i racconti erotici di desiderya

Incontro e racconto

Autore: Erotic_mind
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Ero appena rincasato.

Alle spalle, una giornata di lavoro come tante divisa fra clienti pressanti, tempi ristretti e qualche risata coi colleghi. Di fronte, una cena veloce, una bella doccia rinfrescante e... questa volta un bel giretto sul sito di incontri per adulti.

In particolare attendevo la risposta di una ragazza - BeautyFantasy75, il suo nick - che mi aveva colpito già da qualche tempo, e che a dire il vero non aveva ancora mai risposto a nessuno dei miei messaggi.

In foto appariva in costume da bagno, al mare, in una posa delicatamente sensuale; una mano passata fra i capelli, l'altra appoggiata lascivamente su un fianco con le dita piacevolmente protese verso il bordo dello slip. Le forme del seno morbide e arrotondate, il ventre piatto che invita alla carezza e il disegno della figura nel suo complesso, così aggraziata e femminile, avevano rapito da subito il mio sguardo, e agitato la mia fantasia. Il suo profilo era succinto ma intrigante... non potevo non provare a contattarla. Solo che lei non rispondeva mai.

Accesi il computer e senza in realtà aver perso la speranza, mi collegai al sito e cliccai sulla messaggistica.

"Hai un nuovo messaggio", recitava freddamente la dicitura. Io a quel punto, al contrario, ero tutt'altro che freddo ! era da diversi giorni che non scrivevo a nessun'altra ed ero quasi certo che fosse lei, BeautyFantasy75; sentii una scarica di elettricità pervadere per un istante il mio corpo. Ero curiosissimo. Le avevo scritto presentandomi e dicendole che la stavo inseguendo da qualche giorno, che mi aveva colpito, e che mi piaceva scrivere racconti erotici, invitandola sul mio profilo per scoprire qualcosa in più su di me. Apparve la pagina con il riepilogo dei messaggi e... sì ! era lei ! mi aveva finalmente risposto ! cliccai senza indugio il suo messaggio e lessi con avidità: "Ciao Stefano, anche a me piacciono molto i racconti erotici. Mi piacerebbe conoscerti in chat (mi indicò il suo contatto messenger). Ho visitato la tua fotogallery e quello che ho visto mi ha intrigato... contattami, ciao". Nella sua semplicità, mi aveva davvero eccitato. Innanzitutto voleva conoscermi meglio, mi confermava che anche a lei piacevano i racconti erotici e soprattutto voleva iniziare a conoscermi in chat !

Mi collegai a messenger e ricercai immediatamente il suo nick. Inviai l'invito e attesi. Non era online in quel momento. Così tornai sulle pagine di Desiderya e guardai nuovamente, le sue foto. Osservai con sempre rinnovato interesse, e - ammetto - con una certa sensazione di sottile eccitazione, l'immagine del profilo, quella del mare. Poi mi godetti lo spettacolo delle altre tre foto nel suo profilo. Nella prima era seduta su un letto, in abiti succinti con le gambe divaricate e le mani al seno, mentre si toglieva la camicetta, lasciando intravedere appena i suoi seni sodi sotto il tessuto. Mi piaceva molto quell'immagine, perchè non era volgare ma condivideva un gesto intimo, come lo spogliarsi su un letto. Fossi stato il fotografo, ne avrei scattate cento, di foto, per essere sicuro di riusciere a catturare almeno un decimo della sua femminilità e di quella sua carica erotica. La seconda foto credo se la fosse scattata da sola allo specchio: un primo piano sul decoltè dalle forme così invitanti e morbide da aver voglia di saggiarle con il palmo della mano e, perchè no? accarezzarle con le labbra; era una vista magnetica e molto provocante: il vestitino con le spalline, incorniciava le rotondità del suo seno esaltandole e rendendole ancora più desiderabili, se ciò fosse stato possibile. La terza foto la ritraeva in una posa esplicitamente sessuale, non solo eroticamente provocante; nella foto era inequivocabilmente eccitata, in piedi su un divano, spalle al fotografo. Con una mano appoggiata al muro, la testa lievemente girata verso l'obiettivo, il capello lungo a ricadere sulle spalle, e il culo completamente nudo, con gli slip abbassati al ginocchio. Nell'immagine si intravedeva anche il tocco erotico delle scarpe rosse col tacco. A guardar quella foto, dopo aver assaporato le precedenti, sentivo un tumulto sessuale dentro di me. A esser lì, avrei affondato il viso fra le sue natiche leccandola fino a provocarle un orgasmo lì, in piedi sul divano mentre agitava quel magnifico culetto meravogliosamente eccitato e probabilmente affamato di qualcosa di anche più invadente della mia lingua.



