i racconti erotici di desiderya

Il mio primo incontro con una trav-terza e ultima

Autore: Leonida1960
Giudizio:
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Commenti: 1
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TERZA PARTE







La settimana sembrava non passasse mai…aspettavo con ansia il sabato per chiamarla. Di sabato mattina, appena alzato le telefonai e ci accordammo per incontrarci qui nella mia città, sulle rive, vicino ad un locale che lei conosce.



Arriva finalmente domenica, l’appuntamento era per le 14,30, ma io per scaricare la tensione ero gia li mezz’ora prima..



Vidi arrivare la sua macchina, un occhiata in giro che non mi veda qualcuno,,,ma la sorpresa dovevo averla e grossa di li a poco…



Appena salito, la vedo, quasi non credo ai miei occhi, vestita da donna, quasi come la sera che ci siamo incontrati!!



L’istinto di uscire dalla macchina c’era, e solo per il fatto che lei e prontamente ripartita che non sono riuscito a farlo…



Lei mi dice che dovevo capire che girava sempre vestita da donna, lavora in un ambiente artistico e la sua diversità è accettata…Io lavoro invece in un comunissimo stabilimento industriale ribadisco, e per molto meno si diventa lo zimbello di tutti…



Decidiamo allora di non fermarci nella mia citta ma di andare in una cittadina li vicino, Gorizia dove, in teoria non dovrei conoscere nessuno. Inoltre penso io, comincia gia il carnevale e ho un alibi in piu se dovessi incontrare qualcuno che mi conosce.



Lei era vestita in maniera provocante, truccatissima, sempre parrucca bionda riccioluta, un vestito aderente che sarebbe stato anche abbastanza casto se non fosse stato dotato di 2 cerniere laterali che lei maliziosamente usava spesso…L’abbigliamento era completato da giarrettiere bianche e calze color carne..



Appena usciti dalla città, un giovane in macchina, mentre si accingeva a sorpassarci, la vede, e invece di completare il sorpasso rimane appaiato a noi a guardarla. Poi desiste e si accoda a noi. Dopo un po ritenta il sorpasso, ma arrivato come prima appaiato a lei,la vedo sorridere, il giovane con una mano teneva il volante e con l’altra aveva il suo cazzo in mano e sorrideva… Lei mi chiede se voglio dividerla, io le dico di no, che sono gia abbastanza teso ed emozionato. Lei capisce, accelera e dopo un po lo seminiamo.



Arriviamo a Gorizia, io le dico di andare verso il castello, situato su una collina. Li penso che non ci saranno tante persone.



Scendiamo dalle macchina, non prima di averle accarezzata le coscie credendo che con l’eccitazione possa sparite il mio timore, ed in parte è così, con il cazzo duro si ragiona assai meno…



Prendiamo assieme una scalinata che ci porta sulla parte laterale del castello, ed imboccata una stradina che costeggia le mura, ci fermiamo dove la stradina finisce con un cancello in ferro. Il posto è abbastanza isolato e anche assai caratteristico (a chi interessa darò una approfondita descrizione per andarci) lei mi viene vicino e aprendo il soprabito quasi mi sbatte in faccia le sue tettone esagerate..Io la abbraccio, e comincio a leccarle il collo, mentre lei piu sbrigativa mi tira fuori il cazzo e comincia a prepararmelo accarezzandolo, per l’uso.



La faccio appoggiare con le mani al cancello, io da dietro, dopo averle alzato il vestito, le comincio ad accarezzare le gambe, le natiche e a passarle la mia lingua prima vicino e poi nel culo, entrando un po in profondità come per simulare l’amplesso.



A lei piaceva molto, lo capivo dai suoi gemiti e da come si inarcava per offrirmi piu culo possibile.



Mi alzo e le sbatto di forza il cazzo dentro, ormai lo sapevo che gradiva essere posseduta con forza.. Comincio a sbatterla, lei ansima e mi dice qualcosa forse in tedesco che non riesco a decifrare, nel dubbio aumento l’impeto, esagerando non si sbaglia mai…



Il mio cazzo entra ed esce ne suo culo fino all’ultimo millimetro e ad ogni colpo la costringo a tenersi con forza sul cancello per non finirci contro.”.siii, ancoraaaa”, mi dice, “sfondami tutta” ed altre amenità del genere, dopo un po, eccitato al massimo, ma intenzionato a prolungare l’accoppiamento, lo tiro fuori, la faccio girare e avvicinandola a me, la abbraccio e la bacio appassionatamente,. Alla fine del bacio eravamo tutti e due senza fiato e lei anche con meno rossetto..Era il primo bacio che ci davamo, quello dell’addio di 1 settimana fa era stato quasi fraterno..



Un bacio appassionato puo dire molto di piu di un atto sessuale, lei mi dice di avere capito subito che tra di noi non c’era solo desiderio di sesso, io ribadisco che non volevo credere a me stesso ma sentivo di amarla come si ama una donna…



Decidiamo di interrompere l’atto sessuale, di andarci a prendere qualcosa di caldo in un bar li vicino e di ritornare tra poco al cancello.



