i racconti erotici di desiderya

Incontro con sorpresa

Autore: Milena_travesta
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Devo premette che essendo sposata ho sempre poco tempo per fare incontri, e quando riesco devo superare sempre molte difficoltà.

Dai vari annunci che ho in rete, ricevo molte proposte, ma pochi hanno la pazienza di capire le mie necessità… tra i pochi c’era uno che non mi mollava, mi aveva riempito di email e devo dire che mi attirava molto, sia per l’età, aveva 59 anni, sia perché era un connubio di dolcezza ed autorità.

Non poteva ospitare, per cui avrei dovuto prendere la solita garconier che prendo in questi casi, aumentando le mie difficoltà, ma riuscii a combinare con lui un appuntamento.

Quella mattina, come sempre quando ho un appuntamento, mi dilungo in modo che mia moglie esca prima di me, e mi preparo per l’incontro, quindi passo poi dal lavoro per prendere le mie cose e, alle 9 in punto chiudo la porta della garconier alle mie spalle.

Dopo 45 minuti ero pronta, pulita, profumata e truccata, avevo indossato gueppier rossa, calze rosse, e brasiliana di pizzo rossa; sopra avevo messo una vestaglia semitrasparente nera, parrucca a caschetto e sandali rossi.

Sapevo che era molto dotato in larghezza, per cui mi ero portata una zucchina larga e per tutto il tempo l’avevo tenuta dentro in modo da rendere più dilatato lo sfintere.

Alle 9,45 in punto mi arriva un sms che era arrivato, gli rispondo dandogli i dettagli per raggiungermi e dopo poco sento suonare il campanello.

Nonostante sia abituata ad incontri di questo tipo, ho sempre il cuore in gola e, con le gambe tremanti, apro la porta; Mario è un uomo che dimostra qualche anno di meno, alto 1,90 capelli e barba brezzolati, un leggero accenno di pancetta ed una voce cavernosa.

Chiusa la porta, ci salutiamo entrambi con un po di timidezza mentre mi squadra dalla testa ai piedi per poi dirmi che sono uno schianto facendomi arrossire.

La porta di ingresso da in un soggiorno, e ci accomodiamo sul divano iniziando a parlare del più e del meno.

Terminato il colloquio rompighiaccio, mi avvicino a lui iniziando a carezzarlo sulla gamba e salendo fino alla protuberanza che aveva tra le gambe.

Anche lui mi accarezza le gambe infilando la mano sotto la vestaglia, girando dietro ed infilandola tra il divano ed il sedere, scostandolo un po per agevolarlo.

Come arriva al buchino emetto un gemito tirando la testa indietro e socchiudendo gli occhi, al che sento l’altra mano che mi passa dietro il collo e mi tira verso di lui incollando la sua bocca alla mia in un bacio mozzafiato.

La mia mano inizia a muoversi ed a stringere il suo gonfiore da sopra i pantaloni e sento che è gia eccitato e, nonostante mi tenga stretta a lui con le sua lingua che vortica nella mia bocca gli apro i pantaloni ed il suo cazzo, oramai duro, svetta subito fuori, al che lui si stacca dalle mie labbra e mi spinge delicatamente la testa verso il suo cazzo che non esito a prendere in bocca.

Un cazzo bellissimo, lungo il giusto ma molto largo con una cappella più larga dell’asta che fatico a tenere in bocca, al che penso a quella benedetta zucchina che preventivamente mi aveva già preparato.

Inizio un pompino usando più la lingua che la bocca, lavorando quel cazzo meraviglioso, così decidiamo di andare in camera, me mentre ci muoviamo dal divano, il suono del campanello alla porta mi gela il sangue, guardando lui come per chiedere, che cosa fare.

Me lui con tutta calma mi dice “sapevo che a te piacciono le gang, così ho invitato un paio di miei amici”; sul momento resto di sasso, poi presa da un senso di rabbia gli rispondo che avrebbe dovuto dirmelo, non può organizzare una cosa del genere a mia insaputa, stavo quasi per dirgli che non se ne faceva niente, ma lui, più veloce di me aveva gia aperto la porta, facendo entrare quattro uomini di cui due di colore…

“cazzo… no siete troppi… mi dispiace ma non se ne fa niente” dico io con tono deciso, “senti puttana, ora siamo qui e ci fai divertire tutti, è inutile che fai la santarellina, lo sappiamo tutti che sei una troia e le troie sono fatte solo per essere scopate” mentre si rivolge a me mi afferra per un braccio tirandomi verso la camera, facendomi capire chiaramente chi comandava.

“dai ragazzi, ora ci divertiamo… vediamo quanto è troia la santarellina” dice Mario ai suoi amici e quelli senza farselo ripetere, mi spingono in camera buttandomi sul letto, penso che a questo punto è meglio assecondarli o peggiorerei le cose, ma mentre penso questo Mario mi toglie la vestaglia e, due da un lato e due dal altro, mi girano a pancia in giu e mi legano i polsi.

In un attimo, senza che potessi reagire mi sono ritrovata legata mani e piedi ai quattro angoli del letto, braccia aperte e gambe divaricate, con il culo semiaperto davanti a loro… “dai ragazzi non mi piace questo gioco…” “non mi hai detto te in chat che ti piace essere legata, frustata, fistata… ora vediamo se ti piace davvero”.