Stavo vagando con i pensieri attorno al suo corpo, alla sua libido e a tutti i modi che immaginavo per farla godere... quando messenger trillò... era lei che aveva accettato la mia richiesta di contatto... e mi aveva scritto il primo messaggio.



- Ciao Stefano!

- Ciao... ti stavo giusto pensando

Lei: ah sì ? dai davvero ? non ci credo...

io: beh, sì... stavo riguardando le tue foto divagando un po' con la fantasia...

Lei: le mie foto ? ehehe... dai non mi spiare :)

io: :) ma se lei hai messe tu on line ! non mi dire che non ti fa piacere che la gente le guardi !

Lei: in effetti mi piace sapere che qualcuno le guarda e le trovi piacevoli

io: è così, io le trovi meravigliose. Un crescendo di sensualità ed erotismo...



il dialogo proseguì per qualche minuto stuzzicandoci a vicenda sulle reciproche foto dei profili. Poi mi chiese se fossi sufficientemente attratto da lei per dedicarle un racconto erotico. Scherzai dicendole che mi sarebbe piaciuto dedicarle qualcosa di più concreto di un racconto erotico... ma senza dubbio avrei potuto iniziare da lì. Sorrise telematicamente anche lei, e poi proseguimmo a stuzzicarci a vicenda. Credo che avrebbe voluto lasciare che il dialogo sfociasse nella direzione naturale che aveva preso: nella descrizione della reciproca eccitazione che stava montando; ma non volli accelerare i tempi. E volevo che fosse il racconto erotico che mi aveva chiesto di scriverle, a provocarle una piena sensazione di eccitazione sessuale. Volevo che lo leggesse con calma, nella sua intimità. Senza intrusioni o forzature. Volevo riuscire a rapire la sua attenzione, a farla immergere in una situazione e a farla eccitare fino al punto di spingerla a doverla soddisfare.

Le scrissi che le avrei fatto avere il racconto fra pochi giorni,e così fu.



Questo è il racconto che le inviai:



Io e te ci incontreremo. Verrò a prenderti alle 20, a casa tua. Tu ti vestirai come si conviene per una cena intima con un uomo che vuoi sedurre per la prima volta. Io sarò galante e deciso, ironico e provocatore. Nel tragitto in macchina, parleremo di noi, di qualche aneddoto e delle cose che ci piacciono della vita. Ma entrambi, senza mai ammetterlo o lasciarlo trasparire dalle parole, staremo pensando a come si svilupperà la serata. A cosa ci piacerebbe che accadesse dopo cena... Un sottile imbarazzo nelle brevi pause di silenzio ricercate da entrambi, per studiare la reazione nell'altro, per cercare di leggere negli occhi e nei gesti la reciprocità di queste sensazioni. Non vogliamo che nulla sia scontato, ma moriamo entrambi dalla voglia di vivere una serata elettrica.

