i racconti erotici di desiderya

La pineta

Autore: Lucrezia Borgia
Giudizio:
Letture: 2666
Commenti: 2
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Eccomi qua, di nuovo a voi per raccontarvi un’altra mia avventura erotica. Sono Lucrezia, travesta marchigiana , ma per chi è un frequentatore appassionato di questa rubrica, non sono certo una novità.

Sono sempre alla ricerca di maschi che siano capaci di farmi provare la loro potente e calda virilità, ma anche la loro fantasia e la loro disponibilità al gioco erotico.

Io mi definirei, una calda e sensuale travestita, che sogna di diventare l’oggetto del desiderio di tutti quei maschi arrapati e vogliosi di sesso, che non riescono a soddisfare le fantasie porno, con le loro donne. Completamente depilata, alta 1,65 m, con un bel paio di gambe liscie e vellutate, mi piacerebbe provocare gli uomini in posti tranquilli e frequentati da insaziabili e vogliosi maialoni. Chi avesse informazioni di zone all’aperto dove si possa fare dell’esibizionismo in tutta tranquillità me lo faccia sapere per e-mail, gli sarò molto, molto grata.

Oh, ma scusate, avevo interrotto la mia descrizione fisica, dov’ero rimasta? Ah, alle gambe, bè ovviamente, c’è anche un bel culo morbido, liscio e molto caldo, che mi piace offrire alle aste turgide degli stalloni che cavalco. Poi ci sono i miei seni, naturali, uhm, diciamo una prima misura, sensibili alle calde e guizzanti lingue di uomini vogliosi e....focosi. E per finire la mia lingua e la mia bocca, che una volta un mio amante definì come una “calda fica”.

Bè ora immaginatemi, o se volete andate a vedermi nella rubrica degli annunci con foto, così oltre che leggermi mi potrete anche vedere, ed immaginarvi in maniera più reale quanto sto per raccontarvi, e che mi è capitato proprio ieri a Pescara.

In questo periodo diciamo proprio che sono in calore, ho una grande voglia di cazzo, che starei dalla mattina alla sera a farmi scopare. Purtroppo a parte i tanti contatti sui internet, che poi per la maggior parte delle volte non si riescono a concretizzare, un po' per la distanza e un po' per la mancanza di serietà e coerenza di certa gente, la mia grande voglia devo andarmela a far passare in posti o zone dove sò o spero di trovare qualche cazzo disponibile.

E allora a volte la sera vado in giro con la mia macchina vestita da gran troia, con abiti succinti, aderenti che fanno intravedere in maniera sfacciata le mie grazie, indossando calze autoreggenti e scarpe col tacco a spillo.

Devo confessarvi che anche così non si trova facilmente un bel cazzo da maneggiare, e allora quando ho un po' più di tempo mi reco in posti più lontani dove ci sono zone in cui c’è un certo movimento più interessato per questo genere di cose. Una zona si trova vicino a Ravenna, sul litorale in zona Lido di Savio e di Dante, mi pare. E’ un posto fantastico specialmente in questo periodo dell’anno, praticamente un abitato completamente deserto a ridosso del mare, che la sera si anima di una fauna maschile alla spasmodica ricerca esclusivamente di sesso, travesta, transessuale e omosessuale. Capirete che una troia come me lì può trovare cazzi. Ma ahimè questa specie di isola erotica è a due ore e mezzo di macchina e non sempre mi è possibile andarci.

Ma c’è un altro posto più vicino, è una piccola pineta e si trova a Montesilvano vicino a Pescara. L’ho scoperta anni fa attraverso il racconto di una travesta di Pescara, e per curiosità ho voluto appurare se quanto scriveva nel suo racconto corrispondeva a verità. Era primavera inoltrata, e un pomeriggio andai e potei verificare che quanto era scritto su quel racconto corrispondeva al vero, allora un signore sui 45 anni mi fece un bel servizio.

