i racconti erotici di desiderya

Il compleanno di alessia

Autore: MarcoBullperLei
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PREMESSA

Essendo un fatto realmente accaduto, cambierò i nomi dei personaggi principali con nomi a mio piacimento e dichiaro da subito che ogni riferimento a fatti e persone esterne è puramente casuale.

Un ringraziamento anticipato va ai nostri protagonisti Alessia e Giulio che fornendo informazioni, che non avremmo potuto nemmeno immaginare da soli, hanno contribuito alla scrittura del racconto.

Possiamo dire di averlo scritto a 8 mani, grazie ragazzi.

IL COMPLEANNO di ALESSIA

Io sono Marco, piacere di conoscervi. Sono un ragazzo di 33 anni. Fisico asciutto, moro con gli occhi verdi, riservato ed educato, etero e con un pene nella norma, amante della pulizia e del sano sesso. Per sesso intendo sesso vissuto con piacere intenso, non la solita botta e via, ed insieme al mio compagno di giochi Daniele, 32 anni e fisicamente molto simile a me, ci siamo da sempre divertiti ad incontrare coppie e singole di buon gusto per divertimento e gioco.

Era l’inizio della primavera, io e Daniele ci eravamo un po stancati delle solite cose che ci venivano proposte.

Carsex, locali e cinema non erano piu cose che ci eccitavano tanto.

Desideravamo altro, rinnovare un po il nostro baule di esperienze con qualcosa di nuovo ed originale.

Una sera veniamo contattati da una coppia, che iscritta da poco su un sito di scambisti, chiedeva di incontrarci. Nel loro profilo non avevano foto o video dove poter capire come fossero fisicamente quindi abbiamo spostato la conversazione tramite mail.

La mail scritta dal marito in questione, Giulio, allegava delle foto di entrambi e ci descriveva la situazione, oltre a riportare il suo numero di cellulare.

Erano una coppia di 30 anni lei e 39 lui, entrambi etero. Lei dal fisico asciutto, capello biondo corto, carnagione chiara, terza piena di seno con grossi e larghi capezzoli e un culetto da sballo. Lui molto alto, un po in carne ma con un bel viso, barba corta e curata e con capello brizzolato. Erano sposati da 5 anni e ancora non avevano figli.

Ci disse che la settimana dopo sarebbe stato il compleanno di Alessia, sua moglie.

Ci raccontò che mentre facevano sesso immaginavano spesso che ci fosse un secondo uomo, quindi voleva organizzare qualcosa di interessante.

Era la nostra occasione per uscire fuori dagli schemi, fare qualcosa di nuovo, qualcosa di erotico e di classe.

Una moglie ignara degli avvenimenti non ci era mai capitata.

Accettammo la proposta.

Nelle mail successive ci scambiammo dettagli importanti per poter far riuscire la cosa al meglio.

Alessia e Giulio non avevano mai fatto nulla del genere, nessuno scambio di coppia o gioco erotico che implicava qualcun’altro nel loro rapporto.

Era la loro prima esperienza.

Ma Giulio ci assicurò che non sarebbe andato storto nulla. Era fondamentale. La cosa avrebbe potuto degenerare e il loro matrimonio finire, cose che sottolineai spesso proprio per far rendere conto ad un marito, eccitato, della reale situazione che poteva verificarsi. Giulio era sempre piu determinato e sicuro.

Quella sicurezza la passò a noi.

Ancor piu eravamo eccitati all’idea di accontentarlo.

Facendo le cose nel modo giusto potevamo esaudire la richiesta e se voluto chiudere il gioco prima di far danni. Questo era il patto.

Arrivò il grande giorno, venerdi.

Ci recammo a casa di Giulio e Alessia verso le 17:00.

