i racconti erotici di desiderya

La troia che era in me 2

Autore: Siryus
Giudizio:
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Cambia lo sfondo
Augusto e Cinzia divennero inseparabili. Lui era per lei tutto quello che una donna può desiderare, porco, fantasioso, perverso e nello stesso tempo lo adorava come donna. Per lui, lei, era la pietra grezza da scolpire trasformare in un’opera d’arte, la creta da plasmare per creare il capolavoro di libertina perversione che lui stava cercando da qualche tempo. Per prima cosa, si è fatta subito mettere incinta, poi hanno incominciato preparare la loro nuova casa. Dopo quella notte in cui io ho scoperto la mia vera natura di troia, mi sono lasciata plasmare a ogni loro desiderio. La prima cosa è stata un radicale cambiamento del mio look, con un nuovo taglio di capelli, e nuovo guardaroba, via tutto, e nuovi abiti, molto sexy, gonne decisamente provocanti, e tante scarpe dal tacco vertiginoso. Con i loro insegnamenti ho potuto conoscere e vivere, nuove e intense emozioni, ho goduto fra le loro braccia, ho preso il suo cazzo e di altri maschi dentro di me con immenso piacere, nuove esperienze, nuove, emozioni, come quella di sentire due cazzi in fica contemporaneamente che mi hanno fatto godere tanto che sono quasi svenuta. Ho goduto fra le braccia di uomini e donne, assaporando in bocca i loro succhi e il loro piacere. Anche Luigi, ha apprezzato molto questo mio cambiamento, lo scoprirmi diversa ha scatenato in lui una continua voglia di scoparmi, sempre, in ogni buco, ed anche in situazioni diverse, meglio se a rischio, o molto intriganti. Certo lui non ha le dotazioni dei maschi che generalmente mi sfondano, ma lo apprezzo anche per questo, mi lecca tantissimo fino all’orgamo, mi chiava con impeto e passione, e se poi lo lascio schizzare nella mia bocca e ingoio il tutto, lui, va letteralmente fuori di testa, gli resta così duro che dopo mi scopa come un dannato. Spesso, quando si rende conto che sono oggetto delle attenzioni di un altro maschio, e magari io esito un poco, è proprio lui che mi spinge a lasciarmi andare, a buttarmi in una nuova esperienza, per trarne il massimo godimento, a volte insieme, o altre da sola, per chiedermi poi se il maschio che mi ha chiavato era all’altezza delle mie aspettative, se mi ha fatto godere e lasciato soddisfatta. Di fatto è cambiata anche la sua vita e anche il nostro rapporto ne ha trovato giovamento, ci sentiamo più uniti, e complici. Anche al lavoro, il mio capo ha notato subito il cambiamento. Guido, è un bel maschio di circa cinquanta anni, fisico curato, ma, leggermente in sovrappeso, persona educata e riservata. Lavoro per lui da quindici anni, sempre corretto, non ha mai fatto nulla che potesse mettermi a disagio. È separato, lei è scappata con un seminarista, e da quando ha visto il mio nuovo look spesso noto con piacere il suo sguardo indugiare sul mio corpo, o nella generosa scollatura che mette in bella evidenza una buona porzione del mio seno. Questi suoi sguardi hanno poi l’effetto di gonfiare il discreto pacco che si ritrova, ma sono convinta che non prederà mai l’iniziativa nei miei confronti, io sono troppo importante per il suo lavoro, e un mio eventuale rifiuto potrebbe compromettere questa sua necessità. È nostra abitudine a metà mattina prendere un caffè insieme al distributore automatico che abbiamo in ufficio. Alcuni giorni fa, dopo aver notato l’ennesimo rigonfiamento del suo pacco a causa di un mio, voluto piegamento che gli ha mostrato tutto il pizzo delle mie autoreggenti che fasciano le mie cosce, ho deciso di passare all’azione. Prese due tazze di caffè sono entrata nel suo ufficio, e le ho appoggiate sulla scrivania, e mentre lui cercava di capire la novità, io sono andata davanti a lui e mi sono inginocchiata fra le sue cosce, aprendo i pantaloni. Dopo un momento di evidente imbarazzo, lui, ha realizzato cosa volevo fare e mi ha lasciato libertà di movimenti. Introdotto una mano dentro i suoi boxer, ne ho estratto un bel cazzo di buone proporzioni, sicuramente una via di mezzo fra quello di Augusto e mio marito. L’ho leccato un poco, poi, lui si è messo più comodo aprendo di più i pantaloni e mostrando anche due belle palle piene che ho badato a leccare succhiare con suo evidente piacere. Appena mi sono resa conto che era diventato bello duro, mi sono messa in piedi davanti a lui, ho sollevato la mia gonna e gli ho messo davanti alla faccia il mio culo. Lui ha affondato il viso fra le mie natiche leccando sia il buchetto sia il taglio della mia fica che già schiumava abbondantemente, mi sono piegata a novanta, gambe larghe, e gli ho detto:

“ dove vuoi, a patto che mi sborri in bocca.”

Poi mi sono appoggiata sui gomiti e ho atteso il suo assalto. Mi ha infilata con un colpo solo, mi teneva stretta per i fianchi scopandomi di brutto.

..tieni troia!!!..senti come ti sfondo!!!!!....sssi…tuttoo dentro te…lo pianto!!!!...

Mi ha pompato per circa dieci minuti, facendomi raggiungere un bell’orgasmo, poi di colpo si è sfilato, e seduto di nuovo, mi sono inginocchiata davanti a lui e l’ho preso fra le labbra. Tre generosi fiotti di calda sborra hanno inondato la mia bocca, l’ho pulito per bene, poi mi sono alzata e preso la tazzina del caffè gli ho mostrato la mia bocca piena di semenza quindi ho ingoiato il caffè “macchiato” con la sborra.

“Da oggi si cambia, tu caffè puro, io “macchiato”. - gli ho detto uscendo dal suo ufficio.

Ben presto la nostra “pausa caffè macchiato” è diventata una bella consuetudine. Alcuni giorni fa, una mattina sono venuti due facoltosi clienti e amici intimi di Guido, e al momento del caffè gli ho chiesto se lo volevano anche loro.

“ Monica, ci porti tre caffè normali e tre “macchiati”.

Poco dopo entro con un vassoio in mano con quattro caffè, mi metto in mezzo a loro che si sono alzati in piedi e mi hanno circondata, m’inginocchio e incomincio a succhiare i cazzi che si stanno gonfiando davanti a me. Li lecco, succhio e quando mi rendo conto che sono pronti, uno lo faccio sedere su di una sedia, poi gli monto sopra impalandomi su suo palo che mi entra dentro fino in fondo facendomi emettere un lungo gemito di piacere. Mi distendo su di lui, l’altro si mette dietro di me, io lo guardo facendogli capire che lo voglio in culo, mentre Guido me lo infila in gola, non prima di aver raccomandato a tutti di sborrarmi poi, in bocca. Mi scopano a turno in tutti i buchi, godo e vengo a ripetizione, poi quando sono in procinto ti sborrare anche loro, mi fanno inginocchiare e a turno mi schizzano in bocca la crema calda. Finito, mi alzo e bevo il mio caffè.

“ piaciuto il caffè macchiato oggi? - mi chiede Guido.

“ forse più di un caffè macchiato oggi credo che sia diventato un “ latte macchiato” tanta era la correzione.” - gli rispondo ridendo mentre me ne esco dall’ufficio.

