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Il sogno si avvera (parte 3)-una nuova vita

Autore: Tatonone
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Il sogno si avvera - parte 3 –

Una nuova vita

Dopo quanto successo era ormai inutile nascondersi dietro il proprio privato, diventò quasi spontaneo condividerci tutto, a cominciare dal letto, divenuto unico nel quale tutti e quattro facevamo tutto e di più. Ciò che mi sorprese, fu la fermezza e la padronanza che Silvana mostrò nel condurre da gran maestra quanto successo, infatti divenne la nostra ispiratrice per tutte le altre cose che facemmo. Era di una perversione diabolica, anche se non sadica, quando stava zitta, sicuramente stava pensando a qualche cosa che aveva a che fare con il sesso e noi naturalmente. Nei giorni che seguirono, pensarono bene di prendersi qualche giorno di vacanza dal lavoro, per meglio dedicarsi a noi(loro compresi).

Sembravamo un’unica coppia tanto era l’affiatamento e passavamo naturalmente dallo scopare o fare qualsiasi cosa scambiandoci i partner, come fare altrettanto e di più tutti insieme. Un giorno, mentre facevamo colazione, dopo aver passato quasi tutta la notte a fare a letto le cose più impensabili, inventandoci le posizioni più strane e bizzarre, con quel suo fare malizioso e incuriosante disse che per la serata avremmo dato ai nostri uomini uno spettacolo veramente unico! Rimasi perplessa e pensierosa, ma cosa si sarà inventata ancora quella diavolessa che non abbiamo ancora fatto, rimasi silenziosa ma cercavo inutilmente di focalizzare cosa avesse pensato Silvana. Lei mi guardava con quel sorrisetto malizioso intuendo il mio stato d’animo, poi disse con fare misterioso che non mi sarei dovuta preoccupare, avrebbe fatto tutto lei e sarebbe stata una sorpresa per tutti. Era una giornata assolata e veramente calda, decidemmo di rimanere in cortile a prendere il sole, nudi chiara- mente. Dopo un po’ che ci crogiolavamo come lucertole, sonnecchiando quasi completamente assorta nei mille pensieri che mi affollavano la mente, improvvisamente sentii delle lievi e delicate carezze, sobbalzai dolcemente, ma rimasi ad occhi chiusi considerato il piacere che ne traevo. Non era possibile, non potevamo rimanere tutti e quattro completamente nudi senza che succedesse niente! Erano loro che di soppiatto avevano iniziato a solleticarmi delicatamente con la lingua, haaa… che lavoro di fino, mi abbandonai aprendo oscenamente le gambe per permettere una migliore e profonda esplorazione, godetti da matti di quelle loro stuzzicanti lingue. Non ci fu posto che non esplorarono con quelle curiose minuscole spade, dopo un po’ sopravvenne un orgasmo così intenso che avrei voluto non finisse mai. Basta così apostrofò imperiosamente Silvana, conserviamo la nostra brama di sesso per stasera, ora pensiamo ad altro; cosa che fu veramente difficile da praticare, ma comunque, con l’aiuto di una bella doccia fredda contenemmo la situazione. Dopo un pranzetto passato in allegria parlando del più e del meno decidemmo di andare tutti a riposare, per la serata dovevamo essere tutti in buona forma. Nel tardo pomeriggio Silvana mi svegliò, si sarebbe assentata per andare a fare un importante servizio io mi sarei dovuta nel frattempo preparare. Ero agitata, tutto quel mistero mi aveva messo una strana voglia, dovevo fare qualcosa per calmarmi, e sapevo già cosa! Mentre gli uomini continuavano a dormire, mi alzai di soppiatto e mi diressi direttamente verso la stalla,alla mia vista Jack iniziò a nitrire contento di vedermi, iniziava ad affezionarsi a me, lo accarezzai affettuosamente sul muso e sul dorso, ma lui abbasso la testa per annusarmi la fica nuda attraverso la lunga maglietta che mi copriva. Iniziò subito ad eccitarsi, ed io naturalmente dovetti aiutarlo. Presi l’asta con una mano e con l’altra gli massaggiavo le palle, mi abbassai ed iniziai a succhiargli la cappella lambendola a tratti con la lingua, poi cominciai ad inghiottire quanto più cazzo potevo, dopo un po’ Jack iniziava ad innervosirsi tanto dovetti smettere per accarezzarlo e calmarlo ma io sapevo che voleva! Presi la vaselina (sempre a portata di mano ) mi lubrificai per bene, poi mi chinai sotto la sua pancia mantenendomi alle sue caviglie in men che non si dica iniziai a sentire la cappella del cazzone di Jack che strusciava sul culo, allargai le gambe e puntai con la mano la cappella sulla fica, subito lo stallone con un colpo mi penetrò di buona misura, dopo qualche colpo per adattarmi iniziai a muovermi anch’io assecondando i colpi di Jack. A tratti il cazzo entrava così in profondità da sentire il contatto con le palle che ballavano sotto la pancia e talvolta mi sentivo sollevare letteralmente da terra quando lo stallone, con il cazzo profondamente piantato nella mia fica, si muoveva.