L’appartamento era grazioso, in pieno centro a Roma. Non molto grande ma aveva una bella sala, una cucina spaziosa, un bagno con vasca e una camera da letto, tutto in stile moderno. Giulio era ad aspettarci e ci disse che Alessia sarebbe arrivata per le 19:30 dal lavoro. Quindi avevamo un po di tempo per sistemare i dettagli e fare il punto della situazione.

Pochi secondi dopo arrivò la cena, che Giulio aveva commissionato ad un ristorante di zona.

Naturalmente noi avremmo solo dovuto servire, non cucinare.

Demmo una mano a Giulio a sistemare la sala e la tavola, apparecchiammo in tre tutto a dovere, sembrava la tavola di un ristorante a 5 stelle, set di posate per 2, piatti impilati per antipasto e seguito, 2 calici per il vino e 2 bicchieri per l’acqua. Per ultimo una candela al centro e preparammo le luci soffuse.

Ci sistemammo in cucina io e Daniele e iniziammo a vestirci da perfetti camerieri.

Indossammo una scarpa nero lucido, un pantalone elegante nero, una camicia bianca, un panciotto nero e mettemmo anche il papillon. Una veloce pettinata da cresima ed eravamo perfetti cosi. Non ho parlato degli slip perché non li mettemmo affatto, lasciammo il nostro giocattolo libero nel pantalone. Sarebbe stato tutto molto piu semplice in questo modo, un po scomodo, ma semplice per quello che avevamo in mente.

Alessia alle 19:30 spaccate arrivò a casa.

Noi rimanemmo in silenzio in cucina, Giulio andò ad accoglierla.

Le diede due baci e le disse di andare in bagno a prepararsi e poi in camera a vestirsi che l’avrebbe portata a cena, ordinando di non andare o guardare in cucina ne in sala perché c’era una sorpresa.

Alessia molto stupita lo guardò negli occhi, lo baciò per qualche secondo e si diresse velocemente verso il bagno.

Giulio tornò da noi, ci disse che tutto procedeva bene e poi, ribadendo il fatto che l’avrebbe tenuta lontana dalla sala e dalla cucina, ci invitò a seguirlo verso il bagno.

Noi lo seguimmo.

Giulio aprì delicatamente la porta senza far rumore e ci fece intravedere Alessia che si spogliava e si infilava nella vasca.

Aveva un corpo da favola, guardai Daniele negli occhi senza parlare e lui intuì subito quello che avrei voluto dire a gran voce: “ è una sventola da paura”.

Alessia era come l’avevamo vista in foto, anzi meglio.

Un seno fantastico e un culetto da oscar.

Tornammo in cucina subito perché Alessia faceva tutto molto velocemente, eccitata all’idea che Giulio si fosse messo in opera nell’organizzarle qualcosa di speciale. Non immaginava nemmeno cosa sarebbe successo dopo.

Giulio la prese dal bagno e la accompagnò in camera da letto dove Alessia aprendo l’armadio tirava giù vestiti per la serata, coperta solo dal suo accappatoio rosa. A Giulio quei vestiti non erano graditi, anche se belli Giulio voleva qualcosa adatto a ciò che stava per accadere, allora si propose per sceglierle l’abbinamento corretto.

Alessia, incredula a tutto ciò, perché mai Giulio si era prestato a tanto, lo lasciò fare.

Giulio le prese per prima cosa le scarpe, una scarpa aperta nera, con tacco non troppo alto e che si allacciava a x sul polpaccio arrivando appena sotto il ginocchio. Poi passò all’intimo, prese un perizoma nero senza pizzo e lo poggiò sul letto, Alessia le disse che non aveva a corredo nessun bel reggiseno per quello e Giulio le rispose che quella sera non l’avrebbe affatto indossato. Il suo seno, una terza piena, era ben tirato su al naturale che l’avrebbe voluta cosi per la sera del suo compleanno. Lei, anche questa volta, acconsentì.

Poi prese l’abito, un vestitino nero a righine finissime grigio chiaro a gonna corta e ondulata molto leggero con spalline molto fine e grossa scollatura. Alessia disse: “ si è molto bello ma non avrò fresco tornando a casa?”

