i racconti erotici di desiderya

L'inizio della mia vita da trav parte 2

Autore: Trav_Roma_1982
Giudizio:
Letture: 784
Commenti: 2
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Mi alzai in piedi, lui mi prese tra le sue braccia e mi strinse a sé, io ero letteralmente rapita, non capivo più cosa stava accadendo, mi stavo totalmente lasciando andare a quell’uomo, quasi uno sconosciuto. Mi baciò profondamente, mi mancava il respiro, poi si allontanò, scelse una traccia dal cd, “I don't want to miss a thing” degli Aerosmith… adoravo quel brano che poi diventò anche la nostra canzone. Lui tornò da me, mi abbracciò ancora ed iniziammo a ballare; mi guardava negli occhi, io non riuscivo a calmarmi, il cuore mi batteva fortissimo. L’unica cosa che riuscivo a pensare in quel momento era che amavo quell’uomo, con tutta me stessa. Non lo conoscevo, ma già mi sentivo legata a lui, sentivo di desiderare la sua anima ed il suo corpo così virile e forte.
La musica terminò, mi baciò e sedette sul divano. Mi prese sulle sue gambe, il mio viso tra le sue mani, mi stava ancora baciando. Il desiderio dentro di me cresceva, lo sentivo eccitato. Iniziai a sbottonargli la camicia, trovavo il suo corpo meraviglioso, muscoloso e robusto, villoso, le mie mani lo carezzavano sul petto, le sue scendevano lungo la mia schiena, delicate ma decise al contempo. Gli tolsi la camicia poi mi alzai in piedi, abbassai le spalline del vestito e lo feci scivolare a terra, ero quasi completamente nuda davanti a lui, non avevo più nessun timore adesso, capivo perfettamente che mi desiderava così come ero, per lui ero veramente stupenda. Mi inginocchiai e gli slacciai i pantaloni, era eccitatissimo. In quel momento con la mano sotto al mento mi fece alzare la testa e mi penetrò con il suo sguardo “non devi sentirti obbligata in nessun modo solo per compiacermi, abbiamo tutto il tempo che vuoi”. Rimasi pietrificata, non finiva mai di stupirmi, non avrei mai pensato che un uomo potesse avere per me tanto rispetto. “Marco io voglio essere tua, ne sono certa”.
Le nostre labbra non si divisero finchè non arrivammo in camera. Mi stesi sul letto, lui in piedi davanti a me finì di spogliarsi, rimase coi soli boxer addosso, vedevo il suo pene duro e voglioso. Si sdraiò sopra di me, il suo corpo caldo sopra al mio. Iniziò di nuovo a baciarmi ed io cinsi la sua vita con le mie gambe, lo strinsi forte, lui si distaccò da me, mi guardò negli occhi e iniziò a ridere, “guarda che non scappo” mi disse ed anche io scoppiai in una risata clamorosa. Adesso ero totalmente rilassata e serena.
Si mise in ginocchio davanti a me, io a gambe aperte. Mi tolse i decolletè che poco prima mi aveva calzato, sfilo le autoreggenti e dopo aver chiuso gli occhi prese a leccarmi i piedi. Io non riuscivo a fare niente, mi sentivo in balia del desiderio ma non avevo idea di cosa volessi fare in quel momento. La sua bocca inizio a scendere, sentivo la sua lingua sulle mie caviglie, tra le cosce. Non pensavo di poter provare un piacere del genere. Allungò le mani sui miei fianchi, prese il perizoma e me lo tolse; ero totalmente nuda. “Sei sicura di volerlo fare?”. Non risposi ma il mio sguardo credo fosse assai allusivo. Così scese con la lingua di nuovo lungo le cosce, mi alzo bene le gambe e con la faccia si fece strada tra i miei glutei. Sentire la sua lingua sul mio buchetto strettissimo mi fece trasalire! Era fantastico, la spingeva dentro, me lo succhiava con le labbra, la saliva la sentivo colare giù, finchè la raccolse con un dito, lo appoggiò e lo fece scivolare tra le pieghe del mio culo. Gemevo, ero caldissima, immaginavo già di sentirmelo dentro. Alla fine si sdraiò vicino a me e mi disse di sedermi sulla sua faccia. Così feci e mi abbassai lungo il suo corpo. Continuò a leccarmi il buchetto mentre io tirai fuori il suo cazzo dai boxer. Era veramente grosso, mi catapultai sulla sua cappella, iniziai a leccarla avidamente, lo desideravo da troppo tempo; aveva il sapore di maschio, qual sapore che sentivo solo quando, da sola in camera mia, leccavo tutto il mio sperma dopo essermi masturbata. La presi in bocca, quasi mi sentivo soffocare ma mi piaceva troppo, salivo e scendevo con le labbra e dalla mia bocca usciva la saliva mischiata al precum del suo uccello, anche lui stava godendo moltissimo. Rimanemmo così alcuni minuti, sentivo che giocava con il mio buchetto con la lingua, con le dita. Mi sentivo tutta rilassata dietro e pensai che sarebbe arrivato presto il momento di prenderlo dentro di me.
