i racconti erotici di desiderya

L'ingegnere 2

Autore: Paolapino
Giudizio:
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Commenti: 1
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Cambia lo sfondo
Stavamo proprio parlando di noi e del periodo di pausa interrotto solo da un paio di rapide comparse in cam solo per saluti e dal mio incontro con Andrea e Anna. Sono stato io da loro una ventina di giorni fa a spiegare, a cercare di far comprendere che la nostra è una pausa momentanea. Per loro noi siamo l’unica trasgressione, la perfezione dell’amicizia coniugata alla sensualità e al “proibito” senza problemi di tensioni e gelosie. Proprio mentre parlavamo di questo, tranquilli, senza figli, la scampanellata è arrivata ad interrompere il lusso di parole e pensieri, forte inaspettata. All’ora di cena nella nostra casa di campagna non è cosa comune. Intanto perché pochissimi sanno dove sia il nostro “buen ritiro” e poi perché Paola ed io non siamo abituati a ricevere qui visite senza preavviso. Ci guardiamo sorpresi e mi alzo per andare a vedere. Tutto potevo attendermi tranne questo: alla porta, sorridente e ossequioso persino a distanza, Giorgio, l’ingegnere ex socio del nostro studio, anzi per meglio dire l’ex titolare del mio studio. Mentre mi avvicino per aprire il cancello di ferro scorre nella mia mente come un film la storia vissuta poco più di un anno fa e che qualche problema di coppia ci ha creato ( vedi ingegnere1) ndr. La sua proposta indecente a me e a Paola per le quote della società, quella due giorni assurda che ci aveva causato un profondo turbamento e che forse per la prima e unica volta aveva rischiato di incrinare qualcosa. Poi il burrascoso e successivo confronto con lui e l’altro socio, e la sua uscita dalla società, dallo studio di cui era il fondatore. Non solo sorpreso ma anche seccato da questo suo ripiombare dopo una decina di mesi di assoluto silenzio, nella nostra vita. Scelgo però la strada della cordialità. Gli apro e stringo la mano che mi tende. “ Che ci fai qui Giorgio?” “ Ti disturbo? Se vuoi vengo in un altro momento, ma avrei bisogno di parlarti. Anzi, di parlarvi. C’è anche Paola? Ho visto la macchina…” Lo guardo preoccupato. Decido di essere sincero e diretto. “ Scusami Giorgio se sono brusco. Se vuoi parlare con me nessun problema. Con Paola credo che tu non abbia niente da dirti. Quello che avevi da dirle e da farle è finito un anno fa e se vuoi saperla tutta abbiamo…” “Deciso di non avere più incontri di quel tipo. Lo so. Ho trovato e letto sul vostro sito, che ho scoperto per puro caso, tutto. E ti prego, di questo devo parlarti, dammi un secondo” Resto quasi fulminato. Ha trovato il nostro sito e chiaramente si deve essere riconosciuto nella storia con ampi dettagli che Paola ha messo on line sia pure cambiando i nomi. Gli faccio cenno con la testa di seguirmi. Mia moglie è intanto venuta sulla porta di casa e da distante, pur senza poter ascoltare, segue il nostro colloquio. E’ sorpresa e poco entusiasta anche lei nel dare la mano a Giorgio ed un occhiata interrogativa a me. “Stavate cenando?” fa lui con educazione entrando. “ A quest’ora in genere capita” gli rispondo freddo. “ Scusate, scusate tanto ma vi scongiuro di starmi a sentire e poi magari mi mandate a quel paese, ma per favore…” Gli indico la poltroncina. Io e Paola ci sediamo di fronte. “Da quando ho lasciato lo studio – inizia con evidente imbarazzo – e dopo quella storia con te… “Quale storia? – interrompe mia moglie – nessuna storia, solo un momento di sesso come tanti” “ Si si, scusa, quel momento, insomma, la mia vita è iniziata a cambiare. L’incontro con la vostra sensualità mi ha fatto capire di cosa avevo bisogno e così dopo aver cambiato settore di lavoro, come sai Pino, ho anche iniziato a cambiare il modo di vedere il mio rapporto con una donna. La vostra esperienza, la vostra coppia è diventata per me un punto di riferimento ma non è per niente facile trovare quella condivisione. Ci ho provato più volte ma senza essere mai capito. Insomma, un po’ alla volta sono rimasto sempre più solo preferendo internet, i filmatini, i racconti, alle