i racconti erotici di desiderya

La stupenda coda al supermercato

Autore: Lord_revan
Giudizio:
Letture: 1654
Commenti: 5
Dimensione dei caratteri: [+] - [ - ]
Cambia lo sfondo
A differenza di tanti uomini, penso, il dover passare al supermercato a fare la spesa non e’ per me una grande fatica. Sono uno di quelli che le corsie se le gode sia per quanto riposto negli scaffali sia per quanta bellezza e’ possibile incrociare durante “lo struscio” nei vari reparti. Sono un tipo umorale, e quando sono di fretta, perche’ capita anche che debba recarmi a prendere qualcosa di urgente, non sopporto ogni piccola perdita di tempo: mi manda in bestia. Succede soprattutto quando nei supermercati non c’è calca.

Invece quando frequento posti affollatissimi, parte quell’autocontrollo che mi fa restare pacifico e sereno, quasi ad isolarmi dal mondo e da tutto quello che – caotico – mi fluttua intorno. Quel sabato mattina, con un colpo di fortuna riuscii a parcheggiare la macchina al coperto in un parcheggio pieno in ogni ordine di posto senza spendere piu’ di 10 secondi a trovare uno spazio libero. Entrai nel supermercato e non persi tempo ad andare in giro a cercare un cestino della spesa, d’altronde non ce n’era neanche uno all’ingresso quindi sarebbe stata una inutile fatica andare per le casse a cercarne uno vuoto. Mi indirizzai risoluto nelle poche corsie in cui sapevo di poter trovare quello che mi serviva. Tra la marea di gente presi quanto mi serviva e tenendo tutto tra le mani, anzi tra mani, braccia e petto, dopo aver preso in ultimo il latte, mi diressi alle casse.

Naturalmente, a dispetto delle persone che circolavano nello stabile, le casse erano sproporzionatamente inferiori ai potenziali acquirenti e cosi’, dopo aver valutato le code, scelsi quella della numero 12. Quasi a vivere una delle classiche Leggi di Murphy, fino al momento in cui valutavo la scelta della fila, quella della cassa N.12 sembrava essere la piu’ veloce, ma appena mi misi in coda ecco che la cassa comincia a rallentare la sua corsa fino a fermarsi.

Fu il momento in cui invece di scoppiare di rabbia entrai in quello stato di pace interiore su descritto. Sapevo che c’era casino, che erano poche le “porte” aperte per il pagamento e per di piu’ quella in cui c’ero io era decisamente la piu’ lenta. Davanti a me 4 donne ed un uomo. Al turno, una signora, sui 60anni con il marito che, diligentemente, sollecitava quest’ultimo ad imbustare piu’ velocemente ma, contemporaneamente, lo invitava a fare piano per non rovinare la merce mentre la imbustava. Dopo circa 5 minuti che si attendeva il prezzo di un articolo non presente nel database della cassa, nel presentare il conto alla signora ecco spuntare fuori quei buoni mensa che vengono barattati come soldi contanti. Peccato che per la legge dei “grandi” numeri, i “piccoli” tagli dei buoni diventino un rebus difficile da risolvere e cosi’ parti’ la maratona del “pareggio di bilancio”.

Notai a questo punto che le due donne dietro la coppia in cassa avevano un carrello solamente, colmo. Una era una persona anziana, donna, di circa 65-70 anni mentre l’altra poteva essere la figlia o la nipote e sembrava viaggiare intorno ai 35-40 anni.

Fu quest’ultima a girarsi per rivolgermi una domanda:

“Vedo che ha poca roba, vuole passare prima lei?”

“La ringrazio…” risposi “… “…posso tranquillamente aspettare.”

Si giro’ e riprese a parlare con l’anziana donna. Dopo qualche minuto, mentre alla cassa fremevano i conti, fu ancora la giovane donna e rivolgersi a me:

“Scusi se insisto, ma veramente, per noi non e’ un problema, se vuole passare faccia che mettere la sua roba sul tappeto!”

Nuovamente, pacatamente, risposi:

“La ringrazio, non ho fretta, posso tranquillamente attendere il mio turno.”

“Ma vedo che tiene tutta quella roba in mano, senza un cestino o una borsa, la prego, passi pure.”

“Nessun problema, grazie. Sta tutto su senza problemi.”

Passammo ancora qualche minuto in silenzio continuando, entrambi, a guardare le altre casse macinare clienti e merci mentre da noi si era ancora alla ricerca delle monetine per chiudere il conto dei coniugi.

Si stavano passando al setaccio le tasche del marito per trovare 21 centesimi di euro.