Ecco spiegate le tue scarpe col tacco rosso fuoco, il tuo profumo inebriante, e quella sensazione nell'aria di piacere diffuso. A macchina ferma, mi giro verso di te, guardandoti mentre parli. Senti i miei occhi sul tuo corpo e la mia mente completamente assorbita dalle tue parole e dalla tua gestualità. Ti stai chiedendo come reagirei se tu ora mi baciassi... o forse speri che lo faccia io. Ma non sarebbe ancora il momento giusto, nonostante entrambi si stia segretamente pensando proprio a quello. Continui a parlare, e ti godi l'attenzione che ti dedico e la mia voce calda e avvolgente che ti risponde. Non ci siamo quasi resi conto, ma ora siamo già seduti a tavola, al ristorante. Ti piace, adesso, restare ad ascoltare le mie storie e i miei discorsi. La mia voce ti piace. A volte perdi qualche parola mentre divaghi sul mio tono e più in generale su di me. Ti ha stupito la mia altezza, quasi 2 metri, e osservi il mio fisico proporzionato correndo maliziosamente con la mente, alla foto del mio profilo dove mostravo le dimensioni del mio pene eccitato. E' strano: ti sorprendi in questo pensiero, e io naturalmente non posso neppure immaginarlo mentre continuo a parlarti. Vorresti smetterla e concentrarti sul presente, ma ora più cerchi di non pensarci e più ci pensi ! Non puoi fare a meno di pensare che ora quell'immagine, quella foto, è in realtà a pochi centimetri da te, sotto al tavolo. Ora mi rendo conto che sei rapita da qualcosa, e mi fermo. Arrossisci come se avessi potuto leggerti nel pensiero, ma in realtà io non ho idea del perchè. Tu sei quasi certa, invece, che io abbia capito tutto, ma nel dubbio non ne parli. Mi guardi e basta, aspettando una mia mossa. "Credo possiamo passare al dolce, che ne dici?" . Sorridi cercando di capire se la mia sia una provocazione o meno. Forse inizi persino a sperare che lo sia. Io inizio ad intuire. E cambio rotta. Mi avvicino leggermente a te, e ti appoggio una mano su un ginocchio, mentre guardandoti negli occhi ti parlo: "una regina non dovrebbe mai arrossire...". Le nostre teste si avvicinano lievemente, attratte da un reciproco stimolo, mi guardi negli occhi mentre i miei passano velocemente sulle tue labbra e sui tuoi. Poi ti bacio. Le nostre labbra si sfiorano solo, all'inizio, si assaggiano reciprocamente sondando i rispettivi caratteri e giocando lievemente fra loro. Ma il tumulto che questa situazione ci sta scatenando dentro, non è arginabile. Il bacio si fa più appassionante, e sfruttando la lunghezza della tovaglia allunghi con audacia una mano fino alla zip dei miei pantaloni. Lo vuoi sentire. Muori dalla voglia di sentirlo. Devi soddisfare la curiosità della tua mano, seppure ancora attraverso la stoffa dei pantaloni. Ne percepisci il risveglio. In pochi secondi lo senti crescere e spostare le pieghe dei pantaloni. Spinge forte, come a voler uscire e abbandonarsi fra le tue dita. Ma non si può, siamo al ristorante, in un luogo pubblico. La mia mano ti accarezza l'interno coscia e anche io mi rendo conto nello stesso istante che non si può andare oltre. Anche se siamo nell'angolo della saletta. Stacchiamo a fatica le nostre labbra, e ci alziamo all'unisono. Pago frettolosamente il conto, e ci dirigiamo alla macchina... ma non vogliamo lasciare che la situazione perda di energia. Siamo letteralmente travolti. Ti prendo per mano e ci buttiamo nella hall di un'albergo a caso: il più vicino, quello a cui stavamo passando davanti per tornare alla macchina. Normalmente a nessuno dei due sarebbe piaciuto programmare la cosa in un albergo. Ma la cosa non è programmata. E' quasi un'emergenza ! sei eccitatissima, e il fatto di finire in una stanza di albergo per scopare al più presto, ti fa sentire un po' troia e la cosa ti eccita inaspettatamente. "Ma che sto facendo ?" pensi. "Chi se ne importa ! ti rispondi... ho voglia di lui, e ne ho voglia adesso !". Ripensi al corteggiamento che ti ho dedicato per tutta la sera, all'eccitazione strisciante, e a quanto ti abbia fatto sentire bene e desiderata. Ora vuoi anche tu lasciarti andare, e chi se ne frega se siamo in macchina, a casa o da qualsiasi altra parte ! Questa è l'eccitazione che conquista ! questo è voler ascoltare le proprie voglie, abbandonandosi all'istinto. Dio quanto sei libera ! e quanto hai voglia di vivere quella libertà !



