i racconti erotici di desiderya

Il battesimo

Autore: Diegobelli
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Sono passati 15 anni ma il ricordo di quella sera è sempre nitido nella mia mente. Non avevo ancora 18 anni e come tutti i ragazzi di quell’età, finito l’anno scolastico cercavo un lavoretto per l’estate, nel mio paese non ci sono molti locali e sembrava che nessuno avesse bisogno di personale. Fu l’amante di mia madre a dare una svolta alla mia ricerca, mi disse che conosceva un tale che poteva farmi lavorare come cameriere nel suo locale e me lo presentò.

Arrivato lì capii subito che non si trattava di un semplice pub, era qualcosa di diverso, anche se ancora minorenne avevo già sentito parlare di quel posto, uno strip club di bassa lega, ma anche l’unico del mio paese. Non era esattamente il luogo in cui avevo immaginato di passare l’estate, non ero nemmeno maggiorenne, ma la cosa non mi spaventava affatto, anzi mi sentivo stimolato e incuriosito. Così dopo un breve colloquio con il capo, ci trovammo subito un accordo e la settimana seguente cominciai.

Non c’erano particolari obblighi da rispettare, era sufficiente vestirsi scuri e indossare una camicia, mi preparai con quello che avevo nell’armadio e mi presentai, puntualissimo, un po’ emozionato ma deciso. Conobbi subito Mirco, il barman, un tipo molto amichevole che mi diede subito qualche dritta su come comportarmi e mi disse cosa dovevo fare.

Nel frattempo cominciavano ad arrivare le ragazze, tre entraineuse sui 40, non troppo attraenti ma con esperienza da vendere.

Tra queste c’era Maria, in arte Giulia, che appena mi vide cominciò a provocarmi, chissà, forse vedendomi così giovane pensava di intimidirmi con le sue battutine maliziose! Comunque non le prestai troppa attenzione e continuai a fare il mio lavoro. Mentre la serata scorreva tranquilla mi trovai a servire da bere ad un tavolo in cui c’era seduta lei, stava intrattenendo un cliente e avevano ordinato lo champagne che avevo tra le mani, mi guardò negli occhi e disse

“stasera ti svergino!”

Aveva lo sguardo famelico di un predatore di fronte a un cucciolo abbandonato. Io ero giovane, ma qualche esperienza ce l’avevo avuta, non ero vergine, ma di certo non ero mai stato con una donna del genere, mi sentivo come se fossi tornato vergine sul serio.

La serata volgeva al termine, non c’era tanta gente e il locale si svuotò velocemente, uscito anche l’ultimo cliente arrivò la proposta indecente. Io e Mirco stavamo al bancone, lui mi raccontava di come era finito a lavorare in uno strip club finché Giulia si presentò dicendo che voleva portarmi a casa sua, io senza indugio accettai e ci accordammo per vederci al bar centrale dove avrebbe preso la sua macchina. Per raggiungere il luogo dell’incontro mi feci accompagnare da Mirco ma, arrivati sul posto, con nostra grande sorpresa lei non c’era, così me ne tornati a casa un po’ deluso per l’occasione persa.

La sera seguente andai di nuovo a lavoro e quando Giulia entrò nel club fui io a prendere l’iniziativa, dicendo:

“stanotte sono passato al bar, come mi hai detto tu, ma non c’eri”, lei mi guardò sorpresa, forse non si aspettava che ci andassi davvero

“ah, sei venuto?” mi rispose

“certo, avevi dubbi?”

“non pensavo che saresti venuto, ero stanca e sono andata a dormire, facciamo stasera?”

“ok!” le rispondo subito “allora stesso posto stessa ora, ci sarai vero?”

“ci sarò, stanotte ti svergino!” e mi sorrise

“non sono vergine” le risposi con aria di sfida, come se cercassi di convincerla che non ero così incapace come avrebbe potuto pensare.

Anche la serata seguente si concluse in fretta, e ci trovammo di nuovo davanti al bar con Mirco, ma stavolta Giulia era lì ad aspettarmi così scesi dalla macchina di Mirco e salii sulla sua. Lei mi accolse con una carezza ed un sorriso, più affettuosa che maliziosa, cercando di mettermi il più possibile a mio agio.