Giulio le rispose: “Non preoccuparti perché prevedo una serata molto calda”.

Alessia sorrise e iniziò a vestirsi come Giulio le aveva chiesto. Poi tornò in bagno a rifinire il trucco e a sistemarsi i capelli.

Giulio tornò da noi che balbettava dall’eccitazione e non riusciva a descriverci cosa le avesse fatto indossare. Facemmo come precedentemente una capatina in bagno.

Giulio scostò appena la porta e vedemmo Alessia che si truccava davanti allo specchio.

Una mano poggiata sul lavandino a sostegno, l’altra che passava il rossetto color carne sulle labbra. Il suo seno stava nel vestitino tirato talmente su che si gonfiava sopra la scollatura. Il culetto spinto in fuori e verso l’alto che le impennava la gonnellina leggera. Le gambe ben dritte sopra quei tacchi e i polpacci racchiusi in quel giro di lacci la rendevano molto sexy.

Alessia era uno schianto! Il profumo inebriante che usciva dal bagno era paradisiaco.

Per noi 2 era una preda troppo appetitosa. Ci saremmo impegnati al massimo. Tornammo subito in cucina.

Giulio ci disse che ci avrebbe chiamati per il vino e per tutto il resto della cena.

L’iniziative le avremmo prese solo noi, lui era la nostra spalla e non viceversa.

Eravamo già eccitati ma occorreva molta lucidità.

Si inizia! Dissi a Daniele che annui mettendo un visetto da tredicenne davanti ad un nuovo giocattolo.

Alessia uscì dal bagno, attese Giulio che le prese subito la mano, si scambiarono i complimenti per l’abito, anche Giulio era in giacca azzurra e cravatta abbinata, e si diressero verso la porta.

Ma Giulio l’accompagnò in sala tenendole gli occhi coperti con le mani.

Arrivati davanti la tavola le liberò gli occhi e le disse: “sorpresa”.

Alessia osservò la tavola, si girò verso di lui e sorridendo gli disse: “ che scemo che sei”

Giulio le scostò la sedia e la fece sedere, poi si sedette lui.

Si guardarono in faccia per qualche secondo, erano uno di fronte all’altra, poi Alessia gli chiese: “ e … cosa mangiamo?”

Giulio a voce alta esclamò: “possiamo avere del vino come aperitivo?”

Presi la bottiglia di prosecco con la mano destra, misi il tovagliolo rosso sul braccio sinistro e uscii dalla cucina diretto in sala. Pochi passi ed ero alla sinistra si Alessia. La sua testa era all’altezza della mia vita.

Dissi: “buona sera, io sono Marco e sarò il vostro cameriere per questa sera”

Alessia sorrise arrossendo, mi guardò negli occhi, poi osservò come ero vestito e rivolgendosi a Giulio disse: “tu sei proprio scemo” e rise con discrezione.

Versai da bere nel calice di Alessia, non potevo fare a meno di guardarle i seni, da sopra si vedevano benissimo. Erano stupendi, molto gonfi e tirati su, i capezzoli uscivano appena dalla scollatura e tra i due seni c’era lo spazio sufficiente per poggiare la bottiglia che avevo in mano. Saliva il profumo della sua pelle al mio naso e inebriava i miei sensi. Le sue gambe, bellissime e accavallate l’una sull’altra, lasciavano spazio, nonostante la scarpa alle sue bellissime e finissime caviglie.

WOW pensai e andai da Giulio, versai anche a lui il prosecco, poi rimasi a centro tavolo fermo finche Giulio mi disse che potevo andare.

Tornai in cucina piu eccitato che mai. Daniele mi chiese com’era andata. Raccontai un po al volo come quei seni già mi facessero eccitare e di come era angelico e delicato il viso di Alessia. Daniele mi chiese se l’atmosfera era tranquilla, risposi di si. In effetti per ora era tutto come sarebbe dovuto essere.