Siamo sul lettone al centro della stanza, ora. E tu sei al centro del mondo, ora. Mi sfilo con movimenti lenti prima la camicia e poi la maglietta, restando a petto nudo davanti a te, lasciando che le tue mani palpino voluttuosamente i miei pettorali. Riprendi da dove ti eri interrotta al ristorante, e scendi velocemente con le mani, fino ai miei boxer, decisamente rigonfi di piacere. Vedermi eccitato, mentre mi lascio pervadere dalle tue mani in ogni parte del mio corpo, fino all'intimità più dura, ti fa bagnare copiosamente. Vorresti che ti penetrassi subito, furiosamente... ma non lo chiedi perchè vuoi che la cosa duri ancora parecchio. Ed è quello che voglio anche io.

Ti chiedo di spogliarti davanti a me: "spogliati mentre mi guardi". Inizi allora a sfilarti d'apprima la magliettina attillata, lasciando al reggiseno di pizzo bianco l'ingrato compito di coprire la magnificenza della tua nudità.

Non riesci a non guardarmi il pene, sempre più duro e slanciato, che ondeggia lievemente sulla mia pancia mentre da sdraiato mi godo il tuo show. Ti sfili anche la gonna... e ora sei in slip e reggiseno, a pochi passi da me. L'eccitazione è grandissima, ti senti una dea desiderata e venerata, e la mia eccitazione ti rende padrona della situazione. Non resisto e devo toccare il mio membro; lo faccio lievemente, con una singola carezza. Non resisti e sfilandoti gli slip mi salti addosso baciandomi dal ventre su, fino alle labbra. Le mie mani massaggiano con passione crescente ogni centimetro del tuo corpo, si soffermano sulle coscie, risalendo verso le grandi labbra, sfiorandole appena, per poi dedicarsi alle natiche. Le massaggio palpeggiandole vigorosamente, e spingendo il tuo pube contro il mio uccello liscio, caldo e durissimo. Senti la mia voglia contro il tuo monte di venere e inizi a strusciarti per provocarti piacere. Vorresti che le mie dita si spingessero ben dentro le natiche, fino al buchetto, per scendere poi fino alle grandi labbra. Intanto le nostre lingue stanno assaggiando il collo, le labbra e la pelle. Ti infilo un dito nella fessura e sento grondare il tuo piacere lungo il palmo della mano. Insisto e inizi ad ansimare, ti succhio un seno, stimolando con la lingua il capezzolo, mentre con la mano ti sto ormai masturbando il clitoride provocandoti spasmi e gridolini di piacere. Vuoi solo godere e sentirti completamente afferrata e soddisfatta. Ti chini sul mio membro e inizi a succhiarlo con un'avidità che ti sorprende. Vuoi assaporare il succo del piacere ed esplodere a tua volta in un grandioso orgasmo. Anche io mi chino sul tuo fiore e ne lecco il nettare da ogni anfratto. Spingo la lingua oltre il limite immaginabile. Ti lecco il clitoride completamente abbandonato a me stesso, concentrandomi esclusivamente sul tuo piacere, anche se intanto sento il cazzo pompare a mille, sotto i colpi delle tue labbra e della tua lingua. Mi accorgo che sei vicina all'orgasmo, e ora che inizi ad ansimare con più affanno, ti infilo un dito nella fica, mentre con le labbra e la lingua mi dedico al piacere del tuo clitoride. Il dito ricerca il punto g, seguendo il ritmo dei tuoi spasmi, sei veramente al limite e stai per gridare dal piacere. Massaggio e succhio con ritmo e intensità, ma senza esagerare... lasciando che il piacere cresca intensamente e in modo irrefrenabile in te. Ora stai avendo un meraviglioso orgasmo ! Ti contorci leggermente sotto i colpi della mia lingua, e ti lasci sfuggire il pene dalle labbra, ora socchiuse in un'espressione di immenso godimento. Godi a lungo e io non sembro voler smettere più. Quando anche l'ultima scarica elettrica ha pervaso il tuo corpo, ti abbandoni sul letto lasciando che ti accarezzi i capelli, e che appoggi il mio membro ancora duro e voglioso sul tuo pube.