Ero letteralmente in estasi, a volte con il cazzo tutto infilato nella pancia spingevo ancora con il culo all’indietro per sentire la parte terminale della proboscide, la più grossa dilatarmi a dismisura la fregna incalorita. Gli orgasmi si succedevano repentinamente, non si contavano più, erano di una tale intensità che facevo fatica a mantenermi sulle gambe e talvolta quel grosso piolo che mi trapanava mi serviva anche da sostegno. Dopo qualche colpo ancora, Jack venne iniziando a riempirmi la pancia di sborra calda e vischiosa come una crema, quando assestava i colpi, la sborra non riuscendo a contenerla dentro spruzzava fuori a pressione, mi sfilai quel grosso idrante e prendendolo in mano mi innaffiai letteralmente facendomi una doccia di quella speciale crema idratante. Mi piaceva tenere addosso quella tale quantità di sborra, mi sentivo veramente appagata,poi velocemen-te entrai nella doccia (quella vera stavolta ), rimasi un po’ sotto lo scrosciò tiepido dell’acqua per ritemprarmi e infilatomi nel culo il tubo della doccia feci un profondo clistere per pulirmi e svuotarmi per bene, mi asciugai e tornai in casa per svegliare gli uomini che continuavano a dormire beatamente, e lo feci nel modo che meglio mi piaceva: succhiandogli gli uccelli! Dopo un po’ ricevetti una chiamata da Silvana che mi diede gli ultimi dettagli su come e cosa fare e a che ora sarebbe arrivata. Ci siamo è tutto pronto, siamo nel salotto come istruzione e tutto è stato preparato a puntino. Per l’occasione mi sono tirata veramente da sballo: un grazioso abitino cortissimo ed aderente rosso, ampia scollatura che a malapena copriva i capezzoli ma che calandoti lasciava fuori tutte le tette, calze autoreggenti bianche che non riuscivano a coprire tutta gamba a causa del vestitino troppo corto, un delizioso perizoma rosso che non copriva la folta peluria nera che fuoriusciva dappertutto e le tonde ed abbronzate natiche che ogni tanto facevano capolino dal bordo del vestitino,scarpe con alti tacchi a spillo, insomma un vero schianto. Gli uomini parlottano fra loro pregustando lo spettacolino che a breve inizierà, non sanno di che si tratta ma sono sicuri che Silvana li sbalordirà, spesso lanciano chiare ed esplicite occhiate a tanta grazia ammiccando maliziosi sorrisini. Sono ansiosa ma anche eccitatissima, anche se non riesco proprio ad immaginare casa avrà escogitato quel diavolo di donna! Finalmente arriva, entra in casa portando una grossa e pesante cassa, l’appoggia sul tavolo e si gira verso di noi, anche lei e messa veramente sexy, vestita quasi come me, solamente di colore nero, poi ci invita tutti per un brindisi d’inizio. Abbassa un poco le luci e mette una musichino che e tutto un programma, invita gli uomini a sedersi sul divano e prendendomi per mano mi invita ad emulare ciò che faceva. Iniziò ad accennare sensuali passi di ballo ma subito fece capire dove voleva andare a parare: voleva “giocare” con me e continuare poi con uno strip-tease