serate fuori. Così navigando, chattando e parlando ho scoperto il vostro sito. All’inizio credevo fosse uno dei tanti di coppie immaginarie o di escort truccate ma poi quando ho letto il racconto l’ingegnere non ho avuto dubbi e vi ho riconosciuti. Ho letto la nostra vicenda, letto e riletto e dopo una prima reazione stizzita ho iniziato a leggere tutte le altre. E se posso essere sincero è diventato il mio vangelo erotico: ogni vostra storia è stata la mia compagna di quest’anno di notte, di giorno e invidiavo ( lo dico sinceramente) le vostre esperienze, mi vedevo con la mia ipotetica ed introvabile donna nelle vostre situazioni e se posso dire tutto , insomma, siete diventati i protagonisti unici delle mie fantasie e della mia sessualità manuale, l’unica che mi rimane”. “ Scusami ma questo credo siano fatti privati che non dovresti riferirci, tanto più che se dici di aver letto tutto non c’è bisogno di commenti… Annuisce. Si ferma. Respira profondo. “Sentite: quella storia sul lago, nell’albergo con i guardoni, è la cosa più eccitante che mi sia mai passata per la testa. Mi sono sfinito, è diventata un’ossessione, unita al ricordo di quel momento che mi hai concesso, cara Paola, mi ha portato, perdonami se lo dico, lo so che non dovrei, ma devo dirlo per farvi capire, a farmi 5-6 seghe al giorno. Insomma , non fate quelle facce, volevo solo dirvi che sono arrivato al punto di star male, ma veramente. Ogni giorno, ogni notte, sul letto a leggere e pensare e quando ho capito che veramente avevate chiuso con esperienze con i singoli, quando ho visto che non ha più aggiunto racconti, ho iniziato a svalvolare”. Paola lo scruta con freddezza. “Ma perché ci dici questo ?” “Siete liberi di non crederci. Non è la bellezza di Paola ( particolare ed intensa ma certo non unica) ma la sua carica, la sua esperienza, la sua capacità di trasmettere cose che non ho trovato in nessun’altra donna. Quei momenti vissuti con lei che io so essere irripetibili che dovevano quasi essere un fatto di puro orgasmo, sono diventati l’icona e il riferimento di tutta la mia vita erotica. Insomma sono intrappolato e impazzito per voi anche se so che avete smesso con singoli” “Appunto Giorgio, se lo sai perché sei qui? E perché ci dici queste cose?” “Ecco, io volevo sapere se è vero, se davvero avete smesso se proprio…” Paola sorride e lo interrompe. “Assolutamente vero,abbiamo chiuso”. “Capisco. E vi comprendo. Ma io sono malato di voi. E voglio dirvi lo stesso quello per cui sono venuto qui. Poi se volete vado via. Paola ricordi il mio camper, quello che ti era tanto piaciuto la volta che vi ho invitati a cena? Bene, non riesco più ad usarlo, non ho più tempo ne voglia. Sarebbe per voi invece un mezzo ideale per fare belle vacanze tu e Pino, ovunque vogliate: ricordi è grande, 6 posti, modernissimo. Bene a me non serve più, ve lo regalo, è vostro, ve lo intesto anzi, prima ve lo intesto poi… il tutto solo e soltanto perché la tua mano Paola, ancora una volta, l’ultima, sostituisca la mia. Ti sto chiedendo, vi sto chiedendo una sega e …la conclusione nella tua bocca, come quella volta, ma senza ingoio se non vuoi, insomma una cosa che ho letto che Pino ha fatto con la vostra amica dopo che avevate deciso di smettere con i singoli, quindi tu Paola pareggeresti. Tu Pino ovviamente se vuoi potresti restare in camera a controllare il rispetto di quanto detto, solo questo, in cambio del camper, vi prego, vi scongiuro, sono fuori di testa e sono stanco di sognare che la mia mano sia la tua e poi ogni volta rileggo quello che hai scritto sul mio uccello grosso, su quello che ti piaceva, ogni volta immagino sogno, vi prego…” E’ rosso in viso, quasi piange dall’emozione e dalla vergogna. Siamo inebetiti ed imbarazzati ma io anche arrabbiato. Sto per mandarlo al diavolo ma Paola interviene prima di me dandomi un’occhiata.