Giulio chiamò per l’antipasto. Uscimmo entrambi questa volta. Daniele si diresse verso Alessia per servirle il piatto, io verso Giulio. Era un’antipasto di mare misto, come piaceva ad Alessia, ma lei anziché guardare il piatto osservò Daniele.

Poi guardando Giulio gli disse: “non avremmo speso meno andando al ristorante?”

Giulio rispose: “non tutto ti danno al ristorante”

Noi rimanemmo un po congelati dalla frase di Giulio, non l’aspettavamo affatto.

Alessia si mise a ridere di nuovo con fare molto garbato e annuì.

Aveva involontariamente rimesso apposto le cose. Una reazione strana ma era quello che ci occorreva in quel momento.

Tornammo in cucina, dando modo alla coppia di rimanere un po sola e sondare la situazione.

Dalla porta della cucina vedevamo tutto. Alessia era di spalle a noi, Giulio di fronte. Iniziarono a parlare. Alessia chiese come gli era venuto in mente e Giulio diede varie e vaghe spiegazioni ma tanto per chiacchierare. Poi le disse che era uno schianto. Lei ricambiò i complimenti. Giulio chiese se il cibo le piacesse lei disse di nuovo di si e aggiunse: “sono molto carini”. Giulio sorrise, era quello che voleva sentirsi dire e non aveva nemmeno dovuto chiedere. Le rispose subito: “sono contento che ti piacciano, l’idea mi intriga anche”.

Alessia chiese: “che vuoi dire? in che senso ti intriga?”

Giulio: “beh, siamo serviti come al ristorante ma siamo sempre a casa nostra, senza la gente intorno e la confusione”

Alessia: “si, questo l’ho capito, ma in che senso ti intriga? Chiedevo”

Giulio: “ti faccio una richiesta per fartelo capire, impiegherei troppo a spiegarlo”

Alessia: “chiedi pure e ti sarà dato, visto quello che hai organizzato mi sembra giusto”

Giulio: “senza fartene accorgere esci un seno dal vestitino”

Alessia: “ma che dici? Sul serio?”

Giulio: “si, l’ho sempre immaginato al ristorante”

Alessia: “ok, scemo”

Alessia posò il calice, prese la spallina del vestito e la scostò un po, noi da dietro intuivamo tutto ma non vedevamo nulla, era molto eccitante.

Alessia: “va bene cosi?”

Giulio “certo, ora tirala fuori, voglio vedere il capezzolo”

Alessia prese il seno sinistro e lo mise poggiato sulla scollatura, Giulio era rossissimo in viso, si vedeva che era eccitato e noi avevamo capito che l’immagine che gli si proponeva era davvero di un erotico unico.

Alessia: “va bene cosi? Ti piace?”

Giulio: “si moltissimo, ora anche l’altro”

Alessia, scostate entrambe le spalline del vestito ma senza tirale giu del tutto, tirò fuori entrambi i seni completamente e disse: “sono belle le mie gemelline?” Giulio annui eccitatissimo, vedevamo che si stringeva il pacco con la mano, ed esclamò: “Marco posso avere altro vino?”

Come prima presi la bottiglia e il tovagliolo dirigendomi verso il tavolo, Alessia fece un piccolo movimento per rimettere tutto al suo posto ma Giulio la guardò e le disse di restare ferma e mi disse: “servi da bere a mia moglie per favore”

Io risposi: “subito signore” e giratomi verso Alessia versai da bere nel calice, Alessia mi guardava in viso rossissima dall’imbarazzo, io la guardai prima negli occhi poi le guardai il seno. Stupendo, stavo morendo di eccitazione. Lei guardava Giulio con le mani unite poggiate sulle gambe e le spalle strette, in quel modo il seno si univa e impennava ancora di piu.

