i racconti erotici di desiderya

Lo strizzacervelli - parte prima

Autore: Sottomesso38
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durante il servizio di leva cominciai a fare uso di droga, una sera esagerai e mi ritrovai ricoverato all'ospedale militare. mi disintossicarono e, grazie a conoscenze di famiglia, anzichè congedarmi mi mandarono in convalescenza fino alla fine del periodo di leva. mandarmi in comunità sarebbe stata un'onta per la famiglia, ma il rischio che ricominciassi convinse i miei a mandarmi da un terapeuta. cominciai così a fare due sedute settimanali da questo giovane psicologo che mi sembrava mi avesse preso molto in simpatia. quando gli raccontavo delle mie esperienze giovanili, o delle avventure omosessuali, di quello che avevo fatto con il mio prof di latino e sua moglie, dei trans, del fatto che durante la leva mi ero prostituito per pagarmi la droga, insomma di tutto quello che riguardava il mio rapporto con il sesso lui sembrava glissare e mi diceva sempre che non era importante, che mi serviva solo per sentirmi in colpa e che tutte quelle cose se le avessi fatte solo per il piacere di farle e non per potermi poi colpevolizzare non starei così male a pensarci. a furia di parlare in questi termini delle mie esperienze arrivò a propormi un esperimento, ci saremmo masturbati ed avremmo poi verificato come mi sarei sentito. ci togliemmo pantaloni e slip e ci sedemmo accanto sul materasino su cui a volte mi faceva stendere durante le sedute. "come stai?" mi chiese "sono un po' imbarazzato" "guarda il mio cazzo e dimmi cosa pensi". abbassai lo sguardo e guardai il suo cazzo. non aveva un cazzo molto grosso, era moscio ma mentre lo guardavo e gli dicevo cosa pensavo lo vidi animarsi ed in breve diventò duro. era abbastanza lungo, completamente scappellato ma sottile e curvo da un lato, ma la cosa che mi colpiva era la sua consistenza: da come veniva su dalla sua pancia doveva essere durissimo. "mi sembra molto duro a giudicare da come sta su" "prova a toccarlo, non ti preoccupare". allungai la mano e verificai che effettivamente era molto duro. per toccarlo mi ero abbassato verso il suo cazzo anche con il corpo e lui me lo fece notare "come mai ti sei chinato per toccarlo quando sarebbe bastato allungare di più il braccio? così hai avvicinato la tua bocca, te ne sei reso conto?" "non lo so perchè l'ho fatto, mi è venuto così" "prova ad immaginarlo" "forse ho voglia di prenderlo in bocca" "perchè?" "mi piace la sensazione di avere un cazzo duro in bocca" . a quel punto lui mi disse di sentirmi libero di fare quello che volevo, che lui non avrebbe interferito. allora mi abbassai ancora di più e gli presi il cazzo in bocca. ero curvo di lato e quando cominciai a succhiarglielo mi muovevo a fatica, ma poi lui si stese ed io mi aggiustai fra le sue gambe. il pompino gli piaceva, sentivo che vibrava quando gli facevo i giochi di lingua che sapevo fare, "se continui così mi farai venire....." io smisi di pomparlo e continuando a smanettarlo gli dissi che non c'era problema, "guarda che io sborro tanto, proprio tanto" "non ci sono problemi, a me la sborra piace". così lui si rilassò e dopo un altro paio di pompate cominciò a venirmi in bocca. mi fece almeno 10, 15 schizzi di sborra molto liquida in bocca, io per abitudine ingoio la sborra mentre me la schizzano dentro, senza aspettare che finiscano, e quello mi salvò, perchè non sarei mai riuscito a tenere tutta la sua sborra in bocca fino alla fine. finito il pompino si tirò su e mi chiese come stessi. "sono eccitato, vorrei venire" "scaricati tranquillamente, non farti problemi. posso fare qualcosa per aiutarti?". "mi piacerebbe venire con il suo cazzo in bocca e vorreiche lei mi tenesse la testa fra le mani come se mi stesse scopando in bocca". lui si alzò e presa la mia testa fra le mani si mise a scoparmi in bocca con il cazzo ancora grande ma smollato che mi continuava a colare sborra in bocca. dopo essere venuto anche io ci rivestimmo e ci raccontammo come avevamo vissuto l'esperienza. quello che venne fuori era che non mi sentivo in colpa per quello che avevamo fatto e che non avevo l'impressione di aver fatto una cosa sporca come mi capitava di solito. fu la prima volta di una serie in cui facemmo sesso durante la seduta, all'inizio gli facevo un pompino con l'ingoio mentre mi smanettavo, ma la cosa, sempre con la motivazione del tentativo di rivivere in un contesto "pulito" esperienze passate che ricordavo con disprezzo, andò oltre. dopo i pompini cominciammo con il culo. gli avevo raccontato di come mi avessero inculato fin da quando ero piccolo e di come presto avessi cominciato ad incularmi da solo con vari oggetti, e da qui lui mi propose di rivivere l'esperienza. la volta successiva portai in seduta un paio dei miei giochini, all'epoca abitavo ancora con i miei e non potevo certo tenere in casa plug o falli, erano un dentrificio in dispenser, una confezione di bagnoschiuma e una bottiglietta di profumo. lui mi chiese di mostrargli come li usavo, di immaginare di essere da solo nella mia stanza e di fare come se lui non ci fosse, lui mi avrebbe osservato e avrebbe preso appunti per parlare dopo dell'esperienza. cominciai con lo spogliarmi, poi mi accovacciai e mi bagnai per bene il buco del culo con la saliva spingendo in fuori come per cagare. dopo essermi bagnato per bene dentro e fuori cominciai a sditalinermi il culo per farlo allargare un po' alla volta, prima con un dito poi con due, tre e quattro. a quel punto passai al dispenser. lo ciucciai prima e poi cominciai ad incularmi con quello. passavo spesso dal culo alla bocca per lubrificarlo e dopo un po' passai al bagnochiuma. stessa trafila bocca-culo per un po' per arrivare al pezzo forte che era la bottiglietta di profumo. dopo essermi inculato per qualche minuto con quella con dei lunghi affondi dentro-fuori cominciai a smanettarmi il cazzo che nel frattempo era diventato duro come il marmo. con una mano mi smanettavo, con l'altra ni inculavo e mi ero infilato in bocca il dispenser. venni quasi subito raccogliendo la sborra in una mano. a quel punto lo guardai, ero peraticamente seduto sulla bottiglietta di profumo, avevo sputato il dispenser e ansimavo guardandolo. "continua. voglio che tu faccia tutto come se stessi solo a casa tua" lo fissai negli occhi "di solito mi lecco la sborra dalla mano", lui anuì ed io lo feci, dopo avere imgoiato la mia sborra mi tolsi la bottiglietta dal culo e cominciai a sistemarmi, poi presi i miei giocattoli e andai a lavarli in bagno. tornato nello studio mi sedetti in silenzio e gli chiesi come era andata, ero molto imbarazzato, non sopportavo il silenzio "cosa pensi mentre fai queste cose? quali sono le fantasie che fai?" "dipende. oggi ho immaginato un gruppo di trans superdotati che mi inculavano e si facevano spompinare fino a farmi bere la loro sborra". "ma cosa provi a bere la tua sborra?" "mi piace. mi piace il gesto perchè immagino che ci sia qualcuno che mi costringa a farlo, immagino che la sborra sia la sua, ma anche il sapore mi piace molto".

