i racconti erotici di desiderya

In vacanza a cap d'agde

Autore: Coppiacarinasempre
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UNA VACANZA SINGOLARE

Qualche anno fa, prima che se ne cominciasse a parlare più largamente grazie al programma "Le Iene" venni a conoscenza del villaggio naturista di Cap D'Agde. A questo punto, avendo sempre desiderato fare naturismo estremo, mi organizzai con una prenotazione per una piazzola in campeggio per 15gg. La mia allora fidanzata, oggi moglie, non aveva mai praticato il naturismo ed era molto scettica, io invece ero molto eccitato dalla cosa. Quando dopo il lungo viaggio in auto finalmente giungemmo a destinazione ci assegnarono la piazzola e vi ci recammo per montare la nostra tenda campo base. Faceva molto caldo! In questo posto il naturismo non si pratica solo in spiaggia, ma ovunque, nel villaggio, nei negozi, dappertutto senza esclusione. Per me era la prima volta che avrei praticato il naturismo e durante il montaggio della tenda esitai a mettermi nudo, restai in costume. La mia donna invece, che come dicevo inizialmente nutriva le sue perplessità, non esito a mettersi a culo nudo. Ho detto di proposito culo perché lei ha un bellissimo culo brasiliano e potete immaginare durante il montaggio della tenda chinandosi continuamente lo spettacolo che offriva. Alla piazzola accanto c’era un motorhome bellissimo con un gruppo eterogeneo di ragazzi e ragazze francesi, uno di essi notò la mia fidanzata e senza tanti problemi dalla sua piazzola guardava con insistenza e sorrideva, poi si offrì di aiutarci a montare la tenda e senza neanche il tempo di rispondergli ce lo ritrovammo ad aiutarci. Era un bel ragazzo, come molti francesi doveva avere origini nord africane poiché era creolo, aveva modi molto garbati, ma era anche molto sveglio. Dopo qualche istante, tra un picchetto e una corda, con la mia attuale moglie che gli si chinava intorno, notammo che aveva una dotazione di tutto rispetto soprattutto in circonferenza ormai in erezione. Io e mia moglie ce ne accorgemmo e sorridevamo tra l'imbarazzo e la curiosità, ma quello che mi fu chiaro è che lei lo guardava, e come....se guardava... e anche lui sbirciava senza tanti complimenti. Finito il montaggio il ragazzo si ritirò al suo motorhome, ma prima lo ringraziammo e dopo, tutti sudati ci avviammo verso le docce. Quando arrivammo alle docce, già nudi, comincia a giocare un po con la mia lei e quando le misi una mano tra le cosce mi resi conto che era già bagnatissima. Era chiaro che la vista del cazzo del ragazzo l'aveva eccitata di brutto e a me eccitò vedere lei bagnata per questo. Nei giorni che succedettero facemmo amicizia con i ragazzi del motorhome spesso si mangiava insieme o si giocava a fresbee, tra una parola nostra in francese ed una loro in italiano...sempre nudi ovviamente. Un giorno, uno di loro propose un gioco simile allo strip poker, eravamo tutti seduti in tondo su delle sdraio e giocavamo con le carte francesi, ma le poste erano