Entriamo nel locale, io mi comporto come un fidanzato premuroso, le levo il cappotto, la faccio accomodare ecc. Avevamo gli occhi puntati su di noi, ma io cercavo di estraniarmi dal mondo circostante e concentrarmi solo su di lei…Lei calamitava l’attenzione di tutti e quando si alzo, altissima, per andare al bagno (delle donne) camminando su tacchi altissimi ed ancheggiando, non c’era uomo e donna che non la osservava,,,



Ritorniamo al cancello per riprendere con altro spirito cio che avevamo interrotto, da qual momento non eravamo piu 2 amici che facevano sesso ma 2 fidanzati che si amavano.. La feci sdraiare su un muretto perche volevo perenderla dal davanti, alle sue spalle c’erano le luci della città, un paesaggio decisamente caratteristico. Aiutato dalle 2 cerniere che corredavano il suo vestito, lo alzai completamente perche la vista delle sue coscie con calze e giarrettiere mi eccitava moltissimo…Glielo infilai nuovamente nel culo, e baciandola cominciai a penetrarla stavolta con dolcezza, i risultati in quanto a piacere erano anche maggiori di quando puntavamo sulla foga…



Gli riempi il culo di sborra che lei nemmeno volle pulirla, dal culo usciva e scendendo dalle natiche le bagnava le calze…



Oltre al buio c’era anche molta umidità e decidiamo di andare in macchina.



Li dopo un po di riposo riparto all’attacco, ne andava anche dell’orgoglio nazionale!



Prima di cominciare di nuovo commentiamo che in quei posti, i nostri nonni forse si sono fronteggiati nella prima guerra mondiale e ironia del destino, io e lei nei medesimi posti siamo venuti a fare all’amore!



Che ci sia un preciso significato simbolico in tutto questo? Ma!



Recliniamo i sedili, io mi denudo completamente per assaporarla con ogni parte del mio corpo… lei si leva il vestito e rimane col body, reggicalze, calze e tacchi a spillo.



Mi viene sopra, comincia a leccarmi i capezzoli, cosa che con la mia ex moglie mi infastidiva parecchio.. Con lei l’effetto è decisamente diverso, ad ogni leccata il cazzo si alza come uno stantuffo, ed infine lei se lo prende con una mano e se lo infila con decisione nel culo…



Comincia a saltarmi sopra, la dolcezza del rapporto di prima è nuovamente dimenticata!!



Salta sul mio cazzo scassando tutta la macchina. Io assecondo il suo movimento, piu per solidarietà che per bisogno effettivo.



Ricomincia a godere “ sborrami dentro” mi dice,” dai bagnami tutta”… dopo un po l’accontento e appena mi sente venirgli dentro rallenta il ritmo dell’andivieni sul mio cazzo, ma lentamente e con piu forza lo prende fino in fondo.



Penso che adesso lo tiri fuori dal suo culo, invece no, visto che non si era afflosciato lei continua a prenderselo..



A questopunto devo correre ai ripari…



Per la prima volta nella mia vita, le prendo in mano il suo piccolo uccello che stonava con la prosperità delle tettone (finte) delle anche robuste e dei glutei da ruspante contadinella…comincio ad accarezzarglielo mentre lei ancora imprigiona amorevolmente il mio membro.



Glielo faccio diventare duro,e comincio a menarglielo. Lei eccitata ricomincia e saltare con impeto sul mio cazzo finche finalmente la faccio sborrare sui miei addominali e fino al torace.



Lei finalmente mme lo libera e comincia a leccarmi in particolare dove ci sono gli schizzi della sua sborra sul mio corpo..



Finito il servizio ci rivestiamo e lei mi riaccompagna a casa, dato che poi deve farsi alti 150 km per tornare a casa.



Vorrei raccontarvi che prima di lasciarla sono riuscito a chiavarla ancora una volta, prima di lasciarci ma non aggiungerebbe niente al racconto…



Adesso dopo una parentesi di intenso amore non ci siamo rivisti piu, per la sua testardaggine (o per la mia vigliaccheria…) a volere o tutto o niente, non accettava incontri clandestini, ma avrebbe voluto che andassi a stare da lei… per me era impossibile e tergiversavo.



Mi disse “dalle nostre parti se si dice si è si, se si dice no è no, se si dice forse,è no. Pertanto il mio forse lo interpretava come un rifiuto, e lasciandomi il tempo per pensarci se ne ando aspettando una mia telefonata che non arrivo mai…



Non l’ho mai dimenticata….





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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Lolalove_2006 Invia un messaggio
Postato in data: 18/06/2007 16:25:46
Giudizio personale:
non riesco a venire,me lo fai fare duro ma è vuoto...non c\'è più sbobba


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