secondo è straniero, sui 30 anni, un ingegnere marocchino la pelle appena più scura , titolare di un impresa, amico di Peppe per i quale ha ristrutturato l’albergo. Il terzo occhi bassi, sembra imbarazzato e si presenta non guardandomi negli occhi. Sui 35-36 anni, moro, bel fisico ma quasi completamente calvo.
Dico loro che Paola sta facendo la doccia, che se vogliono possono mettersi in libertà e andare a vedere anche se il box doccia non è perfettamente trasparente. Il più timido non se lo fa ripetere due volte: si spoglia completamente mettendo in evidenza due grossi tatuaggi colorati ed un pene notevole ancorché in stato di riposo. Il nostro ammiratore si limita invece a tirarlo fuori mentre il marocchino si sfila pantaloni e slip dimostrando che quel che si dice dei suoi connazionali non è una leggenda. Ha un cazzo lungo e scuro, uno dei più grossi che abbia visto. E mi spogli oanche io perché la tensione ora la avverto. Il più timido, nudo, si infila in bagno. Lo seguo per prudenza. Gli altri si siedono su poltrona e seggiola davanti al letto aspettando. Il tatuato, corpo scolpito dalla palestra come so peraltro che non piace a Paola l’ha salutata mentre lei è ancora dentro la doccia e si siede sul water osservandola nelle trasparenze del box. La guarda e si masturba furiosamente assolutamente non infastidito dalla mia presenza. Si accorge dello slip di mia moglie sul lavandino. Mi fa un cenno eloquente, con una espressione di quasi sofferenza. Lo vorrebbe prendere. Faccio di si con il capo. Rapidissimo lascia per un attimo il suo pene che ondeggia in aria e agguanta lo slip nel momento in cui Paola apre il box. Bellissima. Nuda e bagnata, i capelli lunghi sui seni, gli occhi ammirati subito sul membro dell’uomo che ha portato lo slippino al naso e poi, dopo un altro sguardo interrogativo, vi ha avvolto il suo pene. Paola gli sorride, prende l’accappatoio mentre lui si sega furiosamente con lo slip attorcigliato al membro, e si asciuga con calma ad accappatoio aperto ad un metro da lui. L’orgasmo non lo vediamo :lo sentiamo dal rantolo e dal lamento mentre stringe fortissimo la punta del suo grande membro negli slip di mia moglie che ne contengono gli schizzi. Paola sorride: mentre lui ancora agita la mano e le mutandine zuppe gli si avvicina e gli fa una carezza sul capo senza capelli chinandosi per deporre un bacio sulla punta della testa incurante di essere sfiorata tra le cosce dalla sua mano ancora in movimento.” Bravo amico mio” gli dice procurandogli un ulteriore brivido. Si ferma, allunga la mano verso di lui. “Su ridammi le mie mutandine ora” gli ordina. E come se fosse fulminato da una corrente a 30.000 volts. Ondeggia, sgrana gli occhi, mi guarda, osserva di nuovo Paola quasi a forza,come se fosse la pinza di un braccio meccanico, stacca la sua mano dal pene e stringe gli slip gocciolanti e li porge a Paola che senza fare una piega li prende in mano. Li avvicina al naso.
“Umhh che buon odore che ha il tuo sperma” gli dice mandandolo in catalessi. “Dopo me le metto” ed esce dal bagno. Saluta gli altri due già al lavoro.
“ Vieni Pino” ordine, ora ho voglia”. Si avvicina al letto, e vede il membro scuro enorme. “ Complimenti” dice all’ingegnere straniero e fa un passo verso di lui chinandosi un po’ a guardarlo. “Bello davvero” ripete e inaspettatamente per me e per lui allunga la mano e glielo cinge stringendolo anche se riesce appena a agguantarne la metà. Segue il movimento della mano dell’uomo due o tre volte su è giù. “E’ pure molto duro Pino ,sai, nonostante sia così grosso e poi ” ma non fa in tempo a finire il concetto che un lunghissimo zampillo bianco si innalza con una contrasto fortissimo dalla cappella scura appena contenuta dalla mano di mia moglie che ridendo la ritira senza poter evitare però di essere cosparsa dal secondo schizzo. “Dai bravissimoooo, così, lo incita Paola” mentre si asciuga la mano sull’accappatoio e il primo rientra in camera a recuperare i suoi vestiti. Paola mi fa cenno di mettermi sul letto battendo il plamo della mano sulla copertina rossa mentre escono di due che sono già venuti facendo entrare un altro, un signore elegante molto educato. Paola lo saluta e gli indica la poltroncina appena lasciata vuota dal marocchino e con qualche macchia. Lui ringrazia con un gesto si spoglia come se stesse andando a letto mettendo i pantaloni ripiegati ordinatamente sullo scrittoio e si siede incurante delle macchie. Paola si è sfilata l’accappatoio. E’ nuda e si mette davanti a loro a gambe aperte. “Vieni Pino… facciamogli vedere”. Mi fa un gesto inequivocabile. Mi avvicino sapendo di essere ormai al limite dopo questa partenza incredibile del nostro tour per guardoni. Paola non esita: si mette il cuscino sotto la testa e me lo prende decisa in bocca ingoiandolo quasi per metà. Poi aiutandosi con la mano che tiene i testicoli imprime subito il movimento giusto mentre la lingua mi carezza la punta. Ogni tanto si stacca da me e solleva il capo per controllare la situazione : i due nostri ospiti sono ora in piedi vicinissimi al letto che scrutano chinati tra le gambe spalancate di mia moglie commentando la sua figa e la sua abilità nel pompino mentre si segano con decisione. La porta della stanza è aperta e c’è tramestio nel corridoio. Un altro uomo in mutande entra prima timido poi deciso, e si mette ai piedi del letto strofinandosi sullo slip già molto gonfio. Un paio si affacciano appena alla porta della camera. I tre dentro stanno per esplodere, si capisce. La sensazione del loro godimento mi scuote e non resisto più. Lei mi guarda e annuisce con gli occhi . Lo estrae dalla bocca, lo guarda, lo lecca poi guarda gli altri. “Pino vienimi in bocca su” mi incita a voce alta. Quando le labbra circondano la mia cappella è un attimo: il primo schizzo parte deciso nella sua bocca. Lei stringe forte con le labbra e prosegue nel movimento appena accennato con la testa. Gli schizzi si susseguono nella sua bocca mentre la mia mano la tocca tra le gambe allagate avendo cura di aprire ulteriormente le grandi labbra già spalancate. Paola non molla:un rivolo di sperma esce da un angolo della bocca. Anche lei è vicinissima all’ orgasmo sotto la mia mano. Mi distacco le si tira su un po’ sui gomiti guardando i tre che ora si masturbano furiosamente. Apre un po’ la bocca,fa vedere che è piena del mio sperma: sorride e la richiude ingoiando ed il momento in cui il primo lancia i suoi strali densi sulla copertina rossa senza poter evitare che il secondo lancio giunga esattamente sui peli di mia moglie mentre la sto masturbando. Il contatto tiepido la fa sobbalzare e venire urlando, stringendo le cosce quasi stritolando la mia mano. Si lamenta e urla senza ritegno. Quando i sussulti finiscono torno ad aprile bene le gambe.” Falla vedere bene Paola, lascia che ora godano di te” i due che da tempo si masturbavano si avvicinano chinandosi sul letto senza smettere il movimento sulle loro verghe paonazze. Io tengo aperte le gambe di mia moglie, le dischiudo bene la vulva, li invito a guardarla dentro . Sono vicini e famelici ma nessuno osa sfiorarla. Loro no ma i getti di sborra quasi contemporanei hanno meno rispetto e piombano sulla sua pancia, tra le cosce, sulla vulva aperta e sulla mia mano che la dischiude. Paola mugola e io senza ritirare la mano la massaggio ancora sul clito aiutato dallo speciale lubrificante bianco. Viene ancora mia moglie dicendo cose oscene che preferisco non registrare. Lei respira ansimando e chiude gli occhi stanchissima. I tre si rivestono in silenzio e io mi stendo accanto a mia moglie carezzandole i seni.
Apre un occhio e mi sorride: “riposo ora?”. Le dico che può anche dormire. Mentre mi alzo per andare in bagno a prendere un asciugamano per pulirla incrocio altri due che entrano in camera silenziosi. Al mio gesto di fastidio che invita ad aspettare ,alla calma, si scusano ma non escono. Ricordo il regolamento. Aperti a tutti, per essere spiati anche nei momenti di relax. Prendo l’asciugamano in bagno e quando rientro i due sono seduti sulle poltroncine con gli occhi incollati su mia moglie ancora nuda e aspersa, distesa sul letto a occhi chiusi. La asciugo e la pulisco tra le gambe e sulla pancia come fossimo soli decidendo di ignorare i presenti.
Le si scansa e mi fa posto e quando mi stendo vicino a lei allunga la mano e me lo prende stringendolo. “ ma possiamo riposare anche se ci sono quelli, vero?” mi chiede ad occhi chiusi. Le dico di stare tranquilla e di non pensarci.
Le si mette un po’ sul fianco tenendomelo sempre in mano e si accoccola vicino a me ma le gambe le dischiude egualmente per facilitare la visione ai due entrati da poco che silenziosamente si stanno toccando.