Da qual giorno spesso prendo latte macchiato o caffè con loro. Guido mi ha offerto di diventare sua socia al 50 % dello studio, cosa che ho subito accettato. L’unica persona che non ha apprezzato tutto questo è Flavia, mia suocera. Vedova, da dodici anni, Flavia è una donna quasi invisibile. Ha diciassette anni si fece mettere incinta da quello che poi è diventato suo marito, che aveva undici anni più di lei. Lui la portò via dal paese e vennero qua in città, dove, lui aveva già l’officina da meccanico che poi ha ereditato mio marito. Lei viveva nella sua ombra. Sempre in disparte, mai al centro dell’attenzione, umile lo serviva in tutto e se lui scopava con altre donne, lei diceva che lui era un maschio e che quindi era normale che altre femmine lo accogliessero nel loro letto. Sempre vestita molto castigata, quando è rimasta vedova, ha incominciato a vestirsi solo di nero, gonne lunghe fino alle caviglie e la sua vita è come se si fosse spenta, due volte alla settimana al cimitero e la domenica in chiesa, tutto qui. Se penso poi, che ha un corpo fantastico, come ho avuto modo di costatare tre anni fa quando le ho fatto l’assistenza in ospedale dove si era sottoposta all’asportazione totale delle ovaie. Alta 1,75, gambe lisce e toniche, culo sodo e alto, forse solo il seno, una terza abbondante, denota, un minimo di cedimento, ma lei certo non lo mostra. Il suo totale disprezzo per il mio cambiamento si è manifestato proprio il giorno delle nozze, mentre gli sposi si aggiravano far i tavoli degli invitati mi ha guardato e con tono sprezzante mi ha detto:

“ hai venduto tua figlia a un vecchio porco bavoso per un pugno di soldi, ma c’era da aspettarselo da una che ultimamente va in giro vestita da puttana.”

Mi sono sentita ferita e umiliata, avrei voluto ribattere, ma avrebbe provocato un casino e il giorno delle nozze di Cinzia non mi sembrava appropriato. Dopo due settimane, al rientro dal viaggio di nozze l’ho raccontato a mia figlia, che l’ha subito condiviso con Augusto.

“ Quella troia non ha il diritto di esprimere un simile giudizio su di noi, merita una bella punizione.” – ha commentato lui alquanto incazzato.

Dopo due giorni ero fra le braccia di Cinzia con la quale avevo goduto molto, quando lei prende il telefono e chiama Flavia.

“ Ciao come stai?, mi fa piacere sapere che stai bene, volevo invitarti a venire a vedere la mia nuova casa. Il giorno delle nozze non era pronta, ma ora è finita e ci tengo ad avere il tuo parere.”

Ovviamente lei rifiuta l’invito, ma lei con lusinghe complimenti riesce a convincerla e dice che io la passerò a prendere l’indomani poi che nemmeno io l’ho vista. Il pomeriggio del giorno dopo ci rechiamo a casa di Cinzia, appena dentro trovo gli sposi in compagnia di quattro maschi che fingono di non conoscermi mentre ho avuto modo di assaggiare e gustare le loro dotazioni e la loro bravura nel far godere una femmina, dentro di me immagino quale sia la punizione che vogliono infliggere a Flavia. Cinzia e mostra la casa, e non riceve nessun commento favorevole, poi quando entrano nella loro stanza da letto, improvvisamente due maschi afferrano Flavia e la distendono sul letto mentre lei cerca di liberarsi e grida.

“ basta lasciatemiiiiii!!!!.”

Mentre uno dei maschi le solleva la gonna e gli sfila le mutante, mentre lei cerca di divincolarsi, poi affonda la sua bocca fra le sue cosce e incomincia a leccare come un forsennato. Conosco bene l’abilità di quel maschio, io stessa ho avuto modo di apprezzarne la bravura. Un altro le cerca di infilare in bocca un bel cazzo, ma lei oppone resistenza. Augusto si para davanti.

“ adesso, troia calmati e incomincia a succhiare questo cazzo che poi ti fa sentire come ti sfonda un vecchio porco bavoso.”

