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La signora delle pulizie (ultima parte)

Autore: Andromike
Giudizio:
Letture: 1787
Commenti: 4
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La signora delle pulizie (Ultima parte.) ( Dedicato a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di aspettare questo piccolo racconto di vita vissuta e non si sono formalizzati.)





Passò quasi un ora e mezza prima che la signora Clara bussasse alla mia porta, un ora e mezza di agonia durante la quale dovetti ripetere tutte le poesie che conosco a memoria per calmare l’erezione che mi martoriava.

Dalle piccole veneziane che tappezzano le vetrate del mio ufficio riconobbi la signora e con voce spezzata dall’eccitazione le dissi di entrare….

Un’opera d’arte…vestita (si fa per dire) da sole autoreggenti nere con la riga dietro che portava con disinvoltura, il seno maestoso veniva sorretto da un reggiseno anch’esso nero modello balconcino, ricamato ed impreziosito da una serie di brillantini (o qualcosa di simile) che disegnavano strani ghirigori attorno alle poppe più belle mai viste in vita mia, mentre mezze areole facevano capolino dal balconcino stesso facendo intravedere due capezzoli ritti che sembravano voler forare il tessuto.

La parte di sotto era impreziosita da un minuscolo perizoma di colore nero fittamente ricamato e con una losanga di colore rosso posta in corrispondenza della passera….mamma mia che schianto!!!

Avvicinandosi alla mia scrivania con passo flessuoso e non curandosi della mia balbuzie mi disse “Io sono pronta a sfilare…se per te va bene?...”

Raccogliendo le ultime riserve di energia e cercando di fare la figura dell’uomo abituato a certe scene bofonchiai “Certo, se non ricordo male sei qui per questo” così dicendo sprofondai sulla poltrona sistemandomi più comodo possibile e aspettando gli eventi mi adattai alle circostanze.

Ancheggiò un paio di volte coprendo la distanza che separa la mia scrivania dal salottino degli ospiti (quattro metri circa) e viceversa, arrivata infine da me alzò una gamba poggiandola sul piano della mia scrivania, in quella posizione riuscivo a vedere piccole ciocche di peli castani che sfuggivano al contenimento del perizoma, le grandi labbra venivano evidenziate e per un attimo ho avuto l’impressione di vedere il clitoride che disegnava un piccolo rigonfiamento sul tessuto.

In quella posizione strategica mi disse “ Dai, ora tocca a te dare un giudizio su questo primo

Abbinamento…”

Credo di avere attraversato tutti i colori dell’arcobaleno, la gola secca mi impediva di proferire parola, anche se in certi momenti è meglio agire piuttosto che parlare, così pensando mi alzai e ostentando sicurezza ed esperienza con la mano andai direttamente alla passera dicendo “Intanto questi pelini vanno sistemati con una buona rasatura” e così dicendo con un dito le sollevai il bordo del perizoma cercando di rimettere dentro le ciocche e approfittando, insinuai la mano sopra la passera, mentre con l’altra le cinsi la vita e la baciai con passione.

La sua lingua iniziò immediatamente una danza forsennata, vogliosa e bagnata cercava e lambiva la mia, mentre nell’impeto della pomiciata cominciavo ad esplorare il suo corpo voglioso ed eccitato almeno quanto il mio. Vampate di calore pervadevano il mio corpo, impeti incomprensibili si impossessavano della mia mente mentre le mie mani andavano a scoprire quei seni che tanto avevo immaginato e sognato.

Duri e con due capezzoli da fare paura, quei seni svettavano imperiosii sopra il reggiseno ormai ridotto ad un semplice indumento inutile gettato a terra, meta dei miei desideri ed incapace di reagire diversamente, furono il luogo ed il calvario del mio supplizio.

Facendo roteare la mia lingua e slinguando quel succulento boccone, mi inabissai.

La mia lingua come un dardo lambiva e succhiava quel traguardo tanto agognato, i miei denti serravano al limite del dolore quel capezzolo che ancora si ergeva in tono di sfida nei miei confronti.

Mentre con una mano continuavo a sgrillettare la signora, con l’altra pizzicavo e stringevo quei capezzoli che tanto mi avevano fatto sognare.

Mentre lei con voce rotta prossima all’orgasmo mi incitava “ Siii dai continua, succhiami, fammi sentire maiala e troia come veramente sono” “Prendimi, fammi godere, fammi sentire donna”

Mi insegnate che certe frasi altro non fanno che acuire la già dilagante libidine che noi uomini abbiamo, così infoiato come un toro le strappai letteralmente il perizoma, la presi di peso e la feci sedere prima e sdraiare poi sulla mia scrivania, iniziando così un lunghissimo e lento slinguamento della passera.

Iniziai dalle grandi labbra contornandole di colpi di lingua e leccate alternate ad affondi e piccoli morsi del clitoride, ad ogni mio affondo lei rispondeva con gemiti ed incitamenti tanto da farmi sfiorare l’orgasmo, ad ogni affondo facevo corrispondere una penetrazione del suo buchetto col mio dito indice appositamente lubrificato con la mia saliva e coi suoi umori che colavano abbonanti tra le sue cosce, l’odore forte di donna mi inebriava le narici e sembravo non saziarmi mai di quel prelibato boccone che la natura pareva avesse confezionato apposta per me, continuavo e godevo di quella visione angelica fino a che lei in preda al primo orgasmo strinse le gambe e con le mani mi tenne forte la testa spinta verso la sua passera.

