i racconti erotici di desiderya

Il cacciatore e la preda nel riflesso dello specch

Autore: SceneQueen
Giudizio:
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Commenti: 5
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Ci eravamo conosciuti su un famosissimo social network. Io mi ero fatta intrigare dalla foto. Un ragazzo con un espressione sveglia, una pic colorata e per niente banale. Avevo iniziato io per prima. Cercavo di attirare la sua attenzione perché nelle parole che scriveva...in quei pochi caratteri, avevo trovato la calamita da sempre cercata. Non fu difficile farlo abboccare nella mia rete. Dopo qualche prima indagine e poche domande, mi resi conto che non era solo un ragazzo: era un uomo!Più grande di ben 13 anni, una vita, una carriera, tante esperienze…tutto quello che una studentessa come me ancora non aveva. Iniziò una corrispondenza abbastanza spinta che ci costringeva a stare svegli anche fino all'alba. Io stregata dalle sue proposte, lui divertito nello stuzzicarmi in mille modi. Benché io fossi un po' titubante lui non disdegnava la differenza d'età, anzi. Ero un bel bocconcino per lui, "carne fresca" (mi definì proprio così).  Non avevo mai conosciuto una persona con così tanto carisma. Dovevo conoscerlo… meglio, dovevo vederlo. Ci scambiammo i numeri e anche qualche chiamata. Adoravo la sua voce, il suo accento così diverso dal mio, la sua voglia di sentirmi anche alle tre di notte. E mi faceva ridere, mi faceva tanto ridere e si sa, questo cuoce una donna a puntino.

Decisi di andare nella sua adorata città. Avevo perso il controllo, avrei fatto di tutto per vederlo e per averlo. Quattro ore di autobus, una notte insonne e una tachicardia perenne che mi accompagnò per tutto il viaggio. 

Arrivo alla stazione. Scendo dall'autobus e lo riconosco, come un cacciatore sente l'odore della sua preda a metri di distanza. Stava appoggiato ad un colonnino e a testa bassa giocherellava con il  suo cellulare. Mi dirigo verso di lui quasi senza presa di coscienza e mi pianto lì senza dire una parola. Lui alza lo sguardo e lì io muoio. Due occhi verdissimi che congelano l'anima e bloccano il respiro trafiggono i miei . Ecco sì, non respiravo. E due instanti dopo arrivò una seconda morte. Mi sorrise, mi sorrise senza staccarmi gli occhi di dosso e io vidi quelle labbra carnose e quei denti bianchi. Ancora adesso al sol pensiero mi paralizzo. 

Io impacciata, rispondevo a monosillabi e lui capì che mi sentivo a disagio, mi chiese del viaggio e mi propose di andare a prendere un caffè. Io lo fissavo senza pudore, come stregata da tutte le sue movenze e lo costrinsi a prendermi per le braccia e dare una scrollata "Ehi, ma che hai...dai messaggi e dalle chiamate non sembravi così timida" e lì via col sorriso che uccide. "Dai su, a casa ho preparato un pranzetto delizioso. E anche se dovrebbe essere una sorpresa te lo dico lo stesso, ti ho preparato il tiramisù come  dessert!". 

Sì, erano questi i patti. Un pranzo preparato da lui per intero ed io che avrei dovuto dargli un voto. 

Andammo a casa. Bel posto, squisito bilocale adatto ad una coppia ma arredato da un single. La tavola già apparecchiata di tutto punto, le pietanze solo da scaldare. Complice il vino, riuscii a sciogliermi un po' e divenni più loquace. Divenni la ragazza che lui aveva conosciuto, quella dalla battuta un po' sarcastica e maliziosa a seconda del caso. Tutto squisito. 

E arriviamo al dolce.

Prende una porzione di tiramisù e me la serve su un piatto. "Eh tu?Non la mangi?"-"Certo, la mangiamo assieme" e finita la frase intinge il dito nella crema e me lo porta alle labbra. Io senza pensare apro in automatico la bocca e il sapore sublime di quel dolce mi pervade. Continuo a guardarlo negli occhi, lui toglie il suo dito dalla mia bocca, lo lecca e si avvicina a me. Io senza fiato inizio a sentire il mio corpo che ormai è in caduta libera. I brividi sulla schiena, i capezzoli turgidi che spingono contro il reggiseno. E sono bagnata,  sono maledettamente bagnata. Con una mano mi invita ad alzarmi e dolcemente mi fa strada verso la camera da letto. Io una bambola ai suoi comandi che non ha più niente della cacciatrice che era scesa dal bus. Sono sotto il suo controllo. Inizia a togliermi la maglia e poi passa alla camicia. La sfila dai pantaloni e fa passare sotto le mani calde che salgono fino al reggiseno e si insinuano anche sotto questo. Mi stringe le tette con decisione e poi si ferma sui capezzoli e li stringe tra alluce e indice. Forte, mi fa male e inizia a baciarmi. Mi scopro un fremito ed inizio convulsivante a spogliarlo, a spogliarmi, sovrastata da una voglia incontrollabile di averlo dentro. Tutto. (Devi distruggermi). Col sesso palpitante al pari del cuore gli infilo le mani nelle mutande e lo sento. Duro, turgido, liscio e caldo. E mi abbasso e come se non avessi mai desiderato altro in vita mia glie lo prendo in bocca. La lingua che sente la sua cappella liscia, le mie labbra che si stringono contro la pelle della sua asta e inizio a pompare, avanti, indietro, tutto fino alla gola. Le mani sulle palle, tutto intorno all'inguine. (Non voglio finire mai, lasciami continuare all'infinito!). La punta della mia lingua che cerca la sua punta, il suo piccolo sbocco dal quale può fuoriuscire tutto quello che desidero adesso. Mi prende con decisione la testa e inizia a forzarmi due o tre volte. Non respiro.