“ Sai Giorgio, gli dice con tono sommesso, mi dispiace proprio. Tante volte ho pensato che queste nostre esperienze avrebbero potuto creare problemi agli altri, illusioni o ansie. E d’altra parte avevamo pensato di renderle pubbliche proprio perché magari potessero aiutare qualcuno a goderne. Però nel caso tuo mi pare stia diventando un problema. Mi spiace risponderti come sto per fare ma per chi mi hai preso? Pensi davvero che quella cosa accaduta tra di noi un anno fa sia stata in relazione alle quote della società? Era solo un momento, una nostra fantasia, sai quando una donna vuol provare come si sente quando lo fa in cambio di qualcosa? Mi spiace deluderti ma anche quello era in se un gioco e non un interesse, un gioco che ho già fatto, che non mi ha dato le sensazioni che volevo o che pensavo e che ovviamente non rifarei più. Che poi come dici tu sia stata piacevolmente attratta dalla tua dotazione è assolutamente vero ma nell’ambito di quel gioco di coppia, di un momento che come hai letto non è stato l’unico. Quindi la mia risposta, molto cortese nonostante tutto, è no grazie” Piomba il silenzio nella stanza. Lui respira profondo, guarda me, di nuovo Paola (cercando anche di sbirciarle sotto il vestitino leggero) scuote la testa. “Ok, capisco. Vi capisco ma non sono riuscito a farvi comprendere che… si ferma, sembra mancargli il fiato prova a parlare ancora ma dalla bocca esce solo un singhiozzo, un respiro strano quasi un rantolo che si trasforma in un attimo in un pianto disperato. Senza dignità crolla sulla poltroncina nel momento in cui cercava di rialzarsi e con il viso tra le mani non sembra riuscire a frenare i singhiozzi lasciandoci di stucco. Non finge, sta davvero soffrendo per il desiderio represso, per la figura fatta. “Scusatemi, scusatemi riesce a balbettare, ma io non so cosa mi abbia preso” Conosco bene quel tipo di reazione: è segnale di profonda depressione e di un problema psicologico forte. Si alza di nuovo dalla poltrona di scatto, fa due passi asciugandosi il volto con le mani e cercando di guadagnare la porta, ma barcolla, si appoggia al tavolo , piega le gambe, si regge a stento. Mi alzo di scatto per sorreggerlo perché mi da la sensazione che stia per svenire. Lo aiuto a rimettersi sulla poltrona mentre Paola gli versa un bicchiere d’acqua. “ Bevi, su calmati, bevi un attimo”. Butta giù due sorsi poi restituisce il bicchiere a mia moglie con uno sguardo di desiderio che non credevo possibile e che Paola intercetta. Mentre lui cerca di calmare il respiro e riprendersi, mia moglie mi fa un cenno che non capisco. Prende la seggiola e si avvicina sedendosi accanto a lui in una posizione che scopre le gambe e che certo per uno nelle sue condizioni non è ideale. “Cos’è che ti piace così tanto, perché vorresti che te la facessi io, perché questo desiderio secondo te?” gli chiede con voce sensuale che mi fa comprendere dove vada a parare ( ormai la conosco). Balbetta, non sa rispondere, torna a piangere mentre non stacca gli occhi dalle gambe di mia moglie. Lei allunga la mano e la poggia sul suo ginocchio. “ Senti Giorgio, hai detto che in fondo Pino con Anna… ed è vero. Io ti propongo una cosa. Ora vieni di la, se Pino è d’accordo, ti stendi sul nostro letto, ti riprendi , i calmi. Ti spogli, ti facciamo vedere una cosa che ho in mente di chiedere a Pino di fare davanti a te perché mi hai fatto venire voglia, ma non ti tocchi. Guardi solo. Poi faccio quello che mi hai chiesto, non voglio nessun camper né niente, ma solo che sparisci per sempre dalla mia vita. Non ti devi mai più far vedere e tieni presente che faremo una denuncia per stalking se in qualche modo ci ricontatterai. E’ anche un po’ colpa mia questa tua situazione e voglio aiutarti ancora una volta ma poi mi prometti che vai da uno psicologo e scompari “ . Sgrana gli occhi smette di frignare. “ Dici davvero Paola? Ma è bellissimo, incredibile, non so come ringraziarti ma Pino tu sei d’accordo? Pino davvero è possibile? Guardate qua, solo il pensiero” e mostra un clamoroso rigonfiamento nei pantaloni. “Si si Paola va benissimo, faccio quello che vuoi”. Condivido la scelta di Paola perché ho rivisto nei suoi occhi il lampo di quel desiderio che da tempo non vedevo. E’ lei che si alza, tende la mano all’ingegnere e lo trascina letteralmente con dolce sicurezza verso la nostra stanza facendomi segno di seguirla. “ Mettiti steso sul letto ma di traverso, con