Dopo qualche secondo fantastico di tremori e gridolini soffocati, riuscì ad emergere da quelle gambe, il viso tutto impiastricciato dai suoi umori che mi avevano letteralmente inondato, i capelli tutti scompigliati e sudato come non mai.

Le tesi una mano ancora tutta bagnata e la aiutai ad alzarsi da quella scrivania e nel frattempo le indicai la poltrona in pelle invitandola a sedere e piazzandomi in piedi di fronte a lei col cazzo davanti al suo viso a mo’ di microfono.

Devo dire sinceramente che non ebbe bisogno di ulteriori inviti, le bastò guardarmi negli occhi per poi iniziare una lenta ed inesorabile danza con la lingua attorno alla cappella, scappellando il cazzo con le mani ed insalivandolo tutto tanto da farlo diventare lucido, con l’altra mano mi carezzava le palle e ogni tanto scendeva con l’indice sino al mio buchetto indugiando qualche secondo e cercando di forzare l’apertura.

Da parte mia ero alle stelle, di tanto in tanto le carezzavo i capelli ed il viso e con la mano scendevo fino alla bocca, per diverse volte succhiò anche le mie dita assieme al cazzo che sembrava non volere mollare più…ormai ero prossimo all’orgasmo anch’io ma non volevo ancora, volevo resistere per godermi il più possibile quel momento di libidine eccelso e così pensando la scostai con non poco sforzo di volontà.

Sulla poltrona stessa le alzai le gambe poggiandomele sulle spalle e molto lentamente la penetrai, una vampata di calore mi avvolse completamente l’intero corpo pompando quella fica mi beavo della vista del mio cazzo che entrava ed usciva lentamente ogni volta con “ricami” diversi disegnati dagli umori della signora, con le mani intanto stringevo quei seni che ad ogni mio affondo ballavano e sbattevano ora sullo stomaco ora sullo sterno, quasi ad incorniciare quel visino d’angelo che godeva e si contorceva mordendosi le labbra che sussurravano parole incomprensibili di amore ed odio insieme.

Col viso in fiamme e tutta sudata mi poggiò la mano sullo sterno quasi a bloccarmi, allargando le gambe e togliendomele da sopra le spalle mi disse “Ora voglio che tu mi prenda alla pecorina”.

Musica per le mie orecchie…la feci inginocchiare sul tappeto dove trova posto il salottino degli ospiti mentre io mi preparai dietro in ginocchio come richiedeva la sua posizione, con un solo colpo le fui dentro e afferrandola per i fianchi generosi che si ritrova cominciai una lunga ed estenuante scopata. Da questa posizione potevo vedere i suoi seni che strisciavano sul tappeto mentre lei, con la mano destra si tormentava il clitoride incitandomi con parole insulse a continuare e pregandomi di non smettere per nulla al mondo.

Ormai partito senza più freni inibitori di alcun genere mi sfilai da lei col chiaro intento di violarle il buchetto sul quale ormai avevo concentrato tutte le mie attenzioni, da molto tempo lo curavo, lo carezzavo lo leccavo, lo lubrificavo, ma nel momento in cui si rese conto delle mie intenzioni si scostò bruscamente dicendo che non era pronta a concedermi il secondo canale che a suo dire era ancora inviolato.

Rimasi contrariato da tale rifiuto, pensando più che altro ad un capriccio più che ad una vera e propria fobia, nondimeno ripresi a scoparla sempre a pecorina ma con più energia, quasi a volerle fare male e notando che quanto più violenza usavo tanto più lei urlava di godimento.

Solo quando fui prossimo all’orgasmo ormai trattenuto troppo a lungo, la feci girare e mettendomi a cavallo del suo seno con una mano le tenni la testa ferma, mentre con l’altra indirizzavo la copiosa gittata di sperma sul suo visino da santa, imbrattando così capelli viso e…ahimè tappeto degli ospiti.

Inutile dire che la signora con encomiabile ingordigia si precipitò a pulire le ultime gocce di sperma rimaste sulla cappella e con voce calda e suadente mi disse “Allora?....quale dei due? Perizoma o culotte?”

Un po’ frastornato dalla domanda inaspettata risposi “E che ne so io? Io ho visto solo il perizoma…è necessario vedere anche la culotte per esprimere un giudizio…ti pare?”

E sorridendo lei mi rassicurò “ La prossima sfilata sarà con la culotte”:







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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Joseph62 Invia un messaggio
Postato in data: 02/12/2014 06:45:22
Giudizio personale:
Molto Intrigante, perfetta la narrazione, molto ben romanzato ..........Complimenti

Autore: Unfollettoblu Invia un messaggio
Postato in data: 12/07/2006 18:32:33
Giudizio personale:
ben scritto. eccitante. ne vorremmo leggere ancora....

Autore: Simpatica Invia un messaggio
Postato in data: 10/07/2006 21:24:48
Giudizio personale:
come me l\'aspettavo, minuzioso e caldo.

Autore: Sexforme982 Invia un messaggio
Postato in data: 08/07/2006 08:16:11
Giudizio personale:
bello ed eccitante. bravo!!!!!!!!!!! spero tu ne scriva altri


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