Mi stacca a forza e mi prende per un braccio. Con violenza mi fa alzare e mi butta sul letto. Rimango spiazzata e gli vedo gli occhi infuocati di chi ha perso la ragione. Mi strappa il perizoma, mi allarga al massimo le gambe e me la guarda. Mi guarda la fica ormai grondante di qualsiasi tipo di umore, accenna un sorriso e inizia a leccare. Bacia, lecca, tira. La sua lingua sembra un serpente e la fa dura e me la conficca dentro. Poi si fa di nuovo morbido e lecca. Un dito a massaggiarmi il clitoride, l'altra mano che mi strizza un seno e il capezzolo. (sto per morire, ti prego lo voglio dentro ADESSO!). Gli fermo la testa e lui capisce. Si alza mi prende per i fianchi e con tutta la sua forza mi gira, mi riallarga le cosce e lo fa entrare con forza estrema. Io lo sento duro come il marmo, voglio che mi uccida e mi apra in due. Inizio a gridare come mai in vita mia "Sì, ti prego distruggimi, più forte!". Lui gasato inizia a pompare, mi tiene per i fianchi e mi sbatte, mi sbatte da trafiggermi, da farmi davvero male. Poi si china su di me e lì io vedo lo specchio dell'armadio che ci vede riflessi in questa posa animalesca. Io con la schiena inarcata come un gatto, lui su di me che non sa più come tenermi ferma. Mi stringe una tetta, mi tira contro a se dalla spalla. E io sono un fuoco. Sto per venire. Mi tocco tra le cosce con scatti decisi. Gli grido "Sto per venire, cazzo uccidimi", lui mi prende per i capelli e inizia a tirare. Io inarco la testa e spingo contro di lui per non farmi troppo male. (Non ce la faccio, oddio non vengo!). Lui continua a pompare come un toro inferocito, io non riesco a venire, sono un misto di piacere e dolore, i capelli che mi fanno male, lui che mi sta spaccando in due. Inizio a mollare la testa e il dolore ai capelli inizia a diventare più forte e allora spingo più forte indietro, spingo, spingo ancora e tra un crescendo di dolore e piacere lancio un urlo disumano e vengo. Godo come una vera porca, non esiste modo migliore di esprimerlo. E lo sento. È venuto anche lui...c'ho il suo liquido caldo dentro, dentro quella che adesso che è passato il piacere è una ferita. Mi lascia i capelli e lentamente esce da me. La fica rossa, bagnata, con gli spasmi che fa fuoriuscire un rivoletto di liquido bianco. E do un'ultima occhiata allo specchio che ci ha reso protagonisti di questa furia deleteria di piacere. E nei nostri riflessi ci riguardiamo negli occhi.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Thorello70 Invia un messaggio
Postato in data: 16/12/2012 02:03:58
Giudizio personale:
Sono quei momenti che adoro....quando non pensi e il corpo si muove da solo....quasi non sai dove sei...il tuo cuore è una pompa incontrollabile....e poi l a quiete dopo la tempesta....eccome se ti capisco....gran bel racconto...Bacio Alex

Autore: SceneQueen Invia un messaggio
Postato in data: 08/12/2012 17:43:27
Giudizio personale:
X GIULLIEN:
Mu dispiace che il racconto non ti sia piaciuto in tutto e per tutto ma in quei momenti si spegne la ragione. Non mi sono sentita un oggetto, non mi è neanche importato che lui fosse venuto dentro. Ovviamente è solo un racconto, non riuscirò mai a descrivere per bene tutto il mescolarsi del piacere e del dolore. Il tripudio di sensazioni e di passioni, ancora adesso, credo che non si possa controllare. Il sesso è fatto di testa, e solo dopo di corpo. Ma questa è solo la mia opinione. Grazie di averlo letto :)

Autore: Giuliien Invia un messaggio
Postato in data: 08/12/2012 12:47:56
Giudizio personale:
classico incontro dove il desiderio è molto forte e la fa da padrone alla realtà del momento. lei troppo sottomessa alla figura maschile che la fà da padrone, anche nell'atto finale di venire dentro di lei come fosse un oggetto e chi te lo scrive è un maschio che però ha sempre rispettato la donna salvo qualche piccola variante che può durare un attimo, senza rendere la libido protagonista. ma va bene cosi se il racconto è vero sei adorabile un'amore da abbinare ad un buon bicchiere di prosecco prima di consumare il piatto preferito, la tua dolcissima fica dove mi tufferei fino a sentire l'orgasmo del tuo corpo x potermene nutrire come fosse un nettare di lunga vita.. un bacio giuliien

Autore: Soter & Magda Invia un messaggio
Postato in data: 06/12/2012 22:17:55
Giudizio personale:
Straordinario....bellissima interpretazione

Autore: Sailo Invia un messaggio
Postato in data: 06/12/2012 10:55:17
Giudizio personale:
Bravi


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