Restiamo così per qualche momento, poi inaspettatamente me lo prendi e lasci che scivoli fra le tue coscie nuovamente bagnate. Penetro dentro di te, e sento il calore del tuo corpo che pervade la mia carne e la mia mente. Siamo uniti in un abbraccio sensuale ed erotico, dove ogni movimento di un nostro muscolo, provoca piacere reciproco. Lasci che ti penetri profondamente, fin quasi a provocarti un leggero dolore. Ma in realtà è piacere. Così intenso e vivido da potersi confondere.

Passiamo la notte facendo l'amore, e giocando liberamente al magnifico gioco del sesso.

Sfiniti, cadiamo addormentati. Increduli e felici.



Avrei pagato per essere con lei, mentre leggeva questo racconto. Ma naturalmente non poteva essere così.

Il fatto è, però, che lei mi scrisse pochi giorni dopo.

"L'ho letto, mi è piaciuto. Dobbiamo incontrarci".



Così, asciutta e diretta. Naturalmente organizzammo l'incontro appena qualche giorno più tardi...



La invitai a casa, per cena. Lei si presentò con una mini gonna di jeans davvero molto corta che le esaltava le rotondità del sedere, un paio di scarpe con il tacco molto intriganti, e un maglioncino di cachemire elegantemente vaporoso e molto attillato. Aperta la porta la squadrai per qualche secondo ammirandone le forme e l'abbigliamento così provocante. La lasciai entrare e la seguii con lo sguardo fino all'attaccapanni. La forma del seno era ancora più invitante che in foto, il viso etereo e consapevole invogliava ad un dialogo diretto e intelligente, il culo era ben tornito e molto stuzzicante. Sentii l'elettricità pervadere per qualche istante il mio corpo, mentre seguivo i suoi movimenti e la sua gestualità così femminile e garbata.

Io l'accolsi con un paio di jeans attillati, che risaltavano le forme dei muscoli delle gambe e per quelle donne così piacevolmente sfrontate da soffermarsi poco sotto la cintura, anche il rigonfiamento dovuto alla costrizione del pene. I Jeans disegnavano il mio sedere in modo piuttosto preciso, e non passò inosservato il tuo sguardo particolarmente attratto da quelle forme... Indossavo inoltre una camicia bianca con le maniche arrotolate fin di poco sotto il gomito; non era particolarmente attillata, ma intravedevi comunque le forme dei miei pettorali sufficientemente sodi da stuzzicare l'appetito anche da sotto il tessuto.



Ti accompagnai in cucina e iniziammo a parlare un po' di noi e dei nostri interessi. Un po' per rompere il ghiaccio, un po' per goderci l'un l'altra il sottile gioco di seduzione a cui stavamo giocando. Ti piaceva ascoltare la mia voce, così calda e avvolgente come immaginato leggendo il racconto, e ti piaceva guardarmi di nascosto le chiappe mentre ero girato sui fornelli e ti parlavo di qualcosa di me.

Finimmo a parlare anche delle nostre esperienze. Mi avevi chiesto se quello che avevi letto nei miei racconti erotici pubblicati sul sito, erano tutte storie vere o se avevo inventato. Ti risposi che alcune erano vere e altre erano totalmente frutto della mia fantasia. Poi buttai lì, quasi distrattamente, che il racconto che avevo scritto per te forse poteva non essere solo di fantasia. "In che senso ?" mi chiesi, domandandoti se intedessi dire che lo avevo già vissuto con un'altra ragazza o se volessi dirti che mi sarebbe piaciuto trasformarlo in realtà con te.

"In realtà è una sciocchezza", risposi io.

"No dai, non è una sciocchezza, mi interessa", replicasti, sperando che fosse la seconda alternativa.

"Ho scritto quel racconto pensando a te, e mi ha eccitato farlo. In un certo senso è come se fosse accaduto, anche se in realtà non è mai successo."

Rimanemmo in silezio per qualche istante, mentre ti guardavo negli occhi cercando di interpretare l'espressione delicatamente sorpresa e pensierosa sul tuo viso.