un po' diverse visto che nudi lo eravamo già. Inizialmente per pagare una posta si doveva fare una banale e innocente penitenza, pian piano si cominciò con una palpata di seno, poi di culo. Era evidente che alle donne del gruppo questo gioco piaceva, compresa mia moglie, ma poi la cosa si fece più intrigante. Ad un certo punto, la mia allora fidanzata, dovette pagare la posta di una mano persa che consisteva nel toccare per un minuto il cazzo di quel ragazzo che ci aveva aiutato, Maurice. Inizialmente imbarazzata, mi guardò per trovare in un mio sguardo il consenso ed io glielo diedi, in realtà mi fu subito chiaro che lo fece con piacere, lo fece con delicatezza e dedizione, lo massaggiava, lo scappucciava, gli procurò una imponente erezione, guardava quel pene bruno e notevole con meraviglia. Quella fu la prima volta che vidi la mia donna toccare il cazzo di un altro uomo! Quello che non potevo sapere era che, di li a poco le poste sarebbero aumentate, e di fatti quando alla mano successiva la cosa si fece più seria Maurice giocò una posta più alta, un pompino di un minuto. Mia moglie mi guardò nuovamente cercando consenso per poter vedere il valore delle carte di Maurice a fronte del pericolo di dovergli fare un pompino, io annuì ancora, ma scoperte le carte perse di nuovo. Ora doveva pagare il pegno! Il mio cuore iniziò a battere più forte combattuto tra la gelosia e l’eccitazione per qualcosa di così audace e penso che anche per lei fosse così, ma le donne si sa sono più risolute di noi uomini. Mentre riflettevo su quanto stesse per accadere il ragazzo si era già alzato dal suo posto e lentamente era andato vicino a lei che era sulla sdraio accanto alla mia, quando fu ad una trentina di centimetri dalla sua testa si fermò e rimase immobile in piedi accanto a lei che era rimasta sdraiata. Il suo cazzo, già duro e grosso arrivava giusto all’altezza della bocca di mia moglie a questo punto Clelia mi guardò questa volta senza cercare consenso, poi si girò verso di lui, lo guardò in viso dal basso, poi lo sguardo scese su quel pesce scuro come la sua pelle quasi incredula di ciò che stava per accadere, il ragazzo fece ancora un passo verso di lei che socchiuse gli occhi quasi sopraffatta da un senso di sottomissione, schiuse le sue labbra carnose e la punta del grosso glande era nella sua bocca, ma solo la punta, mosse lievemente le labbra come per assaporarlo dopo di che le sue labbra scivolarono lungo la superficie glabra del suo capocchione e le fu tutto in bocca. Era così grosso di diametro che aveva difficoltà a tenerlo dentro. Con le mani sui fianchi di Maurice la testa di Clelia si muoveva con sensualità, ora lo teneva in bocca, ora con la lingua scorreva lungo il fianco del grosso pesce nodoso e durissimo, io ero incredulo, geloso ma eccitatissimo, anche il mio cazzo era ormai durissimo, ma non mi mossi. Dopo un minuto, il pegno era scaduto, ma la lingua di mia moglie non si fermò, continuava ad esplorare la verga dura del ragazzo che a momenti già veniva gli stava facendo un pompino di tutto rispetto. Furono gli altri giocatori che li fermarono poiché il tempo era finito. Solo dopo mi resi conto che la mia ragazza non