L’eccitazione la forza dell’orgasmo, i sensi placati ci fanno davvero dimenticare la situazione e sento il suo respiro farsi prima regolare poi profondo e mi accorgo di scivolare anche io nel sonno.
Quando posso aver dormito? Mi sveglio perché disturbato da un movimento che mi sembra il terremoto. Sobbalzo sul letto prima di ricordare e realizzare e una frazione di secondo dopo capisco che il movimento sussultorio è dovuto alla masturbazione di un uomo sui 40 seduto sul letto ai piedi dalla parte di mia moglie che è sveglia e lo guarda tenendogli aperte le gambe e toccandosi per lui.
Si volta e mi guarda con tenerezza: “ Sei già stanco Pino? Qui si lavora. Ah ah, è mezz’ora che dormi” Nella stanza è un andirivieni. Peppe, il titolare dell’albergo, entra già nudo e con il suo membro svettante.
“Fantastica fantastica ripete” mentre mia moglie allunga il piede e infila la sua punta sotto i testicoli di quello seduto sul letto che continua a segarsi carezzandole il piede e la caviglia con l’altra mano.
“Pino toccami ancora” mi chiede “ma senza togliergli la visuale”. Ora mentre le sfioro con la punta delle dita i peli e la figa offerta alla visione di tutti, mi metto in ginocchio accanto a lei che prende con la sinistra il mio membro strofinandoselo sul capezzolo e masturbandolo. Guarda Peppe e lo invita senza neppure chiedermelo. Lui si mette dall’altra parte, nella stessa mia posizione, e Paola afferra decisa anche il suo cazzo e comincia a masturbare anche lui. I due membri duellano con i suoi capezzoli mentre l’altro ai piedi del letto con un lamento soffocato le viene sul piede e le sta massaggiando sulle dita, la pianta, la caviglia il suo sperma. Peppe ed io veniamo praticamente assieme coprendole di schiuma i capezzoli, facendo scorrere i rivoli nel canale tra i seni, schizzandole ovunque la nostra voglia senza che Paola lasci la presa contemporanea con le due mani mentre io affondo tre dita in lei e agito per portare anche lei al piacere che giunge immediato mente come impazzita lascia i membri e si strofina sui seni sulla pancia, sul viso la doppia schiuma bianca.
“ Peppe ora però capisci che ci deve concedere un attimo di riposo sul serio”.
Annuisce. Si rialza, raggiunge la porta spalancata della stanza parlotta con qualcuno. Poi finalmente siamo soli anche se la porta resta aperta.
Nella stanza un odore di sperma fortissimo, ovunque macchie, una pozza addirittura proprio all’ingresso segno che gli amanti dello spiare di soppiatto hanno seguito numerosi e silenti. Aiuto Paola a farsi una seconda doccia, poi ci stendiamo sul letto.
“Come ti senti amore’”
“Io benissimo – mi risponde – ma tu? Qualche ripensamento, qualche crisi, o valutazione negative? Va bene davvero? Proseguiamo? “
Le faccio di si con il capo . “ Se sta bene a te e ti piace per me va bene. Ho la sensazione che sia … la sequenza finale” .
Mi abbraccia. Poi sale nuda stesa su di me a baciarmi. Il suo peso è dolcissimo e rassicurante. Credo che ci appisoliamo così.
Mi sveglia lei, forse dopo un’oretta, carezzandomi il petto mentre si è messa su di me a cavalcioni strofinando i sessi.
“Voglio far l’amore con te,adesso” mi dice piano e con la mano cerca il mio uccello non ancora al massimo per infilarselo. L’aiuto nella manovra non proprio semplice ma dopo pochi istanti, quando riesco ad entrare dentro di lei l’eccitazione delle sue parole ora d’amore ora di lussuria riprende il sopravvento. Iniziamo a far l’amore: la tengo per i seni che stringo dolcemente e spingo lento e profondo dentro di lei come so che le piace. Lei si china verso il mio petto . “ Piano, piano dentro sino in fondo mi sussurra” Ci abbracciamo avvinghiati dando spazio alla nostra istintiva intesa con movimenti miei e suoi che sono sintonizzati da 27 anni di amore e slancio.
Mentre la penetro e le carezzo le natiche improvvisamente mi rendo conto della presenza in stanza di due ospiti. Silenziosi e evidentemente eccitatissimi. Ci guardano in piedi davanti alla testata in fondo al letto.
“Che culo, che culo” mormora uno dei due che poi mi chiede lamentoso di farglielo vedere bene. Paola si accorge anche lei in questo momento della loro presenza e la stretta dei muscoli pelvici mi conferma che non le dispiace di stare in quella posizione davanti a loro mentre la scopo.
“ Continua Pino, continua” mi sibila nell’orecchio. Il mio movimento dentro di lei si fa più deciso a scatti profondi mentre le mie mani corrono dietro e con dolcezza ma decisione le divaricano le natiche in modo che dalla loro posizione possano vedere bene i dettagli.
“ Su Paola, ti tengo tutta aperta, ti scopo davanti a loro e gli faccio vedere il tuo buchino” le sussurro nell’orecchio. Lei emette un grido, mi mordicchia il lobo, si agita ma mi aiuta a tenerla aperta. “ Ti prego, ti prego” di dice in trance erotica, digli di toccarmelo un po’ mentre mi penetri”.
“Vuoi che ti tocchino il buchino?
“ Si ti prego, ti prego, ora, diglielo tu” replica con un soffio di voce nel mio orecchio.
Mi scanso appena, inquadro l’uomo più vicino al letto. Gli chiedo il nome.
“Luca allora devi fare una cosa ora. Avvicinati a noi e toccale piano le natiche e il buchino mentre la scopo”.
“Davvero posso?” risponde incredulo
Paola si agita come un ossesso sul mio pene dentro di lei.
“Su sbrigati che sta per venire non vedi”.
Si avvicina, continuo a scopare mia moglie e lui si china lasciando lì uccello duro che si appoggia al fianco di mia moglie involontariamente. La sua mano corre sulla natica facendo sussultare Paola e giunge dove sto tenendo divaricato.
“Dai toccala li, piano piano e se proprio vuoi, puoi anche sentire com’è stretta”. Paola urla al contatto della punta del suo dito.
Mentre lui carezza facendo quasi piangere lei aumento i colpi e la penetrazione. E’ sul punto di venire e si trattiene: affondo deciso e lo lascio tutto dentro immobile lasciando a mia moglie il compito di fare i movimenti giusti: improvvisamente sento lei esplodere in un ahhh prolungato nel momento in cui avverto chiaramente sul mio pene il dito di lui ormai tutto dentro di lei dietro che si muove a solleticare il suo ed il mio orgasmo che giungono come una esplosione.
Sudati e uniti ci teniamo stretti in questo abbraccio con il fiatone mentre il nostro guardone estrae il dito e prendendosi una liberà non prevista si avvicina alle natiche di Paola e termina la sua sega con la punta a pochi centimetri dai glutei. Gli schizzi fanno un lieve rumore ricadendo sulla pelle di mia moglie mentre il liquido caldo le scorre tra le natiche e giunge sino ai miei testicoli. Paola torna a stringere me dentro e ad agitarsi a contatto con lo sperma. Anche l’altro incoraggiato dal nostro silenzio si avvicina e dopo un paio di colpi sulla sua asta stranamente ricurva in avanti, le sborra sul sedere e Paola a questo nuovo contatto si agita di nuovo e arriva subito ad un nuovo orgasmo.
La terza doccia della mattinata stavolta avviene senza spettatori . Paola chiude la porta del bagno per asciugarsi i lunghi capelli umidi e si prende venti minuti di relax.
Dal frigo della camera prendo un paio di bottigliette d’acqua dopo essermi vestito mentre scambio due parole con un simpatico e giovane avvocato che si è prima affacciato dalla porta, ha chiesto il permesso ed è entrato in camera mentre Paola stava ancora in bagno. Mi spiega come lui sia un guardone doc, sin da ragazzino, come la sua passione sia proprio quella di vedere le donne vestirsi e spogliarsi e mi chiede se puo’ restare senza dare fastidio.
Quando lei esce dal bagno non si sorprende neanche più di trovare un uomo seduto sulla poltroncina. Ha un atteggiamento lucido ( contrariamente a quanto accadde ad Amburgo) e perverso, come se sentisse che è l’apoteosi, il gioco finale. Con naturalezza si toglie l’accappatoio guardando l’ospite nuda.
Gioca con i capelli sui seni e gli sorride. Poi come se non ci fosse infila il perizoma ( insolito per lei) e il collant a rete, il reggiseno, la camicetta dopo essersi guardata allo specchio ed infine la piccola gonna mentre il nostro ospite è seduto in slip dopo essersi calato i pantaloni e si strofina con una certa forza senza estrarlo. Paola si aggiusta il collant tirando su la gonna, si guarda ancora allo specchio e alla fine si siede sul letto con le gambe verso il nostro ospite che continua il suo strofinio. Gli rivolge la parola, si informa, e nel frattempo non copre le gambe. Anche lei nota che il suo slip bianco non è molto rigonfio segno di una erezione non completa. Glielo chiede premurosa : “Non ti piace qualcosa?”