la conclusione fu che evidentemente avevo il buco del culo particolarmente sensibile e che quindi mi piaceva che fosse stimolato e che le fantasie riguardo i trans servivano a rendere equivoca una cosa che era invece semplicemente una questione di gusto, così anche l'ingoiare la sborra era collegato semplicemente al fatto che mi piaceva, e se per berla facevo un pompino non c'era nulla di male, sarebbe stato lo stesso se fossi andato in un particolare bar per il fatto che li il caffe era più buono. mi fece lasciare li nello studio i miei giochi e ci salutammo. la volta successiva mi propose di giocare insieme, sarebbe stato lui ad incularmi con i miei giochi. mi spogliai e mi misi a quattro zampe, mi allargai il culo con le mani e sentii le sue dita che prima mi lubrificavanoe poi cominciavano ad entrarmi dentro. poi fu la volta del dispenser, ma dopo un paio di inculate più profonde lui si fermò. "cosa fai se il dispenser si sporca?" "niente dottore, lo ciuccio un po di più per bagnarlo meglio perchè se si sporca scivola male e continuo" "fammi vedere come fai" e il dispenser mi viene porto verso il volto. sulla punta e lungo il fusto c'erano dei segni marroni, senza smettere di allargarmi il culo ciuccio il dispenser dalle sue mani "che sapore ha?" "è amara dottore, ma non si sente molto" "continua allora, fallo tornare pulito coma quando sei da solo" e il dispenser cominciò a muoversi con più decisione nella mia bocca fino a quando gli parve pulito, poi me lo riinfilò dentro e ricominciò ad incularmi con quello. quando si risporcò me lo diede da ciucciare mettendolo a terra davanti a me e cominciò ad incularmi con il bagnoschiuma. il bagnoschiuma aveva un rilievo intorno al tappo che quando non ero perfettamente pulito si riempiva di merda, cosa che puntualmente capitò dopo poche pompate. il bagnoschima prese il posto del dispenser nella mia bocca e nel mio culo entrò il profumo. per spingere meglio mi schiacciò giù con una mano sulla schiene e mi infilò la bottiglia dentro facendomi lamentare "ti ho fatto male?" "solo un po dottore, ma non si fermi, posso venire?" "certo che puoi, cosa vuoi che faccia?" "mi afferri le palle mentre mi spinge la bottiglia dentro, così fa più forza" io mollai le chiappe e cominciai a smanettarmi, ma mi venni in mano praticamente subito. rimasi per un attimo con la faccia appoggiata a terra, la bottiglia infilata nel culo e la mano piena di sborra. "avanti" disse lui "pulisciti e rimetti a posto" mi leccai la mano e sempre con la bottiglia nel culo mi tirai su. mi rivestii, andai in bagno a lavare tutto e quando tornai lo trovai dietro la scrivania. "questa è la cosa più grande che ti infili dentro?" "no dottore, ho anche delle cose più grandi" "e come scegli cosa infilarti?" "di solito comincio dal dispenser che è il più piccolo e poi vado avanti fino all'ultimo, non li ho portati tutti perchè sono tanti" "vorrei vedere il più grande" "va bene dottore, la prossiam volta lo porto" "e poi dovremmo parlare un po' di quello che fai quando i tuoi giocattoli si sporcano" "si dottore".


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