Rimasi fermo li dopo averle versato da bere, finche Giulio mi disse di andare a preparare i primi. Tornai in cucina e risposi alle mille domande di Daniele che mi chiedeva i particolari, risposi a tutto molto eccitato.

Come entrai in cucina Alessia rimise apposto il suo seno nel vestito, guardò verso la cucina al volo e poi disse a Giulio: “tu sei proprio scemo, mi sono vergognata”.

Giulio: “io invece mi sono eccitato, sei stata fantastica”

Alessia: “ora ho capito cosa intendevi prima”

Giulio: “sono contento, è da tanto che immaginavo una scena simile al ristorante”

Alessia: “quindi? Non vuoi sapere se mi sono eccitata anche io?”

Giulio: “certo, ti sei eccitata?”

Alessia: “molto, mi è piaciuto farmi ammirare, Marco penso abbia gradito molto il mio seno, non si staccava piu dal guardarlo”

Giulio: “quindi … continuiamo ad ordinare? Ti va?”

Alessia: “certo, ho ancora piu fame ora”

Ascoltammo tutto, eravamo al settimo celo. A quanto sembrava Alessia aveva capito benissimo le intenzioni di Giulio e la cosa le piaceva.

Alessia chiese a Giulio: “posso ordinare una cosa fuori menù?”

Giulio: “penso proprio di si, Marco, Daniele potete venire un secondo per favore?”

Andammo al tavolo e Giulio ci disse che Alessia aveva una richiesta, restammo accanto al tavolo impalati ad attendere che Alessia prendesse coraggio e aprisse la bocca nel dirci cosa avesse in mente. Fu molto decisa come se fosse il suo turno di governare la situazione.

Alessia: “vorrei sapere se è possibile avere al posto del menù un piatto speciale, molto speciale “

Rispondemmo con fare molto galante ed educato che qualunque cosa avesse richiesto noi l’avremmo potuta fare.

Come rispondemmo Alessia fece cadere il tovagliolo di proposito sotto il tavolino. Daniele si chinò per raccoglierlo e lei, aprendo le gambe, mi disse: “vorrei 2 piatti diversi, uno alla mia sinistra e uno alla mia destra, in modo tale da poter scegliere cosa mettere in bocca. E’ possibile?”

Risposi guardando Giulio che annuiva: “certo che si, 1 minuto e siamo da lei”

Daniele si rialzò e posò il tovagliolo al suo posto, Alessia richiuse le gambe e guardò Giulio chiedendo con gli occhi il permesso, quel permesso che in realtà Giulio le aveva già concesso. Noi tornammo in cucina, io avevo avuto l’input dal suo seno meraviglioso Daniele dalle sue gambe a dalla vista del suo perizoma. Eravamo eccitati, ma ancora non abbastanza da poter mettere con soddisfazione il nostro caldo cazzo su un piatto.

Giulio lo aveva intuito e iniziò a chiacchierare con Alessia, chiedendole ancora se noi eravamo di suo gradimento e se avrebbe potuto fare questo e quello, stava sondando ancora la situazione, ma oramai era chiaro, Alessia stava giocando come lui voleva che facesse. Punto di non ritorno.

Nel frattempo, noi in cucina ci menavamo un po il cazzo per farlo diventare piu duro.

Senza darlo a vedere e con la porta socchiusa.

Alessia si alzò per andare in bagno. Tornò pochi secondi dopo, si sedette e posò il perizoma sul suo piatto dicendo a Giulio: “questo è molto bello, ma oramai è un po bagnato, non mi serve più”

Giulio si chinò con il capo sotto il tavolo, senza scomporsi piu di tanto, Alessia gli spalancò le gambe facendogli vedere la sua vagina completamente depilata e umida.

Lui si risollevò e le disse: “molto sexy, non ti vergogni più vedo”

Alessia annuì e gli chiese se i suoi piatti avessero ancora tardato ad arrivare.