Lui fa cenno di no e spiega che non riesce mai ad avere una erezione totale per questo fa così sullo slip. Mia moglie lo incoraggia, si alza dal letto, si avvicina alla poltroncina per farsi vedere bene le gambe, si tira un po’ su la gonna, e poi chiedendogli permesso allunga la mano tastando il pene non del tutto duro attraverso lo slip mentre lui si agita .Lo tocca, lo palpa con la punta delle dita, lo stringe, lo esamina e più volte gli chiede se proprio non viene duro neanche così. Ma lui è un segaiolo e questa iniziativa, penso, proprio lo disturberà.
“E fai così per venire?” gli chiede mentre strofina con il palmo della mano premendo forte sulle mutande mentre lui è affascinato dalla visione del collant e la guarda sotto la gonna. Non risponde, continua ad agitarsi sino a che improvvisamente mette la sua mano su quella di lei trattenendo il fiato.
Un’ampia macchia bagnata inizia ad espandersi sullo slip bianco con Paola che gli sorride e si complimenta con lui con dolcezza e sensualità.
Sembra percorsa da una strana forza, totalmente priva di freni inibitori ma capace di trasmettere eleganza e passione.
Mi abbraccia e mi bacia: “Pensi che per ora possa bastare? Quanti ne sono venuti sino ad ora, hai contato?”
Rido. “Non so, forse una decina quelli che abbiamo visto e qualche altro di nascosto; un buon inizio direi anche se un po’ oltre le righe e il pensato… ma tu cosa senti, cosa provi?”
“ Mi sento strana, hai ragione. Stranamente libera e forte e con una certezza, amore. Godiamoci tranquilli e senza pensieri questa giornata perché dentro sento che è l’ultima del nostro lungo gioco. Il punto di arrivo delle trasgressioni e dei sogni. Da domani voglio solo stare con te, godere delle nostre tenerezze, delle nostre fantasie e dei nostri ricordi ma senza più altri, neanche Anna e Andrea. Solo noi a godere di noi. Sei d’accordo tesoro?”
L’abbraccio forte di nuovo. “ Certamente. Hai ragione, credo che con oggi si possa dire di aver provato tutto e di esserci molto divertiti. Chiudiamo qui, condivido perfettamente, stasera e stanotte i fuochi d’artificio finali”.
Scendiamo al bar dell’albergo a prendere un aperitivo. Ci sono cinque o sei avventori che ci salutano con affetto e reverenza. Paola sembra ringiovanita di 20 anni: una sicurezza mai vista, una dolcezza ed un’eleganza straordinarie che incutono rispetto anche a chi, come quel marocchino, ha finito da poco di vederla nuda e di masturbarsi davanti a lei.
Diretta e accattivante: mai ipocrita. Chiede all’ingegnere mulatto se ha piacere di prendere l’aperitivo con noi. Lui aderisce con sorpresa ed emozione. Parla dell’albergo e della bellezza della vetrata sul lago, si informa sulla storia di lui, e nel pieno discorso gli dice con lo stesso tono che usava per descrivere il centro benessere, che raramente ha visto un membro come quello suo e gli fa i complimenti di fronte ad un barista che fa finta di niente ma che è esterefatto.
Padrona assoluta della situazione, capace di incutere soggezione con la sua eleganza, consapevole e contenta che la sua posizione sullo sgabello alto, scopra interamente le gambe agli sguardi degli altri presenti che non si fanno certo pregare. Mai vista così tranquilla, così sicura e così pervasa da una luminosa bellezza senza età.
Entriamo nella sala da pranzo come fossimo sulla croisette del festival di Cannes . Peppe ci viene incontro sorridente.
“Venite, avete un posto speciale” La lunga sala è ad elle: girato l’angolo al centro della parte più lunga un tavolo posto su una specie di rialzo probabilmente fatto fare apposta immerso tra fiori e piante e alcuni scalini di legno per raggiungere la piattaforma piuttosto ampia.
“Un trono per la regina” commenta soddisfatto mentre una quindicina di persone ai tavoli applaude Paola che sorridente sale.
Ci sediamo al tavolo che ha vicino il cestello del ghiaccio con lo champagne. Da quella posizione sollevata, gli avventori hanno una visuale interessante della gambe di mia moglie che perfettamente conscia si siede in punta di seggiola non stando certo attenta a coprirsi. A servire tutto il pranzo è personalmente Peppe e si tratta di un menù di altissimo livello consumato con una commistione di piacere della tavola e di sottile eccitazione sollecitata dagli sguardi di tanti alla ricerca dello spiraglio tra le cosce di Paola che generosa come sempre regala ogni tanto qualche emozione.
Al bar, dopo pranzo, fanno a gara a stare vicino a Paola, a chiacchierare con noi, a chiedere, far vedere foto di anni fa di mia moglie prese e stampate dal vecchio sito, a raccontarci aneddoti e situazioni che mia moglie ha suggerito loro. Qualcuno tenta addirittura di strapparle un autografo su una foto che Paola però rifiuta con un sorriso cortese di concedere.
Peppe ci propone di passare nella sala verde, una piccola sala auditorium perché molti vorrebbero porci domande, fare una specie di incontro pubblico asl quale certo non ci sottraiamo.
Io e mia moglie ci sediamo sulle poltroncine davanti alle 6-7 file di seggiole, una trentina di posti quasi interamente riempiti da tutti uomini e l’unica donna del gruppo che ci viene a salutare con calore.
Paola accavalla le gambe e sembra in quel momento l’inquadratura di una telecamera sul pubblico che segue una partita a tennis, quando si vedono le teste all’unisono girare a destra e a sinistra a secondo della direzione della pallina che non si vede. Tutti gli occhi si abbassano per seguirne i movimenti. Paola incrocia le gambe regalando tutti i centimetri di coscia possibili.
Iniziano le domande, sulla nostra storia, sulle nostre esperienze riportate nel sito, sui problemi e qualche volta ci portano esperienze personali anche dolorose. Un colloquio sereno, piacevole, senza limiti o ipocrisie. Insomma, considerando che qualcuno ha chiaramente bevuto un po’, pene al pene e vino al vino. Schietta diretta, Paola usa termini chiari e parole non equivoche, dà qualche consiglio (ma a lei chiedono più che altro curiosità ed a me consigli…) racconta, descrive, ammette pi ù volte il suo piacere nel vedere i membri maschili tanto che la prendono in parola ed almeno 7 o 8 emergono dai pantaloni. Quando le chiedono di raccontare di Amburgo lei infiocchetta, aggiunge e aumenta la sensualità della cosa consapevole di aver avviato una sega molto collettiva con l’unica eccezione di Federica che si tocca palesemente sui pantaloni mentre con l’altra mano gioca con il membro del marito. Quando le domande vanno sul seno con qualcuno che ipotizza un intervento correttivo chirurgico, lei ride di cuore. “ Ma come mi sarei fatta una plastica lasciando la mia scarsa seconda misura? E poi come potete vedere, è un po’ sceso “ e si slaccia la camicetta sfilandosela, si toglie il reggiseno restando così a torso nudo in gonna e collant a vita bassa davanti a tutti. E’ un fioccare di fazzolettini e mugulii poco dopo. Sulla porta ,come sempre, le due guardie giurate due ragazzoni assolutamente corretti e turbati (come intuisco dal loro sguardo). Mentre usciamo un signore ci ferma sulla porta. “Secondo voi – ci chiede con un tono quasi aggressivo- perché Paola che è si una bella signora ma non certo la più bella di internet, non una strafica, ha tutto questo successo e questi fans impazziti nonostante l’età?”.
Faccio per rispondere e snocciolare la mia teoria nonostante il tono non proprio ossequioso della domanda quando Paola con un gesto della mano mi interrompe. Sorride al suo interlocutore, lo prende per mano e chiedendomi scusa un attimo e di attenderla due minuti, lo trascina a sedere su una delle seggiole dell’ultima fila , ne prende un’altra e gli si siede di fronte. Mi avvicino per sentire incuriosito.
“Vedi amico mio, me lo chiedo tante volte anche io – gli dice scosciando in modo evidente e calamitando l’attenzione dell’uomo e poi mi sono convinta che è la mia normalità e la mia schiettezza. Ho sempre detto che se per uomo sembra naturale desiderare di vedere nuda una donna, guardarle tra le gambe come stai facendo tu ora, è vero anche il contrario e, ad esempio, ora mi sto chiedendo come ce l’hai e se ti faccio effetto. Ho sempre ammesso che a me piace vedere un bel cazzo turgido, e mi sembra di avere gli stessi diritti di un uomo. Non l’ho mai nascosto e aiutato tanti a seguire i loro sogni per il piacere di farlo”.
“Io non ce l’ho bello, è piccolino” risponde lui colpito.
Gli sorride, gli accarezza il ginocchio. “Su amico mio, vediamolo allora, può darsi che non sia così” e lo guarda in viso.
“Ma qui, ora, vuoi vederlo davvero?” e si guarda in giro.
“Dai su lo hanno fatto in tanti prima, non hai visto? Fammelo vedere”
Esita, poi si slaccia la cinta e apre il pantalone restando seduto.