"A me ha eccitato leggerlo", mi confessai infine tu.

"Vedi, cosa intendevo dire ?" - continuai - "E' un racconto che abbiamo vissuto entrambi, fra di noi, con la nostra fantasia. Non è accaduto. Ma è quanto di più vicino alla realtà si possa esprimere con un racconto, senza che sia successo veramente !".



A questo punto le nostre menti si erano messe in movimento... entrambi stavamo cercando di capire quanto quel racconto fosse piaciuto all'altro, fino a che punto fosse arrivato il piacere della lettura, e fino a quale il piacere della carne. Io lo avevo scritto, pensavi, e quindi senza dubbio mi ero immedesimato in ciò che scrivevo e nella situazione di immaginarmi nel letto con te, mentre godevamo insieme. Ti dava un sottile piacere la consapevolezza che l'uomo che avevi di fronte in quel momento, che stava finendo di cucinare per te nel corso di una fin qui innocente seppur seducente serata, si era eccitato pensandoti nuda e avvinghiato al tuo corpo.



Dal canto mio, percepivo la tua emozione e mi provocava una sottile eccitazione il pensiero che avessi voluto saperne di più, che ora stavi visibilmente pensando a quello, e che le tue labbra - per dirla tutta - si erano leggermente dischiuse in un'espressione di vaga eccitazione sessuale.



Spensi i fornelli, e mi voltai accarezzando il tuo corpo con il mio sguardo. Un altro impulso. Ora ti stavi domandando, ancora rapita dai precedenti pensieri, perchè avessi spento i fornelli. Non avevo certo finito di cucinare. Però ora avevo abbandonato tutto, per spogliarti con gli occhi. Il mio sguardo era davvero penetrante, e nei primi istanti eri quasi imbarazzata. Avevi quasi l'impressione di essere nuda in quel momento, sotto l'ispezione minuziosa del mio sguardo prima sul tuo volto, poi sul tuo seno e infine lungo le tue gambe, fino alle tue caviglie.

Ti sentisti autorizzata a spogliarmi anche tu con i tuoi occhi, squadrando i miei due metri di altezza, passando dalle labbra, ai pettorali, alle braccia, fino al pacco. Cercando di intuire se il rigonfiamento fosse "a riposo" o in fase di risveglio. Di certo la mente ti riportò a quella foto sul sito dove avevo il pene duro come una roccia e lungo come una bottiglia di birra. Lo vedevi davanti a te. Ero vestito, ma tu già mi vedevi nudo con il pene eretto e desiderabile.



Mi avvicinai a te, e tu morivi dalla voglia di un contatto impetuoso e travolgente. Ti sfiorai appena i capelli, invece, e mi avvicinai al tuo orecchio sussurrando qualche parola di cui perdesti la memoria, travolta dal tumultuoso piacere che stava pervadendo i tuoi sensi. Sfiorai il tuo lobo con le mie labbra, e il respiro caldo sulla tua pelle ti stava letteralmente mandando sulla Luna !



Mi presi la testa fra le mani, e mi baciasti appassionatamente. Sentimmo il fuoco scorrere dentro di noi e brivido che pervadeva reciprocamente i nostri corpi. Infilai una mano sotto il tuo morbido maglione, e accarezzai con piacere i tuoi fianchi, il tuo ventre che si contraeva lievemente per il piacere, ascoltando i tuoi ansimi con il palmo della mano; poi risalii verso le forme deliziose del tuo seno, lentamente. Ad ogni centimetro il tuo respiro si faceva più intenso e affannato. Non vedevi l'ora che la mia mano calda e grande avvolgesse la carne del tuo seno, che ti palpasse sfacciatamente, che sfregasse con vigore il tuo capezzolo turgido e sensibile.

Così feci, e i nostri corpi iniziarono a fondersi in un sensuale movimento erotico. La tua schiena si inarcava, mentre le mie mani ti palpavano in modo sempre più osceno.

Con le tue cercasti i bottoni dei miei jeans, e dopo averli calati furiosamente, ti ritrovasti con il mio cazzo duro , venoso e liscio a pochi centimetri dalla tua bocca. "Dammi il tuo cazzo, porco !" mi dissi lasciando che le parole uscissero senza alcun filtro dalla tua bocca. "Eccolo, è tuo... fammi sentire quanto ti piace !" risposi io, imemdiatamente.