da sballo. Era veramente brava ed il tutto si svolgeva non solo fra

piacere e godimento degli uomini, ma anche nostro, a Silvana piaceva da matti giocare anche con le donne, ed anche a me sinceramente le sue attenzioni non mi dispiacevano affatto. Dopo un po’, eravamo nude

in autoreggenti e tutti arrapati da matti. Bene e ora di iniziare lo spettacolino, annunciò Silvana richiamando l’attenzione di tutti. Invitò Claudio e Marco ad accomodarsi sul divano e prendendomi per mano mi aiutò a salire e sedermi sul tavolo con la gambe aperte e rivolte verso gli uomini, andò verso la scatola che aveva portato prima, la aprì, affondò le mani e……sorpresa, tirò fuori un grosso pitone!!! Cazzo, questa si che era una sorpresa, eravamo tutti sbalorditi ed anche un po’ intimoriti. Nessuna paura, riprese subito

Silvana, mise il pitone sulle spalle come uno scialle,non era lunghissimo, ma abbastanza grosso e sicuramente pesante…… e voilà signori, vi presento Pit! Non abbiate nessun timore, è assolutamente

Innocuo, e così dicendo lo accarezzò sotto la testa baciandolo teneramente e ripetutamente sulla testa. E’ tenerissimo, gli piaccio-

no molto le coccole e non solo quelle… Porcac……miser…, ora era chiaro

lo spettacolino ed il resto,il problema ora era come superare la paura per ciò che sicuramente doveva seguire. Bene, facciamo le pre-

sentazioni, vuole essere assolutamente accarezzato da tutti i presenti, anche perché attraverso i vostri odori vi memorizzerà fra i suoi nuovi amici, e così dicendo passò per permettere a tutti di accarezzarlo. Gli piacevano visibilmente le carezze, e più gliene davi e più ne voleva. Quando me lo portò vicino, Silvana mi disse

che dalle donne voleva di più, mi chiese di fare come avevo fatto io,

mi feci coraggio e lo accarezzai sotto la bocca e sul suo splendido e

colorato corpo, baciandolo poi sulla testa ripetutamente. Caspita se gli piaceva, si allungò e portò la testa sotto la mano strusciandola

ed auto-accarezzandosi. Ora non ti spaventare disse Silvana, poiché farà una cosa che fa a tutte le donne che conosce e gli piacciono.

Infatti Pit scese con la testa e fece sibilare la sua particolare lingua sulle tette, soffermandosi sui capezzoli che immediatamente

si inturgidirono, ebbi una sferzata di piacere, poi scese dolcemente

sulla pancia concentrando la sua attenzione sull’ombellico, altra sferzata di piacere che assaporai chiudendo gli occhi ed aspettando

il naturale prosieguo; infatti subito dopo scese sulla fica, facendo

saettare ed insinuare la lingua fra le grandi labbra ed il clitoride:

ricevetti una violenta scarica di piacere, accidenti era strepitoso,

le sue linguate talvolta accarezzavano la fica in tutta la sua lunghezza, dal clitoride a finire sul buco del culo, talvolta schioccavano come una lievi frustate, che goduria, istintivamente



allargai di più le gambe, e subito lui insinuò il muso nella fica come a gustarsi il dolce tepore e l’umido dell’oscura caverna. Bene bene,vedo che Pit è veramente entusiasta di te, meglio, saprà darti più piacere, così dicendo posò Pit sulla scatola posta di fronte al tavolo e me. Gli uomini guardavano sorpresi ed eccitati, poi Silvana

