i racconti erotici di desiderya

Incontro al bar di una coppia con lui cuck

Autore: Hard_Dream
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Questa è un'altra vicenda, realmente vissuta.

Il bar era un bar normale, dove si avvicendavano continuamente persone per consumare, i tavolini messi fuori, nella verandina, e qualcuno seduto lì a sorseggiare un caffè o un aperitivo.

Anche lei era seduta ad un tavolo, sola, bella, attraente ed esuberante nel suo fisico, stava consumando un aperitivo, ed a me gli occhi sono andati alla sua caviglia, che era coronata da una catenina, alla collana che portava, ed anche al pollice della mano dx che portava un anello. Mi hanno colpito questi simboli, oltre che, naturalmente, lei.

L'ho guardata per un pò, mentre con molta calma, poggiando le sue labbra sensuali al bordo del bicchiere, sorseggiava, guardandosi attorno con molta nonchalance. I nostri sguardi si sono incontrati alcune volte, e ad un certo punto le ho fatto un cenno di saluto abbassando leggermente la testa in avanti, lei mi ha sorriso, così mi sono avvicinato, e salutandola le ho detto che avevo notato il suo fare slow, di persona che si gode un attimo di tempo libero... mi ha sorriso, rispondendo che nella vita è importante dedicare a se stessi degli spazi, e che quello era uno di quei momenti.

L'accento non era palermitano, ed in effetti mi stava dicendo che veniva da un'altra parte della Sicilia. Mi incuriosiva la catenina che portava attorno alla caviglia, l'anello al pollice e la collana, che aveva due medagliette rappresentanti i cromosomi maschili e femminili, gliel'ho detto, e lei, per tutta risposta ritornò alla tesi del vivere bene fruendo degli spazi vitali per se stessi.....era molto seducente, vestita in maniera sobria, ma molto sensuale, e ad un certo punto, rigirandosi sulla sedia, mi mostrò le cosce, fasciate da seducenti calze velate.

Io ero già eccitato, il vedo e non vedo è il massimo della cerebralità, ed una donna che ti parla in quel modo, con quei simboli sul corpo, che mette in mostra le sue cosce, non fa altro che stimolarmi pensieri carnali.

Ero seduto al suo fianco, e lei, per mettersi di fronte, aveva fatto una giravolta sulla sedia, mostrandomi l'attaccatura delle cosce...avevo intravisto il chiaro della sua pelle, in contrasto con la fascia delle calze, e solo questa vista mi aveva fatto indurire il cazzo, ogni tanto deglutivo, ma lo faceva anche lei, ammiccante e bella, seduta di fronte a me, che, ormai spudorato, le guardavo i seni e le cosce che mi mostrava, quasi senza pudore.

Ero eccitato, ed anche lei, che, prendendo il bicchiere per sorseggiare l'aperitivo, fa cadere una goccia di liquido sul suo vestito; voleva asciugarla, per evitare che si macchiasse la camicetta,ed io, da perfetto cavaliere, ho preso una salviettina per aiutarla, le dico che era meglio andare nella toilette e passarci sopra una salvietta inumidita, così le propongo di accompagnarla al lavabo, entriamo, lei si mette di fronte allo specchio ed io dietro di lei, eccitato, con il cazzo che voleva uscire dai pantaloni, duro, teso, svettante.

Non potevo fare a meno di poggiarglielo sul culo, e lei, mentre con le mani armeggiava con la camicetta e la salvietta, spingeva delicatamente il suo culo verso il mio cazzo, mentre anche io spingevo verso di lei; ormai mi stava scoppiando, glielo strofinavo nel mezzo dei glutei, e vedevo la sua eccitazione, la sentivo, vedevo che era paonazza; l'ho tirato fuori, le ho alzato la gonna, le ho scostato il perizoma, dopo averci giocato un pò da sotto, e gliel'ho piantato in mezzo alle cosce, da dietro, allargandole delicatamente il culo con i pollici, lei adesso spingeva verso di me, inarcava i fianchi per sentire meglio il cazzo che ormai prepotente le si infilava in mezzo alle cosce, premendole la figa, che era bagnata fradicia, ed io lo sentivo che non aspettava altro che essere sfondata, non aspettava altro che questo, voleva sentire la mia cappella che le violava la figa, e mettendo le mani sul lavabo, inarcando i fianchi, favoriva la penetrazione.

Se lo è ritrovato tutto dentro d'un colpo, fino ai coglioni, tutto il cazzo nella sua lunghezza dentro la figa; gemeva, spingeva verso di me, si dimenava, era davvero una bella troia da monta, una donna da fottere, una cavalla che non aspettava altro che sborrarmi sul cazzo; abbiamo scopato per un pò, ogni tanto le mettevo una mano sulla bocca, per impedire che i suoi gemiti si sentissero fuori dalla porta, e ad un certo punto comincia a tremare, le tremano le cosce, i fianchi, il busto, vedo le sue tette, fuori dalla camicetta, con i capezzoli duri come pietra, glieli sfioro e le do colpi da dietro che potrebbero spaccarle la figa in due, lei se li gode come una buttana, e comincia a godere intensamente, bagnandosi ancora di più, sento che le sale la sborra, ed anche a me, le chiedo se posso sborrarle dentro, mi fa cenno di si, ed è un fiume di umori, suoi e miei, la sua sborra mischiata con la mia, che le esplode dentro la figa, che le cola sulle cosce, è bellissimo, i nostri corpi uniti attraverso la sua figa ed il mio cazzo duro, e le nostre sborre colanti.

Mi sono appoggiato a lei, puledra da monta, messa a cosce larghe, per riprendermi un pò. Ci siamo sistemati, lei ha asciugato le cosce, e siamo usciti dalla toilette, assieme, paonazzi e svuotati nelle nostre viscere; ci avviciniamo al tavolo, e troviamo seduto un signore, lei si gira verso di me e dice: ti presento mio marito.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Rikkiso Invia un messaggio
Postato in data: 09/08/2014 13:28:28
Giudizio personale:
semplicemente favolosa


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