“Dai timidone, vieni qui” Paola lo tira verso di se costringendolo ad alzarsi e tirandolo di fronte a lei, aprendo le gambe in modo che lui possa avvicinarsi meglio. Decisa finisce lei di aprire i pantaloni e glieli cala con gesto deciso mentre quattro o cinque attorno si fermano a vedere, incuriositi. Poi piano piano prendendo il bordo dei boxer a fiori con due dita sia a destra che sinistra sull’elastico, tira giù, lo spoglia nudo. Una fitta peluria nera emerge assieme ad un pene che sta ergendosi, certamente non grosso, ma elegante, ben proporzionato.
Paola si avvicina a guardarlo, delicatamente con due dita ne afferra un lembo di pelle per sollevarlo appena causando un ohhhh dei presenti ed un mugolio dell’interessato. Lo solleva, lo abbassa, lo risolleva e quando lo lascia è duro e svettante anche se non lunghissimo. “ Invece è carino ed elegante e ne puoi andare fiero, e mi piace” gli dice tirandogli su improvvisamente i boxer ed alzandosi. Poi allungando di nuovo la mano sulle sue mutande: “Ora hai capito perché tutti questi sono qui per me?” e ride di gusto lasciandolo di sasso e con i pantaloni calati avviandosi verso la porta, dopo avermi preso per mano e ricevuto l’applauso divertito dei presenti. Strepitosa.
Questa Paola mi fa un po’ paura: sembra un’altra non solo per quei lunghi riccioli biondi che le cadono sulle spalle ma perché ha un fascino perverso particolare che domina non solo il folto gruppo di suoi fans guardoni, ma anche me e la situazione quasi grottesca in cui siamo. Un’altra donna rispetto a quella titubante ed eccitata di Amburgo o di quella vendicativa con l’ingegnere. Cìè serenità, consapevolezza, sensualità e maturità nel suo provocare ed essere provocata. Una forza magnetica che mi rendo conto rende del tutto inutile la presenza delle due guardie giurate: nessuno oserebbe fare qualcosa che lei non voglia. Così come quando con ferma calma comunica a Peppe che i tanti segaioli in attesa di un pomeriggio sul tipo della mattinata dovranno aspettare: passeggiata sul lago per mano io e lei scattando foto e rilassandoci.
Rientriamo ( attesissimi) alle 17 e andiamo in piscina.
La “tribuna” è gremita. Chi nudo, chi in costume, Federica in slip e grossi seni scoperti. Paola regala sorrisi e si spoglia. Si tuffa con naturalezza in acqua, salvando i capelli dentro una cuffia. Quando emerge si stende su un lettino accanto a me, pancia in sotto, con le gambe rivolte verso la gente che si avvicina, si siede persino per terra per guardarla meglio. Qualcuno si masturba, altri guardano solo. Federica di avvicina e le chiede qualcosa chinandosi vicino al suo orecchio. Mia moglie ride. Annuisce. Mi chiama vicino e si volta sul lettino stendendosi di schiena. Mi chiede di avvicinare il mio al suo. Federica le si siede accanto e mi fa un cenno.
“Pino fai quello che vuole lei, così diamo qualcosa da vedere, no?”
La mano destra della nostra amica va a carezzare i peli ordinati di mia moglie e l’altra scansa bruscamente il mio slip tirandomelo fuori mentre il marito di Federica si avvicina ai piedi di Paola, le dischiude le gambe e si siede di spigolo sul lettino tra di loro masturbandosi e guardando ora la mano di Federica che esplora Paola e ora l’altra mano della moglie che mi masturba.
Paola chiude gli occhi e si abbandona qualche istante al massaggio intimo della nostra amica poi mi guarda compiaciuta vedendo la mia erezione nella sua mano. Intorno si è fatto un capannello di uomini con il pene in tiro che si toccano e mugulano. Paola li guarda uno per uno e sorride. Federica che le sta facendo un ditalino profondo con due dita ed il pollice che sfiora il clitoride le estrae dalla vagina bagnate e le lecca avidamente.
Si china ancora all’orecchio di Paola che sorride.” Ok, le dice piano”
Fede si alza decisa ballonzolando i suoi grossi seni. Scansa il marito. Lo prende letteralmente per l’uccello e lo trascina accanto a Paola mentre mia moglie mi guarda e tira il mio verso la bocca. Lui ed io ci sistemiamo ai lati di Paola in modo che lei ruotando la testa possa leccare ora il mio ora il suo. A nostra amica con fare deciso le spalanca bene le gambe e si tuffa con il viso a cercare con la lingua la fessura ed il clitoride e si incolla con la bocca alla fica di mia moglie che intanto spompina senza fretta ( come fossero due gelati da gustare) me ed il marito. Lui non ce l’ha grossissimo e non mi stupisce ad un certo punto vederlo sparire totalmente nella bocca di Paola che tiene il mio con la mano. Poi in quella posizione lascia che la lingua di Federica fibnisca il suo percorso e lamentandosi con la bocca piena le viene sulle labbra stringendola tra le cosce. Capisco che lui sta per venire dai movimenti che fa e sono turbato. Paola non sembra volerlo lasciare uscire dalla bocca. Sto èquasi per dirglielo quando Federica si tuffa e prende in bocca il mio.
“Sborrami in gola Pino” urla fuori di se mentre alcuni degli spettatori lasciano odorose scie di sperma sulle gambe di Paola, sulla schiena di Federica, per terra. Faccio appena in tempo a percepire l’ansimare del marito di Federica e vedo lo sperma bianco colare dalla bocca di mia moglie che continua cingere il suo uccello ma stando ben attenta a non ingoiare, facendo colare tutto senza però lasciarlo con le labbra. Stringe invece forte Federica al mio primo sussulto, mi prende le palle e mi guarda negli occhi facendomi l’occhiolino per farmi capire di venire senza problemi. Nonostante sia la 3° volta in giornata sento lunghi rivoli riversarsi nella sua bocca ed in gola. Allungo la mano mentre vengo scansandole lo slip, abbassandolo dietro, penetrando in lei con due dita mentre mi sta ingoiando e lasciando che qualcuno le venga sulla schiena e sulle tonde natiche. Paola,con la bocca piena di sperma che sapientemente non toglie lasciando che si scateni l’eccitazione dei guardoni attorno, mi osserva soddisfatta. “Bravo porcellino mio, ti è piaciuto eh?” e allunga la sua mano estraendomelo dalla bocca avida di Federica che fugge via ridendo. Si mette a sedere sul lettino. Si asciuga la bocca, il mento e il collo con la mano. Attorno a noi altre tre o quattro impegnatissimi.
“Ok ragazzi, facciamo stop. Lasciamo qualcosa per stasera no?
Ubbidiscono. Solo uno, cicciotello, quello che ci ha fatto vedere la collezione delle foto di Paola scaricate dal sito, la scongiura. “ No, no , ti prego, sto per venire, è un sogno, ti prego…”
Scuote la testa poi con il palmo della mano gli fa segno di mettersi seduto accanto a lei sul lettino. La pancia quasi copre il non maestoso uccello che continua a segare freneticamente. Paola dolce e comprensiva gli mette una mano sulla coscia. “ dai, allora, sono nuda, vicino a te, e come mi dicevi tante volte su messenger, ti guardo da vicino mentre sborri. Vedi, guarda, te lo sto guardando “ e così dicendo si china verso di lui. Basta appena che accenni al movimento che la piccola cappella scura stritolata dalla sua mano si riempe di liquido bianco che cola lungo la mano.
“Bravissimo, così, dai, fammelo vedere tutto “dice Paola senza sfiorarlo.
Due minuti dopo siamo incredibilmente soli e Paola mi invita in acqua in piscina. Ci bagniamo nudi abbracciandoci.
Paola avverte una certa mia tensione. “Tranquillo Pino, è solo l’ultima te l’ho detto, liberati anche tu, fai quello che ti piace quello che poi non farai più, sentiti non giudicato e tranquillo. Io non credo ti sia dispiaciuto davvero vedere che lui mi è venuto in bocca, so che ti piace, pensa solo che è l’ultima avventura e quindi non ci potrà essere un precipizio come temi sempre o una assuefazione. Le regole sono fatte per essere cambiate, no? E stavolta le cambiamo assieme e ti chiederò altre cose prima di chiudere”. Mi abbraccia strusciandosi in acqua. “Non ti fa schifo se ti bacio, vero?” mi dice provocatoriamente allungando la sua lingua che sa ancora di sperma nella mia bocca.

La cena si svolge tranquilla sulla falsariga del pranzo con Giuseppe e Franco che si sentono i più intimi che fanno a gara per essere gentili. Franco all’antipasto si avvicina con una mazzo di rose rosse ed un biglietto. Paola ha scelto un elegantissimo vestitino nero con spacco laterale, spalle nude sulle quali ricadono i lunghi capelli ricci biondi e Franco non riesce proprio a trattenere un meritato complimento: “ Paola è per te, sei una dea stasera, la dea del piacere”.
Ringrazia, gli da un bacio sulle labbra che lui proprio non si aspettava. Poi torna composta a sedere, appoggia i fiori sulla seggiola vicino legge il biglietto e me lo porge.
“ Un piccolo omaggio al grande sogno di tutti dal linguista speciale: non dimenticare l’ultima nostra chattata e il più grande desiderio…”
Fa la misteriosa quando la interrogo per sapere quale sia. “ te lo dirò al momento opportuno se vuoi… ma dipende da te ovviamente”.