Sentii parte del discorso che le due donne stavano avendo con quella che, a questo punto, pareva essere la madre e poco dopo, ancora una volta, fu la piu’ giovane a rivolgersi a me questa volta quasi a rimproverarmi:

“Mi scusi, ma sa che lei e’ strano? Non mi e’ mai capitato nessuno che invitato a passare avanti mi abbia detto di no. Se pensa che per noi sia un problema, stia tranquillo, sono io che la sto invitando e …”

La interruppi dicendogli:

“Stia tranquilla, non ho fretta, anzi a dirla tutta mi e’ sembrato di capire dalla conversazione che avevate poco fa che sia lei ad essere in ritardo.”

“Si, avrei gia’ dovuto essere a casa per dare il cambio alla ragazza che mi guarda i bambini, ma temo che dovra’ aspettarmi ancora un po’” disse.

Sorrisi e l’ammonii

“Lo vede? La strana e’ lei che, gia’ in ritardo, si preoccupa di perdere altro tempo invitandomi a passare.”

“Ha ragione …” disse incominciando a ridere di gusto e guardandomi quasi maliziosamente.

Fu allora che notai il suo abbigliamento. Partii a squadrarla dal basso verso l’alto, forse per la mia innata passione per le caviglie e le gambe, e vidi che indossava delle eleganti scarpe con tacco di circa 8-10 cm, senza calze, le lunghe gambe tornite mi portarono fino alla base della gonna, poco piu’ lunga di una mini, una camicetta scura che minimizzava quello che sembrava essere un seno di 3°-4° taglia, un lungo collo ed un viso piu’ che carino, anzi direi proprio bello - ed i neri capelli lunghi e ricci che la facevano da padrone.

Scambiammo ancora quattro chiacchiere circa il motivo della sua fretta e sulla stranezza della mia calma, nel frattempo il Lei era diventato Tu. Finalmente gli anziani coniugi presero la via dell’uscita e venne la volta delle due donna davanti a me. La piu’ anziana, dopo aver capito che non sarei passato avanti, aveva provveduto a caricare il tappeto della cassa e velocemente la cassiera, finalmente in versione frecciarossa, faceva passare gli articoli. Notai che ad un certo momento pose uno di quei separatori di spesa tra quello che aveva caricato e quello che ancora mancava. Ne abbi la conferma poco dopo quando, con il tappeto ancora pieno di roba la ragazza in cassa lesse il totale all’anziana donna. Questa pago’ in contanti, quasi precisi, e comincio’ ad imbustare.

La piu’ giovane si giro’ ancora una volta verso di me e prima che potesse dire una parola la bloccai dicendole:

“Stai tranquilla. Passa pure la tua spesa, io rimango qui dietro di te.”

La mole di articoli sembrava non finire mai; alla fine contai 6 borse della spesa piene ed un cartone di acqua, la cassiera speditamente chiuse il conto. Pago’ con carta di credito e termino’ di imbustare. Nel frattempo la cassiera aveva gia’ fatto passare i miei articoli e stava stampando il cedolino di conferma di pagamento. Vidi le due donne salutarsi e mentre la piu’ anziana stava per allontanarsi con il carrello della spesa, mi accorsi della difficolta’ della piu’ giovane di farsi carico di tutte quelle buste e cosi’ mi offrii di aiutarla.

“Posso darti una mano?”

“Mi faresti veramente un piacere!”

Ci avviammo verso il parcheggio e poco dopo le dissi:

“Mi sa che ho fatto male a non accettare il tuo invito a passarti davanti; non solo ho dovuto aspettare ma ora mi tocca anche faticare.”

Rise di nuovo e ridiventata seria di colpo, quasi mortificata dalla mie parole, mi disse:

“Hai ragione, dai non ti preoccupare, le porto io!”

Stavolta fui io a ridere e a tranquillizzarla che stavo solo scherzando e che avevo nessun problema ad aiutarla. Camminammo nel parcheggio chiacchierando e ridendo ricordando l’anziana coppia che era passata in cassa prima di noi. Nel tragitto ebbe anche il tempo di fare una telefonata ed accertarsi che la ragazza che gli guardava i figli potesse restare ancora un po’.

Arrivammo alla macchina, un grosso Suv, posizionato in una zona abbastanza tranquilla del parcheggio, forse perche’ troppo distante dall’ingresso del supermercato, la gente se potesse farebbe la spesa con la macchina in certi centri commerciali. Poso’ le borse vicino al portellone posteriore e apri’ la portiera dal lato del guidatore. Non so se fu ricercato oppure casuale il gesto che ne segui, fatto sta che, stando fuori dalla vettura, si spinse dentro la macchina a cercare qualcosa nel vano portaoggetti posto sul lato passeggero. Dapprima la gonna si tiro’ su abbondantemente dandomi una visione sublime del suo lato B, in quella posizione potevo vedere le sue bellissime caviglie cosi’ risaltanti, le cosce in tiro e quella meraviglia di sedere. Stavo trasalendo. Ebbi immediatamente un’erezione e non so cosa mi trattenne da non posare le mani in mezzo a quelle natiche. Dato che non arrivava a prendere cio’ che cercava, sali con le ginocchia sul sedile dandomi ancora di piu’ una visione paradisiaca di quelle che potevano essere le labbra della sua (f...)avvolta dagli slip bianchi, era in posizione a 90 gradi con l’aggiunta di essere quasi col petto in terra. Una delizia che stava facendomi strabuzzare gli occhi increduli di quello spettacolo che stavano rimirando. Evidentemente troppo scomoda in quella posizione per prendere quello che cercava, si sedette nel posto guida allungandosi e trovando finalmente il motivo della sua ricerca.