aveva nessun punto nelle carte e che quindi aveva barato o deliberatamente perso. Il desiderio di trasgressione e la curiosità di sperimentare e di sperimentarsi era stata assecondata da una serie di circostanze in parte fortuite in parte volute, ma ora si presentava il quesito su cosa sarebbe accaduto dopo. Era evidente che la cosa ci aveva procurato brividi di piacere e di paura e sicuramente ci aveva procurato scariche di adrenalina, quella droga naturale e innocua che ti ravviva, acutizza i sensi e ti rende reattivo come un animale. Sicuramente eravamo usciti dai canoni della convenzionalità del rapporto di coppia, ma alla fine dietro i falsi moralismi chissà quante coppie sperimentano le stesse esperienze nella discrezione più assoluta. Comunque, stavano giocando un ruolo fondamentale una serie di circostanze: la già trasgressiva atmosfera che si respirava nel villaggio naturista, la completa estraneità delle persone che ci circondavano rispetto alle nostre abituali frequentazioni, il gioco che aveva creato complicità e curiosità. Tutto questo aveva portato alla luce i desideri più reconditi e peccaminosi delle nostre anime, ma ora cosa sarebbe successo? Se da una parte ci aveva eccitati dall’altra aveva creato ulteriore desiderio, desiderio di andare ancora oltre, ma come? C’era l’imbarazzo di parlarne liberamente per non essere giudicati, gli stereotipi avrebbero indicato me come un “cervo” e lei come “Messalina” e l’ultima cosa che un individuo desidera è essere giudicato. Non si trattava di gelosia o tradimento, ma di sperimentare nuove soglie del piacere. Il dopo che incuriosiva entrambi senza dircelo esplicitamente era arrivato, Maurice, nudo come un bronzo di Riace si avvicinò alla mia allora fidanzata, la prese per mano, la fece alzare e inizio a condurla verso il loro motorhome, dopo qualche passo si fermarono, si girò verso me che ero rimasto fermo e mi guardò come dire “che fai li? Vieni!” Imperativo! Quindi mi incamminai dietro di loro, ammiravo il corpo sinuoso di Clelia, i suoi glutei sodi, la vita stretta che ti induce ad afferrarla e l’eccitazione al solo pensiero di quello che sarebbe potuto avvenire mi stava procurando un’erezione di tutto rispetto, ma anche lui non scherzava, aveva ricevuto poc’anzi un grande pompino ed era ancora arrapatissimo. Non sapevo bene quale sarebbe stato il mio ruolo, se di voyeur o partecipe, avevo quasi la sensazione di essere io l’ospite e lui il padrone, ma intanto salivamo la scaletta della sua dimora ed io avevo quel culo davanti che non resistetti dal toccarlo e baciarlo e appena fummo dentro, ancora in piedi, le misi una mano tra le cosce per trovare quello che mi aspettavo, una figa bagnatissima e viscosa pronta a tutto. Portai alla mia bocca le dita tutte bagnate, il suo nettare era dolcissimo, lei si girò e con la bocca ancora sporca degli umori di lei cominciammo a baciarci appassionatamente. Maurice non rimase in disparte si accostò dietro di lei e la stringemmo tra noi in un abbraccio a trois, io la baciavo, le accarezzavo i seni, Maurice le baciava il collo, le spalle e con le mani “armeggiava” in basso, in tre ci muovevamo in una danza sinuosa, il mio cazzo duro era tra

le sue cosce e muovendomi avanti e indietro le strofinava il clitoride, Maurice le stava facendo sentire la sua verga dura tra le pacche ora scivolose del liquido lubrificante di lui fino a farle sentire il glande dietro la schiena. Non resistetti più, le feci appoggiare un piede su un divanetto per farle aprire un po' le cosce stando ancora eretti e accovacciandomi lievemente guidai il mio cazzo all’imbocco della sua fessa bagnata. Entrai dolce dolce e cominciai a muovermi avanti e dietro facendole sentire lo schiudersi e richiudersi delle piccole labbra, lei chinò la testa verso dietro appoggiandosi a Maurice in uno stato di abbandono, non capiva più niente era inerme presa dal piacere di sentirsi penetrata e prigioniera tra due uomini che potevano fare di lei ciò che volevano. Sentivo che arcuava la schiena all’indietro proponendo le terga a quell’uomo tutto sommato sconosciuto che guardava vero il basso il suo culo fantastico e guidava il suo potente cazzo come in un massaggio tra glutei e fondo schiena, lei si muoveva con sensualità, quello strofinio le stava facendo desiderare di più e lui lo capì. Fu così che Maurice con la mano destra afferrò il suo robusto cazzo e con la sinistra le divaricò le pacche olivastre e cominciò a massaggiarle il buco del culo con l’enorme capocchia, su e giù, su e giù tra i glutei e quel buco diventava sempre più voglioso e disponibile. Stimolata sempre di più arcuò ancor di più la schiena verso dietro come a cercare quel membro duro col suo ano al punto che io, davanti, dovetti uscire da lei. Lui si fermò e puntò il suo cazzo verso di lei e fu lei che pian piano indirizzò il suo buchetto verso quella cappella enorme e iniziò a spingervi contro in un lento e lieve movimento di cui non volevo perdermi i dettagli quindi, mi spostai di fianco a guardare, lei si sorresse con le mani alla spalliera del divanetto e il culo in posizione si offriva a lui ancor meglio, le mani di Maurice le afferrarono la stretta vita senza darle scampo, invece io con le mani le divaricai le pacche carnose che così mi offrivano una perfetta visuale di quel “bacio” tra la punta del cazzo di lui e il buco del culo di lei. Ormai la capocchia le entrava tutta in culo per uscire nuovamente in un lento e ritmico movimento ed io vedevo perfettamente che il suo ano cominciava a pulsare di desiderio e il suo respiro era sempre più profondo. Lui continuava a stare fermo, il suo cazzo una pietra e lei se lo stava infilando pian piano sempre più dentro. Gestendo lei il movimento poteva regolare la soglia del dolore e del piacere, il culo si apriva sempre di più e almeno tre quarti del cazzo del ragazzo erano dentro. Mia moglie godeva come mai avevo visto, cominciò quel respiro ritmico e affannoso tipico di quando si avvia all’orgasmo, con una mano le tenevo i glutei divaricati, con l’altra le toccavo il clitoride e la stimolavo davanti. Ormai il respiro affannoso era interrotto da piccole urla di piacere sentiva il suo ano dilatato come non mai, io ho una discreta dotazione, ma il cazzo che la stava inculando era fuori misura e quell’enorme mazza le faceva sentire sensazioni nuove. Mi spostai di nuovo davanti a lei che ormai