Peppe dopo il caffè ci da appuntamento alle 22 nella sala conferenze trasformata e ci dirigiamo in camera sempre seguiti dalle due guardie del corpo armate. In ascensore salgono con noi e Paola attacca discorso. Gli chiede a bruciapelo cosa pensano di quello che sta succedendo.
Uno sorride e sostiene che non deve pensare che è pagato per proteggerci e basta. L’altro invece ammette che non ha mai visto qualcosa di simile e che è eccitatissimo. Mia moglie sorride compiaciuta.
“Sentite, dice loro mentre si stanno mettendo a destra e sinistra della nostra porta, ora abbiamo mezz’ora. Su venite dentro”.
La guardo stupito. Lei ride. “Pino dai, hanno… delle belle pistole questi ragazzi” che non si fanno ripetere l’invito.
Paola apro il frigo bar e offre loro un bottiglietta di spumante che cortesemente rifiutano. Li invita a sedersi sul letto l’uno accanto all’altro. Io mi siedo in poltrona con una strana inquietudine. Mai vista mia moglie così. Si pianta innanzi a loro e si sfila dalla testa il vestito nero. “Se no si macchia” dice con disarmante malizia e sincerità. Resta in slippino nero e autoreggenti.
“Su toglietevi tutto sotto” li incita con disarmante semplicità. E’ il caso di dirlo perché due secondi dopo i pantaloni e gli slip sono sul tappeto accanto alle pistole. Sono due bei ragazzi, ben dotati anche se non ancora eccitati. Paola si inginocchia accanto al letto davanti a loro due seduti sul bordo. Prende in mano tutti e due,ognuno in una mano.
“Dopo tutto quello che avete visto non avete voglia?” gli chiede mentre piano piano li masturba facendoli lentamente crescere in consistenza.
Le due mani percorrono in sintonia le verghe ormai rigide. Paola in silenzio li guarda, osserva me, poi avvicina il viso ora all’uno ora all’altro.
“Pensate di poter venire così ?” chiede premurosa.
Troppo lunga l’osservazione e l’eccitazione della lunga giornata: non ha finito la frase che lunghi getti si innalzano da quello che Paola masturbava con la destra. Lei lascia l’altro, con la sinistra gli tiene i testicoli e con la destra finisce la sega senza badare al fatto che lo schizzo le è finito sulla spalla e sul seno oltre che aver poi impregnato entrambe le mani. Finisce bene mentre l’altro se lo tiene. Mi chiede dei fazzoletti mentre sta ancora spremendo bene.
Si asciuga le mani senza alzarsi dalla scomoda posizione. “Tocca a te,su “
Gli fa aprire, spalancare le gambe e si mette in ginocchio in mezzo appoggiando con un gesto straordinariamente erotico il volto sulla sua coscia nuda a dieci centimetri dal grosso uccello con i lunghi capelli che sono persino sulla punta del suo uccello che ora masturba con la destra mentre la sinistra tiene i testicoli. Una posizione così erotica che viene durissimo a me. Quando avverte l’ansimare, però, si tira su, torna a mettersi in ginocchio e lo incoraggia. I getti , sei o sette da quello che vedo, li dirige verso il ventre della guardia giurata. “ Una mitragliatrice questo bell’uccello, non una pistola”, commenta soddisfatta carezzando con la punta delle dita il tantissimo sperma sulla sua pancia e sui peli. “ Soddisfatti?” chiede ad entrambi. “ Ora ce la fate senza problemi ad assistere alla conclusione della serata?” Loro forse, io molto meno.

I due si rivestono ed escono dopo avermi fatto, chissà perché, una marea di complimenti. Paola si lava e si mette a posto capelli e vestito.
Le chiedo come possa avere ancora voglia.
“E’ l’ultimo Pino, dai, l’ultima notte e ho certe idee…”
Ingoio saliva preoccupato.

Siamo in ritardo di un quarto d’ora quando entriamo nella sala conferenze appena illuminata da una serie di lampadine rosse. Al centro un enorme letto, forse due matrimoniali attorno al quale decine di seggiole occupati da un’ orda famelica che spaventerebbe chiunque ma non Paola.
Un applauso esplode come se fosse una spogliarellista al suo ingresso.
Mi tira per mano. In piedi davanti al letto chiede e ottiene attenzione e silenzio.
“Vi ringrazio tutti, vecchi e nuovi amici – dice – per questa che è una conclusione del mio percorso. Dopo stasera non mi vedrete più in messenger e chiuderemo siti e quant’altro”. Un nooo ed un mormorio di disapprovazione sottolineano il passaggio. “C’è un momento per tutto –prosegue Paola- e anche un momento per cambiare. E’ una mia, una nostra decisione chiara e serena ma prima…” attende qualche secondo, prima ho mantenere diverse promesse. Esplode un applauso.
“ Solo che- prosegue – stasera farete quello che dico io . Alcuni li chiamerò altri staranno a guardare. Non posso farlo con tutti quindi sarà così. Chiaro?”
La guardo ammirato. Mai vista una sicurezza così sfrontata ma non ho capito dove voglia arrivare.
“Ora vi dirò cosa faremo questa sera e lo rivelo anche a mio marito che per una volta non sa nulla. Siete qui per guardare, vedermi, masturbarvi, lo so. Ma inizieremo con un mio vecchio sogno . Io mi metterò su quel letto appoggiata a mio marito, che mi carezzerà il volto, e la testa, ma mentre chi vuole guarda sceglierò dieci di voi che dovranno ritardare i loro automassaggi, per toccarmi come e dove volete (tranne il viso) tutti assieme. Voglio venti mani addosso. Non avrete limiti se no quello di non farmi male e di non togliermi le calze e voglia che mi facciate venire più volte ma senza fretta e con dolcezza”. Scoppia quasi un boato. Poi quando ve lo dirò io quelli che lo hanno fatto potranno masturbarsi su di me venendomi dove volete, ovunque, ma assolutamente senza penetrazione e senza alcun ulteriore toccamento. Se non rispettate questa mia regola i miei due amici ( ed indica le guardie giurate) mi porteranno subito via ed il gioco finisce li. E’ chiaro ? ve la sentite di assicurarmi che sarà così? Mi pare che è molto più di quello che era stato concordato no? Siete d’accordo?
Il si che segue è una specie di urlo.
“Pino seguimi e fai quello che dico: ricordati ultime ore poi sarai tu a disporre e saremo solo noi per sempre” mi sussurra all’orecchio.
Mi fa spogliare nudo come del resto sono già nudi molti nella stanza. Mi fa mettere seduto a capo del letto con le gambe parallele alla spalliera di bambù.
Si sfila tra gli ohhh il vestito e resta in slip e autoreggenti. Si mette sul letto anche lei. Attorno si riuniscono in tanti. “Ora scelgo te, lui , ancora te…” Paola indica e tocca quelli attorno.
“Chi ho scelto qui accanto a me e gli altri a guardare, ok?”
So che a guidare la scelta è stato il suo particolare gusto per l’avambraccio e le mani. Adora guardare quello ( oltre che…) in un uomo.
Si stende e appoggia la sua testa sulle mie gambe con i capelli che mi fanno solletico tra le cosce e la nuca quasi appoggiata ai testicoli.
Chiude gli occhi quando le metto una mano sulla fronte.
“ Cominciate” ordina chiudendo gli occhi.
Il gruppo si stringe attorno a lei . Venti mani si allungano dolcemente su mia moglie. Le aprono le gambe, le toccano i piedi, l’interno coscia le braccia persino abbandonate lungo il corpo, le mani, si allungano sui seni e collaborano nel carezzare, stringere appena il capezzolo subito turgido, esplorare tastando ovunque, la pancia, e si infilano subito sotto lo slip. Si litigano lo spazio tre o quattro mani e dalla m ia posizione lo spettacolo è così eccitante da star male. Tre o quattro mani le sollevano di forza il bacino quasi strappandole le mutande e spalancandole le gambe. Ora le mani fanno a turno come guidate da una occulta regia: seni, cosce, piedi, e si alternano toccandole il monte di venere, il clitoride, penetrando dentro di lei con diversa dite perché il rumore degli umori lo percepisco più forte dei mugolii loro di quelli di Paola che si abbandona totalmente alle loro mani. Sollevarla , scansarla,aprirla sembra uno scherzo per tute quella mani senza volto. Quando diverse mani le abbrancano le gambe alzandole verso di me in modo da scoprire anche il sedere, capisco che l’esplorazione collettiva non avrà limiti. Federica compare dal nulla con una bottiglietta di olio , evidentemente l’avevano concordato. Si fa largo tra le mani vogliose e versa gocce tra le gambe di mia moglie e dietro.
Ora Paola è in preda a sussulti. Ha mani che le stringono i seni, che le carezzano i piedi rovesciati verso di noi e uno dei suoi sollevatori si mette in bocca l’alluce di Paola. Almeno tre quattro mani sono tra le sue gambe. Una si preoccupa di stringere con due dita il clitoride gonfio, altre dita entron oe escono dalla sua intimità andando sino in profondo, un altro si è impossessato del buchino più stretto e la penetra anche li, e si vede benissimo il dito che va profondo, indugia, esce e lascia posto al dito di un'altra mano che alterna questo ditalino anale a due. Mentre altri la tengono, la esplorano, la aprono.