Giulio esclamò a voce alta: “sono pronti i 2 piatti speciali?”

Era il segnale che attendevamo, prendemmo i piatti tenendoli dal basso con la mano sinistra mentre con la mano destra impugnavamo alla base il cazzo che usciva dal pantalone solo attraverso la zip aperta e lo poggiavamo sul piatto, poi con un tovagliolo rosso lo coprimmo tenendolo sdraiato sul piatto.

Ci dirigemmo al tavolo.

Io a sinistra di Alessia, Daniele alla sua destra.

Come arrivammo Alessia esclamò: “mmmm, era ora. Ho molta fame questa sera.”

Poi guardando Giulio disse: “posso curiosare?” Giulio rispose: “devi”

Alessia guardò Daniele senza scomporsi piu di tanto e gli chiese: “cosa hai di bello per me?”

Daniele rispose: “questo pezzo di carne signora” sollevò il tovagliolo e tenendo il cazzo alla base lo premette sul piatto. La reazione di Alessia fu fantastica, disse: “wow che bel pezzo di carne, posso toccarlo?” e senza ottenere risposta da Daniele lo accarezzo solo con il dito indice della mano destra, al contatto vidi le vene che si ingrossarono.

Poi si rivolse a me e chiese la stessa cosa, io le risposi: “oltre alla carne questa sera abbiamo una grande fava, se gradisce anche la verdura signora”.

Mi guardò negli occhi e mentre toglievo il tovagliolo dal mio giocattolo ci poggiò la mano aperta sopra premendo e disse: “è calda per essere una fava, posso sentirne il sapore?” risposi “certamente”, abbassò appena la testa e passò solo la lingua sulla mia asta che nel frattempo aveva espulso umori di eccitazione, ne assaggiò il sapore, mi guardò di nuovo e disse: “sapore buono e delicato, penso di volere la fava e la carne questa sera, sono sicura che i due piatti vadano in armonia insieme”. Giulio la osservava e non smetteva di accarezzarsi, era al settimo celo.

Noi restammo fermi accanto ad Alessia che, guardando Giulio, gli disse: “posso rifare la cosa che mi hai chiesto prima?”

Giulio rispose: “certo, se anche io posso slacciare la mia cintura per mettermi piu comodo”

Alessia rispose: “certamente, non vorrei farti scoppiare nei pantaloni”

Giulio, si alzò dal tavolo, si slacciò la cintura, calò i pantaloni e gli slip e tirò fuori un cazzo di tutto rispetto. Era gonfio e rosso, pulsava dall’eccitazione. Si rimise seduto al suo posto e continuava ad accarezzarlo molto delicatamente, aveva sicuramente paura di venire prima del dovuto.

Alessia, alla vista del suo cazzo, disse: “vedo che ti piace vedere che io mi appassioni al cibo questa sera”. Prese le bretelline del vestito e, questa volta, le tirò completamente giù.

Era a seno scoperto a pochi centimetri dai nostri cazzi che, pressati sul piatto dalla nostra mano, diventavano sempre piu grossi e gonfi facendo fuoriuscire una buona quantità di umori.

I suoi seni erano gonfi, li premeva tra se stessi con le braccia e li faceva ballonzolare appena mentre ci guardava in viso e disse: “vi piacciono le mie pere? Se gradito io ho portato la frutta”

Sorridemmo timidamente e accennammo con il capo il nostro gradimento.

Alessia prese il mio cazzo con la mano sinistra e quello di Daniele con la destra e passò il glande gonfio e rosso sui suoi capezzoli. Io il seno sinistro Daniele quello destro. Bagnò i suoi capezzoli con il nostro liquido e poi disse: “voglio mangiare la carne per prima” in un battibaleno prese il cazzo di Daniele in bocca, tutto di un colpo, e iniziò a pomparlo delicatamente. Daniele posò il piatto e le accarezzò il seno. Mentre Giulio si toccava sempre di piu Alessia mi segava delicatamente toccando con il pollice la punta e strofinando il mio cazzo spesso sul seno sinistro.