prese una busta, una bottiglia di latte con una tazzina di olio, tirò fuori dalla busta delle uova preventivamente bollite e qui inizia il vero spettacolo! Prese un uovo lo spalmò di olio lo immerse in una tazza piena di latte e… sorpresa lo infilò nella mia fica già abbon- dantemente bagnata dagli umori a causa dell’eccitazione; stessa operazione per un altro uovo che finì a fare compagnia a quell’altro. Il terzo uovo, seguì la stessa sorte, ma prima di introdurlo nella fica lo fece annusare a Pit, che seguì con attenzione il tragitto del prelibato bocconcino. Poi Silvana mi versò un po’di latte sulla fica che mi colò fin sul buco del culo e mi si mise accanto aspettando il seguito. Pit non si fece aspettare, subito si allungò sul tavolo e sistemandosi comodamente iniziò a slinguarmi avidamente la fica per leccarsi il latte. Una vampata di calore mi avvolse, piegai indietro la testa socchiudendo gli occhi e mordicchiandomi le labbra per l’intenso piacere. Silvana incominciò a dedicarsi alle mie tette strizzandole con forza e lambendole con la lingua roteandola intorno ai capezzoli in un misto di dolore e piacere. Pit avendo finito con il latte iniziò a dedicarsi al resto! Avvicinò il muso all’orifizio vaginale ed inizio ad infilarvi dentro la testa, dentro fino ad arrivare alle uova. Sentii chiaramente quando allargò la bocca e di conseguenza dilatò la mia fica, per inghiottire il primo uovo, avvertii anche il passaggio dell’uovo dalla bocca verso lo stomaco del pitone, in prossimità dell’orifizio si dilatò per permettere all’uovo di passare, dilatando di conseguenza l’orifizio, quando iniziò ad inghiottire il terzo uovo cominciò ad uscire allargandomi oltremodo la fica e provocandomi il primo e violentissimo orgasmo, accentuato dai veloci colpi di lingua, che continuava a saettare

instancabile. Era un vero terremoto, subito dopo, mentre la fica pulsava ancora per l’orgasmo, infilò nuovamente la testa alla ricerca di altre uova, questa volta più in profondità e continuava a saettare quella portentosa lingua dentro la mia pancia, intrisa di olio e latte. Silvana prese l’appuntita coda di Pit ed iniziò ad infilarla nel culo per qualche centimetro, poi lasciò che Pit facesse da solo.

Iniziò a sfilare la testa e a muovere la punta della coda, quando fu fuori Silvana prese il latte ed lo sparse un po’ sulla fica ed accarezzò e baciò Pit che iniziò nuovamente martellare la fica con la lingua, ma intanto iniziò a spingere la coda nel culo un po’ alla volta anche per adattarsi alla misura più stretta dell’ano, ma man mano che si dilatava si infilava sempre più in profondità. Silvana chiamò gli uomini che nel frattempo si menavano furiosamente gli uccelli estasiati da quell’ insolito spettacolo, e chiese loro di prendermi le gambe e sollevarle per facilitare Pit. Versò dell’olio sul corpo del pitone ed iniziò a baciarmi con passione infilandomi la lingua in profondità e menava con la mano il cazzo di Marco. Pit ora si infilava più agevolmente in profondità, gli piaceva il caldo tepore delle viscere, e come una sonda endoscopica magistralmente guidata, si infilava lentamente nella mia pancia. Il mio corpo era scosso da continui sussulti, gli orgasmi si susseguivano violen- temente, e Pit continuava ad entrare inesorabilmente dentro il culo e si fermò solo quando rimase con poco più della testa fuori, quanto bastava per permettergli di continuare a leccare con la sibilante lingua la mia fica, Sentivo il serpente che si muoveva dentro di me,

impazzivo di piacere e mi muovevo incontrollatamente, convulsamente fino a quando iniziai a gridare di piacere. Intanto Silvana si era sistemata sotto il tavolo e spompinava a tutto spiano Marco e Claudio

