i racconti erotici di desiderya

Lo stallone del paese parte 2

Autore: MDingo30
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A grande richiesta continua la storia, questa volta è zia Erminia alle prese con l’asta del nipote.



THE DAY AFTER

Il giorno dopo lo “sfondamento” le due sorelle aiutano Maria siccome riesce appena a camminare.

La figa le faceva troppo male, il figlio col suo pisello aveva proprio lasciato il segno.

La giornata trascorre in una clima surreale, le zie guardano il nipote con uno sguardo speciale, penetrante, sanno bene cos’era successo, avevano assistito.

Alla sera in camera di Maria arriva Erminia, aveva voglia di parlare, voleva discutere con la sorella di come anche lei voleva “aiutare”…

“Senti Maria io…..beh...vorrei darti una mano…con…capisci?...”

“Ma già mi stai aiutando, Daniela pure”

“Sì, sì…pero io intendevo aiutarti con…con Nicola!”

“Intendi dire…” – con uno sguardo intenso Maria fulmina la sorella.

“S…siii…”

“Non se ne parla, io sono sua madre ed io lo aiuterò”

“Ma non puoi farlo da sola, io e Daniela siamo sue zie, anche noi faremmo qualsiasi cosa per lui!”

“Si ma lo capisci che ce l’ha troppo…”

“Troppo cosa?” – chiede Erminia facendo finta di non capire

“Troppo grande Erminia! Ce l’ha enormee! E’ grosso così porca miseria!” con le mani cerca di descrivere le dimensioni eccezionali dell’attrezzo che la notte scorsa l’aveva distrutta.

E così ne nasce una discussione accesa, dove le due donne parlano di...dimensioni.

Dopo un paio di minuti la discussione finisce con Maria che dice: “Va bene, fà come vuoi, poi non dire che non ti ho avvertito!”



LA ZIA VUOLE PRIMA VEDERE



Subito dopo aver dato la buona notte a Maria, Erminia si dirige verso la camera del nipote, apre la porta con molta delicatezza per non farsi sentire.

Si siede accanto al letto di Nicola e resta ferma per un po’ di tempo, e con sguardo pensieroso guarda il nipote, come a chiedergli il permesso, e con mano tremante prende l’elastico delle mutande, le solleva quanto basta per infilarci dentro l’altra mano.

Di nuovo controlla il ragazzo girandosi verso il suo volto così rilassato e sussurrante gli dice: “Dormi Nicoli’, dormi che la zia vuole solo dare un’occhiata”

La sua mano è come un serpente cieco che perlustra soltanto con l'aiuto del tatto, alla ricerca della “grande” scoperta, in cerca di un altro “serpente”, e che serpente, una vera anaconda.

Il ragazzo non si sveglia, dorme come un ghiro, aveva lavorato tutto il giorno duramente sul campo.

La donna subito tocca qualcosa di...no non può essere, al primo contatto si rende conto di aver toccato qualcosa di incredibile, impossibile. Il cuore le batte a mille, impugna una massa cilindrica di carne, le esce subito un “Oh mio Dio!” a conferma che quello che ha in mano è qualcosa che non si aspettava, sapeva che era molto dotato, ha visto la sorella alle prese con quell’organo, Maria stessa ha cercato di darle idea delle dimensioni, ma tenerlo in mano è tutta un’altra cosa. E cosi comincia a tirarglielo fuori al di sopra dei pantaloni, con un po’ di difficoltà, la difficoltà stessa le fa’ capire che le la lunghezza deve essere impressionante. Il pene doveva essere molto lungo per fare resistenza con il resto dei pantaloni mentre lei cercava di tirarlo fuori. E infatti dopo un po’ lo tira tutto fuori e per lo spavento lascia andare sia il pene che l’elastico dei pantaloni. Il pene resta appoggiato sul ventre del ragazzo e bloccato dall’elastico. La punta del pene si trova ben oltre l’ombelico del ragazzo, la lunghezza è a dir poco impressionante, la larghezza pure, Erminia si porta una mano alla bocca: “Ooh mamma miaaa…”

Ma subito dopo quella stessa mano finisce di nuovo sul pene, la donna con mano tremante ma decisa glielo accarezza da dove spunta dai pantaloni fino alla punta; “wooow, che roba, non è possibile, ma sei enorme Nicoli’, ooh Maria ma che te sei presa…”

La donna eccitata, impressionata e ammaliata allo stesso tempo, impugna il pene e lo muove a destra, a sinistra, lo guarda da diverse angolazioni, ancora sussurrando frasi di ammirazione e sconcerto.

