i racconti erotici di desiderya

Léon, il mio nuovo speciale amico

Autore: Al2016
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Avevo raggiunto i 32 anni e avevo collezionato rapporti sessuali con tante donne ma, occasionalmente, anche con gli uomini di coppie.

Era normale che prima o poi avrei raggiunto una tappa importante della mia vita da bisessuale.

Tutto questo doveva sottostare, ovviamente, alla necessità che la mia tendenza rimanesse riservata e, quindi, mi dovevo muovere con discrezione.

Forse questo è stato l’ostacolo principale per cui per molto tempo non sono stato in grado di realizzare i miei desideri.

Tra amici o sul lavoro, ovviamente, non avevo nessun timore a mostrare il mio amore e il mio desiderio per le belle donne, ma quello nei confronti di un uomo era una storia diversa.

Ero sempre stato attratto da certi maschi, non dal punto di vista sentimentale, era solo un'attrazione puramente fisica, semplicemente sessuale.

Da quando mi era capitato di avere alcune esperienze con coppie i cui uomini erano bisex, nei mie sogni più trasgressivi si manifestavano succhiate di cazzo, massaggi con uomini, culi leccati ed anche inculate per bene.

Pertanto, da un po' di tempo, volevo provare cosa significasse essere scopato da un uomo.

Mi ero dato all’uso di diversi oggetti per provare questa sensazione, da quelli vegetali, carote e altro, ai toys. Provavo belle sensazioni ma nulla rispetto al desiderio e il piacere di un uomo che mi scopasse in profondità il culo.

Non ho cercato situazioni particolari con uomini in modo ossessivo, volevo che tutto accadesse in forma spontaneo. Cosa non facile da ottenere.

Le coincidenze della vita spesso aiutano.

Tutto accadde durante uno di quei pomeriggi che non avevo granché da fare, sono entrato in un bar vicino casa a bere qualcosa visto il caldo atroce della giornata.

Entrando vidi al bancone del bar un uomo che potenzialmente avrebbe potuto soddisfare tutti i miei desideri sessuali. Sorseggiava una birra scura.

Una volta entrato dentro il bar ho ordinato anch’io una birra, eravamo quasi di fronte nei due lati del bancone e, senza accorgermene, osservavo quell'uomo.

Se non avesse avuto la naturale riservatezza che in queste occasione è necessario mettere in atto, gli avrei chiesto, in modo sfrontato, di scoparmi immediatamente, era così attizzante quella persona.

Era piuttosto alto, credo più di un metro e novanta, magro con un fisico normale non certamente da atleta, ma c’era qualcosa in lui che traspirava sesso.

Forse era soprattutto il modo in cui beveva la birra ad emozionarmi.

Lui si prendeva il tempo di gustarla bene, appoggiava delicatamente le labbra succulente sul bordo del bicchiere. Lo osservavo mordendomi il labbro inferiore ed immaginavo di fare sesso con lui.

Dopo aver finito la mia birra, mi alzai per andare in toilette. Avviandomi mi girai discretamente a guardare verso il bancone dal suo lato e mi accorsi che non c’era più.

Un po' deluso, continuai ad andare verso la toilette.

Quando all'improvviso sentì una mano possente che mi toccava la natica destra e qualcuno che mi sussurrava: "Ti voglio. Ho visto che guardavi verso di me prima, anche tu mi piaci".

Mi girai e, con grande piacere, vidi il bell’uomo che prima era appoggiato al bancone.

“Mmmmm, vai avanti, quello che dici mi potrebbe interessare” risposi maliziosamente.

Quasi per istinto, guardai tra le sue gambe e notai il pacco dell'uomo che stava già evidentemente diventando duro.

Lui mi mise le mani intorno alla mia vita e, come se ci conoscessimo da sempre, mi abbracciò in un saluto caloroso.

D’istinto, mi strinsi a lui.

Cominciarono a formarsi nella mia mente delle scene erotiche, premevo il mio ventre sul suo pene come se fossi pronto ad accogliere il suo bel cazzo.

Con quella immagine nella mente e la sensazione di contatto del suo corpo dissi: “Sediamoci, beviamo qualcosa e parliamo un po’. Questo momento, se la cosa ti va, potrebbe durare tutto il pomeriggio.”

Entrambi sapevamo che avremmo voluto di più di qualche chiacchera e un po’ di alcol, quindi, dopo un po’, gli suggerì: “Ti va di andare a casa mia? E qui vicino.”

Lui, che nel frattempo mi aveva detto di chiamarsi Léon e di essere francese da parte della madre, rispose: "Con grande piacere!”

La mia casa era a poca distanza dal bar, arrivammo in pochissimo tempo. Quando infilai la chiave nella serratura ho sentito la sua mano che mi accarezzava le chiappe.

Entrati a casa presi per mano Léon e cominciai a denudarlo lentamente. In poco tempo, era a torso nudo e, in appena trenta secondi, eravamo completamente nudi sul mio letto.

Cominciai a leccargli il petto, i capezzoli e continuai fino al bordo del suo cazzo!

Avevo immaginato il pene di Léon, era evidente che doveva essere possente ma, vedendolo davanti a ne, rimasi veramente impressionato. Era munito di una verga veramente lunga, grossa e bella da vedere.

Cominciai a baciagli il grosso cazzo, leccando tutta l’asta dalla cappella alla base. Scesi fino a quelle due bellissime palle che lo addobbavano.