Abitava in un paesino limitrofo ancora più piccolo e meno abitato del mio, ogni passo che facevamo verso casa sua lei mi chiedeva se ero convinto, era così sorpresa della mia totale assenza di imbarazzo o indecisione che sembrava lei quella insicura. Entrati finalmente nel suo appartamento ci mettemmo a chiacchierare sul suo letto, continuava a ripetere che non dovevamo scopare per forza se non volevo. C’era la tv accesa, facevamo zapping, passammo più di un’ora a parlare e guardare la tv, era quasi l’alba e rischiavamo di andare in bianco di nuovo, stavolta però io ero lì e non potevo tornare a casa a bocca asciutta.

Improvvisamente cominciammo lentamente a sfiorarci, il contatto fisico si fece subito più intenso e spinto e in men che non si dica avevo i suoi capezzoli tra le labbra, li leccavo e li mordevo delicatamente, sentivo che le piaceva, con le mani le accarezzavo l’interno coscia dal basso verso l’alto fino a toccare le grandi labbra che erano già umide. Le tolsi le mutandine e continuai con le mani, infilando uno alla volta tutte le dita della mano mentre lei gemeva e, afferrandomi il polso, mi spinse ancora più dentro. La stavo scopando con la mano mentre con la lingua passavo dal seno al collo fino alle labbra e la baciavo con passione.

Raggiunto l’orgasmo mi fece capire che era arrivato il mio turno e sorridendomi si spostò verso il basso, la sua lingua lasciava una scia umida sul mio corpo, partendo dal petto, passando per l’ombelico, fino ad arrivare sul pube. Si staccò un secondo e riprese a leccarmi dalle cosce, sentivo un brivido risalire su tutto il corpo e il mio cazzo si gonfiava, pulsava come se il massimo dell’erezione non fosse abbastanza per quel momento. Cominciò a leccare le palle, le infilava in bocca come se fossero lecca lecca e le succhiava provocandomi dei forti tremiti, la sua lingua non si fermava, percorreva il mio cazzo dalla base alla punta, soffermandosi proprio lì, sul glande, lo stuzzicava con la punta della lingua e mi sorrideva. Io sorridevo a lei e mi abbandonavo completamente al piacere di quel momento. Cominciò a prenderlo in bocca, lentamente, prima solo il glande, poi tutto quanto fino in fondo, non avevo mai provato niente del genere e non ci misi molto a raggiungere l’orgasmo esplodendo con un poderoso getto di sperma caldo dritto nella sua gola.

Ora che ci eravamo scaldati potevamo cominciare a fare sul serio, dopo pochi minuti il mio cazzo era già pronto per ricominciare, lei prese un profilattico e me lo fece indossare e, montandomi sopra, lo prese tra le mani e se lo mise nella fica, cominciò a cavalcarmi con un movimento ondulatorio, il suo clitoride sfregava sul mio ventre e lei emetteva dei gemiti fortissimi. Andammo avanti così per un po’ finché non raggiunsi di nuovo l’orgasmo e lei si accovacciò sul letto accanto a me.

Era già passata qualche ora da quando il gioco si era fatto interessante, ma nessuno dei 2 si sentiva ancora sazio e, recuperate un po’ di energie, cambiammo il preservativo e mi montò di nuovo sopra, stavolta però l’amplesso non terminava, la mia resistenza era di gran lunga aumentata dopo due orgasmi ravvicinati, quando lei finì le energie si mise sotto, ora ero io che cavalcavo lei, le ero montato sopra, lei aveva sollevato le gambe poggiandole sulle mie spalle e spianandomi la strada verso la sua fica che era lì, davanti a me, grondante dei suoi umori, calda e avvolgente, che accoglieva il mio cazzo senza alcuna difficoltà. Andammo avanti per qualche minuto poi fui io a dovermi fermare esausto e salì di nuovo sopra lei, poi io, poi lei… fu l’amplesso più lungo di cui abbia memoria, lei ebbe una serie di orgasmi e finalmente arrivò anche il mio.

Sudati e stremati ci accasciammo sul letto, l’uno accanto all’altra per riprendere fiato, stavamo sul letto a scambiarci qualche effusione, alla foga animalesca di pochi attimi prima si era sostituita la dolcezza, fatta di baci, carezze e sorrisi.

Guardando fuori ci accorgemmo che ormai il sole era alto e io dovevo tornare a casa, mi preparò un caffè, ci sedemmo in cucina per fare colazione e quattro chiacchere, mi riportò a casa verso mezzogiorno. Rientrato a casa vidi mia madre preoccupata che mi chiese

“dove sei stato fino a quest’ora?”

“a scopare” le risposi soddisfatto, andai in camera mia e mi addormentai ripensando a quella indimenticabile notte.


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