Non te lo feci ripetere due volte, e appoggiasti le tue labbra morbide e calde sulla cappella. Sentisti il pene irrigidirsi dal piacere ancora di più, e spingesti il viso in avanti, lasciando affondare tutti quei centimetri di eccitazione dentro la tua bocca. Afferrasti le mie chiappe con entrambe le mani, saggiando la nudità della carne con potenti palpate e graffiando la mia pelle con le tue unghie. Poi mi afferrasti il culo vigorosamente, spingendomi ritmicamente contro la tua bocca. Volevi ingoiarne il più possibile, ma oltre un certo limite sentivi che non riscivi... era lungo e durissimo e iniziavi già a pensare al piacere che ti avrebbe dato più tardi, quando te lo avrei infilato lì più sotto... Ma ora volevi dedicarti solo a questa meravigliosa succhiata di cazzo. Sentii il piacere pervadere il mio corpo e lasciai che la mia bocca pronunciasse frasi oscene, sconnesse e abbandonate alla tua maestria. Sentirle ti provocava un'eccitazione indescrivibile e iniziasti a masturbarti lievemente il clitoride, mentre me lo succhiavi. Sentivo che stavo per esplodere, e allora ti tolsi il giocattolo dalla bocca, mentre ancora pulsava dal piacere; poi mi calai fra le tue coscie e iniziai a leccare là dove ti stavi masturbando con insistenza ed eccitazione. Leccai così bene che sentii scorrere i tuoi fluidi tutto intorno anche alle grandi labbra, stavi per godere anche tu ora, e lasciai che il tuo corpo esplodesse in un poderoso orgasmo, sotto i colpi perfetti della mia lingua così assetata del tuo piacere.

Venisti forte, e gridasti il tuo piacere afferrando il mio cazzo in mano, per godere della mia eccitazione.

Leccai fino a farti dire basta, poi mi sollevai e finii di spogliarmi. Lo feci lentamente. Sotto il tuo sguardo abbandonato al piacere più intenso. Mi tolsi la camicia e poi la maglietta, restando completamente nudo davanti a te, con il pene eretto e ancora voglioso del tuo corpo e dei tuoi umori.

Mi avvicinai e spogliai anche te, altrettanto lentamente, e seguendo le nudità scoperte dai vestiti, con la mia lingua. Il calore del mio fiato su di te stava già riaccendendo le tue voglie. Ti presi per mano e ti condussi nuda in camera da letto. Ti baciai per qualche minuto, godendo della morbidezza e del profumo della tua pelle.

Poi ti chiesi di lasciarti bendare, e tu in un misto di curiosità e lieve preoccupazione ti lasciasti bendare.

Ti misi a quattro zampe sul lettone, chiedendoti di restare così mentre preparavo la situazione. Setivi alcuni cassetti aprirsi, e avresti voluto sbirciare per capire cosa stessi facendo. Ma stare al gioco ti eccitava molto di più ! Dopo alcuni istanti, setisti nuovamente la mia lingua carezzare le tue natiche e spingere per farsi strada fino al buchetto. Allargasti lievemente le coscie per agevolarmi. Sentivi ora la mia lingua calda e umida sfiorare l'interno delle chiappe e stimolarti lievemente attorno allo sfintere. "Mmmmmm..." ti lasciasti sfuggire... e io capii che lo volevi... Iniziai a leccare con più vigore e intanto con un dito iniziai a lavorarti il buchetto, facendomi strada delicatamente. Quando entrò per metà, ti sentii mugulare di piacere. Stavi iniziando a godere di quell'intruso nel tuo culetto, quando sentisti qualcosa di arrotondato e vagamente morbido appoggiarsi alle tue grandi labbra. Spinsi il tuo culo all'indetro, per capire meglio di cosa si trattasse, e intanto ne approfittavi per sentire il mio dito muoversi dentro di te, mentre ti stimolava le pareti della fica, dal buco del culo.