A distanza di tanto tempo, domenica scorsa presa da una voglia insostenibile, decisi di tornare in quella pineta per vedere se le cose erano rimaste invariate. E così subito dopo pranzo ho indossato un vestititino succinto semitrasparente, un tanga, mi sono truccata e così sono partita. Una volta in macchina, lungo l’autostrada verso Pescara, ho accostato in una piazzuola di sosta, mi sono tolta i vestiti “normali”, ho ritoccato un po' il trucco e ho indossato un paio di sandali col tacco a spillo.

Così messa sono arrivata, intorno alle 15,00, alla pineta. Sono rimasta circa dieci minuti ad osservare il movimento che c’era, per capire se qualcosa era cambiato dall’ultima volta che ero stata lì. Durante quel lasso di tempo ho visto entrare nella pineta, oltre che anziani, anche degli uomini prestanti e giovani, così ho preso la decisione di andare a fare un giretto all’interno.

Prima di uscire ho indossato un cappotino leggero nero per coprire un po' il mio vestitino e mi sono avviata verso la pineta scullettando come una troietta. Con passo lento ho attraversato la strada e sono entrata nella pineta attraverso uno stradello. Dovevo stare attenta a dove mettevo i piedi, perchè con i tacchi alti non era così facile camminare su un terreno accidentato, ma comunque riuscivo ad essere molto naturale nel mio portamento.

Mentre mi addentravo sempre di più all’interno, mi guardavo intorno in cerca di qualche maschio nei paraggi, ma a parte un vecchietto che mi aveva visto e mi seguiva, per i primi cinque minuti non ero riuscita a trovare nessuno. Sembrava che le persone che avevo visto entrare prima fossero sparite.

Stavo perdendo la speranza di trovare un maschio verile che mi soddisfasse, ed in più avevo sempre il vecchietto alle costole. Proprio mentre mi stavo dirigendo verso la macchina, il mio sguardo ha incrociato un uomo sui 35 anni che mi stava venendo incontro. Era un tipo niente male, completamente pelato, con degli occhiali da sole, indossava un giubbetto di pelle marrone e un paio di jeans. Io lo guardo e gli giro davanti imboccando uno stradello laterale che portava ad uno slargo coperto da un grosso pino. Arrivata lì, mi fermo e con la coda dell’occhio noto che il tipo mi ha seguita e si è fermato per vedermi. A questo punto mi sfilo lentamente il cappotto facendolo scivolare a terra, così facendo rimango con il mio vestito che praticamente fa vedere tutto. Mi giro ancora per fargli vedere i seni che escono dalla scollatura, ed inizio a palparmeli. Poi mi giro mettendomi di spalle a lui e mi piego a 90° mostrandogli così il mio culo per prendere dalla mia borsa una bottiglietta di olio per il corpo. La stappo ed inizio a farmi scivolare addosso l’olio che mi spalmo da prima sulle gambe e poi, sul mio culo, facendolo diventare così più lucido e appetibile.

Mentre mi esibisco in questa operazione noto che si è avvicinato un’altro tipo un po' più giovane del primo, asciutto, con un giubetto di jeans e dei pantaloni di una tuta sotto i quali evidentemente non portava niente, tant’è che svettava un pistolone già duro che lui si stava toccando vogliosamente.

A questo punto il tipo pelato evidentemente eccitato si slaccia i pantaloni e tira fuori il suo cazzo che in men che non si dica gli diventa duro tra le mani, e mostrandosi in tutta la sua stupenda e consistente erezione.

Io non sto più nella pelle, alla vista di quei due cazzi turgidi e vogliosi, faccio cenno ai due di venire da me, mentre io mi siedo su di una pietra aspettando il momento di ghermire tra le mie mani quelle due stupende aste di carne pulsante.

Quando li ho davanti li prendo tutti e due in mano, appurando la loro durezza, ed inizio a leccargli, alternativamente le rispettive cappelle, mentre li masturbo. Sento che il servizio è di loro gusto, così approfondisco la loro conoscenza ingoiando prima il cazzo del pelato, ed esibendomi in bel pompino col risucchio, e poi passando a quello un po' più largo del tipo più giovane. Senza dire una parola andiamo avanti così per un po', io mi gusto entrambi i cazzoni in tutti i modi, proprio come se fossero dei succosi gelati, poi mi fermo un attimo, prendo dalla mia borsa i profilattici e della crema lubrificante che mi spalmo sul buco del culo, mentre faccio infilare ad uno di loro il profilattico.

