i racconti erotici di desiderya

L'orgia entra nel vivo .seconda puntata


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Lasciai passare alcuni giorni, poi non reggendo più alla libido telefonai a Francesco dicendogli che si poteva provare a due condizioni che non invitasse più di cinque amici + lui e Luigi e che fosse chiaro che sarei stato io a dirigere il gioco.Lui mi assicurò che non si sarebbe fatto niente che io non condividessi e mi disse che si sarebbe fatto vivo al più presto appena preparato il tutto nel suo casale di campagna. Dopo alcuni giorni ricevetti la sua telefonata e ci demmo appuntamento per la sera dopo alle 21 che sarebbe passato lui a prendermi assieme a Luigi.Il giorno dopo alle 21 precise arrivarono e mentre salivo in macchina mi avvisarono che tutto era pronto e che gli altri amici già ci aspettavano al casale,arrivati me li presento uno ad uno, anche se io non afferrai nemmeno un nome, la libido era già esplosa e davanti a me non vedevo altro che sette uccelli che mi avrebbero gratificato, riempendomi tutti i buchi per un tempo imprevedibile.Il buchetto era tutto fremente ed umido , come una figa bagnata e vogliosa.Di botto ci ritrovammo tutti nudi, mi trovai circondato, in mezzo a tutti loro che già erano col cazzo duro.Iniziarono ad accarezzarmi ovunque, nei glutei, sui capezzoli, sotto le ascelle, leccandomi palle,uccello e ,cosa che mi fece subito andare in estasi, il buchetto, poi mi fecero distendere per terra, su un enorme materasso con un cuscino sotto il sedere, tre mi vennero vicini ,uno mi prese in bocca l'uccello ed inizio a succhiarlo ed ad ingoiarlo molto lentamente,un'altro offri il suo cazzo turgido e caldo alla mia bocca ed il terzo dopo aver constatato, prima con la lingua, poi con le dita che lo sfintere era pronto e ben lubrificato alzandomi entrambe le gambe sulle sue spalle mi introdusse lentamente ma deciso un lungo e grosso uccello che dopo la prima difficoltà di adattamento ,alla penetrazione ,del mio sfintere iniziò ad andare avanti ed indietro da vero esperto a che io per favorire la profondità della penetrazione cercai di sincronizzarmi a lui mentre entrava io spingevo in contemporanea cosi che lo sfintere e le viscere facilitavano la sua stantuffata che sentivo arrivare all'ombelico.Non capivo più nulla mi sentivo come mai mi ero sentito, avevo un cazzo in bocca un'altro mi stava stantuffando nello sfintere come mai mi avevano sodomizzato, entrava lentamente tutto dentro fino ai coglioni per poi ritirarsi quasi completamente, vi rimaneva dentro solo parzialmente la punta della cappella per poi riprendere ad avanzare lento e costante, sentivo la verga che era sempre più grossa ,calda e dura fino a che fremendo e vibrando mi esplodeva dentro con copiosi getti di sperma che arrivavano fino al fondo delle viscere mentre una calda ed umida capace bocca succhiava ingoiando il mio uccello. Fu un continuo ininterotto orgasmo. Ogni tanto sentivo che dopo essersi svuotato un'uccello ormai moscio usciva per far subito posto ad un altro che duro, grosso e vibrante entrava lentamente dando modo allo sfintere di adattarsi alle nuove dimensioni per poi, una volta entrato tutto, tanto da sentire il suo scroto adaggiarsi alo sfintere, riprendeva a stantuffare subito di nuovo tant'è che mi sembrava una eterna instancabile, stupenda cavalcata facendomi sentire pieno di carne e sperma fino alle viscere più profonde, in bocca si alternavano gli uccelli, che io ripulivo dello sperma residuo leccandoli ed ingoiandoli avidamente fino a farli tornare turgidi e vibranti pronti di nuovo a sostituire il compagno moscio uscente. Persi la cognizione del tempo per ore fu un continuo entrare ed uscire di cazzi dai miei resistenti ,capienti, vogliosi ed insaziabilì sfinteri e in tutta verità devo dire che entrambi furono bravi e solidali tra loro lavorando all'unisono il culetto li spompava e la bocca li induriva di nuovo fino a che erano pronti a riprendere il duro anche se piacevole lavoro di stantuffamento tant'e che tutti fecero un minimo di tre assalti ,riducendomi a pezzi i reni e la ormai " fighetta" tutta dolorante slabbrata e colma. Quando anche l'ultimo dei cavalieri fu sazio e spompato ci riposammo, mentre a turno , i ragazzi facevano una doccia rinfrescante. Io fui l'ultimo ad entrarvi e l'ultimo ad uscirne dato il clistere continuo che avevo subito e dato che avevo una pomata speciale, il LUAN ,per medicare le parti "ferite " dalla battaglia sostenuta. Ero stanco ma soddisfatto ed in cuor mio ringraziai Francesco che prima di me si era accorto della mia predisposizione. Ma non l'avrei di certo ringraziato se avessi supposto quello che mi aspettava all'uscita dal bagno.







Fine seconda puntata









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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Casanova1956 Invia un messaggio
Postato in data: 20/08/2007 22:26:11
Giudizio personale:
leggendo il racconto mi sono segato pensando di essere al tuo posto . ma chi sa se a me capitera mai ciao un bacio


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