la testa verso il bordo, in slip” Lui sembra un pugile suonato. Come un automa si slaccia i pantaloni, si sfila la maglietta nera, resta in boxer e calzini e si stende sul letto come gli ha ordinato Paola. ’ eccitato e si vede benissimo dal rigonfiamento e sembra un bambino in attesa di un premio. Paola si sfila il vestitino e resta in reggiseno e slip .Si avvicina a me. “ Giorgio guarda” Si inginocchia davanti a me dopo avermi trascinato accanto al letto a pochi centimetri dal nostro ingegnere che guarda e ubbidisce a Paola quando gli ordina di mettere le mani dietro la testa . Paola mi spoglia nudo. Non sono in tensione ma questo per lei non è un problema. Me lo prende completamente in bocca iniziando a roteare la lingua come sa fare bene seguendo con i movimenti delle labbra, della lingua, dei denti, l’inturgidirsi graduale del mio membro. Guarda me, guarda lui mentre con la bocca ora avvolge e fa avanti indietro lungo l’asta mentre l’enorme membro di Giorgio non è più contenuto dai boxer ed emerge imperioso.Il lavoro di Paola prosegue davanti a lui che mugula. Paola estrae il mio membro dalla sua bocca. Rivedo il lampo perverso che le conosco. Continua a masturbarmi con le mani mentre gli dice che ora, mentre lui dovrà restare sempre con le mani dietro la testa, lo farà assistere ad una penetrazione dietro che lui ama tanto, dovrà guardare ed invidiare Pino che pio farlo quando vuole, ma prima dovrà collaborare alla lubrificazione e dovrà leccarle il buchino. Si toglie la biancheria, si gira dando il viso a me e la schiena lui che ha la testa sul bordo del letto. “Leccamelo e bagnalo Giorgio, da bravo, apri la strada a mio marito” gli ordina quasi sedendosi sul suo volto. Sento il rumore della sua lingua che bagna umidifica il buchino ( e non solo a sentire il rumore che degli umori di Paola) mentre il suo uccello ora svetta deciso piegando la resistenza dei boxer. Lei inizia ad agitarsi e godere di quella lingua ubbidiente e ne asseconda il movimento. “ Si anche dentro su” gli ordina voluttuosa. Attende a lungo Paola. Lascia che la lingua la esplori a fondo. Quando si sente pronta si stacca.“ Pino ora mettimelo dietro” e fa una cosa inattesa. Si volta verso lui, allarga le gambe in modo che la sua testa scivolando sul bordo del materasso sia tra le sue cosce e si china sul letto posando le sue braccia tese sui fianchi di lui, chinandosi con il viso verso il suo uccello che libera dall’impaccio dei boxer con due rapidi movimenti delle mani senza però neanche sfiorarglielo. Ha il viso a pochi centimetri dall’enorme randello e mi offre il sederino abbondantemente bagnato dalla saliva. La penetrazione dietro è facile facile con quell’aiuto. Solo un attimo di cautela mentre lui si lamenta e dice “che bello che bello” e poi comincio a pompare piano. Paola gode molto e lo provoca, gli ripete più volte di quanto sia bello il suo uccello che libero si muove come impazzito cercando u n contatto con le mani di mia moglie o con il suo viso che non arriva. Da quella posizione, a pochi centimetri, lui vede bene il mio penetrare dentro mia moglie che quando accusa il colpo di penetrazione scende un po’ finendo con il mettergli la fica in bocca. Lo intuisco dal rumore degli umori e della sua lingua che li fruga e li accoglie. La lecca insomma mentre vede che la inculo. Una situazione che esaspera la sua e la mia eccitazione. Sento che non posso trattenermi a lungo e lo dico a lei. “ Si Pino vienimi dentro, e tu Giorgio guarda come se lo gode mio marito”Non serve altro. Mi scarico ad ondate dentro mia moglie spingendo dentro fortissimo sino in fondo strappandole un lamento. Quando esco poco dopo un lungo filo bianco esce e cade sul viso dell’ingegnere. Paola che è venuta un paio di volte sul suo volto completamente bagnato si stacca dalla non comoda posizione. Prende fiato. “Aspetta e non toccarti” gli ordina.Va in bagno e poco dopo torna con la boccetta del sapone liquido neutro. Giorgio ha recuperato la normale posizione sul letto, le mani sempre dietro la nuca , l‘enorme uccello ballonzolante con i movimenti dei muscoli. Mia moglie lo guarda a lungo. Io mi siedo ai