Una volta ultimata questa operazione, mi alzo e mi appoggio ad un tronco piegato, facendomi mettere il pelato davanti e il giovane di dietro. Prendo il suo cazzo e lo indirizzo all’imbocco del mio culo, poi, lentamente gli dico di spingerlo dentro. Lo sento farsi strada, avvertendo un po' di dolore, ma una volta ultimata l’operazione di ingresso mo lo faccio assestare muovendomi. A questo punto riprendo il cazzo del pelato in bocca, mentre l’altro tenendomi ben stretta per i fianchi mi inizia a pompare. All’inizio i suoi colpi sono troppo energici e devo chiedergli di andarci più delicatamente, perchè non riesco a spompinare l’altro. Una volta però regolato il ritmo inizio a gustarmi l’ingroppata e il succoso pompino che sto facendo. Mentre ci troviamo in questa posizione noto con la coda degli occhi, che due altri signori ci stanno guardando, e si stanno masturbando i rispettivi cazzi. La cosa mi eccita ancora di più e così metto ancora più enfasi nel nostro gioco, dimenando il mio culo per sentire meglio il cazzone che mi stà scopando, tant’è che il tipo preso anche lui dall’eccitazione mi sborra nel culo con un profondo affondo del suo cazzo che quasi mi fa perdere l’equilibrio. Non fa in tempo a tirare fuori il cazzo che dico al pelato di infilarmi il suo cazzo nel culo. Non se lo fa ripetere una seconda volta, si mette dietro di me e infila il cazzone anch’egli nel mio sfintere ancora allargato dalla precedente penetrazione, non fa in tempo a metterlo dentro che inizio a muovere il mio culo per sentirlo meglio in ogni angolo, e faccio segni agli altri due di avvicinarsi. Mentre il pelato mi scopa con energia, mi faccio posizionare i due tipi davanti e gli chiedo di sborrarmi lì davanti in modo da ricevere gli schizzi di sperma sulla faccia.

In una apoteosi di sesso avverto che il pelato sta per godere, così mi faccio sfilare il suo cazzo dal culo e mi siedo per terra facendomi mettere tutti e tre sopra di me con i loro cazzi in mano, il primo ad esplodere è prorpio il pelato che mi inonda con il suo caldo nettare tutti i seni ed il corpo. Non faccio in tempo ad iniziare a spalmarmi il suo sperma che anche gli altri due vengono schizzandomi la loro sborra addosso.

Così, impregnata di sperma e completamente esausta ma molto soddisfatta, mi riassetto il vestito e me ne ritorno verso la macchina.

La sera tornata a casa mi preparo una bel bagno caldo, tonificante, e mentre mi rilasso in mezzo alla schiuma tasto il buco del mio culo ancora allargato, inizio ad infilarmi due diti nell’ano mentre con l’altra mano mi tasto davanti fino a godere.



Stalloni voi crederete che tutto quello che vi ho raccontato è pura fantasia?

Bè, devo dirvi di sì, perchè in realtà era soltanto uno lo stallone che mi ha scopata, ma vi confesso apertamente che mi piacerebbe provare una situazione del genere con due bei maschioni dotati e disponibili.

C’è tra di voi qualcuno che può soddisfare questo desiderio di Lucrezia?



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: !iris Invia un messaggio
Postato in data: 18/11/2006 16:48:00
Giudizio personale:
niente di eccezionale qst racconto come gli altri.......senza fantasia come hanno detto altri \"letto uno ,letti tutti\"

Autore: Target55 Invia un messaggio
Postato in data: 18/11/2006 09:54:20
Giudizio personale:
Racconti abbastanza bene, ma sei ripetitiva: letto un tuo racconto, letti tutti...


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