Scese e aperto il portellone comincio’ a mettere dentro le borse della spesa. Da parte mia, per evitare di farle sollevare i pesi, cominciai col dargli le borse che avevo in mano ed il cartone dell’acqua e terminato con quello in mio possesso gli allungai quanto aveva lasciato sul pavimento. Era anche un modo per sbirciare da vicino la bellezza delle sue gambe, e sicuramente se ne accorse. Rimase solo la mia borsa.

Avevamo finito; era oramai giunto il momento dei saluti quando, durante le frasi convenevoli di ringraziamento, nel giocare con le chiavi dell’auto, queste gli scapparono di mano sparate dritte verso di me. Il suo gesto istintivo fu quello di cercare di afferrarle al volo e quasi ci riusci’. Lo fece all’altezza del mio “pacco” bloccando in una sola mossa chiavi e (c...). L’imbarazzo da parte sua fu notevole cosi’ come notevole fu la botta che presi io. La mia borsa della spesa cadde ed il mio pallore fu l’evidente segno che mi aveva tolto il fiato. Rimase un attimo sorpresa, non so se per aver tastato la durezza del mio membro oppure per il dubbio di avermi fatto male. So solo che dopo essersi ripresa da questo stato abbasso’ la testa e comincio’ a massaggiarmi proprio li’ sotto accompagnato da tanti “scusa … scusa … scusa”

Stavo impazzendo quel massaggio mi stava attizzando ancora di piu’ e la nerchia li sotto, gia’ dura, voleva prendere aria, quasi imitando quanto stavo facendo io sopra con la bocca. Non dissi niente perche’ dolore e piacere mi davano una sensazione incredibile di eccitazione.

Alzo’ la testa per guardarmi, continuando a tenere la mano li sotto; vide il mio viso piu’ rilassato e lo sguardo voglioso di lei, allora cambio’ il massaggio che divenne lento e persistente. Seguiva la forma del mio (c...) partendo dalla “testa” fino alla base e poi di nuovo su.

Ricordo solo che le dissi: “Tutto a posto, ma se continui cosi’ rischio di bagnare i pantaloni”

Per tutta risposta mi stampo’ un bacio e mentre la sua lingua frugava nella mia bocca, la mano stava lentamente aprendo la cerniera dei pantaloni per andare a soccorrere il gia’ caldo e umido contuso.

Non ricordo come riuscimmo a raggiungere i sedili posteriori del Suv, penso senza mai staccarci le mani e la bocca di dosso, ricordo solo che mi ritrovai seduto con i pantaloni alle caviglie, la sua testa che mi stava regalando un pompino meraviglioso, e le mie mani che, mentre una dopo aver sollevato la gonna, stava armeggiando nell’umida intimita’ della mia misteriosa amante, l’altra premeva sulla sua nuca cercando di guidarla. Che botta di eccitazione, stavo gia’ per venire per la troppa eccitazione, ma proprio non avevo intenzione di farlo, cosi’ la allontanai da me e la invitai ad appoggiarsi alla portiera per regalarmi la visione delle cosce aperte; cosi’ fece ma solo dopo essersi sfilato gli slip, eleganti … come lei con quelle gambe bellissime e affusolate, l’interno cosce con quel nervo cosi’ evidente e quel magico taglio tra le cosce coronato da un taglio perfetto di peli (una piccola linea retta verticale).

Mentre cercavo una posizione comoda, vidi che teneva occupate le sue grandi labbra allargandole, con due dita si titillava il clitoride eseguendo con la mano dei delicati cerchi intorno ad esso e poi infilando quelle stesse dita dentro di se. Quando ripeteva il ciclo, appena uscite dalla sua (f...)fradicia d’umore quelle dita erano lucide.

Inimmaginabile, questa meravigliosa donna era li’ davanti a me con uno sguardo che mi sta dicendo “scopami”. Avvicinai la mia bocca alla sua mano e toccandola leggermente con la lingua lei la ritrasse pronta a gustarsi il mio “delicato” massaggio. Penso di essere un bravo linguista e la riprova la ebbi qualche attimo dopo quando cominciai e sentirla mugulare e fremere di piacere. Portai una mano sui suoi seni sodi e pieni, pizzicando ora un capezzolo, ora l’altro, mentre con l’altra mano tenevo larghe le sue umide labbra.