piedi del letto. Nuda, si stende di fianco accanto a lui ma con i piedi verso il suo viso, le gambe leggermente divaricate in modo che possa guardarle la fica. Versa qualche goccia di sapone liquido sull’asta del membro durissimo e finalmente glielo prende in mano facendolo sospirare. “Eccolo qua questo bell’uccellone che si fa tante seghe per me, vediamo tutta questa voglia, su ora te la sto facendo davvero io, vedi? – lo incita Paola - come te lo tocco, te lo scappello bene bene fino in fondo e poi lo scorriamo in su e poi giù di nuovo, guarda come diventa rossa la cappella…” Mia moglie lo sfida, gli racconta quello che fa, gli parla della sborrata che dovrà essere enorme, ma solo quando lo dirà lei, ed intanto lo masturba lentamente su e giù dicendogli di come lo sente duro, di come reagiscono le sue palle al contatto dell’altra mano, torcendo lievemente il movimento mentre scende la lunga asta. Lui quasi urla ad ogni colpo chiede il permesso ti togliere una mano da dietro la nuca per metterla tra le sue gambe ma lei glielo nega. “No devi stare così: le tue mani hanno lavorato tanto, lo hai detto, tu , e dovranno fare ancora tante seghe, vero? Ora riposano e faccio io”. Giorgio ha troppo desiderio: dopo neanche due minuti di questo lavoro si capisce che è pronto. Qualche goccia già appare sulla punta. Paola stringe forte la base per rallentare. Lo lascia mentre lui urla quasi di continuare. “Non venire, trattieniti. O non te tocco più” ordina cattiva. Passa un minuto di assoluta immobilità e silenzio irreale. “Pino guarda, vieni vicino” . Si mette in ginocchio sul letto tornando a prenderlo con presa forte con la mano destra e scappellandolo con violenza, facendogli male. Si china. Lo strofina qualche istante sulla guancia, e l’enorme cappella sembra fuori luogo accanto al viso piccolo di mia moglie. Poi lei con uno sforzo notevole apre la bocca e circonda con le labbra il glande stringendolo mentre la mano riprende a fare su è giù lungo l’asta. Paola mugugna quando lui urla che sta per venire per fargli capire che puo’ farlo. E’ un urlo quello suo e da vicino vedo chiaramente la pulsazione del canale sulla lunga asta quasi violacea e immagino la violenza degli schizzi e l’abbondanza perché Paola pur senza lasciare la presa ha come un singhiozzo ( segno che lo sperma è arrivato in gola) ed è costretta a fare uscire un fiotto bianco che scivola lungo il membro. Ancora qualche lento movimento poi si stacca. Vi volta verso di me. Apre la bocca per farmi vedere che è completamente piena di seme bianco , poi si avvicina a lui che ansima e la guarda perplesso. Fa vedere anche a lui che ha la bocca piena. Torna ad avvicinare il viso sul suo uccello rimasto turgido e gli fa scivolare sul cazzo tutto il contenuto denso che scende a fili e grumi. Una sborrata enorme. Il suo membro è immerso nella schiuma bianca. Allora Paola si issa sul letto, gli ordina di stare ancora fermo, si mette a cavalcioni di lui e appoggia la fica sul membro bagnato senza metterselo dentro. In quella posizione , tenendosi la mano davanti, si strofina, preme si agita sul suo cazzo schiacciato dal suo peso sino a venire lei così. Fredda e scatenata. Riprende fiato. Sembra un'altra quando rialzandosi gli chiede :“ Piaciuto, soddisfatto?” “Un sogno, una cosa straordinaria risponde lui” “Bene, allora senza neanche andare in bagno rivestiti così come sei e scompari. Ricordati che si ti fai vedere ti denuncio e mi raccomando, vai dallo psicologo lo dico per te. Ora Pino – aggiunge abbracciandomi – abbiamo davvero chiuso i conti ma… da quello che vedo (e stringe in mano il mio cazzo di nuovo duro) il lupo perde il pelo ma non il vizio, vero? Poi penso a te” e ride di gusto tornando in bagno dove si chiude dentro. Giorgio si riveste a testa bassa, incurante di bagnare gli slip. Non dice neanche una parola, neppure ciao, prima di sparire mentre Paola canticchia sotto la doccia.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Rotterdam19 Invia un messaggio
Postato in data: 02/02/2011 09:18:18
Giudizio personale:
La crudeltà fatta femmina!! :-)


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