Paola resiste agitandosi cinque minuti, apre gli occhi cerca il mio viso, vedo il piacere folle nel cupo del suo sguardo,non è in grado di fare nulla con le sue mani e le sue braccia anche loro prede di carezze e toccamenti e strisciando la testa sul mio pene divenuto durissimo si abbandona al primo orgasmo. Urla mentre viene ma non smette di agitarsi e di dire “ancora ancora”. Nella poca luce percepisco dai movimenti nella stanza che già molti hanno ceduto. Gli orgasmi di paola sono a raffica suggeriti da mani che sembrano aver sempre saputo dove esplorarla, dove prenderla, dove violentare con dolcezza la sua intimità. Viene almeno 5 volte in mano a tanti uomini come non ha mai neppure sognato, incapace di muoversi e di reagire. Poi si irrigidisce.
“Basta, dice con una voce roca- ora voi”.
Non guardo neppure chi sia, il volto di chi si avvicina. Per una decina di minuti mentre accarezzo Paola sulla fronte e sulle guance, vedo solo avvicinarsi cazzi piccoli, grandi tutti in tiro che esitano qualche istante poi scaricano ora gocce lente che cadono sull’ombelico, sui peli, sui seni, sui piedi, sulle calze quasi calate dalla famelicità delle carezze, ora schizzi prepotenti che percorrono l’ inguine, piovono sulle irritate grandi labbra spalancate, fanno il coast to coast dei seni, inondano le guance con lei che tiene la bocca e gli occhi serrati sottoponendosi a quella pioggia calda. La sua mano ora masturba il mio e anche io non posso fare ameno di venirle sul viso e sul collo suggerendo una via che un altro paio di cazzi si preoccupano subito di ripercorrere. Paola è completamente immersa nello sperma dal volto ai piedi come tante volte aveva sognato. Se lo spalma addosso, tra le gambe viene ancora appiccicosa e soddisfatta. Poi urla a tutti di fermarsi di smetterla. Federica accorre con accappatoio e asciugamani umidi e la pulisce per quello che può. Paola è sfinita e respira a fatica. Piomba il silenzio nella stanza. Qualcuno in un angolo prosegue il suo lavoro. C’è persino un po’ di tensione sin oa che Paola riapre gli occhi, un po’ a fatica si mette seduta sul grande letto, guarda attorno e sorride.
“Bravi, niente male, niente male” dice a tutti e scoppia un’ovazione.
“Pino portami di sopra”. Si alza chiude l’accappatoio impregnato si avvicina a Franco che era tra i prescelti iniziali, parla con lui qualche istante ed indica qualcosa. Poi mi chiede di accompagnarla in stanza.

Una doccia di quasi venti minuti. Così Paola scarica la tensione per la sua prima gang band, il fuoco d’artificio finale che mi ha eccitato e sconvolto.
“Sei arrabbiato con me Pino?” chiede mentre esce dal bagno con l’asciugamano a turbante e l’accappatoio.
Si stende accanto a me sul letto. “No , un po’ provato forse, ma non arrabbiato”.
“Ah bene - dice con espressione del viso spiritosa e improvvisamente furba- perché non ho ancora finito”
“ Non ci credo! Non sei soddisfatta? Ma sarai venuta 20 volte oggi, non sei sfinita?”
Fa quasi con la mano, sorride ancora mentre si asciuga e ripete “Dai un po’ di pazienza, è l’ultimo ultimo, fai quello che ti dico? Poi più niente solo tu! Dai se vuoi ancora darmi spazio… tra un’ora vengono in camera…per favore”
Non le rispondo neanche e mi stendo sfinito a riposare.
E’ la volata finale ma dopo 27 anni chissà perché sento che farei bene a temerla e non le chiedo nulla.

La stanchezza può più del dubbio e dell’eccitazione. Quando riapro gli occhi Paola sta ancora dormendo accanto a me la mezzanotte è passata da venti minuti. Poi realizzo:a svegliarmi è stato un ticchettio alla porta.
Io sono in mutande, Lei si è appisolata con gli slippini e basta ma non mi pare il caso di andare per il sottile. Mi alzo traballante dal sonno e vado alla porta. Ci sono 3 persone che stento a mettere a fuoco.
Franco è quello che entra deciso seguito da Peppe con 6 bicchieri a calice e dietro l’ingegnere mulatto che ha in mano due bottiglie di champagne e un ragazzo moro, un po’ tarchiato che avevo avuto modo di vedere appena arrivati, uno di quelli che era venuto ad idrante . Franco si affretta a spiegare che è stata lei a organizzare la cosa vedendo la mia faccia stupita.
Entrano tutti e Paola si sveglia chiedendo che ore sono.
Ora di chiudere tutto, le dico con un pizzico di polemica. Lei mi indirizzano sguardo severo. “ Eravamo d’accordo,no, per una volta , l’ultima dirigo io “e li ho invitati io. Qualcosa in contrario? “ Sfrontata e aggressiva anche seminuda sul letto davanti a 5 uomini. Ma del resto quello che ha vissuto stasera basterebbe per una vita. Peppe sta lodando mia moglie e lo Champagne che ha portato non necessariamente in questo ordine, Franco ha negli occhi una luce perversa, lo straniero e l’altro sono silenziosi ed in disparte. Beviamo e brindiamo alla stupenda serata anche se mi sento a disagio e non so perché. Mi attendo qualcosa di strano. Paola ha ricaricato le pile e sta commentando la giornata con gli altri. Mi siedo accanto a lei sul letto a sorseggiare lo champagne e le chiedo cosa altro possa desiderare e cosa le passa per la testolina.
Beve un'altra lunga sorsata. Poi mi spinge giù sul letto e mi bacia con passione. “Amore mio, mi fai fare tutto quello che voglio per l’ultima ora di trasgressione? Voglio fare alcune cose che sono sicura ti piaceranno ma devi dimenticare le tue paure, le tue ritrosie e dare ascolto all’istinto. Pensa… è l’ultima”.
Non posso resistere. “Che hai in mente, me lo dici?”
“Esattamente ciò che hai sempre desiderato e non hai mai osato chiedere”
Mentre gli altri devono ancora mi sale a cavalcioni e mi sfila lo slip iniziando a massaggiarmelo strofinandosi.
Quando vede che inizia a fare effetto scivola da un lato, me lo prende in mano mentre gli altri si avvicinano. “Sai Pino, ora in 4 mi scoperete venendomi dentro in un ordine che ho in mente e mi verrete dentro tutti e Franco alla fine mentre tu lo aiuterai, mi leccherà tutto. Ma tu dovrai essere come voglio io e collaborare, per una volta, l’ultima e poi tutto sarà finito. Vedi che ti piace l’idea?”
“Ma Paola questo lo avevamo escluso…”
“Ma Pino questo è quello che tu vuoi veramente. Su ora levami gli slip e preparami al cazzo di questo ragazzo. Voglio che me la apri tu per lui, che mi prepari”.
Agisco quasi sotto choc e l’assecondo. Le tiro giù lo slip, mi metto seduto sul letto e lei dandomi la schiena viene tra le mie gambe.
“Su Pino, ora lui mi scopa: preparami”. La tocco, le apro bene le gambe mentre il ragazzo si sistema tra le sue cosce con lo svettante cazzo bianco, tutto rasato. La accarezzo tra le cosce, le apro le grandi labbra e la penetro con un dito sentendo quanto è già bagnata. Gli altri sono tutti nudi.
“Ti ricordi Pino quanto sborra lui? E’ un fiume e ora mi verrà dentro la figa e mi farà godere sai” mi dice aggressiva e sfrontata. Ubbidisco in trance allargandole ancora la figa mentre lui si sistema e si avvicina. Ora le è quasi sopra. Inevitabile. Tolgo l mano. Sento e vedo il suo cazzo farsi largo, poi il rumore degli umori di Paola fa comprendere che è penetrato dentro di lei mia moglie inizia a muovere il bacino stringendomi la mano.
Si lamenta, dice cose oscene, lo incoraggia a scoparla forte. Il Ragazzo suda, ha il volto stravolto, segue il ritmo dei colpi mentre mia moglie gode tra le mie braccia la sua penetrazione. “vedi Pino come mi scopa, vedi come va a fondo?” singhiozza tra un sospiro e l’altro. “Su tienigli tu le mie gambe aperte così mi arriva più in fondo” mi sollecita
I colpi si fanno più forti. Conosco bene mia moglie: so che sta per godere ma così per lei è difficile. Infilo la mano tra lei e il suo scopatore sino a raggiungere il clito. Solo così lei viene. Si agita, urla chiede a lui di venirle dentro. Sento la tensione del suo corpo e di quello del ragazzo poi la mia mano in mezzo ai due corpi percepisce chiaro prima l’orgasmo di Paola, poi le spinte con le quali il lunghissimo e copioso orgasmo di lui le inonda vagina e utero. “Coosììì” urla lei, “ora su, svelto Peppe, scopami tu dentro il suo sperma”. Il ragazzo si ritira di scatto e prima che me ne renda conto è Peppe che ha già infilato il suo nella sua vagina. Inizia la penetrazione con uno strano rumore che denuncia come la sborrata precedente abbia già riempito mia moglie. Ma non si ferma. Paola mi incita a tenerla aperta e Peppe già molto carico la scopa con forza. Le alza le gambe a squadra senza uscire da lei e mi chiede di tenergliela così. Eseguo. In questa posizione vedo chiaramente il cazzo di Giuseppe entrare dentro e ad ogni stantuffata un filo di sperma bianco esce e cola sulle gambe. Paola si abbandona al mugolio ma sento che non ce la fa a venire ancora. Lo asseconda ma soprattutto guarda me. “ Guarda Pino, guarda bene come mi sta scopando e come anche lui mi sborra dentro” Mi avvicino ancora. Peppe da ancora due colpi profondi, lo lascia tutto ficcato dentro tanto che vedo i suoi testicoli urtare sul sedere di lei e poi sobbalza venendole dentro. Sta ancora probabilmente scaricandosi quando Paola mi dice piano: “ Ora tu amore, vieni dento di me così piena di loro” .Senza capacità critica ubbidisco: la tensione del mio uccello è ora insopportabile. Peppe si toglie da lei portando fuori un fiotto di crema che le scorre tra le natiche e gli altri due mi sostituiscono nel tenerle le gambe.
