i racconti erotici di desiderya

La stanza capitolo 5

Autore: Clara
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CAPITOLO V° PRESA DI COSCIENZA















Mi spaventai un pochino, quando ero in casa di Giovanna quello che lei aveva tra i suoi….giocattoli era grosso come il più piccolo dei dieci, lei dopo che mi leccò abbondantemente la fica e il buchino iniziò a carezzarmi le cosce, io mi girai, e gli dissi che non lo avevo mai fatto con una donna e che sentivo un certo disaggio, lei con tranquillità, mi fece segno con il dito di tacere, mi tolse le scarpe e quel poco che mi restava.



Io nel sesso sono molto succube, mi piace farmi guidare, un pochino masochista, mi piace essere comandata, questa è quello che sento, e Fulvio è riuscito a tirare fuori da me il mio masochismo latente, mi fa godere da pazzi provocandomi anche dolore.



Ha trovato in me il giusto mixel tra dolore e godimento, insieme camminiamo in equilibrio su quella linea che divide il perverso dal sesso, il piacere dal soffrire!



Sodoma e Gomorra è in tutti noi! Il tutto iniziò per gioco, con innocenti sculacciate sulle natiche, poi mi accorsi che quelle piccole sofferenze, mi creavano piacere, gli chiesi di strizzarmi i seni sino a quando resistevo, e sentivo la passera bagnarsi, allora ne parlammo, ed io, curiosa per natura, volli sperimentare sempre di più. Per non perdere l’eccitazione nei nostri giochini, ci demmo una parola “segreta” per interrompere la sevizia in caso che uno di noi due si fosse stancato o provasse dolore, scegliemmo, “paprika” una spezia che…….pizzica, ricordo di averla nominata una sola volta!



I peli che avevo ora sula mia fica erano stati una sua richiesta, quando mi prendeva da dietro, sia nel culetto, o nella fica, me li tirava sempre di più, verso il basso, mentre saliva il mio piacere, sino a strapparne qualche ciuffetto, mi eccitavo tantissimo, e alle volte li tiravo da sola, su suo ordine!



………. Con Giovanna non avevo ancora scoperto questo mio lato, ma ne stavo scoprendo un altro, si slacciò il camice e lo fece cadere in terra, sotto era nuda, portava solo i suoi soliti zoccoli, la guardai, non aveva cellulite, la sua pelle era tirata e rosea, senza una smagliatura, era completamente depilata. Le sue piccole labbra uscivano dalla fessurina erano molto pronunciate, e lucide dal miele che fuoriusciva, aveva dei seni meravigliosi, con una grossa rosa che faceva da base a due capezzolini duri e dritti!



Si avvicino, afferrò i capelli dietro la mia nuca e mi baciò, diede un bacio come un uomo, stringendo forte la mia nuca contro il suo viso, sentivo i capezzoli sul mio corpo nudo, li strusciava sulla mia carne calda e desiderosa, e con le sue gambe aperte sfregava contro la mia coscia, non avendo peli me la bagnava della sua bavetta come una lumachina. Mi fece eccitare moltissimo, mi spinse senza che me ne resi quasi conto sul suo letto al centro della stanza, e abbasso le luci, mi venne con le gambe sulle braccia, mentre io davo la schiena al letto e in un attimo ebbi sua figa fradicia in bocca. La leccai come se lo avessi sempre fatto, lei con la testa all’indietro, si masturbava i lunghi capezzoli facendoli roteare tra le dita e pungendoli col le lunghe unghie laccate di un bel rosso, mugolava, lanciando dei gridolini a secondo di dove colpiva la mia lingua! Trovata la sua clitoride, la succhiai come fosse un cazzo, e lei in pochi istanti, strinse, tirandoli, i capezzoli quasi a volerli staccare, emise un forte urlo accasciandosi su di me, strofinandomi la sua figa fradicia su tutto il viso!



Calò lentamente e come una gattina, mi lecco il viso con la sua carnosa lingua, rimuovendo i suoi umori, mi baciò più volte appassionatamente, aveva una faccia soddisfatta e il corpo caldissimo, in silenzio, come si era svolto tutto il nostro rapporto, si alzò e m’invitò a sedermi sulla sponda del letto, aprì un grosso cassetto del comò che le fungeva anche da comodino, e guardandoci dentro mi apparve un mondo nuovo, per lo più a me sconosciuto!



C’era di tutto, reggicalze in tulle neri, calze di vari colori, un paio di falli di diversa misura, un plug-in come quello che avevo ora io nella stanza, delle sfere di acciaio legate tra loro da una sottile catenella, manette, bende per gli occhi, collari, una frusta, e tante altre cose che smuovevano la mia fantasia, che ora non ricordo!



……”questo è il cassetto dei desideri”, mi mormorò, ora tu scegli quello che più ti piace, ed io lo adopererò su di te o su di me, per darti e prendermi il massimo del godimento! Si alzò, e mi disse fai con calma, molte donne sono già passate per questa stanza, donne che anche tu hai già incontrato da me, anche se sono giovane, ho avuto una maestra molto esigente ed esperta che se vorrai un giorno ti farò conoscere! Camminando scalza sulle punte dei piedi si diresse verso il bagno e scomparve dietro la porta.





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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Switch78 Invia un messaggio
Postato in data: 13/08/2008 13:20:15
Giudizio personale:
modesto mi aspettavo la descrizione quando avete usato i giocattoli


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