i racconti erotici di desiderya

Imprinting...

Autore: Mamau
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Aver scoperto nuovi "piaceri", oltre a mostrarmi nuove strade da percorrere, mi fece ripensare sotto una nuova luce ad alcuni "pensieri" del passato, di quando la pubertà era lontana e la sola funzione conosciuta del mio cazzetto era quella di farci pipì.

Ritornarono alla mente alcune fantasie che al momento posso definire "erotiche", ma che all'epoca erano solo dei voli di fantasia che mi davano uno strano e incomprensibile piacere.

La regina delle mie fantasie era la donna per cui avevo una "cotta" anche senza sapere cosa fosse l'amore o il sesso.

Ero rapito, affascinato dai suoi piedi, quando ero a casa sua lì guardavo spesso di nascosto e la situazione in cui mi immaginavo di più, quella più ripetuta era quella in cui i suoi piedi erano il centro della mia "attività".

Le storie che mi raccontavo erano sempre più o meno simili e partivano sempre con me davanti a lei, seduta con le gambe incrociate e un piede puntato verso di me. Mi immaginavo di aver fatto qualcosa per cui meritavo una giusta punizione per cui mi faceva spogliare e inginocchiare. Poi mi metteva un piede davanti al viso ordinandomi di iniziare a baciarglielo.

Iniziavo dal collo scendendo verso le dita che baciavo una per una. Poi le raddrizzato il piede e baciavo il sotto delle dita scendendo verso il tallone.

Le prendevo l'altro piede e ripetevo tutto per poi affiancarlo e iniziare a leccarli dal tallone alle dita, dalle dita riscendevo baciandole per poi risalire leccandoli. Vedevo la mia lingua muoversi su e giu lungo le piante dei piedi e sentivo una strana sensazione di piacere concentrato lì in mezzo alle gambe dove c'era il mio pene, il cui solo compito di cui ero a conoscenza in quel momento, era fare pipì ma che in quella situazione aveva dei piccoli sommovimenti piacevoli, molto piacevoli.

Mi vedevo iniziare a leccarle le dita, tutte e una per una, infilandoci in mezzo la punta della lingua. A baciare di nuovo ogni cm quadrato di pelle e poi di nuovo a leccare e a far scivolare in bocca le dita, succhiare l'alluce tenendolo stretto fra le labbra, ruotandoci la lingua intorno e poi passare alle altre dita...

Poi mi sdraiavo e mi "facevo" mettere un piede sul viso e l'altro a strapazzare il cazzetto, schiacciandomelo con la pianta e iniziando un movimento prima rotatorio o poi lineare dalle palline verso l'ombelico.

A volte la vedevo in piedi che calza a i suoi stupendi zoccoli che le mettevano in evidenza le dita e l'arco plantare. Quindi mi ritrovavo inginocchiato a baciare il collo del piede e a infilare la lingua tra il legno e l'arco o tra le dita tenute ferme dal cuoio della tomaia. Poi si spostava dietro di me e iniziava il solito gioco delle dita con il mio cazzetto.

La mia immaginazione ogni tanto aggiungeva qualche sculacciata ma non andava oltre i suoi piedi. Non avevo ancora nessuna idea di cosa fosse il sesso e tutto quello che gli gira intorno, finché non arrivò la pubertà e il cazzo iniziò la sua seconda vita, iniziò a diventarmi duro mentre mi immaginavo di leccarle i piedi ma non avevo ancora capito il perché e soprattutto cosa ci potessi fare con il cazzo indurito.

Bastarono una enciclopedia per capire cosa fossero quei cambiamenti e un paio di riviste porno per avere le "istruzioni d'uso" del mio nuovo cazzo.

E fu così che pensando di leccarle i piedi strinsi il cazzo nella mano destra e iniziai a masturbarmi per la prima volta e arrivai al mio primo orgasmo che fu solo una gocciolina traslucida e appiccicosa.

Da quel giorno non mi sono più fermato mi masturbai ogni giorno, ogni giorno lei era la mia fonte di piacere, ogni giorno la mia immaginazione mi portava avanti con lei. La sceneggiatura diventava sempre più ampia e completa, iniziai a vederla nuda o a spogliarla lentamente

, ma sempre con i suoi zoccoli calzati e sempre passando da una bella leccata dei piedi arrivavo al seno, alla figa. La sua bocca iniziò a prendere il mio cazzo e a ricambiare le leccate, quanti bei 69, iniziai a penetrarla facendola godere.

Ormai era la mia amante, la bambola gonfiabile fonte del mio piacere sessuale da masturbazione.

Piacere che in poco tempo passò dal veloce orgasmo dalla gocciolina a quello lungo e inteso di una bella serie di schizzi di sperma caldo e denso.

Non ho mai avuto il coraggio di confessarle i miei sentimenti, sapevo che avrei rovinato il rapporto che c'era e che c'è ancora tra le nostre famiglie, non le ho mai detto che lei, i suoi piedi sono il metro di paragone con cui giudico le donne che ho incontrato e quelle che ancora incontrerò.

Sono così "cotto" di lei che ogni tanto è ancora lei il centro delle mie fantasie erotiche, nella mia mente è sempre una bella quarantenne...



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