Prendo il posto di quei due, lo infilo come fatto migliaia di volte i quella fica stupenda che ha ma la sensazione è completamente diversa. Il mio cazzo no trova neanche un po’ di resistenza. Affonda con uno squish inquietante in un mare di liquido denso. Non riesco quasi a sentire le pareti della sua vagina, Difficile sborrare così, quasi non avverto nel mare di liquido denso, il movimento. Provo a scoparla ma è come se no sentissi nulla.
“ Mi Sa che così non ce la faccio a venire sai” le dico piano,
“Non mi devi sborrare tu, lo fai sempre – mi risponde- volevo solo che lo mettessi nella mia fica allagata. Ora Pino fai quello che ti dico, quando esci”.
“Sai, il più bel cazzo che ho visto oggi è quello suo” e indica ,il marocchino mentre la sto ancora penetrando. Ora Pino fai una cosa. Glielo prendi tu in mano e me lo metti tutto dentro. E’ enorme e anche così bagnata devi aiutarlo”.
“ Ma Paola che ti piglia? Sei pazza?”
“Fallo Pino ti prego. Voglio che glielo prendi in mano tu e voglio che sia tu a mettermelo e spingerlo dentro di me, sino in fondo, lo voglio tutto ma guidalo tu”. Affondo ancora qualche colpo mentre l’ingegnere mulatto si avvicina al nostro letto e gli altri due tengono ancora sollevate la gambe di mia moglie. Sono indeciso. Nessuno parla. Lui è ad un passo da me con quel suo arnese scuro, lunghissimo, teso che tiene alla base, come ad offrirmelo.
Paola mi guarda. Mi stacco da lei e ancora un rivolo di sperma denso segue la mia uscita. “Fai presto” mi dice mettendosi la mano a chiudere le labbra spalancate. Esito ancora un attimo poi allungo la mano. Per la prima volta in vita mia tocco un altro cazzo. E’ molto più grosso della mia presa. Non è durissimo, probabilmente come tutti quelli di questa dimensione penso, ma la sensazione è davvero strana. Mi scanso mentre lui prende il mio posto e la mia mano guida il suo arnese. Nella manovra ho la sensazione che perda un po’ di tensione. Istintivamente faccio qualche colpo su e giù sulla sua asta facendo scorrere la pelle in basso. Dirigo la punta del suo uccello tra le cosce di mia moglie che toglie la sua mano. Controllo in modo che la grossa cappella punti il buco con precisione e tolgo la mano spingendolo sulla schiena a fargli capire che può penetrare. Non è delicato. La prima spinta è forte e decisa e lo sguish che sentiamo tutti della penetrazione tra sperma e aria è fortissimo e Paola sobbalza tra piacere e dolore. E’ entrato per oltre meta’ ,lo vedo bene, quando si ferma, estrae qualche centimetro e affonda nuovamente con più decisione. Dai lati della vulva spalancata e tesa attorno al grosso pistone esce ancora liquido bianco che però lubrifica il movimento. La seconda spinta è decisiva: il grosso cazzo scompare tutto nella fica di mia moglie che urla dal piacere. “ E’ grosso Pino, grosso, tanto grosso e glielo hai toccato anche tu” farnetica e ripete forte. “ Guarda come lo prendo amore mio guarda come sono brava” e si inarca per andare incontro alla penetrazione. Ora senza problemi lui stantuffa i colpi che le fanno perdere il lume della ragione. So come le piace e metto la mano una decina di centimetri sopra il pube spingendo in dentro. Questa manovra avvicina il punto G e lo stimola e a lei piace sempre tanto ma nel farla avverto chiaramente la lunghissima asta scorrere dentro di lei. E’ una sensazione strana e nuova.
I colpi profondi le fanno anche male, lo avverto. Deve essere lei a guidare.
Allora le dico che mi piacerebbe vedere lui sotto e lei sopra. Senza uscire lui prima si stende su di lei e poi la gira . Ora è con la schiena sul letto e lei si tira su a cavalcioni e si china verso il suo petto. La abbraccia e la cinge in un movimento che mi infastidisce perché Paola sembra accettare con estremo piacere quel gesto . Piegata così scivolo verso i loro piedi per vedere da dietro, da vicino e ce l’ho a pochi centimetri l’enorme coso che entra ed esce: in quella posizione non è tutto dentro e Paola con il suo movimento evita che i colpi duri che lui infligge possano farle male. Agita il sedere. Tutti si avvicinano a guardarla tranne Franco che le tocca i seni. Le carezzo le natiche mentre la sta scopando e sta godendo tanto. Il suo piacere aumenta. Vado più deciso. Il buchino dietro è quasi chiuso dalla grossezza del membro che la penetra in vagina. Stento molto persino a trovarlo ma gli umori e lo sperma non rendono poi difficile la penetrazione del mio dito medio dentro.
Lo agito appena dopo che l’ho infilato tutto. Sento chiaramente il grosso glande scorrerle dentro e spingendo in basso posso persino fare pressione sul membro che la sta scopando provocando una evidente reazione in entrambi. I colpi aumentano come i rantoli, i lamenti le urla di lei. Ecco… affonda ancora e lo fa per ficcarglielo dentro tutto e restare qualche secondo tutto infilato. Sento che è il momento e agito il dito dentro il culo di mia moglie strofinandolo sulla grossa verga che sento pulsare. Lo sperma che scorre e le contrazioni dell’orgasmo le sento chiaramente con il mio dito come il piacere di Paola. Urla ad ogni ondata e si abbatte su di lui che l’abbraccia stringendola al suo petto mulatto. Accompagno con il dito gli ultimi sussulti. Il membro è ancora ficcato nella fica di mia moglie ma ora sembra più sgonfio ma ancora talmente grosso da fungere da tappo. Non resisto alla tentazione anche se so che è difficilissimo. Apro le gambe di lui mi metto dietro, punto il mio cazzo sul buchino di lei che ho appena lasciato. Provo a spingere.
“Pino mi fai male così non entra…” si lamenta. Non la sto a sentire.
“Adesso tesoro ti inculo mentre lui sta ancora dentro di te e stai buona buona. Tu tiella così “ordino al marocchino. Esegue. La stringe catturandola e costringendola a restare ferma. La mia cappella spinge con forza, Paola si lamenta ma poco dopo con un ahia di lei, la strada è trovata ed entro deciso, tutto dentro di lei.
“ Mi fa male è troppo grosso il tuo, troppo grosso quello suo “ si lamenta lei
“Beh la tua parte di piacere l’hai presa no, rispondo deciso, ora se soffri un po’ va bene : ti voglio inculare mentre sta dentro di te: ricordi l’hai detto tu, è l’ultima volta possiamo fare tutto”.
Tra dolore e piacere Paola torna a lamentarsi. Dopo qualche istante di manovra sento che anche lui torna a muoversi dentro di lei. Difficile sintonizzare i movimenti ma io sono troppo teso. Ancora qualche colpo e mi scarico dentro nel più complesso e profondo rapporto anale mai avuto con Paola.
Lei non ha goduto.
“Ora tutti e due uscite, presto” ordina mentre è ancora penetrata da entrambi che ho una promessa da mantenere”. Mi tolgo e Paola scivola via (impressionante l’asta di lui che esce piena di liquido). Si tiene la mano sulla fica e si butta sul letto di schiena piegando le gambe ed allargandole. “ Dai Franco, ordina, avevi detto che mi avresti ripulita tu se mi avessero sborrato in tanti dentro. E’ la tua occasione”.
Il nostro esperto linguista non se lo fa ripetere. Si precipita mentre Paola spalanca le cosce. La sua Fica è apertissima, piena di seme bianco di tre uomini che le sta uscendo a fiotti e anche da dietro esce un filo.
La lingua di Franco copre la scena. Inizia a leccarla con coscienza e passione e lei se la gode. Mi siedo sul letto vicino a lei carezzandole il viso, i seni, il pube mentre il capo di Franco è stretto ed incollato tra le sue cosce.
Le dico che è stata bravissima e che ora deve godere profondo.