Lei ha sentire quelle parole si gira verso di me che osservo immobile quello che le fanno. Poco dopo la bravura di quello che lecca si evidenzia quando lei improvvisamente tende il suo corpo e anche se non vuole un forte orgasmo, la scuote facendole emettere un lungo gemito che non riesce a uscire dalla bocca piena di un bel cazzo che lentamente stà incominciando ad apprezzare. Dopo un altro orgasmo, si solleva e lascia il posto ad Augusto che gli si para davanti, le pianta dentro il suo grosso randello, lentamente ma con decisione.

…aaaahhhhhiiii….nnnoooo!!!!....pianoooooo…….

Flavia cerca di impedire la penetrazione, ma lui entra inesorabilmente fino in fondo. Lei si tende, poi lentamente lascia che il suo corpo assaporare il piacere che sta provando. Augusto la scopa di brutto, la pompa infilandole tutto il suo grosso cazzo fino in fondo, improvvisamente lei gode urlando con tutto il fiato che ha in gola.

..sssssssssssssiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii………….sssiiiii………..orraaaa!!!!!!!...VENGOOOOooo!!!...

Non le danno nemmeno il tempo di respirare, la finiscono di spogliare tutta, mostrando il bel corpo che ha, poi lui esce e lascia il posto a un altro che la fa salire su di lui impalandola su un palo che a me era arrivato quasi in gola quando mi ha scopato. Lei rimane immobile, come se volesse urlare, ma non esce nulla dalla bocca aperta. Il maschio inarca le gambe e incomincia a pomparla dal basso con colpi devastanti, lei gode come una pazza, scuote la testa sconvolta dal piacere, ma io che osservo, ora mi avvicino, voglio vedere la sua faccia quando si renderà conto di quello che le stà per accadere. Lentamente la fanno distendere e mentre lei gode Cinzia con un lubrificante in mano, sta bagnando il cazzo di Augusto, poi quando meno se lo aspetta, dopo l’ennesimo orgasmo lui le appoggia la cappella sul fiorellino che si tenete alla spinta che lui le da, per entrare. Cinzia le apre le natiche, uno le infila un cazzo in gola per non farla urlare, ma non ci riesce, un grido strozzato esce dalla sua bocca.

….nnnnnoouuuu….NNNNNOOOOUUUOOO…………

Inesorabile Augusto spinge dentro tutto quella trave di carne dura, lei deve sentirsi sfondare.

“ eccoti accontentata troia!!!!...senti come ti sfonda un vecchio bavoso e porco!!!”.

Dopo un momento in cui credo che lei stesse per svenire i due maschi incominciano a pomparla senza nemmeno ascoltare le sue suppliche. La sbattono con un ritmo sempre più forte, fin quando lei, da tesa, si rilassa e incomincia a godere, prima cercando di nasconderlo, poi sempre più in maniera evidente.

…uuummhhmuum….ssisiiiii…….sssiiiii….vennGGGGOOOOOooooo….sssiiii…….

Per più di tre ore, è l’oggetto delle attenzioni di tutti i maschi, Cinzia ed io ci coccoliamo abbracciate ed eccitate dallo spettacolo. Dopo un comprensibile momento di disappunto Flavia si è lasciata travolgere dal piacere che le stanno facendo provare, gode e succhia e ingoia tutto quello che loro le danno. Sfinita, la riaccompagno a casa. Durante il tragitto rimane in silenzio, poi entra in casa sua senza nemmeno voltarsi. Circa una settimana dopo, mentre Cinzia ed io stiamo girando per la nuova città mercato in cerca d’indumenti per il nascituro, dovrebbe partorire fra tre settimane, vediamo davanti ad una vetrina di abbigliamento intimo Flavia. Stupite le andiamo incontro, e dopo un momento d’imbarazzo, lei c’invita a sederci al bar lì vicino. Le diciamo che siamo stupite d’incontrarla lì, e lei ci sorride, poi ci spiega:

“ dopo il vostro trattamento ero furiosa. Mi sono immersa nella mia vasca da bagno per più di un’ora a riflettere. Più pensavo all’accaduto e più la mia rabbia sbolliva lasciando il posto a questa domanda: ma quanto ho goduto?, in vita mia mai, avevo provato un simile piacere, e ora alla soglia dei sessanta scopro che io di sesso non ne ho avuto che quel poco che si degnava di darmi mio marito, cioè quattro colpi, poi lui veniva ed io non mi rendevo nemmeno conto che non avevo mai raggiunto un vero orgasmo. Fra le braccia di Augusto e i suoi amici, sono venuta così tante volte da perdere il conto. Adesso basta!, voglio anch’io la mia parte di piacere, ma così conciata, non sono certo appetibile, chi la vorrebbe una vecchia come me:”

Cinzia le butta le braccia al collo.

“non ti preoccupare, ci pensiamo noi, basta che tu ci segui, al resto penso tutto io.”

Come un turbine ci trascina in giro per negozi. Cambiamento totale, vestiti, scarpe e intimo bellissimo, in fine la porta dal suo parrucchiere di fiducia e le fa un nuovo taglio di capelli che la fanno sembrare molto più giovane. Finita, la trasformazione, ci porta tutte e due a casa sua.

“Flavia, indossa quello che abbiamo comprato, così vediamo come stai.”

Flavia si spoglia, all’inizio con un certo imbarazzo, prova i vari capi e scarpe col tacco, e in fine le rimane con indosso una mini veramente bella. Sotto ha le autoreggenti nere, e uno string quasi invisibile, e un reggiseno nero, e mentre è piegata a mettere dei sandali dal tacco quindici, entra in casa Augusto e Luigi. Per un memento i due maschi non la riconoscono, poi quando si gira, restano basiti. Cinzia spiega a entrambi la metamorfosi, e Augusto, dopo aver scambiato un cenno d’intesa con Cinzia, si para davanti con il cazzo dura in mano.

“ Poi che si cambia per divertirsi, allora che ne dici di cominciare ora? “

Per un momento Flavia resta immobile, poi spinta dalla nipote s’inginocchia davanti a lui le glie lo prende in bocca. Subito scatta una piccola orgia. Cinzia si masturba sul divano, io inginocchiata davanti a Luigi lo succhio ammirando il capolavoro che sta facendo Flavia con il cazzo di Augusto. Quando è ben il tiro, lui la fa inginocchiare sul divano e la prende da dietro, mentre io da vera troia invito Luigi a infilare il suo cazzo in gola a sua madre. Dopo un comprensibile momento d’indecisione lei lo succhia fra un vero grido di piacere di Cinzia. Flavia da quel momento non si è più fermata, ha preso e goduto con tutti cazzi e le fiche che le sono venute a trio. Oggi siamo sedute a bere un caffè in un bar, e mentre stiamo parlando, vediamo tre maschi cha hanno ammirato le nostre cosce, e soprattutto il fatto che le teniamo aperte mostrando che non abbiamo intimo. Il gioco è talmente bello che il più vecchio dei tre ci mostra, stringendolo con la mano un notevole pacco.

“ Amore mio, ho solo un rammarico, ho scoperto il piacere solo a quarantenni, avrei dovuto incominciare da molto prima.” - le dico osservando la scena.

Lei mi guarda, sorride e ammira i gesti che le fanno, i tre maschi in risposta al fatto che ora sta a cosce aperte mostrando, tutta la sua fica gia umida.

“lo dici a me??, io ne ho sprecati venti più di te, ma ho deciso che ogni lasciata, è perduta, quindi non mi tiro mai più indietro ogni volta che posso godere.”

La guardo, e convengo con lei che quello che dice è verità sacrosanta, quindi mi lazo e la prendo sottobraccio andando verso i tre uomini.

“dai andiamo che ho voglia di una bella scopata!.”



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Baxi18 Invia un messaggio
Postato in data: 05/11/2014 18:50:52
Giudizio personale:
splendido! mi è piaciuto come seguito e degna conclusione. bravo.


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