Stavi grondando piacere dal centro della tua voglia, e non fu difficile spingerlo dentro di te. "Ma che cosa?" ti domandasti. Non era il mio cazzo, non poteva esserlo, visto che ero così distante da te, mentre ti masturbavo con il dito nel sedere. Sembrava di gomma, sì... sembrava proprio un bel vibratore di quelli di buone dimensioni !

Una volta infilato fino in fondo, lo accesi, lasciando che la vibrazione pervadesse la tua fica.

"Sei un gran porco, cazzo !" mi dissi in preda all'eccitazione più pura. "Hai un cazzo di vibratore in casa ?! mi fai impazzire cazzo !!". "L'ho comprato per te, perchè voglio farti godere come non ha mai goduto ! Fammi sentire che ti piace ! vediamo di cosa sei capace !". Iniziasti allora a dimenarti dal piacere... quel cazzo di gomma vibrava in un modo che ti faceva impazzire e non potevi resistere al mio dito che si muoveva dentro di te, stimolandoti il culo e la fica con il suo movimento.

Ad un certo punto mi levasti la mano, e mi chiesi di darci dentro. Mentre il vibratore continuava a darti un piacere continuo e tremendo, lì nella fica, presi a penetrarti con il mio uccello ancora durissimo, dove prima ti masturbavo col dito. Sentisti penetrare qualcosa di grosso, e di duro. Pensavi non avresti retto questa doppia penetrazione, e invece accoglievi entrambi i tuoi giocattoli dentro di te, traendone un piacere infinito. Stavi gridando di piacere e di lussuria, mi gridavi parole irripetibili chiedendomi di farti godere e io ci davo dentro senza fermarmi.

Ti tolsi la benda per farti guardare in mezzo alle tue gambe, e quella vista ti eccitò ulteriromente portandoti ad un grado di piacere e di sfinimento che non avevi mai provato. Il vibratore ti aveva provocato già un'altro orgasmo ma non smettava mai... volevi quasi chiedermi di levartelo... ma poi sentivi il piacere che non si calmava mai del tutto, e volevi continuare a sentirlo dentro di te, mentre ti scopavo anche io. Ad un certo punto iniziai a gridare dal piacere anche io, e la cosa ti eccitò a tal punto da farti godere a tua volta. Sentivo le viscere pulsare dal piacere, ed ero pronto per esplodere tutto il mio succo dentro di te. Ti stantuffai selvaggiamente mentre gridavi dal piacere e io ero sempre più vicino al godimento estremo. Quando l'ultimo spasmo del tuo piacere si acquietò, sfilai il mio grande cazzo voglioso di te dal tuo culo, lasciando che il vibratore continuasse a tromentarti di piacere, e iniziai a sfregarlo sul tuo seno accogliente. Tu lo presi lasciando che si insinuasse lì in mezzo, e mentre ti massaggiavi le tette con le mani, di fatto iniziavi a masturbarmi il pene fra i seni.

Ora stavo proprio per esplodere !! ti gridai di stringere quelle tette sempre di più, ti gridai che eri una fica gran porca, che volveo spruzzarti in faccia e che mi stavi facendo venire !! Ora parlavo ansimando: "si, si, così, fra le tette così... così... ahhh, ahhh, sì, sì, sei una gran maiala cazzo, così, sì... ahhhh, aaaaahhhhh, aaaaahhhhhhhhh, ooooohhh...... vengoooooo !!! vengoooooooo !!!! aaaaahhhhhhhhh !!!!" Ti inondai la faccia del mio sperma bianco e bollente.... il mio orgasmo ti eccitava oltre ogni misura, e il vibratore nella fica non smetteva mai... eri esausta e sfinita dal piacere. Come me, che ti avevo penetrato con vigore per non so quanto tempo.

Ti tolsi il vibratore e ci abbandonammo l'uno sull'altro, umidi di sudore e di piacere, ancora affamati l'uno dell'altra.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Pippopelo40 Invia un messaggio
Postato in data: 15/10/2009 09:59:17
Giudizio personale:
lungo troppo lungo
ci si stanca a leggerlo
confusione con i tempi


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