E’ stanchissima,sconvolta, non riesce. La Lingua di Franco fa ricorso a tutta la sua abilità ma ci vuole quasi un quarto d’ora perché mia moglie stringa i pugni e inizi a muoversi andando incontro alla sua bocca proprio mentre in stanza entra Federica in slip e reggiseno seguita dal marito. Entrambi bisex non possono che ammirare e apprezzare la situazione.
Paola finalmente viene nella bocca di Franco che dovrebbe aver ingoiato parecchio a giudicare dall’espressione. Peppe, il Marocchino e il ragazzo che durante l’esercizio di Franco hanno ripreso a masturbarsi si avvicinano al letto. Paola non ha più forze. I loro schizzi sul suo corpo quasi non li avverte. Il ragazzo ancora una volta la inonda sui seni, il marocchino preferisce i peli del pube, Peppe le viene sulla pancia.
E’ finita penso. Finalmente finita anche se le ultime manovre mi hanno dato ancora qualche brivido. I quattro escono dalla stanza dove restano solo Federica e il marito. La nostra amica sta carezzando il corpo di Paola pieno di sborra, la tocca tra le gambe spalancate che lasciano ancora uscire crema bianca nonostante la lunga cura di Franco. Non la eccita, la massaggia in modo rilassante. Mia moglie immobile respira forte.
“Sei soddisfatta amore, possiamo chiudere qui finalmente?” le chiedo.
Si tira su sui gomiti. Mi guarda. “Non ancora” aggiunge sibillina.
“Ti piace Federica?” Mi chiede a sorpresa.
“Certo è molto giovane e carina”.
Lancia uno sguardo di intesa con l’amica e con lui. “Devi sapere Pino che lei non ha ancora mai dato il sederino al marito. Vero?”
Entrambi annuiscono. Interviene lui:” non è che lei non voglia ma come sai siamo bisex :ebbene tutte le volte che ci proviamo, sarà perché ho in mente altro quando tento di fare quello, non ci riesco, perdo tensione”.
“Ora Pino li aiutiamo noi, vuoi?”
“certo se posso, se possiamo…”
“Oh certo che puoi , Pino, basta che lasci fare a me” dice con un tono equivoco
“ Sei stato così bravo prima a incularmi nonostante avessi dentro quel bastone che credo non avrai problemi con questo” e così dicendo rigira Federica e le tira giù lo slip iniziando a massaggiare i glutei trasferendo tra le sue natiche lo sperma che ha ancora addosso a mo di lubrificante aggiungendo la sua saliva. Poi mentre lei si finisce di spogliare ed il marito si siede in fondo al letto, Paola si alza, va alla valigia verde e prende l’olio lubrificante del suo vibratore speciale. “Vedi Pino, te la preparo io”. Senza alcun problema le versa qualche goccia, le apre le natiche la tocca dietro e, non mi sfugge, anche in fica proprio lei che non ha mai voluto. Il massaggio di Paola è eccitante e lei lo gradisce . Il marito è li che guarda e se lo tocca e Federica mi chiama vicino e inizia a toccarmelo stesa a pancia in giù mentre Paola prosegue nel suo lavoro.
“Però non capisco come possiamo aiutarli così” aggiungo mentre Fede mi masturba con piacere. “Non è che mettendolo dentro una volta si apra una strada e poi il problema ho capito che è lui, no?”
“Guarda Pino che non è la prima volta che Federica lo prende dietro. L’ha già fatto, non con suo marito, ma l’ha già fatto vero?”
Lei annuisce mentre si allunga e mi tira verso se per portarsi alla bocca il mio membro sotto gli occhi del marito eccitatissimo.
“E allora?”
“Pino ,dammi retta, non fare domande ed ora faglielo, su, ti aiuto io”
Fede si tira su e si mette il cuscino sotto per sollevare il bacino poi torna a stendersi. Le vado dietro e le faccio allargare bene le gambe. Ha un culo tondo e sodo, bellissimo ed un buchetto già aperto dalle carezze di Paola che prende il mio pene in mano e lo dirige. Con la sinistra le dilata il buchetto con la destra appoggia la mia cappella. “Spingi Pino su “. E’ un attimo, più facile persino che con Paola. La capella sparisce subito e l’asta affonda profonda nelle sue viscere con le che allunga la mano per sentire, per toccarsi il clito.
“Bravo Pino, così, ti piace il suo culetto? Dai fattela bene lentamente”
Affondo e mi ritraggo ma sinceramente non capisco. Paola ora ha messo la mano sulle mie natiche e spinge assecondando il mio movimento. Poi mi sfiora, le divarica cerca il mio di buchino e lo tocca facendo entrare la punta dell’indice come fa spesso. “Bravo Pino, così”. La carezza dietro di Paola è insistita. Poi sento l’olio tra le mie natiche ed il suo dito che penetra profondo dietro.
“Vero Pino che ti piace così mentre la inculi?”
“Si Paola certo, quello che vuoi” le dico nel furore del momento.
E in quell’istante mi rendo conto che il marito di lei non è più sulla seggiola a guardare e che si è avvicinato alle mie spalle al letto.
“Ecco Pino continua così, ora li aiutiamo”
“Cioè?”
“Non lo intuisci? Ma dai, tu così fantasioso…”e il dito ora si agita dentro di me
“No, che devo fare?”
“Inculare sempre federica, starle dentro finchè ti dirò di farlo ma nel frattempo anche suo marito… in qualche modo è come se le fosse dentro perché…. Ora te lo mette dentro a te”.
“Paola ma sei scema?” Mi fermo nel movimento e sento che sto perdendo l’erezione.
“No Pino, io credo che essendo l’ultima cosa che facciamo anche tu debba provarlo. Hai fatto lo spiritoso prima, hai detto che dovevo prenderlo nonostante quel pezzo di palo che avevo davanti e non credo che avrai difficoltà a prendere tu un cazzo come quello suo che è la metà del tuo. E per lui sarà come inculare la moglie. Lo farà a te mentre tu lo fai alla moglie. Tu fai l’ultima esperienza che ci manca, io mi eccito da morire a vederti e finisce qui. Su non fare storie mi sembra che una cosa tu me la debba, no? Dai senza storie, Continua con federica”.
La nostra amica intanto sta per godere e si agita.
Mi concentro su di lei e torno a pomparla piano mentre Paola mi accarezza sempre li. Non posso non accettare, ha ragione.
Non sarà la fine del mondo. Spesso lo ha fatto con il vibratore.
Pochi istanti e sento la mano di Paola allargarmi mentre intuisco che l’altra sta dirigendo il cazzo di lui. Il contatto lo sento un istante dopo. Mi sembra tutto tranne che duro,uno strano oggetto moscio e tondo che si appoggia tra le mie natiche. Ora Paola gli dice di spingere e mi tiene i glutei allargati. Sento un po’ di dolore appena, più un fastidio, e un attimo dopo la sua verga entra dentro di me quasi con uno schiocco che mi fa sussultare.
“Bravo Pino, bravissimi tutti e due” vedi - dice a lui – Pino ce l’ha tutto nel culo di tua moglie e tu in quello di mio marito. Bravissimi così ora fate”
Paola si tocca, mugula come Federica mentre il suo membro lo sento benissimo dentro di me con una sensazione che ammetto non essere molto diversa da quella del vibratore ma forse… più piacevole. Paola si tocca spinge lui sul sedere, incita lei.
“Paola, fa lui dopo pochi istanti, non ce la faccio sto per venire,che devo fare?”
“Bravo. Vieni dentro su mentre Pino ora sborra il culo di tua moglie. Fatelo assieme su, provateci, regolatevi voi no?”
Accellero qualche colpo ma non è facile con lui dietro. Poi accade tutto con incredibile semplicità. Sento i suoi colpi più profondi e la contrazione del suo orgasmo, il liquido caldo dentro e nello stesso istante sento che sto venendo nel sedere di Federica. Urliamo tutti e tre quasi assieme mentre Paola si mette la mano di lui tra le gambe e con quella viene anche lei.
“Bravissimi, perfetto,perfetto “ ripete mentre sganciamo il trenino e mi sento un pervertito.
“Ora andate per favore” dico secco.
Passo quasi venti minuti in bagno sotto la doccia e nel bidè. Tanto che Paola bussa per sapere se tutto va bene.
Quando esco è sul letto con il baby doll.
“Ora sei soddisfatta, abbiamo chiuso?”
“sei arrabbiato amore, ti ha fatto male? Scusami ma lo desideravo tanto, volevo vederlo una volta, volevo che provassi anche tu. Ti prego, dai, chiudiamo qui” e mi tende le braccia. Le sorrido. Ora inizia un’altra storia
Mi metto accanto a lei. Sono le tre e mezzo di notte. Quasi le quattro del primo giorno di un’altra storia nostra che sarà dolce e diversa e piena di ricordi eccitanti.


giudica questo racconto

Attenzione, solo gli utenti registrati su Desiderya.it possono esprimere giudizi sui racconti

Per registrarti adesso CLICCA QUI

Se sei un utente registrato devi autenticarti sul sito: CLICCA QUI


I vostri commenti su questo racconto
Autore: Mplf1 Invia un messaggio
Postato in data: 13/05/2013 14:13:17
Giudizio personale:
zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz


Webcam Dal Vivo!