In un momento Nicola fà un mezzo movimento come a volersi spostare nel sonno, lei per paura che si stesse svegliando in fretta rimette il mostro nei pantaloni e scappa via.



La donna con ancora un gran batticuore si mette a letto, e quando si calma un po’ si rende conto di essere bagnata, era talmente eccitata che si era bagnata come mai prima, anche la fregna aveva dato risposta a quello che gli occhi avevano visto e le mani toccato.

La stessa mano che poco fà aveva ispezionato il pisellone del nipote finisce sulla figa e la donna comincia a sgrillettarsi in modo violento e frenetico e ben presto raggiunge o orgasmo pazzesco. Mai si era masturbata in quel modo e mai aveva avuto un orgasmo simile, il che la porta alla decisione di farsi il nipotino il giorno successivo.

FINALMENTE LA ZIA LO PRENDE

Il giorno dopo la donna non pensa ad altro, il nipote e il suo randello sono il suo chiodo fisso.

Come un’animale notturno aspetta la notte per sferrare l’attacco alla sua preda.

La sera Erminia aspetta che tutti vadano a dormire e poi aspetta ancora, incapace di dormire perché’ il momento tanto atteso si avvicina, e già parzialmente bagnata, e verso la mezzanotte, un’ora dopo che tutti sono andati a dormire si alza e si toglie le mutandine e rimane soltanto con una vestaglia mozzafiato, poi si dirige verso la stanza del nipote, e quando ci arriva fa’ il segno della croce ed entra senza far rumore.

Si siede sul letto accanto a Nicola e prima di svegliarlo lentamente mette la mano sui pantaloni per palpare quello che c'è all’interno, come a voler ancora una volta controllare se quello che ha toccato e visto il giorno prima fosse vero, e quando la mano tocca la bestia la donna fa’ un sorriso malizioso.

Poi da’ una scossa al nipote “Nicola?, Nicoli’ sveglia” e dopo un paio di scosse il ragazzo si sveglia e sorpreso chiede “Ma zia cosa ci fai qui’, cos’è successo?”

“Nulla Nicoli, non è successo niente volevo solo parlarti” – risponde la donna.

Anche se ancora addormentato il ragazzo nota subito l’esuberanza della zia, la vestaglia si era in parte aperta e si vedevano parte delle tettone, pensava stesse sognando.

“Sai...anch’io voglio aiutarti come ha fatto la mamma, ti va’?”

Il ragazzo ancora mezzo addormentato e incredulo non capisce nulla, la donna continua: “Dai bello di zia, voglio farti divertire stanotte…alzati e vieni a sederti qua’”, lo prende per mano e quando si alza di un botto gli tira’ giù i pantaloni. Finalmente ha per intero davanti a se’ il fallo reale: “Porca miseria che roba, dai siediti qua’”.

Lo fa’ sedere su una sedia sulla quale più tardi voleva cavalcarlo, aveva pianificato tutto la donna, meglio cavalcarlo e guidare il tutto che lasciar fare a lui, sennò sarebbero stati dolori.

Finalmente la donna ha tra le mani l’oggetto del desiderio, le mette paura allo stesso tempo, le dimensioni sono eccessive, già a riposo l’organo genitale del ragazzo incute paura.

Da subito la donna eccitatissima prende il pisellone tra le mani e comincia a masturbarlo freneticamente, ben presto ci mette anche la bocca e grazie alla capienza della stessa(la più grande di tutte le sorelle) riesce a metter dentro la cappellona.

Il ragazzo comincia a svegliarsi, e puntualmente pure il suo pene grazie a questo meraviglioso trattamento comincia a svegliarsi, eccome se si “sveglia”.

Il monumentale organo comincia ad indurirsi, aumentando le dimensioni, sempre più grande, sempre più grosso, sempre più duro.

Ormai la bocca della donna, seppur capiente non può più contenere le dimensioni esagerate del glande e lo tira fuori prima che si sloghi la mascella.

Ma il lavoro di bocca non si ferma quì, perché ora ci mette la lingua e gli slinguazza il cannone.

Proprio come aveva fatto la madre, il lavoro della zia non era da meno.

Ormai il pene aveva quasi raggiunto le massime dimensioni e la zia pure lei si lascia andare a commenti caldi: “porca miseria Nicoli’, ora so’ perché la mamma urlava così tanto!”