Eravamo tutti eccitatissimi.

Si girò verso di me e, mentre segava Daniele, disse: “ora la fava, voglio mangiarla” iniziò a pompare piu freneticamente, stavo quasi per venire. Se ne accorse e si fermò.

Si alzò dalla sedia e disse a tutti e tre: “vorrei servire il dolce sul divano” e si diresse a pochi metri dove vi era un divano fatto a penisola, ci guardò e ci disse di sederci. Sedemmo subito tutti e tre, uno accanto all’altro, lei in piedi di fronte a noi con il seno al vento. Bello, eretto, sodo, con i capezzoli gonfi.

Si girò di spalle e tolse il vestitino facendolo scivolare delicatamente in terra, mostrando un culetto stupendo. Si chinò in avanti e allargò le natiche. Era uno spettacolo fantastico.

Giulio ci guardò, lui era nel mezzo, tra me e Daniele e disse: “vi piace mia moglie?”

Rispondemmo: “Tantissimo”

Alessia si avvicinò, si inginocchiò e prendendo in bocca il cazzo di Giulio, iniziò a segare i nostri delicatamente. Poi si alternò con la bocca su tutti e tre e strofinando le tette sul cazzo di Daniele disse: “il letto ci contiene tutti questa sera, e io voglio scartare i miei regali sotto le lenzuola”

Ci dirigemmo verso la camera da letto spogliandoci e lasciando vestiti ovunque, tutti e tre.

Passammo tutta la notte alternandosi tra le curve di Alessia, lei che gemeva e ci tirava verso di lei con molta frenesia e inaspettata calma. Era eccitatissima e coinvolta.

Ebbe il regalo da tutti e tre quella sera, Giulio per ultimo, attese che noi venissimo sul corpo di Alessia per godere di quella vista e solo ad allora esplodere dentro di lei.

La mattina seguente si svegliarono ma noi eravamo già tornati alle nostre vite, sul tavolo lasciammo il “conto”, un foglietto con scritto: SERVIZIO COMPLETO + PEZZO DI CARNE + FAVA = PERE, BACI ED ESPERIENZA DA RIPETERE.

Ci contattò Giulio il giorno dopo, ci ha ringraziato. Lo sentimmo a natale e capodanno, ci ha ringraziato. In tutto ciò, noi ringraziamo lui e la sua fantastica moglie. Perché grazie a loro, siamo usciti dalla banalità e abbiamo iniziato a prendere gusto di una cosa nuova: l’eccitazione mentale è piu importante di quella fisica e una cosa fatta bene ne provoca tanta, indispedabile per poter star bene.

Ci rivedemmo tempo dopo, in un ristorante a cena tutti e quattro. Ridemmo tutta la sera sul comportamento dei camerieri che ci servivano.

Questo racconto è stato lungo lo ammettiamo, ma solo così potevamo dare importanza ai gesti e le sensazioni piu che alle posizioni effettuate a letto, che volendo alla fine sono sempre le stesse e le ben conosciamo tutti.

Marco & Daniele


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Mysterx Invia un messaggio
Postato in data: 28/02/2015 18:49:31
Giudizio personale:
cinque stelle come la qualità del servizio

Autore: Segreto40 Invia un messaggio
Postato in data: 28/02/2015 10:39:02
Giudizio personale:
Bellissimo ..leggendolo ti accompagna all'immaginare di essere presente ...coinvolto di esserne partecipe!!Bravi!

Autore: Mimum Invia un messaggio
Postato in data: 26/02/2015 22:26:39
Giudizio personale:
Very very nice!

Autore: Unicorno Multicolor Invia un messaggio
Postato in data: 25/02/2015 13:34:44
Giudizio personale:
Stupendo..... queste sono le vere emozioni che cerco ad ogni incontro .....


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