che cianotici e sudati per l’incredibile ed arrapante spettacolo iniziarono ad innaffiarla di sborra mentre lei cercava di berne quanta più ne poteva. Poi uscì fuori si diresse verso la busta, prese un altro uovo lo fece vedere a Pit e lo posò sulla scatola. Pit iniziò ad uscire dal mio culo lentamente, come era stato ben addestrato, e quando uscì completamente sentii un flop, quasi come una bottiglia di champagne stappata. Un altro tremendo orgasmo mi scosse fino ad abbandonarmi con la testa all’indietro, sfinita. Non era ancora finita, Silvana prese nuovamente Pit e lo pose a terra sul tappeto poi mi chiese di scendere e sedermi a gambe aperte di fronte al “nostro amico”, anche lei si sedette di fronte a me, cosicché Pit stava in mezzo a noi, prese il latte e ne versò un po’ sulla sua fica e sulla mia già così duramente (per modo di dire )martoriata. I nostri partners si avvicinarono e dopo averci baciate avidamente ed amorevolmente ci misero i loro cazzi a disposizione affinché potessimo fare ciò che ci piaceva tanto: spompinarli! Pit slinguava a destra e manca facendoci contorcere come ossesse, poi Silvana prese la coda di pit e se la introdusse nella fica. Per Pit era un ordine per ciò che doveva fare, Continuando a slinguare iniziò ad intrufo- larsi nella fica di Silvana. La fica era molto più cedevole del culo, infatti Pit non ebbe bisogno di stringersi per entrare anzi sembrava facesse il contrario, si dilatava come se si gonfiasse, sembrava volesse squartare Silvana che urlava di piacere come una dannata, e Pit si fermò solo quando era entrato tutto dentro! Incredibile, sembrava che Silvana era incinta e intanto continuava ad ingoiare il cazzone di Claudio fino alle palle, anche lei scossa da irrefrenabili fremiti orgasmici. Claudio non ne potè più, gli scaricò direttamente in gola quanto di sborra era rimasta nelle palle. Stesso trattamento

anche per me. Bevvi avidamente il suo succo, infilandomi nella gola il cazzo e succhiarlo con insistenza fino all’ultima goccia. Ora eravamo tutti stremati, Silvana si alzò lentamente facendosi aiutare,

aveva ancora dentro la fica Pit che faceva capolino con la testa e disse a Claudio di prendere un altro uovo, di farlo vedere a Pit e riporlo nella scatola. Subito lei si mise gambe larghe di fronte la scatola aperta e Pit iniziò ad uscire, che spettacolo incredibile! Il

serpente si allungava per arrivare alla scatola, ora era diventato veramente lungo, e man mano che usciva ci chiedevamo come avesse fatto a stare tutto dentro la pur capace fica di Silvana. Quando uscì completamente fuori, Silvana fu scossa da violenti fremiti che la fecero barcollare quasi fino a farla cadere, era il suo ultimo e stupendo orgasmo. Richiusi la scatola e ci abbandonammo tutti riversi sul tappeto rimanendo per un po’ di tempo fermi ed in silenzio per riprenderci, ora la musica di sottofondo sembrava veramente una dolce ninna nanna che stemprava dolcemente la tensione che avevamo accumulato. Ci addormentammo tutti così, per terra e solo a tarda nottata ci trasferimmo sul letto per rimanerci fino al giorno dopo.



n.d.- Con questo racconto termina (per adesso ) la saga di Chiara e

Claudio, voglio precisare che sono racconti che non necessariamente devono avere rispondenza con la realtà,che poi

è bene che rimanga in incognita,per poi lasciare ai più il gusto e l’arbitrio di immaginare ciò che vogliono. L’essenziale

che raggiungono lo scopo per il quale sono stati scritti: incuriosire piacevolmente ed eccitare il lettore, poi la verità la sa solo il sottoscritto. Vi amo tutti.

By Icaro



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