La paura ora era anche maggiore, ma contemporaneamente lo era anche l’eccitazione, la donna era vogliosa di scoprire i suoi confini, quanta di quella minchia ne poteva prendere? Se lo chiedeva in continuazione mentre continuava con il meticoloso e frenetico lavoro manuale e orale.

Tanto quanto il pisellone era bagnato dalla saliva della zia, tanto lo era la sua figa di secrezioni vaginali, e la donna dopo un bel pò di tempo a giocare con quella bestia di cazzo, si alza, si spoglia, e comincia a posizionarsi sopra il nipote.

“Tu stai bello fermo che il gioco voglio condurlo io, tu pensa solo a tener duro il tuo gran pistolone, hai capito bello di zia?”

Il ragazzo non può far altro che annuire con la testa ipnotizzato dalle bombe di Erminia, che dopo aver tolto la vestaglia sono di fronte a lui in tutto il loro splendore.

Sua madre e l’altra zia erano pure quelle che si possono definire vere e proprie “tettone” ma Erminia era di un altro livello, aveva una massa di tette giganti, che forse come l’organo genitale del ragazzo, potevano considerarsi addirittura abnormi, di sicuro le tette più grandi del paese.

Lei nota l’espressione del nipote e la direzione del suo sguardo… “Ti piacciono?” sorride divertita.

“Ooh si zia, molto” e comincia a palparle mentre lei tenendogli il pene con una mano comincia a scendere, pronta ad impalarsi da sola.

Finalmente il glande fa’ contatto con la figa caldissima ed eccitata della donna, che ormai vuole solo sentirlo dentro.

Erminia si lascia andare sempre di più, lasciano che il suo stesso peso favorisca il lavoro d’entrata e il glande finalmente comincia ad entrare.

La donna nota subito una resistenza sostanziale, la circonferenza del glande è eccessiva, mai aveva provato nulla di simile, la figa si allarga a dismisura.

“Oooh Dioo, uuugh quanto ce l’hai grosso Nicoliii’”

Nella stanza si sentono i respiri intensi della donna alle prese con l’introduzione del mastodontico organo sessuale del nipote, lei decisa a farlo entrare ad ogni costo, ne andava pure del suo orgoglio di donna, se sua sorella era in grado di farlo entrare, allora doveva riuscirci anche lei.

“Sii, aah, dai, facciamolo entrare, dai daiiiii, aaaagh”

E finalmente il glande entra e la donna non può trattenersi di commentare: “OOH! Ooh che roba, uoooh mi spacchi in due!”

Il ragazzo quasi non la ascolta nemmeno, troppo indaffarato a massaggiare le mammelle giganti e succhiare i capezzoli eccitati della zia.

Lui divertito e godente, lei invece dolente battagliando con il suo arpione, ci si doveva abituare a quel coso, l’inizio era tutto tranne che facile.

A denti stretti la donna continua ad impalarsi, pochi millimetri alla volta, ma ne fà entrare sempre di più.

Dopo una decina di minuti almeno, e ulteriori centimetri di massa fallica introdotta, quando le sembra che si fosse abituata almeno in parte, la donna comincia il classico movimento su e giù.

Il respiro si fà più veloce, e anche i suoi “OOH” sono diversi, più lunghi, più profondi, più intensi.

La donna ha un primo orgasmo, uno di quelli come mai ne aveva avuti, grazie al quale diventa ancora più passionale, aumenta la profondità e ritmo.

La sedia, vecchia com’era, comincia a scricchiolare e di parecchio, tanto che lo scricchiolio e quello dei gemiti di Erminia che aumentano di volume, svegliano Maria, la cui camera non era molto distante.

Non ci volle molto per capire che l’arnese del figlio era di nuovo in azione, e probabilmente con sua sorella Erminia, considerando di cosa avevano parlato il giorno prima.

Il ritmo della scopata continua ad accelerare, Erminia ha orgasmi in continuazione, geme di piacere, ulula, non si ferma mai, il ragazzo gode pure, la buona zia ormai con una bella parte di minchia che si prende e con un buon ritmo, lo fa’ godere di brutto.

Anche Maria a sentire il tutto si eccita parecchio: “Te lo stai gustando eh Erminia? In fondo meglio così, la mia figa ha ancora bisogno di recuperare”.