era china in avanti e le riempii la bocca col mio cazzo, il suono del suo respiro e dei suoi urletti diventò un mugolare, aveva due cazzi tutti per lei e ora Maurice aveva cominciato lui a pompare lentamente il culo di mia moglie avanti e dietro e ad ogni pompata guadagnava un altro centimetro dentro il suo culo aperto e lei sentendosi presa così di forza si eccitò ulteriormente. Presa tra due uomini con uno sconosciuto che le apriva il culo si sentiva una puttana e lo incitava “si sfondami il culo”. Non ci potevo credere che un cazzo di quelle dimensioni fosse entrato nel culo di mia moglie, dietro di lei c’era un uomo che la possedeva, che con le sue mani la tratteneva per quei fianchi torniti la scopava sempre più forte. Il respiro di lei divento sempre più veloce e profondo, conoscevo quell’ansimare, sapevo che si stava preparando al culmine del piacere quindi mi rannicchiai a terra tra le sue cosce aperte come una “V” capovolta, guardai all’insù ed ebbi la visuale di quel cazzo che le stava scopando il culo, mi avvicinai con la bocca alla fessa che ormai colava umori a tutta forza e gliela comincia a leccare avidamente nei posti che sapevo le avrei arrecato il maggior piacere e così fu. Cominciò a gridare di piacere “si, si, si”. Ero allibito a vedere che le palle di quell’uomo sbattevano contro le labbra della fessa di mia moglie, quel pesce enorme era tutto nel culo di lei contemporaneamente dalla sua fessa fuoriuscì una quantità di liquido viscoso che mi inondò la bocca e un urlo culminò il suo piacere in un orgasmo infinito con lei che afferrò i fianchi di Maurice da dietro per tirarlo tutto a se, tutto nel culo e a quel punto anche l’uomo si lasciò andare ad una sborrata copiosa che la riempì. Mi spostai da sotto, lei si lasciò andare sul divanetto distrutta lasciandosi sfilare l’attrezzo da dietro, in quel mentre dal suo culo fuoriuscì una copiosa quantità del seme di lui, io accostai il mio cazzo alla sua bocca e un paio di movimenti di mano furono sufficienti a far sborrare anche me sul suo viso. Stesa su quel divanetto era sfinita, ma visibilmente appagata, gli occhi chiusi, ma con uno sguardo trasognato, la baciavo dolcemente, Maurice la accarezzava e lei sembrava lentamente sprofondare in un sonno primordiale.

FINE



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Coppia2004new Invia un messaggio
Postato in data: 20/12/2023 16:25:44
Giudizio personale:
Notevole!!


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