Prese a sussultare molto forte, e fermo’ la mia testa, forse anche lei ne aveva abbastanza, quindi mi rialzo’ rimettendomi a sedere e contemporaneamente alzandosi per prendere posizione sul mio (c...), piu’ turgido che mai, dandomi le spalle. Lo prese in man, lo scappello’, e lo guido’ dentro di lei, non sentii attrito, scivolo’ meravigliosamente bene. Un brivido mi percorse la schiena mentre sentivo un soffocato “mmmmhhh” uscire dalle sue labbra.

Si spinse leggermente in avanti poggiando le mani sullo schienale quindi prese a muoversi lentamente. Mentre saliva, vedevo il meraviglioso spettacolo delle sue grandi labbra che si estendevano avvolgendo e bagnando la mia asta. Irreale, stavo vivendo un sogno, e che sogno.

Portai le mie mani sulle sue tette. Le stringevo, le spremevo ne solleticavo i capezzoli. Poi la bloccavo, la tiravo a me stringendola in un abbraccio tenerissimo e cominciavo a stantuffarla. Fu bellissimo, di tanto in tanto quando lei era di schiena addosso al mio petto potevo continuare a baciarla ardentemente. Sentivo il sapore della sua pelle ed il profumo del suo corpo mentre fremeva ed era percorso da brividi. I mugulii continuavano ad aumentare, a salire d’intensita’. E con loro saliva l’eccitazione che dentro di me stava prendendo la via di fuga per esplodere fragorosamente dentro di lei.

“Sto per venire” le sussurrai

Lei, senza proferira parola, si sfilo’ dal mio “paziente” oramai recuperatissimo,si porto’ di fianco a me e se lo infilo’ in bocca, lentamente, passando tutta l’asta da cima a fondo con la lingua e massaggiandomi le palle amabilmente. Poi ancora tutto in gola fino a sentire la punta del suo naso sul mio ventre. Mi guadava dritto negli occhi con uno sguardo voluttuoso. Ero in coma di piacere assoluto. Nel frattempo la diga stava per crollare e nel momento che cominciai a tracimare, la invitai delicatamente a farsi da parte, ma lei per tutta risposta si spinse la cappella dentro la bocca e sbocchinando e lavorandolo con la lingua, mi strappo’ un suono di godimento prolungato. Stavo venendo. La vidi deglutire un paio di volte, ed in ultimo si passo’ la cappella in rassegna con la lingua pulendola in maniera impeccabile.

La strinsi forte a me, toccandogli tutto il corpo in tutte le sue curve, quelle memorabili tette, quella deliziosa ed accogliente tana. Alla fine mi strinse anche lei, mi bacio’ intensamente e mi disse:

“Fa ancora male?”

Ci misi un attimo a cercare la frase giusta ma poi gli risposi:

“Ora che te ne andrai, sicuramente si! Ci vedremo ancora?” chiesi.

“Se avremo modo di trovarci ancora in coda, chissa’!”

Scesi dalla vettura e finii di sistemarmi, presi la mia borsa della spesa e mestamente la vidi allontanarsi. Da allora non l’ho piu’ rivista, ma continuo a girare in quel supermercato sperando che la cassa N.12 me la restituisca!


giudica questo racconto

Attenzione, solo gli utenti registrati su Desiderya.it possono esprimere giudizi sui racconti

Per registrarti adesso CLICCA QUI

Se sei un utente registrato devi autenticarti sul sito: CLICCA QUI


I vostri commenti su questo racconto
Autore: MAI DIRE MAI! Invia un messaggio
Postato in data: 17/05/2016 18:46:36
Giudizio personale:
Sicuramente scritto con grande fantasia erotica, riesci a sviluppare bene i vari passaggi: hai ben capito come fare per eccitare chi ti sta leggendo: bravo!

Autore: Bellamarcella Invia un messaggio
Postato in data: 14/09/2013 15:20:06
Giudizio personale:
anche se inverosimile, molto ben scritto

Autore: Cicciopasticcio1 Invia un messaggio
Postato in data: 12/09/2013 23:26:24
Giudizio personale:
bellissimo sagace e ben romanzato... complimenti

Autore: Zio Porcello Invia un messaggio
Postato in data: 12/09/2013 14:24:42
Giudizio personale:
decisamente un bel racconto, bravo.

Autore: Zio Porcello Invia un messaggio
Postato in data: 12/09/2013 14:24:18
Giudizio personale:
decisamente un bel racconto, bravo.


Webcam Dal Vivo!