L’ho leccato fino in fondo prima di prenderlo in bocca. Alternavo la potenza del succhiare alla velocità con cui muovevo la bocca su e giù per la sua canna, volevo sentire il suo cazzo in ogni parte della bocca fino alla gola profonda.

Léon iniziò a muovere i fianchi per amplificare il suo piacere e disse: "Voglio ficcarti le palle in bocca, bella cagnolina".

Sentivo il cazzo in bocca diventare sempre più duro e umido.

Léon, ad un certo punto, lo ritrasse dalla mia bocca. Si inginocchiò accanto a me e mi indusse a sdraiarmi prono premendomi con forza dal sedere. Ero ormai completamente a sua disposizione.

Quindi si sdraiò su di me. Sentivo il suo cazzo proprio sopra il buco del culo quando lui sussurrò all’orecchio: "Mi prenderò cura di te".

Io risposi: “Sono tutto tuo, fai quello che vuoi di me”.

Si mise in ginocchio dietro di me, mi alzò il ventre e allargò le mie chiappe con le sue grandi mani.

Cominciò ad accarezzarmi l'ano con uno e poi due dita.

Non appena mi toccò l'ano, gemetti di piacere: "Ah ahhhhahhhhhhh, sì!

Il bel Léon disse: “Ho capito, voi di più ed io ora te lo darò”.

Quindi mi lubrificò delicatamente l'ano con la sua saliva. Mi diede delle pacche e dei baci su entrambe le natiche e mi chiese: “Sei pronto?”.

Ero così eccitato che non sono stato in grado di rispondere, dissi solo: "Mmmmmmm".

Lui lo prese come un sì. Sentii il cazzo di Léon spingersi sempre più in profondità tra le mie chiappe fino a raggiungere il buco del culo.

Ben presto, intensificati i movimenti dell'anca, riuscì ad aprirsi la strada dentro di me. Il mio ano era abituato ad essere penetrato ma non da un cazzo e, soprattutto, di quelle dimensioni ragguardevoli. Quindi, era abbastanza resistente alla penetrazione.

Si capiva dai suoi movimenti che ci sapeva fare, che non era la prima volta che penetravo un buco stretto. Con attenzione fece scivolare dentro, pian piano, solo la cappella del suo cazzo. Per la stanza si sentì oltre al magnifico suono della penetrazione i gridolini di piacere che io emettevo. Poi, sempre pian piano, affondò il suo cazzo dentro, muovendosi con una certa accortezza per evitarmi quanto possibili il dolore.

A quella sensazione di riempimento, gemendo, esclamai: “Bellissimo!!! Che felicità averti dentro di me!!!”

E lui per tutta risposta disse: “Vuoi che vada più forte e più dentro?”.

Non aspettò un secondo e, accelerando i movimenti, affondò sempre di più la sua enorme verga in profondità.

Iniziò a martellare con forza dentro di me, sentivo la sua verga dura dentro per tutto l’ano, sentivo il suo ventre e le palle sbattere sulle mie chiappe, era una sensazione bellissima che mi ha indotto una erezione impressionate.

Dopo molto tempo di martellamenti, rallentò i suoi movimenti fino a restare fermo col cazzo dentro il mio culo e mi chiese: "Com'è andata fino ad ora?"

Risposi: "Una magia, non sapevo fosse possibile godere così tanto."

E lui, per tutta risposta: "Aspetta, non ho finito ancora."

E riprese a trapanare le mie viscere. Sentivo il suo cazzo scivolare dentro di me aderendo, per via delle sue dimensione, alle pareti del mio retto. La sensazione di calore che emanava la sua attività di movimento era bellissima, sentivo il suo corpo su di me e le vibrazioni che mi forniva.

Era tutto così eccitante e, senza accorgermene, dopo la possente erezione del mio cazzo, ero venuto per il piacere che provavo.

Lui, a quel punto, si alzò e tirato fuori il suo cazzo dal mio culo, ha goduto spruzzando il suo sperma sulla mia schiena.

Ho sentito il calore del suo seme che inondava la mia schiena.

Lui si adagiò sopra di me e continuò a muoversi come se seguitasse a scoparmi. Anche il suo sperma bagnava il petto di Léon.

Dopo qualche secondo, mi sono girato verso di lui e l’ho baciato dicendogli: "Grazie per questa bella scopata. Desideravo da tanto tempo provare queste sensazioni e tu sei stato grande."

Poi continuai dicendo: "Se ti va, possiamo continuare, abbiamo tutto il tempo che vogliamo. Facciamo una doccia e poi possiamo scopare ancora. Mi piacerebbe prenderlo ancora dentro il tuo cazzo.”

Lui rispose che non era possibile per lui andare oltre, aveva un impegno, ma che, se volevo, potevamo fare un secondo round la sera dopo.

Io con un cenno del capo acconsentì e dissi: “Dove abito lo sai, poi venire quando vuoi. Poi ci scambiamo i numeri del cellulare e restiamo in contatto.”

A quel punto, si alzò, andò nel bagno fece una doccia e, subito dopo, si rivestì è, dopo un breve saluto, andò via.

Io rimasi a letto pieno del suo sperma su per tutto il mio corpo e con una sensazione piacevole per la goduria che mi aveva dato il mio nuovo amico Léon.



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