Erminia dopo un numero infinito di orgasmi, ognuno dei quali le tocca persino l’anima, è esausta ma continua a cavalcare sperando che il nipote venga presto, ma ad un tratto lui la prende, la alza e la butta sul letto e la mette alla pecorina.

Voleva fotterla come ha fatto con la madre, ai suoi ritmi, come piace a lui.

La donna si gira e lo guarda con uno sguardo misto tra sfida e paura, ma non dice nulla, in fondo Maria era stata presa da dietro e pure lei non voleva essere da meno.

Il ragazzone prende con una mano la sua minchia gigante e la porta all’ingresso della figa, ed entra senza un minimo di delicatezza.

La profondità e il ritmo sono da subito molto impegnativi per la donna, e il ragazzo dopo ogni minuto ne aumenta l’intensità.

Dopo poco a causa della la potenza devastante dell’attributo a quei ritmi e profondità, la donna raggiunge il limite massimo di sopportazione.

Erminia per corporatura era la “più grande” di tutte le tre sorelle, piuttosto alta, larga di spalle, larga di fianchi, tutta in carne, insomma un vero e proprio “donnone”, ed era anche la più capiente, non facile da soddisfare sessualmente, ma neanche lei aveva la forza e la resistenza necessarie per contenere la potenza sessuale del nipote, scopata in quel modo proprio no.

E così via con le solite urla, Erminia che comincia a citare tutti i santi e pregare in sé che quel supplizio finisca presto.

Il rumore aveva svegliato pure Daniela che da vera pervertita, era già alla porta per sentire meglio o per sperare di dare un’occhiata.

Le urla di Erminia erano chiaramente di dolore, e mentre Maria provava pena per la sorella e pure lei pregava che Nicola finisse presto, Daniela si gustava la scena della sorella che veniva martellata senza alcun riguardo.

Infatti Daniela aveva una mano nelle mutande e commentava a bassa voce: ”Dai fottila così, ficcaglielo dentro ancora…siii cosiii…ahah te lo godi ora sorellona?! dacci dentro Nicola!”

E il nipotino ci dava dentro eccome…

Erminia eroicamente resiste, cerca di farlo in tutti i modi, stringe le lenzuola, stringe i denti, urla di qua’, urla di là, ma quell’organo infernale non ne vuol sapere di spruzzare una buona volta.

Nicola se la sbatteva di santa ragione

Ormai Erminia urlava tanto da far tremare i muri, e alla fine la poveretta deve alzare bandiera bianca, mette una mano sull’addome del nipote infoiato e lo fa’ smettere giusto per pregarlo:

“ti prego Nicoli’, non ce la faccio più, la zia non ce la fa’ più amore!”

“fa’ male amore di zia, capisci? Sei fottutamente enorme e ci dai dentro come un forsennato!

Hai distrutto pure tua madre in questo modo, dovrai imparare ad essere più gentile, ne parleremo domani!”

Ora dai che ti faccio venire, vuoi finire come hai fatto con la mamma? Ti va? Dai ti pregoo..”

E il ragazzo accetta, gli piaceva spruzzare sui seni, le tettone di zia Erminia erano più grandi di quelle della mamma e l’idea di spruzzare pure su quelle lo eccitava parecchio.

Erminia si mette in posizione e lo incita proprio come aveva fatto la sorella:

“Dai bello suu, vienii, voglio sentirla tutta sulle mie gemelle!”

Il ragazzo si masturba l’asta a velocità inaudita e ben presto comincia il fiume di sborra.

Le tette della donna vengono impastate, i getti sono così potenti e un paio di questo colpiscono la donna sui capezzoli ancora eccitati e lei impazzita lo incita ancora: “Siiii così, guarda che spruzzate, ooh madonna Nicoliii quanta ne faiii…”

Quando gli schizzi diminuiscono di volume e intensità Erminia glielo prende in mano e mette gran parte della cappella in bocca succhiando più forte che può. Voleva gustarsi quel nettare così abbondante e intenso di odore, di conseguenza gli succhiò le ultime gocce inghiottendo tutto.

Erminia tutta sudata, e ricoperta pure di sborra, si alza e confessa al nipote: “E' stato magnifico, ma devi imparare a fare l’amore, non quello che fai tù, con un arnese come il tuo si deve fare attenzione, domani io e la mamma te ne parleremo. Buona notte stallone!” e se ne va’ dandogli una bacio.



E chissà che da allora Nicola di poco a poco non imparò ad essere più bravo con le donne e non farle soffrire così tanto?


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