Mi voltai, lui ancora disteso, sedetti sul suo bacino e mi chinai in avanti. Le nostre bocche avevano il sapore dei nostri corpi e lo stavamo fondendo appassionatamente. Lui prese le mie tette tra le mani e si diresse con la lingua sui miei capezzoli che poi mordicchiò dolcemente. Persi letteralmente il controllo, i miei capezzoli sensibilissimi nella sua bocca e tra i suoi denti mi davano un piacere fantastico! Mi avvicinai al suo orecchio “ti prego fammi tua, non resisto più” gli sussurrai ed iniziai a leccargli il collo. Non feci in tempo a dirlo che sentivo già il calore del suo cazzo che spingeva sul mio buchetto. Piano, molto piano, poi ad un tratto la cappella scivolò dentro. Il dolore fu pazzesco ed iniziai a lamentarmi. Lui non usci, mi prese la testa tra le mani e soffocò i miei lamenti con la sua lingua. Rimanemmo immobili così per qualche istante mentre sentivo che mi stavo aprendo intorno a lui. Lentamente inizio a muoversi, il dolore stava svanendo, adesso mi possedeva veramente, gridavo, ancora mi faceva un po’ male e godevo all’inverosimile “lo sai che adesso sono tua vero?” gli dissi. Allora iniziò a prendermi con più decisione, me lo sentivo fino allo stomaco, mi muovevo spasmodicamente con lui, non potevo trattenermi. “Sei incredibile” mi disse, rimasi perplessa poi aggiunse “allunga una mano e toccami il cazzo”. Lo feci, era fradicio. “Stai sbrodando dal culo, sei una donna davvero pazzesca”. Non poteva dirmi cosa più bella, non era solo una mia sensazione, anche lui provava le mie stesse emozioni. In quel momento mi resi conto di avere ancora il mio cazzetto, stavo venendo! Me ne ero completamente dimenticata. Schizzai sul suo addome senza riuscire a controllarmi. Marco ne raccolse con le dita e se lo portò alla bocca, ne raccolse di nuovo e me lo fece leccare.
Mi prese, mi girò, distesa sul letto, mi alzò le gambe e continuò a farmi sua mentre le nostre lingue si fondevano in lunghi baci mozzafiato. I nostri occhi erano chiusi, la mia mente vagava. Pensavo alla mia vita, quegli ultimi giorni erano stati davvero assurdi! Dal dolce e timido ragazzino di campagna mi ero trasformato in una donna desiderata dal suo maschio! Avvertivo la sua potenza dentro di me, un animale rude dolcissimo, e come un animale stava segnando il suo territorio nella mia anima.
All’improvviso mi resi conto che stava per venire. “Non uscire ti prego” gli dissi. Mi guardò un po’ perplesso, allora afferrai le sue cosce e lo spinsi verso di me. Poco dopo mi esplose dentro, lessi il piacere sulla sua faccia, emise dei versi gutturali e cavernosi, sembrava posseduto. Finalmente ero piena di lui.
Si era lasciato andare sopra di me, carezzandomi il viso. Con l’altra mano scese tra i miei glutei, ero aperta e grondante. Assaporò le sue dita poi sorridendo andò giù a leccare la mia fichetta giovane, tutta bagnata del suo piacere. Mi baciò e crollò esausto vicino a me. Mi avvicinai, mi strinse e ci addormentammo.
Quando mi svegliai ero ancora tra le sue braccia, mi carezzava la schiena e mi baciava la fronte. Adesso ne ero certa, mi ero innamorata per la prima volta. Era il 9 maggio del 2000.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Belcazzomi Invia un messaggio
Postato in data: 06/06/2011 00:18:57
Giudizio personale:
fantastico!!

Autore: Enzo51 Invia un messaggio
Postato in data: 03/06/2011 15:37:10
Giudizio personale:
ho letto il primo e il secondo racconto tutto di un fiato ..................che dire semplicemente fantastico..................mi piacerebbe sentirti
ciao


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