Non so da dove, ma vidi muoversi una frusta nelle mani di Mario ed il primo colpo mi fece trasalire… “no vi prego…”implorai inutilmente, perché arrivò la seconda scudisciata sul culo, poi una terza… intanto si erano spogliati tutti e due si erano gia sistemati uno a destra e uno a sinistra sopra le mie braccia con i loro cazzi gia gonfi all’altezza della mia faccia.

“inizia a succhiarli puttana” e giu un’altra scudisciata… iniziai a succhiare quei cazzi con il viso bagnato dalle lacrime… ad ogni scudisciata emettevo un mugolio sobbalzando, oramai sentivo il culo che bruciava dappertutto, finchè decisero di darsi il cambio con altri due mentre uno dei due che avevo spompinato si sistemo sopra di me puntando la sua cappella sul mio buco, ci sputò sopra e con una spinta che mi fece mugolare di nuovo spinse il suo cazzo dentro fino alle palle.

“ti piace così puttana? Facci vedere come godi zoccola” mentre il primo mi stava sbattendo con forza schiacciandomi contro il materasso sotto le sue spinte.

Ad un cenno di Mario, il primo si spostò ed il secondo prese il suo posto… oramai già larga e fradicia, fece entrare il suo cazzo come nel burro, mentre continuavo a spompinare gli altri due.

Poi toccò al primo nero, aveva un cazzo enorme che mi fece trattenere il fiato mentre appoggiava la sua grossa cappella al buco, ma in un attimo scivolò dentro iniziando anche lui a sbattermi con forza… questo cambio di cazzi tra la mia bocca ed il culo andò avanti per più di mezzora finchè Mario fece rialzare il mio inculatore di turno mi disse “penso che ora sei abbastanza dilatata…” e mentre ero impegnata a trattenere i conati per quel cazzo che mi ritrovavo fino in gola, Mario cominciò a saggiare con la mano il mio culo, che oramai era aperto e dilatato, infilando da subito quattro dita e facendole roteare dentro, spinse leggermente per tastare quanto ero aperta e inizio ad infilare anche il quinto dito, iniziando a spingere delicatamente.

Sentivo il mio sfintere aprirsi lentamente, mentre la sua mano si faceva strada ed un leggerò bruciore mi avvisò che la sua mano era ormai tutta dentro… “guardate quanto è aperta la troia” disse spingendo di più la sua mano, la sentivo muoversi dentro, dandomi un piacere che non immaginavo e lui sentendo i miei mugolii e vedendo il movimento del mio culo, spinse ancora di più facendo girare la sua mano e spingendosi dentro oltre il polso… il mio ano oramai si stringeva quasi a metà del suo braccio, mentre io mugolavo godendo farcita.

Ritrasse la mano facendola scivolare fuori lasciando il mio buco vergognosamente aperto, ma per poco perché cominciò a scoparmi con la mano, facendole entrare ed uscire… ero oramai così aperta che scivolava dentro e fuori come fosse un cazzetto; lo sentii fermarsi per un momento, il tempo di sentire l’ano che si dilatava, stavolta con dolore… stava spingendo dentro anche la seconda mano… i miei mugolii si trasformarono in rantoli di dolore, stavo di nuovo piangendo mentre Mario faceva entrare anche la seconda mano fermandosi per un po.

Ero li, legata come una vacca, con un cazzo che mi scopava in bocca e due braccia che spuntavano fuori dal mio culo… Mario ricominciò a muoversi, tirando fuori lentamente entrambe le mani e rimettendole dentro… avevo il culo in fiamme ma lui imperterrito continuava a scoparmi con tutte e due la mani, finchè il piacere sostituì il dolore e, quando vide che stavo godendo bagnando il lenzuolo con la mia sborra, tirò fuori le mani e mi carezzò la mia fica anale aperta.

Ero esausta, ma loro no, così mi liberarono dai legacci per farmi riposare un po, lasciandomi li distesa e infradiciata dei miei umori.

Dopo un po mi venne vicino Mario, mi dette un bacio che ricambiai e mi disse “dai, ora ti scopiamo due a due e alla fine ti daremo un premio.

Dovetti spostarmi un po di lato per far posto ad uno dei due neri, mi fecero salire sopra di lui accomodando il mio culo sul suo cazzo che senza il minimo sforzo scivolò tutto dentro, il secondo nero si mise dietro di me e, spingendo un po’ la mia schiena verso il suo amico, appoggiò anche il suo cazzo che scivolò subito dentro, iniziando a pomparmi in due.

Mi scoparono per un po, poi si dettero il cambio con gli altri due, e anche loro spinsero i loro cazzi dentro fino alle palle… scivolavano dentro e fuori con estrema facilità mentre Mario mi scopava in bocca e segavo gli altri due, finchè mi dissero “ ora arriva il premio, mi sollevarono dal letto facendomi mettere in ginocchio a terra e loro cominciarono a segarsi, mentre la mia bocca passava da un cazzo all’altro, finchè iniziarono a venire, uno dopo l’altro riversarono i loro schizzi di sborra nella mia bocca, uno dei due neri venne così copiosamente che dovetti ingoiare la sborra che avevo in bocca per non farla uscire fuori.

Quando l’ultimo dei cinque ebbe svuotato i coglioni nella mia bocca ed io ebbi ingoiato tutto, Mario mi disse “brava, sei una brava zoccola, ci rivedremo di nuovo” detto questo si rivestirono tutti e se ne andarono, lasciandomi li con un rivolo di sborra sul mento, il culo che ancora bruciava per le frustate ed il buco aperto come una voragine.

Questo è un racconto di fantasia, chissà se un giorno si realizzi.

Un bacio, Milly



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